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Discussione: Il Crepuscolo di Costantinopoli

  1. #1

    Predefinito Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Introduzione

    Costantinopoli, la capitale dell’Impero… la mia città…
    Se dovessi narrarvi l’intera storia della Città d’Oro, probabilmente dovreste starmi ad ascoltare per molto, molto tempo…forse anche più di quanto ve ne spetti su questa terra.
    Tuttavia i vostri occhi si perderebbero nei miei mentre ascoltate, e tornereste la notte seguente, e quella dopo ancora, incantanti dalle gesta degli Dei e dei Diavoli che hanno abitato e in parte ancora abitano questa città.
    …Ma cos’è veramente Costantinopoli ?
    E’ triste che oramai pochi lo ricordino, che le stesse famiglie non riconoscano più i propri stemmi sugli araldi e che duemila anni di storia si sgretolino sotto il peso del tempo.
    Costantinopoli è il sogno di tre antichi amanti che desideravano creare il regno del Signore.
    Un regno di pace e prosperità, un regno ponderato e perfetto dove prosperare tutti.
    Al dilà delle strade e dei muri; al dilà delle gemme e delle cupole d’oro; provate a volgere lì i vostri sguardi, e potrete scorgere la volontà Divina, l’amore per gli uomini, il Verbo.
    Non lasciate cadere i vostri occhi sulle spoglie mortali della città, quelle non hanno poi molta importanza, ma guardate oltre… e vedrete che Costantinopoli è molto più di una città: è stata il sogno di molti, ed è la speranza di altrettanti.
    Le radici della mia città si snodano nel passato per quasi duemila e quattrocento anni… un tempo qui sorgeva un piccolo villaggio di pescatori greci, e il suo nome era Bisanzio.
    Per trecento anni fu contesa fra Atene e Sparta, e più volte venne distrutta. Poi divenne città libera, e il ciclo di morte e resurrezione continuò per mille e trecento anni.
    Tramontò il tempo dei Greci, iniziò quello dei Romani.
    La città fu presa dalla guerra civile, e quando Lucio Settimio Severo sconfisse Pescennio Nigro e rase al suolo la città, le fondamenta per Costantinopoli furono gettate.
    Poi, accadde che nacque un generale toccato da Dio, e noi lo seguimmo, abbagliati dal futuro che insieme avremmo potuto creare.
    Abbandonammo l’immortale città morente e seguimmo il profeta. Battezzò Costantinopoli “Nuova Roma”, e noi lo osservammo nell’ombra.
    Furono anni d’oro, durante i quali Costantino completò la Cristianizzazione dell’Impero, e noi dirigemmo la costruzione della città.
    La creammo a misura d’uomo, ognuno faceva la propria parte di lavoro insieme agli altri, e il nostro sogno brillava immensamente nell’oscurità.
    Purtroppo però, anche il più bel sogno ha i suoi lati oscuri, e attorno a noi fu discordanza; le due persone che più mi erano care se ne dipartirono, l’una in più malo modo dell’altra, e io rimasi solo.
    E’ passato molto tempo dai vecchio giorni felici e la città è cresciuta e prosperata, è divenuta capitale dell’impero, ha fatto da culla per la Vera Fede ed è stata un simbolo per ogni uomo del mondo.
    Ed il sogno non è morto, il mio spirito ne è testimone, io stesso sono più vicino a Dio di quanto non lo sia mai stato.
    Questo vi dico, fratelli miei, ma la notte volge al termine e il sole è all’orizzonte.
    E’ tempo per voi di andare, ma tornate al mio cospetto quando risorgerete dalle vostre bare, e rivolgete ancora una volta il vostro sguardo al cielo, cosicché possiate ammirare il mio volto.
    Allora io vi parlerò di nuovo, e la vostra sete di conoscenza sarà placata per un’altra notte.
    Intanto andate a dormire, quando vi risveglierete forse avrete compreso alcune delle cose che vi ho detto questa notte, e vi sembrerà di vedere la città con dei nuovi occhi.
    Ricordate che le porte del Paradiso sono sempre aperte, per chi ha fede nel Signore.


    Michele, l’angelo dagli occhi di vetro

    Prefazione

    Costantinopoli, 1194.
    Per ogni torre e per ogni cupola, per ogni sfarzo e per ogni moneta d’oro, in qualsiasi momento, di giorno o di notte, un uomo soffre e muore.
    I soli e le lune si alternano, come si sono sempre alternati, e ciò che gli storiografi ricorderanno come “la città d’Oro”, si avvia velocemente ed inesorabilmente verso il suo ultimo decorso.
    La città non è più quella che ricordano i bardi nelle loro canzoni, e per intuirlo basta poco, basta volgere il proprio sguardo fra la gente.
    La città è divisa, smembrata: i Bizantini e i Latini si danno guerra su ogni fronte possibile, e la guerra si combatte di giorno in giorno all’interno delle grandi mura di Teodosio II, senza bisogno di un esercito invasore venuto dall’est musulmano.
    I Latini…la più triste nota dell’Opera Magna, solo una decina di anni fa avete visto con i vostri stessi occhi le angherie di cui sono capaci gli uomini.
    Avete visto la città armata scendere contro sé stessa, avete visto gli ospedali venire depredati degli ammalati, gli ammalati venire uccisi senza pietà.
    La spada dell’Imperatore diventa ogni giorno meno tagliente, e nella città regna il caos. Le leggi che un tempo vigevano ora non vengono rispettate, e nel clima di povertà di molti rioni il crimine è all’ordine del giorno.
    Il clima è teso, una situazione di stabilità sembra solo un lontano miraggio, nessuno fa veramente qualcosa, ognuno si aspetta che siano gli altri ad agire.
    È davvero destinato tutto a finire ? Il peso degli anni schiaccerà le antiche rovine oppure uno spirito di risorgimento si leverà come è avvenuto in numerose crisi del passato ? Forse la notte non lascerà più spazio alla luce del giorno, ma forse, se tutti ci impegniamo, anche questo periodo buio potrebbe essere superato, e un giorno potremo riderne, chiamando una volta ancora Costantinopoli “la Città d’Oro”.


    Inizio della storia di Raziel:
    La candela posta accanto al tuo giaciglio, che ha illuminato le tue letture per diverse notti, giace oramai come un ammasso informe di cera grigia da cui spunta una esile fiamma, la cui vita non durerà che pochi minuti ancora.
    Bianca, la luce della luna e delle stelle penetra dalle inferriate della finestra posta sopra il tuo giaciglio illuminando la piccola porta di legno alla tua sinistra, ma sai che non ti basterà per continuare la tua lettura, e così inizi a prepararti mentalmente per distogliere il tuo sguardo dalle pagine intrise d’inchiostro e prendere una nuova candela dal cassetto.
    La tua stanza è piccola,rettangolare, costruita in pietra grezza e scura di cui la candela illumina solo i tratti più sporgenti.
    L’arredo è povero, atto alle esigenze di un monaco non di un nobile, e la sua vista ti riempie il cuore di quella pace che solo la rinuncia e la lotta contro l’empio ti riesce a dare.
    Di fronte al tuo giaciglio vi è una piccola porta, il cui legno logoro e intriso di umidità odora di muschio. Per entrarvi, devi piegarti e abbassare la testa: sei decisamente alto per i costumi della tua gente, e poche persone possono guardarti dritto negli occhi, ancora meno dall’alto in basso.
    Fra il giaciglio e la porta, un piccolo tavolo da notte e un armadio che sale fino al soffitto, dove riponi le tue tuniche e i tuoi effetti personali.
    Ai piedi del tuo giaciglio invece, quattro piani di scaffali che percorrono tutta la parete di fronte all’armadio e che sostengono lunghe file di libri, tomi e pergamene antiche che hai appena letto o che dovrai leggere a breve.
    L’aria è umida e fredda, e nonostante la tua tunica pesante senti le angherie della notte sulla tua pelle.
    Leggi ancora qualche minuto, poi la luce della candela diventa troppo tenue perché tu possa continuare, e chiudi il tomo rilegato con un pezzo di carta a segnare la pagina dove sei arrivato. Prendi un’altra candela dal tavolo alla tua destra e la accendi, scostando quella vecchia.
    Finalmente, puoi continuare.
    L’atmosfera è calma, il rumore che proviene dal monastero, dall’università e dalle strade circostanti è troppo lieve per disturbarti, e così quando dei passi si avvicinano alla tua stanza, hai tutto il tempo per richiudere il libro e alzarti.
    L’odore della cera bruciata è inebriante, pari a quel profumo che si può respirare in chiesa, e ti distrai un attimo a gustarlo, fino a che i passi non si fermano e senti una mano bussare sulla porta e una voce chiamare il tuo nome.
    E’ uno dei tuoi compagni monaci, lo riconosci, e dopo esserti sistemato un attimo apri la porta.
    L’uomo di fronte a te è tozzo, la sua pancia è gonfia di pane, minestra e carne, e le sue gote sono rosse dal vino.
    La sua bocca è piccola, le labbra sottili, gli occhi scuri e sovrastati da pesanti sopracciglia, il naso non degno di particolare nota di demerito o di complimento.
    “Fratello Raziel, anche questa sera non vi siete presentato alla mensa…vi fa male astenervi dal nutrirvi !… Dovete… mangiare !…”
    Il monaco è leggermente agitato e preoccupato
    “Avete un aspetto così tirato e smunto…vi sentite male, vero ? E’ la vostra malattia…preghiamo tutti per la vostra guarigione, come vi sentite, di grazia ?”

    Inizio della storia di Karl Johansen:
    Il trambusto cittadino non ti da pace, abituato come sei alle assonnate strade di un piccolo villaggio.
    I potenti zoccoli dei cavalli, le pesanti ruote dei carri e il vociare dei mercanti e degli strilloni…che bisogno c’è di fare tanto baccano ?
    Il giorno volge al termine, l’aria è fredda e secca, gli uomini per strada ritornano alle proprie case.
    Ti senti dannatamente bene, l’aria che si respira a Costantinopoli ti riempie i polmoni di sapienza.
    Intorno a te vedi solo stupidi uomini ignoranti, ma basta alzare gli occhi ai palazzi per comprendere il genio degli architetti, la maestria degli artisti, l’intelligenza che pervade quegli ambienti colti.
    Sei libero da qualsiasi vincolo, libero di scegliere in tutta coscienza la strada che vuoi seguire, e come ogni sera ti rechi all’università del monastero degli Iesudiani, bramoso di imparare qualcosa di più e di dare il tuo contributo per estirpare la stupidità dal mondo.
    Cammini celermente da quasi un’ora, l’università è situata lontana dal centro cittadino, ma la cosa non ti pesa, assorto come sei nei tuoi pensieri.
    Quando finalmente giungi al monastero, il sole è oramai tramontato all’orizzonte, e istintivamente cerchi conforto fra le mura amiche.
    La porta dell’università è molto grande: le due ante rettangolari di legno scuro sono aperte verso il corridoio interno, e la lastra di rame scolpita sopra la porta, è inscritta in un grande arcone cieco a tutto sesto.
    A proteggere la porta vi sono quattro guardie, quattro uomini vestiti di cuoio e cotta di maglia che poggiano stanchi le loro lunghe e pesanti alabarde di ferro sulle spalle.
    Non ti curi particolarmente di loro, noti che uno ha i baffi lunghi, uno è vecchio e grigio, uno ti fissa assortamente, ma oramai sei già nel corridoio di marmo, e tutto il resto ti sembra di scarsa importanza ora.
    Il corridoio è magnifico, come ogni giorno ed ogni notte che lo percorri. Le colonne in marmo rosso dai capitelli floreali sorreggono una volta a botte decorata a mosaico, e sui muri sono affrescati paesaggi naturali dai colori ancora accesi.
    Approfitti uno o due minuti del calore delle torce, e ne approfitti per iniziare ad ascoltare i discorsi che si stanno tenendo nell’aula del dibattito.
    Senti che la discussione è accesa, e che il dibattito è sostenuto, l’argomento deve essere interessante.
    Ti scosti dalla torcia riscaldando un’ultima volta le tue mani e ti dirigi verso la sala.
    Apri la pesante porta il minimo indispensabile e sgattaioli dentro senza dare fastidio. La sala è molto grande, le scalinate salgono in una alta platea dove sono seduti molti uomini dai volti animati.
    Un uomo vecchio e dalla barba incolta sta parlando agitando il dito contro un gruppo di persone vestite poveramente, e questi a loro volta confabulano fra loro.

  2. #2
    Harlan draka
    ospite

    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    studio il mio fratello per qualche istante prima di rispondere

    avete ragiona... ma studio e preghiera mi assorbono totalmente

    chiudo gli occhi e mi passo una mano sulla fronte, nonostante il freddo la trovo imperlata da minute goccioline di sudore, riapro gli occhi

    sto abastanza bene da compiere i miei doveri

    li dico indicando la candela accesa ed il libro

  3. #3
    Banned L'avatar di Fire_Devil
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    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Appena entrato nella stanza mi appoggio al muro più vicino incrociando le braccia dopo aver posizionato ai fianco a me il bastone da passeggio in modo da assistere da lontano all'acceso discorso e cerco di capire l'argomento che infiamma le parole di quell'uomo che punta il dito contro quel gruppo di persone vestite poveramente...meglio non essere coinvolti fino a che non so di cosa si tratta...

    Non si assiste spesso a dibattiti così accesi in queste mura...deve trattarsi senz'altro di una questione degna di molta importanza...

    Dico tra me e me posando lo sguardo prima sugli uomini della platea e poi sull'altro gruppo

  4. #4

    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Raziel:
    “Capisco…” Il monaco esita qualche secondo e fa una piccola smorfia con le labbra “Vi va di fare un salto in mensa ? Siamo ancora tutti lì riuniti…tanto il vostro turno alla biblioteca inizia fra un’ora…”
    L’uomo si rimbocca il saio e poi ricomincia senza aspettare una tua risposta
    “Vi lascio fratello, se avete piacere di raggiungerci c’è una cena anche per voi, altrimenti buono studio !”
    Accenna ad un sorriso e lo vedi incamminarsi verso la sala da pranzo con passo veloce.

    Karl:
    “No signori, Alessio III non ci porterà alla gloria, ci porterà alla rovina !”
    L’uomo dalla barba incolta ha un’espressione severa, e le ossa del suo volto magro sono particolarmente marcate
    “La sua politica è debole, perdona una offesa e ne subirai altre dieci ! Non riesce a tenere il potere saldamente, e ben presto questo finirà per scivolargli dalle mani, e ci ritroveremo nel caos più totale…oh, misericordia, è possibile che non riconosca la tradizione, la consuetudo ? Dove pensate che ci porterà la sua mancanza di forza, la sua personalità amorale e non rispettosa delle antiche leggi dei nostri avi ?”
    L’uomo scuote la testa e alza le spalle, il suo viso è fisso sulla platea, magnanimo.
    Poi finalmente si muove, e si avvia verso il suo posto a sedere, fra gli applausi e i fischi.
    Uno degli uomini vestiti in abiti poveri si alza e si ferma un attimo con i suoi compagni a confabulare qualcosa, poi si appresta al centro della sala
    “Concittadini, non prestate fede alle parole di Sigismondo, Alessio III non ci sta conducendo al caos ! E non è un uomo debole, noncurante delle tradizioni come vorrebbe farvi credere, il problema è che i tempi sono cambiati, i tempi in cui ci troviamo sono bui, e solo rinnovandoci possiamo sperare di andare avanti come abbiamo sempre fatto…”
    ….Politica…è strano che se ne parli in questo luogo, pensi assortamente mentre nella tua testa rimbombano le altisonanti parole degli eruditi legislatori…

  5. #5
    Harlan draka
    ospite

    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    chiudo la porta e lentamente torno verso il tavolo, poggio una mano sul libro e chiudo di nuovo gli occhi, la mente vaga.

    "Angele Dei, qui custos es mei, me tibi commìssum pietàte supèrna illùmina, custodi, rege et guberna."

    riapro gli occhi e spengo la candela soffiandoci sopra, sento l'odore portato via dal vento


    lo farò Mio Signore

    deto questo torno verso la porta, esco dalla mia cella e mi dirigo verso la mensa per mangiare qualcosa e incontrare gli altri miei fratelli prima di dirigermi verso la bibilioteca per iniziare il mio turno

  6. #6

    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Chiudi lentamente la malmessa porta della tua stanza e volti a sinistra, per percorrere lo stretto corridoio.
    Il passaggio è stretto, poco più largo delle tue spalle, e per evitare alcune torce appese al muro bisogna piegare il busto.
    L'odore dell'acqua stagnante è forte, e il gocciolio dell'acqua piovana infiltratasi nelle crepe dei muri è quantomeno fastidiosa.
    Prosegui osservando la tua ombra proiettata in tutte le direzioni dalle diverse torce...ora quella davanti a te è scura e quella vicina è chiara, ora si sovrappongono creando zone più buie, ora lasci una delle tue ombre per calzarne un'altra.
    Giri a destra, fra le torce ci sono le porte per gli alloggi dei tuoi fratelli.
    Arrivi poi fino alla porta della mensa, e vi entri osservando incuriosito gli altri monaci.
    Non li hai visti molto ultimamente, fra il lavoro, lo studio e le tue condizioni di salute non eri certo in grado di essere presente.
    La mensa è una sala rettangolare, a due piani. Un grande lucernario pende maestoso dal soffitto e alcune torce sono innalzate da strutture in ferro ai lati della stanza, che tutto sommato è molto scura.
    Al centro vi è una grande tavola molto lunga, su cui sono posati piatti e stoviglie usate, tozzi di pane e bottiglie di acqua e di vino.
    Al tuo entrare molti degli occhi della sala ti si puntano addosso. Alcuni preoccupati, alcuni distaccati, altri freddi.
    Qualche secondo di silenzio, un mormorio sommesso, poi Raimondo, un tuo superiore si alza e ti si avvicina.
    "Raziel, è un piacere rivedervi fra noi, come vi sentite ? ...Ma ti prego, siediti e mangia qualcosa, e prega con tutti noi per il nostro pane quotidiano"

  7. #7
    Harlan draka
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    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Bardiel_XIII ha scritto ven, 22 aprile 2005 alle 19:03

    Qualche secondo di silenzio, un mormorio sommesso, poi Raimondo, un tuo superiore si alza e ti si avvicina.
    "Raziel, è un piacere rivedervi fra noi, come vi sentite ? ...Ma ti prego, siediti e mangia qualcosa, e prega con tutti noi per il nostro pane quotidiano"

    molto meglio, vi ringrazio

    poi lo saluto rispettosamente e mi avvio verso il mio posto, mi siedo e portando una mano al rosario inizio a pregare sommessamente


    Pàter nòster, qui es in caelis,
    sanctificètur nomen tùum, advèniat regnum tùum,
    fiat volùntas tua sìcut in caelo et in terra;
    panem nostrum supersubstantiàlem dà nobis hòdie,
    et dimìtte nos dèbita nostra
    sìcut et nos dimìttimus debitòribus nostris,
    et ne nos indùcas in tentatiònem,
    sed lìbera nos a malo.
    Amen




    [GDR OFF ] che devo fare col cibo? lo portano o me lo devo prendere?[GDR ON]

  8. #8
    Banned L'avatar di Fire_Devil
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    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Faccio alcuni passi avanti prendendo il bastone e facendolo strisciare sul pavimento

    I messeri di certo perdoneranno l'interruzione del dibattito per guadagnare un nuovo interlocutore, nevero?

    Sorrido prima da una parte e poi dall'altra

    Sono relativamente nuovo in città e mi devo ancora abituare alla sua animosità ed al suo contesto politico, quindi suppongo che tutti voi sarete bene lieti di illustrarmi in brevi parole la situazione, in modo che anch'io possa partecipare a questa desueta conversazione....

    do un lieve colpo di tosse portandomi la mano libera alla bocca

    ....desueta in quanto da quando frequento queste mura esse non hanno mai assistito ne ad un dibattito politico e ne ad una conversazione così accesa...

  9. #9

    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Quote:
    [GDR OFF ] che devo fare col cibo? lo portano o me lo devo prendere?[GDR ON]
    beh, tranquillo, particolari del genere li puoi inventare tu

    Raziel:
    Mentre rassicuri Raimondo e ti guardi intorno, vedi che la sua faccia è severa ed impassibile.
    Il suo volto è segnato dall’età, e profonde rughe gli scavano le guance cadenti.
    I suoi occhi sono socchiusi, la fronte e la testa coperte da un berretto pesante che un tempo doveva essere verde.
    Volgi lo sguardo alla lunga tavola e vedi che la tua sedia è riposta ordinatamente sotto il tavolo, come se nessuno l’avesse toccata in tua assenza.
    Uno dei tuoi fratelli, senza nemmeno interpellarti, si fa passare una scodella di zuppa e un pezzo di pane e li sistema in modo che tu possa mangiare.
    Ci metti un po’ a riconoscerlo, un improvviso malore ti coglie per una decina di secondi e ti sembra che tutto intorno a te oscilli e si annebbi.
    Non dai segno agli altri del tuo dolore, non vuoi essere compatito in questo momento, e finalmente riesci a riconoscere il fratello che ti ha passato il cibo: è Mario Scillio, l’altro aiutante della Custode della Fede.
    Ovviamente lui non sta mangiando come voi, e sapete bene tutti il perché, ma per cortesia e spirito di fraternità vi fa compagnia.
    La sua figura è magnanima, immobile.
    Il suo viso è sereno, e la sua pelle liscia e bianca gli conferisce un aspetto quasi angelico.
    I suoi occhi sono di un azzurro molto intenso, e mentre ti fissano sembrano indagare nel profondo della tua anima.
    Il saio che indossa, in tutto e per tutto uguale al tuo, gli copre il collo abbondantemente, e suoi corti capelli grigi si perdono sulla nuca coperta.


    Karl:
    “Salve concittadino, benvenuto. Siamo qui riuniti; e fra noi potrai conoscere legislatori, giudici, burocrati, ministri, uomini di chiesa e qualche nobile, per discutere di politica.
    Se questo è il primo consiglio a cui avete l’onore di partecipare, non è certo cosa strana: in quest’aula si è molto più soliti parlare di altre materie come scienze teologiche, matematiche, filosofiche naturali.
    Isacco II Angelo, che alcuni sostengono sia un grande Imperatore, strenuo protettore dell’impero e dei suoi sudditi, ma che altri pensano sia una cattiva guida per tutti noi.
    Ora, quegli uomini seduti in quell’ala sostengono che l’Imperatore sia troppo indulgente con il popolo, che rifiuti le tradizioni degli avi e che non presti l’attenzione necessaria al commercio. Sostengono che si faccia beffe dei nobili e che per sua mano l’Impero stia perdendo potere, che in sostanza la Grazia Divina dovrebbe far sì che salga al potere un nuovo Imperatore.
    Noi sosteniamo invece che la sua politica sia alquanto accorta, che la sua indulgenza sia la pietra a misura della sua modernità, che la sua Santa guida non abbia bisogno dell’approvazione dei Nobili, perché Lui è l’Imperatore, e Lui deve guidarci.
    Grazie a Lui la città potrebbe prosperare, negli ultimi cinquant’anni l’esercito non è mai stato così numeroso, e a breve le nostre forze supereranno quelle degli infedeli musulmani, che verranno convertiti alla Vera Fede”

  10. #10
    Harlan draka
    ospite

    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    saluto mario ed inizio a mangiare lentamente la zuppa ed il pane, con lo sguardo fisso nella scodella mentre con la mente ripasso quello che ho studiato prima di venire in mensa., quando ho finito di mi volto verso il mio conffratello quando ho una nuova crisi e sono costretto a chiudere gli occhi mentre con una mano mi aggrappo al tavolo e con l'altra cerco il rosario.

    poi la crisi passa, vedo lo sguardo preoccupato del confratello



    non preoccuparti.. è stato solo un leggero capogiro

    poi iniziiamo a parlare del nostro lavoro in biblioteca come aiutanti della Custode della Fede

  11. #11

    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    "Benchè molti non abbiano occhi per notarle, io vedo le tue sofferenze"
    Dice Mario con un tono di voce greve
    "Ma gioisci se il signore ti vorrà con sè, perchè diventerai un angelo come noi, ed insieme potremo fare la Sua volontà in eterno".
    "Io avevo paura quando le ultime forze mi stavano lasciando, e non ti biasimerò se all'ultimo verrai preso dall'incertezza, dal dubbio, perchè questo è insito nel tuo animo umano"
    Il vampiro la testa, si piega leggermente in avanti.
    "Ad ogni modo le tue paure svaniranno presto, c'è molto lavoro da fare, e presto anche tu vedrai con i tuoi occhi cosa si cela dietro le mortali spoglie della città. Vedrai chi la domina, vedrai cosa potrebbe accaderle, vedrai cosa ha portato a ciò che vedi oggi"
    Vedi che il corpo dell'essere è più sciolto ora, e che sul suo viso si illumina un sincero sorriso, oscurato dalle ombre della notte.
    "...Anche oggi ti eri dimenticato di venire a mangiare, eh ?"
    Riprende con un'aria più umana, scendendo su discorsi a te più accessibili
    "Sei stato tutto il giorno a leggere e a studiare, sei un grande aiutante, insieme saremo degli ottimi custodi"
    Molti confratelli escono dalla sala, ritornando ai propri alloggi o alla preghiera e al lavoro
    "La città laffuori è in tumulto, molti vorrebbero rimpiazzare l'imperatore Isacco II con il fratello, credo che nei prossimi tempi ci sarà da lavorare qui al monastero, la gente si sentirà insicura. Non so nemmeno io cosa pensare, Isacco è una figura ambigua..."

    [gdr off]
    per notizie su Isacco II vedi il post sopra per Fire

  12. #12
    Harlan draka
    ospite

    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    [GDR OFF] ora non so che dire ... ci penso un po e poi posto [GDR ON]

  13. #13
    Banned L'avatar di Fire_Devil
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    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Beh, non so molto della politica del luogo ma certamente mi incuriosisce il fatto che un imperatore sia osannato così tanto dal basso popolo mentre è colpevolizzato dalla alta borghesia....mentre di solito accade il contrario...

    dico cercando di incorciare lo sguardo dell'anziano uomo barbuto che stava parlando quando sono entrato nella stanza

  14. #14
    Harlan draka
    ospite

    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    non temo la morte del corpo, è solo un passaggio verso la vita eterna nella luce del Signore

    guardo il mio confratello angelo negli occhi calmi


    e... si mi ero dimenticato

    dico ridendo sommessamente, poi mi guardo attorno e parlo fra me e me

    anche io diverro un angelo

  15. #15

    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Raziel:
    Mangi con calma mentre gran parte dei tuoi fratelli si avviano alle loro stanze, fino a che a tenerti compagnia c’è solo Mario.
    La luce delle torce illumina appena l’ambiente, ma il calore del fuoco su cui bolle un grosso pentolone rende l’ambiente confortevole.
    Il profumo del cibo è invitante e dolce, ma non eccedi, e ti prepari ad andare alla Biblioteca, come ogni sera.
    “E’ ora di andare, Raziel, la Custode ci starà aspettando. Sono arrivati molti libri, dovremo catalogarli e sistemarli”
    Il vampiro abbassa lo sguardo
    “E rendere conto delle nostre disattenzioni, alcuni libri sono spariti dalla biblioteca.”
    Mario alza la testa e ti fissa
    “Libri antichi…un libro tre settimane fa ed un libro l’altra notte”

    Karl:
    Incroci il tuo sguardo con l’uomo barbuto e questi approfitta del momento di pausa dell’altro per alzarsi e parlare
    “E’ politica ragazzo mio, non sperare mai di capirci qualcosa ! Ahr Ahr Ahr … Quell’uomo ha detto molte mezze verità, alcune cose false, di alcune cose ha analizzato solo gli aspetti positivi. Fattostà che è un tiranno che non presta orecchio ad alcun saggio consiglio degli anziani, e prende che il popolo gli giuri fedeltà. Un uomo saggio ascolta i consigli degli altri, e non fa indebolire la propria città per qualche strana idea o astratto concetto. E se, tanto per ribattere ad una delle tesi, l’esercito non è mai stato così numeroso negli ultimi anni, non è nemmeno mai stato così male armato ed addestrato. Ci sono stati pesanti tagli sull’apparato militare in termini di qualità, ha mandato in ritiro i soldati esperti, ha ceduto alle pressioni dei comandanti esperti che volevano

  16. #16
    Harlan draka
    ospite

    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Bardiel_XIII ha scritto mar, 26 aprile 2005 alle 17:40
    “E’ ora di andare, Raziel, la Custode ci starà aspettando. Sono arrivati molti libri, dovremo catalogarli e sistemarli”
    Il vampiro abbassa lo sguardo
    “E rendere conto delle nostre disattenzioni, alcuni libri sono spariti dalla biblioteca.”
    Mario alza la testa e ti fissa
    “Libri antichi…un libro tre settimane fa ed un libro l’altra notte”
    un misto di stupore e colpa riempie la mia mente mentre percorriamo i lunghi passaggi, rischiarati da qualche torcia del monastero, diretti verso la biblioteca


    Raziel: spariti!!! ma come è successo? come e possibile che qualcuno sia riuscito a trafugarli dalla biblioteca? e chi sarà stato?

    abbasso gli occhi e guardo il pavimento e parlo fra me e me

    Raziel: colpa mia... avrei dovuto prestare più attenzione... ho tradito la sua fiducia

    giro la testa verso il confratello ma senza alzare lo sguardo, delle lacrime solcano il mio viso

    Raziel: quali libri sono spariti? erano molto preziosi? ne abbiamo delle copie?

    guardo di nuovo dinanzi a me, ormai siamo quasi arrivati, giriamo un angolo ed ecco laggiù.. la biblioteca

    Raziel: comunque dobbiamo recuperarli

  17. #17
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    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Inarco un sopracciglio mentre ascolto le parole dell'uomo

    Buonuomo, finora non mi avete fornito nessun elemento che potrebbe sostenere la vostra tesi....avere un esercito numeroso ma mal addestrato è una colpa? Non vi facevo così bellicoso, messere.

    Abbasso lo sguardo e sorrido osservando il pavimento prima di rialzare lo sguardo sul mio interlocutore

    Piuttosto, perchè non mi spiegate cosa sono queste "strane idee" che colpevolizzerebbero l'imperatore

  18. #18

    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Raziel:
    “chi può dire di chi sia la colpa ?”
    Il volto di Mario è sereno
    “Potrebbero essere stati trafugati quando erano sotto la tua cura come quando erano sotto la mia, o sotto quella di entrambi o di tutti e tre. I tuoi sensi sono quelli di un mortale, ma la fiducia che noi tutti riponiamo in te è massima, e sappiamo che fai tutto quello che puoi”
    Il corridoio si fa sempre più corto, le grandi ante di legno massiccio e scuro della porta sono proprio davanti a voi due e Mario le sta aprendo spingendo con molta forza
    “I libri che sono stati trafugati sono fra i più antichi manoscritti che custodiamo, copie originali. Colui che li ha rubati è un ladro dannatamente astuto e scaltro, ma la sua identità e i suoi scopi sono ad ora un mistero”.
    Le grandi porte rettangolari sono aperte dietro di voi, e la Biblioteca dei Dimenticati si apre davanti ai vostri occhi come la luce nelle tenebre.
    “Resta l’ira della Custode, conserviamo le copie ma non è affatto contenta. Ma non temere troppo per la tua persona, è arrabbiata con te e con me come è arrabbiata con se stessa e con gli altri monaci”
    Mario richiude le porte e mentre tu osservi assortamente la sala.
    Grande è lo splendore della Biblioteca, e grande è in essa la cultura.
    Sotto i tuoi piedi vi è marmo bianco decorato a mosaico con motivi geometrici, tutto intorno a te scaffali, librerie, colonne intagliate, affreschi.
    La stanza è quadrata, e due corridoi si snodano uno di fronte ed uno alla vostra sinistra.
    La biblioteca conta dodici stanza, l’una più grande e maestosa delle altre.
    Arazzi, Statue, pitture, legni pregiati.
    Ed infine i libri, che battono di gran lungo ogni affresco e mosaico del Monastero

  19. #19

    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    [Gdr OFF] Ah, e lasciatemi dire che siete intrambi magnifici

  20. #20
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    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Bardiel_XIII ha scritto mar, 26 aprile 2005 alle 18:46
    [Gdr OFF] Ah, e lasciatemi dire che siete intrambi magnifici
    [Krazie, Krazie ]

  21. #21
    Harlan draka
    ospite

    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Bardiel_XIII ha scritto mar, 26 aprile 2005 alle 18:46
    [Gdr OFF] Ah, e lasciatemi dire che siete intrambi magnifici
    grazie ^_^

    [/GDR ON]

    Bardiel_XIII ha scritto mar, 26 aprile 2005 alle 18:35
    Raziel:
    “chi può dire di chi sia la colpa ?”
    “Potrebbero essere stati trafugati quando erano sotto la tua cura come quando erano sotto la mia, o sotto quella di entrambi o di tutti e tre. I tuoi sensi sono quelli di un mortale, ma la fiducia che noi tutti riponiamo in te è massima, e sappiamo che fai tutto quello che puoi”
    “I libri che sono stati trafugati sono fra i più antichi manoscritti che custodiamo, copie originali. Colui che li ha rubati è un ladro dannatamente astuto e scaltro, ma la sua identità e i suoi scopi sono ad ora un mistero”.
    “Resta l’ira della Custode, conserviamo le copie ma non è affatto contenta. Ma non temere troppo per la tua persona, è arrabbiata con te e con me come è arrabbiata con se stessa e con gli altri monaci”
    finalmente guardo il mio confrastello, non curante delle lacrime che mi rigano il volto

    Raziel: hai di nuovo ragione

    abbozzo un sorriso mentre ammiro le statue, gli intagli ma soprattutto i libri che riempiono questo scrigno di sapere, inalo l'odore della pergamena, dei libri... della storia

    Raziel: andiamo da lei

    poi avanzo nella sala in cerca della Custode

  22. #22

    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Karl:
    Poni la domanda all’uomo che sul momento sembra un po’ spiazzato.
    Ti fissa per due o tre secondi rielaborando una strategia diplomatica ed infine inizia a spiegarti come Isacco II Angelo sia in realtà un cattivo imperatore, di gran lunga inferiore a quelli che la tradizione ha sempre donato alla città.
    Parla per qualche minuto, i fatti che cita sono a te perlopiù estranei, finché improvvisamente finisce la loquela e si siede, soddisfatto del suo discorso che ti è parso convincente, almeno quanto quello del suo rivale politico.
    Nella sala ora vi è silenzio, e nessun’uomo si alza.
    Poi una piccola risata sommessa, ed ecco dietro di te alzarsi da una sedia Theresa Khymena, bellissima in un abito dalle tinte del mare più profondo.
    Non la avevi notata, benché i tuoi occhi avessero scorso la sala più volte alla ricerca di lei, ma ora che è dinnanzi a te non puoi che sentire una grande pace interiore.
    Il suo viso è splendido, i suoi modi signorili, la sua bocca sottile e sensuale.
    “Salve Karl, Buonasera signor Caio Licito”
    Ti si avvicina, fa un cenno di saluto all’uomo
    “Spero vogliate scusarmi se sottraggo questo pupillo alle vostre arringhe, non sapeva della vostra riunione odierna, ed è rimasto un po’ spiazzato come avrete notato. Frequenta principalmente i miei seminari di Scienze naturali, e se ora volete scusarci credo che dovremmo assentarci”.
    Poi ti si avvicina ancora un po’, e sussurra delle parole che ti risuonano in testa come voce normale ma che sei sicuro di essere l’unico ad avere sentito
    “Che ne dici, hai voglia di sfidare la natura anche questa sera ? Hai voglia di imparare ancora della mia arte magica ?”

    Raziel:
    Cammini al fianco di Mario percorrendo le ampie sale della Biblioteca dei Dimenticati.
    Vi dirigete dritti davanti a voi, e subito dopo la porta scorgete la Custode della Fede intenta a sistemare su di uno scaffale una raccolta di pergamene arrotolate.
    La figura è avvolta nello stesso saio di cui siete vestiti voi, e appena sente che siete dietro di lei si gira pacatamente ed alza lo sguardo verso di voi.
    I suoi occhi brillano nell’oscurità del suo volto, e le sue pupille sono immobili ed impassibili nelle vostre, tuttavia non provate paura o timore, i lineamenti aggraziati dei suoi occhi sottili e femminili vi ispirano sicurezza.
    “Buonasera fanciulli”
    Abbassa la testa, e vi sorpassa, per mettere a posto alcuni libri posti dietro di voi
    “Come va, Raziel ? Abbiamo sentito la tua mancanza ieri sera, quando non sei potuto venire a causa della tua infermità. Sono contenta di rivederti”
    Ti asciughi dal volto le lacrime versate
    “Ma non posso che accoglierti con brutte notizie, la Biblioteca è stata profanata, e il ladro è impunito”
    Si ferma
    “Ha sottratto due libri, credo che Mario te ne abbia già parlato, da questa sera dovremo essere ancora più vigili. Non bisogna lasciare entrare alcun monaco qua dentro, se in passato lo avete fatto, assicuratevi che non accada più. Forse fra i monaci vi è un disertore, dovremo indagare”

  23. #23
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    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Appena noto Theresa Khymena un appariscente sorriso compare sul mio volto

    “Salve Karl, Buonasera signor Caio Licito”
    Buonasera Madama Khymena, vi trovo incantevole questa notte

    Dico dopo aver fatto un lieve inchino

    “Spero vogliate scusarmi se sottraggo questo pupillo alle vostre arringhe, non sapeva della vostra riunione odierna, ed è rimasto un po’ spiazzato come avrete notato. Frequenta principalmente i miei seminari di Scienze naturali, e se ora volete scusarci credo che dovremmo assentarci”.
    Beh, i messeri non perderanno di certo un pilastro di codesta conversazione quindi non credo abbiate fatto loro un grave torto, Madama..

    “Che ne dici, hai voglia di sfidare la natura anche questa sera ? Hai voglia di imparare ancora della mia arte magica ?”

    Il Sangue nelle mie vene si gela ascoltando queste parole, per un istante smetto di seguire Theresa e rimango con lo sguardo fisso nel vuoto per poi raggiungerla

    Certo, sono qui per godere dei vostri insegnamenti madama Khymena...ho fatto qualcosa che ha messo in dubbio la sincerità della mia sete di conoscenza per caso?


  24. #24
    Harlan draka
    ospite

    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Bardiel_XIII ha scritto mer, 27 aprile 2005 alle 17:43
    Karl:“Ma non posso che accoglierti con brutte notizie, la Biblioteca è stata profanata, e il ladro è impunito, Ha sottratto due libri, credo che Mario te ne abbia già parlato, da questa sera dovremo essere ancora più vigili. Non bisogna lasciare entrare alcun monaco qua dentro, se in passato lo avete fatto, assicuratevi che non accada più. Forse fra i monaci vi è un disertore, dovremo indagare”

    si, ho saputo

    cino il capo

    sarà fatto, nessuno entrerà qui, cosa consiglia di fare per recuperare i libri sotratti?

    chiudo gli occhi mentre penso ad un modo per riavere il maltolto

  25. #25

    Predefinito Re: Il Crepuscolo di Costantinopoli

    Karl:“No, ma volevo sentirmelo dire, volevo vedere le tue labbra muoversi e chiedere sapienza”
    Theresa ti cinge il bacino con il suo esile braccio facendoti avvicinare a lei ed allontanarti dai Politici
    “E allora così sia !” esclama Licito, guardandoti con un aria bonaria “Arrivederci e alla prossima volta, se verrai alla riunione”
    “Vieni” ti intima poi Theresa “ho due cavalli qui fuori, due turbini del color della notte, uno è per te, se non preferisci seguirmi a piedi”
    Sorride

    Raziel:“Suppongo che dovrò chiedere consiglio anche ad altri esponenti della nostra razza, il problema non è leggero come si potrebbe pensare: se qualcuno è riuscito ad intrufolarsi e a rubare un libro non ho idea di cosa dovrei essere sicura”
    La Custode si allontana dai ripiani e si appoggia ad un banco posto su di uno dei lati della sala
    “Per questa sera altro non saprei dirvi, credo ad ogni modo, Raziel, che a causa del tuo stato fisico tu non possa fare molto nell’indagine. Per ora continua con le tue consuete mansioni, in quell’angolo sono stati posti dei libri da ordinare, quell’intera ala è da sistemare in maniera più consona ed agibile. Ho idea che dovrai fare nuovamente pratica, ho spostato molti dei libri in quella sala, ed altrettanti dovrete spostare voi”

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