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  1. #276
    Suprema Borga Imperiale L'avatar di Kraven VanHelsing
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    E allora perché dovrebbero rivotarlo?

  2. #277
    Il Nonno L'avatar di gmork
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    forse a brown gli e' piaciuto molto V for vendetta

  3. #278
    Il Puppies L'avatar di alainpoeta
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    Citazione Originariamente Scritto da Hatsu Visualizza Messaggio
    Berlusconi > Brown sotto quasi ogni punto di vista, il che e' tutto dire.
    Non ci credo, poveri inglesi.

  4. #279
    Il Nonno L'avatar di gmork
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    è la punizione divina per non aver aderito all'euro

  5. #280
    Il Nonno L'avatar di Edward Green
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    IL PIÙ GRANDE ATTACCO VALUTARIO DEGLI ULTIMI ANNI
    Economia DI PINO BUONGIORNO E MARCO DE MARTINO
    panorama.it/

    La cena si è tenuta alla Townhouse, una sala privata ed esclusiva creata dal ristorante Park avenue winter al numero 100 sulla 63ª strada di Manhattan, quasi all'incrocio con Park avenue. In questa fascia dell'Upper east side, il quartiere prediletto dai miliardari newyorkesi, la sera si vedono solo domestici che portano a spasso cani che annusano le limousine nere parcheggiate in doppia fila.

    Fuori si annuncia una tempesta di neve che, da lì a poche ore, immobilizzerà New York, ma dentro quella palazzina si progetta la tempesta finanziaria che nelle prossime settimane potrebbe sconvolgere ancora una volta l'economia globale.

    Neppure Tom Wolfe, che nel Falò delle vanità fu il primo a raccontare i vezzi e la spietatezza dei raider di borsa americani, «i padroni dell'universo», come li chiamava lui, avrebbe mai potuto immaginare una cena come quella dello scorso lunedì 8 febbraio a New York.

    Nella foto: La copertina del ”Der Spiegel” in edicola questa settimana

    Sulle sedie color cioccolata siedono le migliori menti speculative americane, compresi gli emissari dei tre gestori di hedge fund più ricchi e potenti del mondo: George Soros, John Paulson e Steven Cohen. Ed è della loro prossima scommessa miliardaria che si discute mentre i camerieri fanno circolare lo champagne Krug e lo chef Craig Koketsu prepara il suo menu con pollo al limone e filet mignon.

    Stavolta l'obiettivo è più grande del mercato immobiliare distrutto nel 2008. Per colpire la nuova preda nel mirino, l'euro, la moneta unica europea che tanti successi ha ottenuto durante la crisi internazionale contro il biglietto verde americano, ci vuole una strategia più sofisticata che permetta di giocare non solo sulla crisi della Grecia (300 miliardi di euro di debito sovrano e un deficit del 12,7 per cento rispetto al pil), ma anche su paesi di maggiore peso economico che i convitati giudicano vulnerabili. Il Portogallo, sì, ma è piccolo. L'Irlanda, va bene, ma siamo sempre lì.

    La Spagna, certo, quella andrebbe bene. Già, sono i Pigs, maiali da mandare al macello, ridacchia qualcuno. E, perché no?, perché non provare ad azzannare addirittura l'Italia? Un paese finanziariamente più solido degli altri, ricorda uno dei commensali, ma politicamente così diviso che sarebbe facile da spolpare grazie a molti appoggi interni. Lì per lì, si inventa un nuovo acronimo Piigs (la doppia I sta per Irlanda e Italia). Già due giorni dopo, se ne approprierà la Cnn nel suo programma dedicato alla finanza.

    Ai tavoli, dove, per accompagnare il filet mignon con costolettine brasate e verdure grigliate, è stato scelto un Montrachet d'annata, si approfondiscono strategie finanziarie come l'«Hong Kong double play». Sempre alla ricerca di riferimenti alle proprie imprese passate, i manager degli hedge fund si riferiscono alla doppia scommessa che tentarono durante la crisi delle economie asiatiche a cavallo tra il 1997 e il 1998.

    Quella volta i raider fecero due scommesse contemporanee: una contro la borsa e l'altra contro il dollaro di Hong Kong, che sembrava resistere meglio alla crisi mentre, con effetto domino, si svalutavano tutte le monete della regione. Molti però ricordano bene che solo un intervento particolarmente tempestivo delle autorità di Hong Kong aveva sventato il loro tentativo di fare soldi abbattendo anche quella moneta.

    Per portare l'euro alla parità col dollaro dalla soglia massima di dicembre di 1,51 euro contro 1 dollaro, in una discesa vertiginosa che potrebbe rappresentare il colpaccio di una vita, ristabilendo il primato finanziario degli Stati Uniti, dovrà essere usata una versione riveduta e aggiornata di quella stretta mortale. I lavori, per la verità, sono già in corso da tempo: a novembre i mercati davano la possibilità di una tale discesa del dollaro a 33 a 1.

    Oggi le puntate vengono accettate a 14 a 1. Quello che agli occhi dei comuni mortali potrebbe sembrare un complotto, nel linguaggio dei manager degli hedge fund ha un nome molto più rispettabile: «Idea dinner», una sorta di brain storming della speculazione. Abbattere la moneta unica europea è infatti solo uno di 23 possibili spunti d'investimento messi nel menù della serata: si parla anche di scommettere sul rialzo del dollaro canadese e della Philip Morris, e di trafiggere con «put» al ribasso la Bank of America e la Wells Fargo.

    Ma che la distruzione dell'euro non rappresenti un'idea qualunque lo dimostra il fatto che, una settimana dopo la cena, raccontata per la prima volta dal Wall Street Journal, il dipartimento della Giustizia americano ha chiesto ad alcuni dei fondi presenti di non distruggere alcuna transazione delle loro scommesse contro l'euro. Non si tratta ancora dell'apertura di un'indagine formale, ma quasi. A differenza di quel che si pensa, infatti, i raider degli hedge fund adorano scambiarsi informazioni, perlomeno quelle che non violano i segreti più inconfessati li, come gli algoritmi che governano i loro computer.

    Il consenso, quasi sempre transatlantico fra Wall Street e la City londinese, può essere persino utile perché porta a un effetto cartello che aumenta in modo esponenziale le possibilità di guadagno. Tutti sanno che la vera bravura non sta nell'identificare il bersaglio, ma nel colpirlo e affondarlo.

    Si fa presto a determinare che scommettendo sul ribasso dell'euro si può fare l'affare della propria vita, ma l'importante è come costruire la propria puntata e quando metterla sul tavolo. Che la finanza ad alto rischio sia un grande casinò nessuno lo sa meglio dei presenti, a partire da Andy Monness, fondatore della boutique della finanza Monness, Crespi, Hardt and Co., che ha organizzato la cena

    Lui che negli anni Settanta è stato addirittura costretto a dichiarare bancarotta dopo un azzardo clamorosamente sbagliato sulla Levitz, un gruppo produttore di mobili, ora è resuscitato tanto da chiamare a raccolta i titani delle borse. Ci sono gli emergenti come Donald Morgan di Brigade capital e David Einhorn, il quarantenne presidente di Greenlight capital: fu lui che, a fine 2008, intuì che la Lehman Brothers aveva scarse possibilità di sopravvivere e quindi scommise sulla discesa del titolo, accelerandone il fallimento.

    A un tavolo, dove la scelta è caduta soprattutto sul pollo arrosto al profumo di limone, troneggiano gli uomini della Sac capital di Steven Cohen, 52 anni, l'eccentrico finanziere che tiene il suo trading floor alla temperatura costante di 21 gradi per impedire che qualcuno dei suoi 180 broker possa appisolarsi. Tra i maggiori collezionisti d'arte moderna, Cohen è famoso per avere comprato lo squalo in formaldeide di Damien Hirst, che ora ha prestato al Metropolitan Museum di New York. Tutt'altro stile è quello di John Paulson, il minuto ed enigmatico fondatore del Paulson and Co.

    Dopo avere creato il suo fondo con 2 milioni di dollari nel 1994, Paulson lo ha portato a 12,5 miliardi all'inizio del 2007, che si sono trasformati in 32 miliardi ora: non c'è altro finanziere al mondo che abbia saputo approfittare meglio della recente grande crisi, anche grazie ai consigli del finanziere italiano Paolo Pellegrini, che fu il primo a prevedere l'imminente crollo del mercato immobiliare. Ora Paulson ha un patrimonio personale stimato attorno a 7 miliardi di dollari.

    Ma gli occhi degli invitati sono tutti puntati sul manager che rappresenta George Soros, il quale ha sicuramente più dimestichezza di tutti nelle scommesse sulle valute: l'attacco del finanziere di origine ungherese alla sterlina nel 1992 gli portò in tasca 1 miliardo di dollari e costrinse la Gran Bretagna a ritirarsi temporaneamente dallo Sme, il sistema monetario europeo. Nessuno crede realisticamente che Soros possa ripetere l'impresa con l'euro, la cui forza sul mercato è ben maggiore rispetto a quella della sterlina: circa 1.200 miliardi vengono scambiati ogni giorno nella moneta comune europea. Ma nella Banca centrale europea di Francoforte preoccupa, e non poco, la campagna di stampa che il vecchio finanziere sta conducendo contro l'euro (nello schema qui sopra i possibili effetti sui cittadini). In mancanza di una riforma politica, ha scritto Soros di recente sul Financial Times, ovvero se non si crea un Tesoro unico capace di agire sul piano fiscale a fianco della Bce, il dissolvimento della moneta unica europea è quasi certo.

    Cosa che non significa necessariamente che lui punti per forza sul dollaro. Mentre a Davos, al World economic forum, parlava pubblicamente a fine gennaio dell'imminente bolla speculativa dell'oro, si è scoperto che nell'ultimo trimestre Soros ha raddoppiato le sue posizioni sul metallo giallo. Andy Cowen, il manager della Sac, è il primo a intervenire durante la cena dicendo che, secondo i suoi analisti, in qualsiasi modo finisca la crisi greca, l'euro è destinato comunque a uscirne indebolito.



    Molti dei presenti hanno già fatto centinaia di milioni di dollari di guadagno sulla crisi di Atene comprando cds, i credit default swap, che rappresentano un'assicurazione sulla possibilità di bancarotta della Grecia. Ora quasi tutti hanno chiuso la loro esposizione sotto il Partenone e sono passati alla fase successiva della campagna di distruzione dell'economia europea, concentrandosi sulle incursioni contro l'euro.

    «Voglio capire... voglio sapere chi ha fatto che cosa» ha detto al Financial Times il commissario Ue Michel Barnier. Pochi giorni dopo la cena alla Townhouse i future contro l'euro raggiungevano la cifra di 60 mila, la più alta mai toccata dal 1999. Ma nell'ultima settimana di febbraio anche quel record era già infranto. I future sono già più di 70 mila.

    È guerra aperta: i fondi speculativi contro i governi dell'Eurozona. Più si fortificano le difese dell'Ue, più sfrontata diventa la sfida degli squali di Wall Street e della City londinese. Come nei conflitti armati vengono messi in azione per la prima vol- ta anche i servizi segreti.

    Prima, l'Eyp greco, che svela la manovra congiunta degli hedge fund Brevan Howard, con sede a Londra, e di quelli americani Moore capital, Fidelity international, Pimco e soprattutto Paulson & Co. Anche a Madrid il governo socialista di José Luis Zapatero incarica il Cni di scoprire e neutralizzare chi punta a destabilizzare la Spagna. Suona l'allarme pure in largo Santa Susanna, a Roma, negli uffici romani del Dis, il dipartimento delle informazioni per la sicurezza.

    Proprio nell'ultima relazione al Parlamento sulle attività dell'intelligence italiana, resa nota a fine febbraio, il prefetto Gianni De Gennaro, direttore generale del Dis, ha messo nero su bianco a pagina 99: «Il dispositivo di intelligence sul versante economico-finanziario è stato significativamente potenziato, traducendosi in un volume di produzione informativa e di analisi secondo solo a quello sul terrorismo internazionale».

    E mentre a Parigi il ministro del Tesoro Christine Lagarde afferma che «i derivati dovrebbero essere vigorosamente regolati o addirittura vietati», e in Lussemburgo il primo ministro Jean-Claude Junker, responsabile anche dell'Eurogruppo, minaccia di usare «strumenti di tortura» contro gli speculatori, a Berlino Angela Merkel ( che ha promesso di non dare neppure un euro alla Grecia) è fuori di sé dalla rabbia perché è convinta che anche le fughe di notizie sui progetti franco-tedesco- olandesi per salvare la Grecia (da 30 a 40 miliardi di euro) siano state pilotate dalle centrali speculative per mettere sotto pressione il governo tedesco portando nuovi soldi ai soliti noti.

    A Roma, nei maestosi corridoi del ministero del Tesoro, nessuno sottovaluta le intenzioni degli speculatori tanto più che proprio Giulio Tremonti è stato il primo a sollevare già nel G8 di Osaka del 2008 la questione dei contratti speculativi richiedendo meccanismi obbligatori di controllo e di riequilibrio temporale delle posizioni di perdite e di guadagno così da limitare la formazione di bolle.

    Ma a confortare il governo sono i più recenti rapporti delle grandi banche di affari e delle agenzie di rating che esprimono giudizi positivi sulla tenuta dei conti italiani. Non solo: contro coloro che agiscono per affossare l'euro Tremonti fa valere quello che ripete spesso in questi giorni: «Sulla base delle mie informazioni non esiste affatto una strategia imperiale del dollaro contro l'euro. Semmai una precisa strategia di Barack Obama contro le banche». Come dire che quella cena prima o poi potrebbe risultare più che indigesta.

    Pino Buongiorno e Marco De Martino
    Fonte: www.panorama.it/
    8.03.2010
    Che ne pensate di quest'articolo?

  6. #281
    Il Nonno L'avatar di Hatsu
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    Citazione Originariamente Scritto da Edward Green Visualizza Messaggio
    Che ne pensate di quest'articolo?
    Che di nuovo (un articolo simile era gia' stato postato) si confonde chi scommette sul verificarsi di un determinato evento (crollo dell'euro in questo caso) con le potenziali cause dell'evento stesso.

    Non c'e' Soros o Paulson che possano mettere in ginocchio l'euro. Se l'euro cadesse (estremamante improbabile) sarebbe per motivi completamente diversi e nessuno al mondo vuole che questo accada, perche' porterebbe ad una implosione globale che nemmeno immaginate.

  7. #282
    Chiwaz
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    LA SUCCESSIONE A TRICHET
    Bce, la Bild attacca Draghi
    «Un uomo della lira non sia Mr. Euro»
    Il tabloid tedesco: alla presidenza di Francoforte vada Weber, numero uno della Bundesbank



    BERLINO - Il tabloid tedesco Bild lancia un duro attacco a Mario Draghi, sostenendo che la presidenza della Banca centrale europea (Bce) dovrebbe andare all'attuale numero uno della Bundesbank, Axel Weber, e non al governatore della Banca d'Italia. «Mario Draghi, capo della Banca centrale italiana, vuole diventare Mr. Euro», esordisce il giornale più letto della Germania, che dedica una pagina alla «sfida» tra Draghi e Weber.

    UOMO DELLA LIRA - «Il presidente della Banca centrale europea garantisce il destino della nostra moneta, amministra l'eredità del buono e stabile marco tedesco», prosegue il tabloid. E poi, riferendosi a Draghi, attacca: «Un uomo della lira! Per la memoria: questa era la moneta con un numero infinito di zeri. Questo non può essere vero». Il tabloid ricorda che Draghi guida la banca d'Italia dal febbraio del 2006 e commenta che il suo predecessore - Antonio Fazio - «è indagato dalla Procura». «Bene, Draghi è un sottile intellettuale romano, veste in modo elegante, ha un titolo di professore (politica economica e finanza), è stato - prosegue il tabloid - direttore esecutivo della Banca mondiale. Tuttavia, soprattutto: è stato un banchiere d'investimento della Goldman Sachs a Londra. La Goldman Sachs, tra l'altro, è stata la banca che dal 2001 ha aiutato la Grecia a truccare il suo debito per l'Ue con dubbie speculazioni finanziarie». E commenta ancora: «Draghi (ai tempi di Londra soprannominato 'Super Mario'), che era responsabile dei rapporti con gli 'stati e le agenzie statali', non vuole avere niente a che fare con l'imbroglio greco». Il giornale dedica un altro articolo a Weber e spiega «perchè questo tedesco deve diventare» il nuovo presidente della Bce, sottolineando tra l'altro che «l'uomo è cresciuto con una moneta forte: con il marco tedesco».


    11 marzo 2010
    lul.
    cortocircuiti logici incoming.

  8. #283
    Moloch
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    Ma gli ariani ce l'hanno nel dna la posa di tirarsela come una fica il sabato sera?

  9. #284
    Lo Zio L'avatar di stuckmojo
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    Citazione Originariamente Scritto da Chiwaz Visualizza Messaggio
    lul.
    cortocircuiti logici incoming.
    E' inevitabile. Sara' un altro uomo Goldman al timone.

  10. #285
    Il Nonno L'avatar di Hatsu
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    Per una volta sono ottimista, sia Weber che Draghi (il quale pero' come sottolina stuck e' un uomo GS) sono persone competenti.
    Di sicuro ambedue sono meglio di quel clown che c'e' alla fed.

    Prego che la BCE faccia le scelte coraggiose che deve fare.

  11. #286
    Lo Zio L'avatar di stuckmojo
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    Citazione Originariamente Scritto da Hatsu Visualizza Messaggio
    Per una volta sono ottimista, sia Weber che Draghi (il quale pero' come sottolina stuck e' un uomo GS) sono persone competenti.
    Di sicuro ambedue sono meglio di quel clown che c'e' alla fed.

    Prego che la BCE faccia le scelte coraggiose che deve fare.
    Meglio che Buffoon Bernanke di sicuro. Spero in un Tedesco che ha nel DNA i principi di funzionamento della Supply Chain di una nazione sana, che includono (bestemmio) Industria pesante, chimica, ricerca, manifattura, costruzioni PRIMA dei servizi.

    Come disse un vecchio lord a Maggie Tatcher, dopo un discorso sulla "service economy" (Maggie stava chiudendo tutte le industrie del Nord Est Inglese) - What are we supposed to service exactly?

  12. #287
    Il Nonno L'avatar di Hatsu
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    Citazione Originariamente Scritto da stuckmojo Visualizza Messaggio
    Meglio che Buffoon Bernanke di sicuro. Spero in un Tedesco che ha nel DNA i principi di funzionamento della Supply Chain di una nazione sana, che includono (bestemmio) Industria pesante, chimica, ricerca, manifattura, costruzioni PRIMA dei servizi.

    Come disse un vecchio lord a Maggie Tatcher, dopo un discorso sulla "service economy" (Maggie stava chiudendo tutte le industrie del Nord Est Inglese) - What are we supposed to service exactly?
    Si il tedescone e' la scelta migliore, non e' il caso di avere opinioni campanilistiche su questo.
    Pero' anche Draghi ha spesso detto cose con cui mi sono trovato d'accordo, quindi sarebbe accettabile.

    Quella del lord e maggie non la sapevo, stupenda

    Stuck tu sai che se vieni a londra ci dobbiamo birrettizzare vero?

  13. #288
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    Concordo con Stuckmojo: sono persone adatte al ruolo, entrambi, ma il tedesco credo sia leggermente superiore.

  14. #289
    Lo Zio L'avatar di stuckmojo
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    Citazione Originariamente Scritto da Hatsu Visualizza Messaggio
    Si il tedescone e' la scelta migliore, non e' il caso di avere opinioni campanilistiche su questo.
    Pero' anche Draghi ha spesso detto cose con cui mi sono trovato d'accordo, quindi sarebbe accettabile.

    Quella del lord e maggie non la sapevo, stupenda

    Stuck tu sai che se vieni a londra ci dobbiamo birrettizzare vero?
    /OT: Ovvio. ero quasi per passare da Londra la settimana prossima con un biglietto per Chelsea-Inter regalato da un amico avvoltoio/banchiere Citigroup, ma non posso perche' saro' in Spagna :(

    Comunque, un banchiere centrale che capisca cosa succede nell'economia Europea serve. Invece di buttare soldi su istituti in bancarotta (tutte le banche commerciali in pratica), ci vorrebbe un coraggioso che capisca dove l'allocazione di fondi a basso costo possa fare la differenza.

    Fossi io, la prima cosa che farei sarebbe detassare le industrie che costruiscono cose e favorire la produzione di tutto quanto possibile in Europa, cosi' da dare soldi da spendere ai consumatori invece che caricarli di debiti. Teoria troppo complessa, lo so.

    Invece pare che, in controtendenza, Gordon abbia deciso di alzare la income tax a quei pochi sfigati (come me) che la pagano.

    And the masterplan comes together.

  15. #290
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    in islanda fanno i buffi e non pagano

  16. #291
    Il Nonno L'avatar di Hatsu
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    Citazione Originariamente Scritto da stuckmojo Visualizza Messaggio
    /OT: Ovvio. ero quasi per passare da Londra la settimana prossima con un biglietto per Chelsea-Inter regalato da un amico avvoltoio/banchiere Citigroup, ma non posso perche' saro' in Spagna :(

    Comunque, un banchiere centrale che capisca cosa succede nell'economia Europea serve. Invece di buttare soldi su istituti in bancarotta (tutte le banche commerciali in pratica), ci vorrebbe un coraggioso che capisca dove l'allocazione di fondi a basso costo possa fare la differenza.

    Fossi io, la prima cosa che farei sarebbe detassare le industrie che costruiscono cose e favorire la produzione di tutto quanto possibile in Europa, cosi' da dare soldi da spendere ai consumatori invece che caricarli di debiti. Teoria troppo complessa, lo so.

    Invece pare che, in controtendenza, Gordon abbia deciso di alzare la income tax a quei pochi sfigati (come me) che la pagano.

    And the masterplan comes together.
    Ti sei dimenticato la possibile introduzione del VAT sui basic foods e la super ferrovia ad alta velocita' (ma come la finanziano di grazia!?)

  17. #292
    Lo Zio L'avatar di stuckmojo
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    http://www.telegraph.co.uk/finance/e...bt-crisis.html

    La Unicredit (seconda banca Europea) ritiene che il Regno Unito sia messo peggio della Grecia. Sono assolutamente d'accordo.

    Se il downgrade arriva prima delle elezioni forse c'e' qualche speranza.

  18. #293
    Chiwaz
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    Com'è che dai quotidiani inglesi non arriva nessun articolo di fuoco sui brogli elettorali di Berlusconi per le regionali?

  19. #294
    Lo Zio L'avatar di stuckmojo
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    Citazione Originariamente Scritto da Chiwaz Visualizza Messaggio
    Com'è che dai quotidiani inglesi non arriva nessun articolo di fuoco sui brogli elettorali di Berlusconi per le regionali?
    se proprio insisti:
    http://www.timesonline.co.uk/tol/new...cle7047479.ece

    Silvio Berlusconi’s party out of poll count in ‘comedy of errors’
    Silvio Berlusconi: the Italian PM vented his fury at the 'amateurs and idiots' surrounding him
    Image :1 of 2

    Richard Owen, Rome
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    Silvio Berlusconi vented his fury at the “amateurs and idiots” surrounding him after his ruling party was disqualified yesterday from two of this month’s crucial regional polls for failing to submit valid electoral lists in time.

    Barring an appeal, the Prime Minister’s People of Liberty (PdL) party will not be able to contest elections in Lazio, the region surrounding Rome, and Lombardy, Mr Berlusconi’s home turf, because of what the media described as a “comedy of errors”.

    The elections were seen as a test of Mr Berlusconi’s waning popularity amid sex scandals and mounting allegations of corruption.

    In Lazio, Alfredo Milioni, a PdL official, missed the deadline for handing in the party’s candidate list by first showing up too early, and then too late.

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    He arrived at the election office half an hour early, then went away and returned 15 minutes after the noon deadline. Mr Milioni offered a number of explanations for the mishap: he said he had slipped out for a panino sandwich, according to one account. Or he had gone to check on his daughter waiting in their car, who “had a temperature”. Or he had gone to collect missing electoral papers. Other reports indicated that the party had missed the deadline because of last-minute wrangling over candidates.

    Mr Berlusconi, 73, already embroiled in sex scandals and two corruption trials, was reported to be furious. His mood did not improve when it emerged that the PdL list in Lombardy, his home region around Milan, had also been declared void, this time because 514 of the required 3,500 signatures were ruled to be invalid.

    That would seem to bring a premature end to the political career of Nicole Minetti, the oral hygienist and former dancer who treated Mr Berlusconi after he was assaulted in Milan last year, and who was to stand in the Lombardy poll.

    PdL officials blamed both fiascos on the small, left-wing Radical Party, which lodged a complaint about “irregular” signatures in Milan and whose members allegedly jostled and “distracted” Mr Milioni as he tried to deliver the vital documents in Rome.

    Emma Bonino, leader of the Radical Party — and a former European Union commissioner and centre-left candidate for president of the Lazio region — described the charge as “a laughable lie”. Renata Polverini, the PdL candidate for the same post, had been seen as the favourite after the resignation in October of Piero Marrazzo, a former centre-left regional president, in a scandal involving drugs and transsexual prostitutes.

    Ms Polverini appealed to President Napolitano, Italy’s head of state, to intervene over “this bureaucratic problem”. Mr Napolitano refused, saying it was a matter for the courts. Mr Berlusconi, who has repeatedly claimed that he is the victim of “persecution” by Italy’s magistrates, announced that he would put his faith in the appeal judges.

    A final decision must be made by March 13, when electoral lists are published. Roberto Formigoni, the current centre-right president of Lombardy, said he was confident the issue would be resolved. The elections will be held on March 28 and 29.

    • Television chat show hosts yesterday began a protest against a decision by RAI, the state broadcaster, to suspend all political talk shows until after the elections. In the past, the shows were allowed to continue, provided they guaranteed equal time for both coalitions.

    As the elections draw near, concerns grow over Mr Berlusconi’s personal ratings. They have fallen from 60 per cent at the last election 18 months ago to 46 per cent. The ruling party approaches the election with growing signs of internal strife. In one of his strongest statements to date, disassociating himself from Mr Berlusconi, Gianfranco Fini, the Prime Minister’s closest rival, said yesterday that he was proud to have co-founded the PdL — “but I don’t like the party the way it is”.
    non male i commenti.

    Il discorso e' che in UK sono talmente invasati sulle loro elezioni che il resto non conta.

    Se vai su "el Mundo", trovi decine ri articoli sulla questione

  20. #295
    Chiwaz
    ospite

    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    Ah, mi sembrava

  21. #296
    Lo Zio L'avatar di stuckmojo
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    Ah, mi sembrava
    Ormai per me quella fase e' passata e mi meraviglio che i giornali esteri non crocifiggano Gordon Clown lol

  22. #297
    Il Nonno L'avatar di Hatsu
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    http://www.telegraph.co.uk/finance/e...bt-crisis.html

    La Unicredit (seconda banca Europea) ritiene che il Regno Unito sia messo peggio della Grecia. Sono assolutamente d'accordo.

    Se il downgrade arriva prima delle elezioni forse c'e' qualche speranza.
    Mah, improbabile. Le agenzie di credito hanno tutte forti legami politici e, a meno che il mercato se ne freghi totalmente del rating e massacri il UK forzando dunque un downgrade, e' difficile che si vedano cambiamenti a quel AAA.

    Riguardo Berlusconi, qua hanno casini ben piu' grossi a cui pensare al momento. Berlusconi e' folklore

    Aneddoto magnifico: ieri ero in tube per Bond Street, e una coppia di signore sulla quarantina sedute davanti a me parlavano di una loro amica. Questa poveretta aveva un debito in euro (quindi quasi certaente una casa) che non riusciva piu' a pagare, e le due tipe si stavano autoconvincendo che tutto sarebbe andato per il verso giusto in qualche modo ("ha un buon salary ce la fara'" "la sua famiglia ha soldi vedrai che la aiutano" etc).
    E io stavo li ad ascoltare col sorrisino compiaciuto di chi vede confermate le proprie previsioni

  23. #298
    Lo Zio L'avatar di stuckmojo
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    Mah, improbabile. Le agenzie di credito hanno tutte forti legami politici e, a meno che il mercato se ne freghi totalmente del rating e massacri il UK forzando dunque un downgrade, e' difficile che si vedano cambiamenti a quel AAA.

    Riguardo Berlusconi, qua hanno casini ben piu' grossi a cui pensare al momento. Berlusconi e' folklore

    Aneddoto magnifico: ieri ero in tube per Bond Street, e una coppia di signore sulla quarantina sedute davanti a me parlavano di una loro amica. Questa poveretta aveva un debito in euro (quindi quasi certaente una casa) che non riusciva piu' a pagare, e le due tipe si stavano autoconvincendo che tutto sarebbe andato per il verso giusto in qualche modo ("ha un buon salary ce la fara'" "la sua famiglia ha soldi vedrai che la aiutano" etc).
    E io stavo li ad ascoltare col sorrisino compiaciuto di chi vede confermate le proprie previsioni
    Quanti di questi fessi. Un aneddoto recente (rubato da un'altra parte):
    Glad you brought this up.My other halfs sister had a nice ex council semit,bought for 70k.2 years ago they decided they wanted the "exec" house.New built £260k.
    I told them they were crazy,the market was due a crash an they lose all the equity they built up over 14 years.Of course i was deluded,houses only go up,this ones doubled,new one will as well
    So they sold and got 140k 70k equity,took a mortgage over 30 years as only way to "afford" it (72 when paid off).

    Roll ofrward to now,the exact same house opposite is up for £185k and no offers yet,so at best all 70k equity built up their whole lives gone in 2 years plus an extra 5k.The old house type are selling well at 120k so theyd of still had 50k equity.

    It wasnt just first time buyers who bought too high,i think like you said the ost damage is people who moved up,took on huge mortgages and have seen the equity gone in a flash.

    Wait until the re-mortgage comes up and they cant get a good rate.They can service the debt,but they are locked in to 30 years of struggle on a house they now own 0% of .

  24. #299
    Chiwaz
    ospite

    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    Cosa si intende con "equity" ?

  25. #300
    Il Nonno L'avatar di Hatsu
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    Predefinito Riferimento: nazionalizzare le banche e dazi le uniche cure alla crisi?

    Citazione Originariamente Scritto da Chiwaz Visualizza Messaggio
    Cosa si intende con "equity" ?

    Risposta breve: il capitale.

    Risposta lunga: http://en.wikipedia.org/wiki/Equity_%28finance%29

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