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Discussione: [26 marzo] VIDEOGIOCHI, GUERRA E UN CERTO SAPORE DI SCIACALLAGGIO COMMERCIALE

  1. #1
    keiser
    ospite

    Predefinito [26 marzo] VIDEOGIOCHI, GUERRA E UN CERTO SAPORE DI SCIACALLAGGIO COMMERCIALE

    È proprio vero che ciascuno reagisce in maniera diversa alle situazioni della vita. È una banalità pazzesca, me ne rendo conto mentre la scrivo, ma mi serve ad introdurre l'argomento di oggi e vi prego di passarmela. Personalmente non ho granchè voglia di comprare o mettermi a giocare titoli bellici, di questi tempi. Eppure, stando a quanto riferito dalla CNN.com (http://money.cnn.com/2003/03/25/commenta ry/game_over/column_gaming/index.htm), i videogame a sfondo bellico (che già hanno guadagnato una consistente fetta di mercato lo scorso anno) stanno avendo una decisa impennata di vendite. Le serie Medal of Honor e Battlefield 1942, dopo aver venduto parecchio ai tempi della loro uscita, sono tornati ad essere tra i più richiesti dal pubblico. Conflict: Desert Storm della Take Two Interactive è andato esaurito in molti supermercati statunitensi, e chi ne ha delle copie ancora sugli scaffali si guarda bene dall'abbassare i prezzi, cosa che invece si fa normalmente sui giochi che hanno qualche mese sulle spalle.
    Ma il titolo del giorno è [b]Desert Combat[b] (http://desertcombat.com/), un mod gratuito per Battlefield 1942 sviluppato da un gruppo di appassionati che si fa chiamare Trauma Studios, già molto apprezzato dalla comunità multiplayer, ma che dall'inizio della guerra ha visto un notevole incremento delle visite al proprio sito web. Le parole di Frank DeLise, responsabile del progetto, non lasciano spazio a dubbi: «siamo stati contattati da numerosi publisher che vogliono venderlo, quindi non credo che rimarrà un mod per molto tempo ancora. Più probabilmente diventerà un expansion pack». Commenti?

  2. #2

    Predefinito Re: [26 marzo] VIDEOGIOCHI, GUERRA E UN CERTO SAPORE DI SCIACALLAGGIO COMMERCIALE

    Paradossalmente la guerra, per quanto sia un evento tragico, è visto come un "avvenimento" come tanti altri che stimola la fantasia delle persone: questa "corsa" ai giochi a sfondo bellico mi ricorda un po' la stessa voglia che hai, una volta visto un film particolarmente bello o letto un libro molto affascinante, di giocare a qualche titolo che possa quanto meno ricordarlo, oppure di cercare screen saver, sfondi, icone o quant'altro ci permetta di ricreare in modo virtuale ciò che ha colpito la nostra fantasia.
    Se uno ci gioca con questo spirito, magari anche con l'idea di sdrammatizzare un po' gli eventi, non ci vedo niente di male, certo, se poi uno ci gioca con l'idea: "Si che bello così gioco a far finta di ammazzare un po' di americani e/o iracheni", allora la cosa mi mette addosso un po' di tristezza...

  3. #3
    Andrew B. Spencer
    ospite

    Predefinito Re: [26 marzo] VIDEOGIOCHI, GUERRA E UN CERTO SAPORE DI SCIACALLAGGIO COMMERCIALE

    Che dire? Questa è un'abitudine consolidata e veramente triste del mondo dei videogiochi...

    C'è la guerra nel Kosovo, e dopo neanche un mese eccoti il simulatore con le missioni nelle quali si va a bombardare da quelle parti oppure il tattico a squadre...

    Contrariamente a quanto detto da Qmatteoq, non è certo la fantasia dei game designer a essere stimolata: se usassero quella, farebbero uscire giochi come Sacrifice, piuttosto...

    Il fatto che queste operazioni abbiano successo mi fa dubitare seriamente dell'intelligenza di molti videogiocatori.

  4. #4
    La Nebbia
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    Predefinito Re: [26 marzo] VIDEOGIOCHI, GUERRA E UN CERTO SAPORE DI SCIACALLAGGIO COMMERCIALE

    Concordo.. e comunque il "sentir parlare di guerra" ha aperto altri specchi di interesse.
    Ho notato un impercettibile incremento del vestiario mimetico.. e ieri l'ho visto comparire nelle vetrine della upim, o era coin? non fa' molta differenza, dopotutto..
    Ma è solo l'inizio.. L'attacco all'iraq è cominciato una settimana fa'.. La risposta commerciale è stata terribilmente veloce! Colpa (o merito) di chi? Ma dell'informazione, naturalmente!!
    Posso divagare un pochino (ma solo un pochino)?
    Ma avete notato che belle immagini? Nitide.. Luminose.. Tutti i Tg del mondo hanno almeno UN inviato da mostrare, barricato in un quartiere non bombardabile, natualmente. Le immagini giorno per giorno.. sempre diverse.. Distrae quasi, no? Ci allontana dal motivo del conflitto e ti porta ad incuriosirti sul suo sviluppo.. e poi dicono che non ci sono gli psicologi dietro l'informazione..
    E a me è venuta voglia di "Command e Conquer: Generals". Adesso so che posso comprarlo senza sentirmi un guerrafondaio.

  5. #5
    Suprema Borga Imperiale L'avatar di Do_urden
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    Predefinito Re: [26 marzo] VIDEOGIOCHI, GUERRA E UN CERTO SAPORE DI SCIACALLAGGIO COMMERCIALE

    a dire la verità anch'io ho iniziato a giocare a c&c generals adesso! Non che prima non mi interessasse ma penso sia più un fatto pubblicitario che altro, forse proprio il fatto che da una parte si sta svolgendo nella realtà quello che tutti i giorni provi nella finzione attira le masse. Purtroppo è così anch'io che personalmente odio ogni forma di guerra giusta o sbagliata che sia sono stato attirato dal gioco e dalla sua "involontaria" pubblicità. E' uno sciacallaggio vero e proprio, ma purtroppo la nostra mentalità è influenzata da questo genere di cose. Cmq è un bel gioco che vi consiglio

  6. #6

    Predefinito Re: [26 marzo] VIDEOGIOCHI, GUERRA E UN CERTO SAPORE DI SCIACALLAGGIO COMMERCIALE

    Io ho avuto un idea:
    cabliamo una bella fibra ottica tra baghdad e Washington e facciamo giocare a MOH Saddam e Bush(etta?). Così non ci andiamo di mezzo noi civili, e neanche i soldati (anche se questi se le cercano un po' di più) Tanto l'abbiamo capito tutti che la democrazia è uno specchietto per le allodole...facciamoli scannare virtualmente e poi tutti a letto presto!!!! (e bushino...vacci piano con quei salatini, che lo sai che poi ti vanno per traverso, cadi e ti rompi il cranio!!!! mamma mia....)

  7. #7
    Il Puppies
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    Predefinito Re: [26 marzo] VIDEOGIOCHI, GUERRA E UN CERTO SAPORE DI SCIACALLAGGIO COMMERCIALE

    secondo me le simulazioni fatte bene(non volgari arcade)sui guerre realmente combattute non sono niente di male,e' esattamente come farci un film sopra la cosa che mi lascia basito e' pero' il raddoppio dei player presenti su desert combact(visto tramite the all seying eye)
    a me sinceramente giocare a dc che vede iracheni contor americani in questo momento mi sembra una mancanza di rispetto verso chi sta combattendo e morendo laggiu'...
    come ho gia' detto in un topic sul forum "fps" e' come se vi venisse ucciso un amico(anche qua corna e stracorna) e il giorno stesso la gente si mettesse a giocare a "uccidi l'amico di <tuo nome>"
    non so a voi ma a me fa quell'effetto.......di tutti i titoli che ci sono proprio una guerra in atto dobbiamo giocare? ci sono tanti bei ribelli russi,trafficanti di droga,dittatori,nazisti pixellosi che se le danno di santa ragione tra videogiochi e mod perche' proprio DC?

  8. #8

    Predefinito Re: [26 marzo] VIDEOGIOCHI, GUERRA E UN CERTO SAPORE DI SCIACALLAGGIO COMMERCIALE

    Andrew B. Spencer ha scritto mer, 26 marzo 2003 13:04

    Contrariamente a quanto detto da Qmatteoq, non è certo la fantasia dei game designer a essere stimolata: se usassero quella, farebbero uscire giochi come Sacrifice, piuttosto...

    E chi ha detto questo? Chiedo scusa se mi sono espresso male, io mi riferivo alla fantasia dei videogiocatori che viene stimolata e che fa venire voglia di giocare a videogame a sfondo bellico...

  9. #9
    Il Puppies
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    Predefinito Re: [26 marzo] VIDEOGIOCHI, GUERRA E UN CERTO SAPORE DI SCIACALLAGGIO COMMERCIALE

    Dicono che la pubblicità sia l'anima del commercio....pubblicità "subliminale" migliore per vendere un gioco di "guerra" non c'è.....

  10. #10

    Predefinito Re: [26 marzo] VIDEOGIOCHI, GUERRA E UN CERTO SAPORE DI SCIACALLAGGIO COMMERCIALE

    Ultimamente rispondo agli editoriali di Claudio in modo polemicissimo... Non credo che ci sia una sorta di sadismo generale che porta le persone a voler simulare gli eventi che stanno accadendo... Credo piuttosto che, considerato il periodo, le software house si stiano concentrando soprattutto su videogiochi a scopo bellico proprio perchè è un argomento che torna attuale... Giocando a Splinter Cell, basta fare un paio di associazioni Georgia-Iraq, Nicolaze(ocomecavolosichiama)-Saddam, ed eccoci catapultati nella realtà..! Certo, sarebbe bello poter risolvere il conflitto con gli stessi metodi di Sam Fisher...
    Non credo che i videogiocatori in generale si stiano cinicamente interessando di più a questo genere di VG, semplicemente, escono più giochi belli di guerra; perchè non acquistarli? Se mi decido di comprare qualcosa, adesso, sarà Vietcong.

  11. #11

    Predefinito Re: [26 marzo] VIDEOGIOCHI, GUERRA E UN CERTO SAPORE DI SCIACALLAGGIO COMMERCIALE

    EC - decido a comprare...

  12. #12
    Shogun Assoluto L'avatar di nukemall
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    Predefinito Re: [26 marzo] VIDEOGIOCHI, GUERRA E UN CERTO SAPORE DI SCIACALLAGGIO COMMERCIALE

    Non ci vedo niente di diabolico: in tempo di mondiali "spaccano" i giochi di calcio, durante la stagione NFL in USA si impennano le vendite di Madden, a me adesso sta venendo una gran voglia di integrare le abituali sedute di Project Gotham e WRC II Extreme con qualche simulazione di F1...

  13. #13

    Predefinito Re: [26 marzo] VIDEOGIOCHI, GUERRA E UN CERTO SAPORE DI SCIACALLAGGIO COMMERCIALE

    Da appassionato di vecchia data di simulatori di volo bellici non posso che spezzare una lancia a loro favore (dato che sono stati chiamati in causa).
    Normalmente la comunità dei simulatori è costituita da persone dotate di una certa maturità che le porta a capire facilmente la differenza tra realtà e finzione.
    Esattamente come il fatto di comandare un gruppo della regia aeronautica non significa essere per forza un nostalgico del regime fascista, sparare a un caccia Irakeno in un simulatore di volo non significa di certo che si ama la guerra.
    Ricordiamoci sempre che in un videogioco bellico qualsiasi non stiamo sparando a un essere umano o alla sua bandiera, ma ad un semplice agglomerato di pixel e poligoni. E magari con colui che sta dall'altra parte (nel caso dei giochi online) il giorno andiamo andiamo pure a berci una birra in compagnia.
    Il fatto che un gioco si prefigga di SIMULARE la realtà non significa che rappresenti la realtà stessa. Per questo non mi scandalizzo di certo come coloro che davanti a Marine Sharpshooter della Groove (un FPS in cui si impersona un cecchino dei marines che ha fatto parecchio scandalo quando si è saputo che molti dei nemici avrebbero parlato arabo) hanno invocato la censura. Anzi, al limite mi compiaccio per l'attenzione ai particolari dei programmatori.
    Cerchiamo di mantenere il gioco nella dimensione del gioco, la realtà è già abbastanza brutta per conto suo.

  14. #14

    Predefinito Re: [26 marzo] VIDEOGIOCHI, GUERRA E UN CERTO SAPORE DI SCIACALLAGGIO COMMERCIALE

    Sinceramente non sono per nulla stupito della situazione. Mi ricordo bene che, anche se ero un bambino, che la stessa cosa era accaduta durante la guerra per le Falkland. C'era stato un fortissimo incremento di giochi di guerra, che allora erano principalmente board-games. Questo significa che non si tratta di un fenomeno legato esclusivamente ai videogiochi. Non c'è differenza nella risposta degli utenti ora come allora, solamente i videogiochi sono molto più presenti e considerati.

    Se non sono stupito della situazione non ne sono però certo contento. Mi sembra che in momenti come questi si dovrebbe avere un po' meno voglia di giocare a titoli bellici. Con questo non voglio dire che coloro che lo fanno non distinguono la realtà dalla finzione/simulazione. Semplicemente penso che proprio in questi momenti si dovrebbero giocare meno in favore di altri titoli, per distrarsi dalla triste realtà. Invece sembra, a volte, che ci sia quasi un godimento nell'essere spettatore di momenti così tragici.

    Comunque si tratta di questioni di sensibilità personale e quindi poco parametrizzabili, anche se noto proprio in questi giorni che alcune popolazioni occidentali sembrano molto poco sensibili, a volte pericolosamente vicine all'ipocrisia. Le società che vendono dei prodotti cercano, ovviamente, di approfittare del momento, a prescindere da considerazioni etiche.

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