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Discussione: [23/05/2005] L'alba di un'altra stagione

  1. #1
    Il Fantasma
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    Predefinito [23/05/2005] L'alba di un'altra stagione

    Spente le luci dell'happening, rispedite a casa le standiste, impilati i biglietti da visita, il mercato dei videogiochi guarda avanti e si prepara a una nuova stagione di pubblicazioni e uscite, fino all'inevitabile bagarre natalizia che vedrà tutti i publisher impegnati a sgomitare per riordinare i conti di un anno in un solo mese.
    I titoli che ingrossano i fatturati delle case di produzione sono raramente gli stessi che vengono acclamati dal pubblico degli hardcore gamer: più spesso, e in certi casi mostrando realtà e dati impressionanti, i videogiochi più giocati da voi lettori e trattati da noi di TGM sono quelli che incidono meno nei bilanci, o se lo fanno è per un insieme di fattori che raramente si verificano tutti assieme.
    I titoli che all'E3 hanno ricevuto le maggiori attenzioni non saranno quelli che muoveranno e spingeranno il mercato nei prossimi mesi (fatta eccezione forse per i MMORPG): non saranno Prey, o F.E.A.R., o Fahrenheit a convogliare nelle casse dei publisher fiumi di denaro, bensì il mainstream di 50 Cent, gli sportivi EA, King Kong e così via.

    Ogni anno si percepisce sempre più lo scollamento che separa hardcore e casual gaming, il più importante nei fatturati, e quindi più invitante per le software house.
    La domanda, forse preoccupante, sorge dunque spontanea: quale sarà, a lungo termine, il destino del mercato hardcore, dove si sperimentano quelle poche idee che restano e dove la scarsa vitalità trova uno spazio per emergere?

  2. #2
    Shogun Assoluto L'avatar di hansolo
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    Predefinito Re: [23/05/2005] L'alba di un'altra stagione

    Ormai i giochi che vendono sono i vari Fifa, NBA, PES ecc. che escono ogni anno con 2 o 3 squadre in più e qualche mofdifica impercettibile al gameplay.
    I giochi più belli e originali restano sugli scaffali dei negozi.
    Che fastidio...
    Però quest'anno sembra che ci saranno parecchie novità che potranno dare uno scossone al mondo dei videogiochi a partire dalle console nuove a finire al nuovo Prince of Persia oppure a Football Manager 2005...

  3. #3
    Lo Zio L'avatar di ilgrillo
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    Predefinito Re: [23/05/2005] L'alba di un'altra stagione

    Non ce n'è.

    Discorso vecchio che si vuole affrontare con la speranza di trovare risposte che non siano quelle già conosciute.

    I VG, entrando sempre più in un mercato, devono rispettare altri criteri per poter esistere. I programmatori saranno meno animisti.

    E' una legge del mondo. I politici, da giovani, non sono carogne. Inseguono un ideale in cui credono, poi si perdono per strada.

  4. #4
    Suprema Borga Imperiale L'avatar di maxpay
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    Predefinito Re: [23/05/2005] L'alba di un'altra stagione

    Davide Comunello ha scritto lun, 23 maggio 2005 alle 07:15

    I titoli che ingrossano i fatturati delle case di produzione sono raramente gli stessi che vengono acclamati dal pubblico degli hardcore gamer: più spesso, e in certi casi mostrando realtà e dati impressionanti, i videogiochi più giocati da voi lettori e trattati da noi di TGM sono quelli che incidono meno nei bilanci, o se lo fanno è per un insieme di fattori che raramente si verificano tutti assieme.
    quanta responsabilità hanno i pubblicitari in tutto questo?

  5. #5
    Lo Zio L'avatar di ilgrillo
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    Predefinito Re: [23/05/2005] L'alba di un'altra stagione

    maxpay ha scritto lun, 23 maggio 2005 alle 10:59
    Davide Comunello ha scritto lun, 23 maggio 2005 alle 07:15

    I titoli che ingrossano i fatturati delle case di produzione sono raramente gli stessi che vengono acclamati dal pubblico degli hardcore gamer: più spesso, e in certi casi mostrando realtà e dati impressionanti, i videogiochi più giocati da voi lettori e trattati da noi di TGM sono quelli che incidono meno nei bilanci, o se lo fanno è per un insieme di fattori che raramente si verificano tutti assieme.
    quanta responsabilità hanno i pubblicitari in tutto questo?
    La stessa che hanno quando invogliano ad acquistare Michelin piuttosto che Bridgestone, sulla base di risultati sportivi avulsi dalle prestazioni di una Panda 30 raffreddata ad aria...

  6. #6
    Il Puppies L'avatar di ghost80
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    Predefinito Re: [23/05/2005] L'alba di un'altra stagione

    Voglio trovare il lato buono della medaglia,e pensare che prima o poi qualcuno proverà a fare titoli in grado di soddisfare gli hardcore gamers e di vendere milioni di copie agli occasionali......ma so anch'io che è utopistico

  7. #7
    La Borga
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    Predefinito Re: [23/05/2005] L'alba di un'altra stagione

    non sarei così catastrofico: l'esistenza del mainstream è presente e numericamente schiacciante in tutti i mezzi di espressione (cinema, tv, musica, perfino i libri hanno i loro produttori di best-seller di scarsa qualità a getto continuo), e in ciascuno di questi mezzi di espressione gli autori originali anche con pochissimi quattrini hanno sempre trovato la loro strada; un esempio cinematografico recente può essere "El Mariachi" originale di Robert Rodriguez: costato come 1 secondo di jurassic park, ha trasformato il suo autore in una indiscussa star e i suoi numerosi remake, anche a opera di Rodriguez stesso, nonostante gli attori di grido e i grandi mezzi non sono arrivati alla sua altezza (neanche come rapporto incassi/spese, mica solo come qualità artistica).
    E d'altra parte le cose innovative/originali/geniali/etc sono per definizione riservate a quei destinari che dispongono dei mezzi culturali (o anche solo del tempo e della voglia) sufficienti per apprezzarle; e con mezzi culturali intendo che il modo per avvicinarsi e capire le cose più originali richiede un passaggio graduale, che comporta investimenti cospicui in termini di tempo e passione, attraverso vari "stadi evolutivi" (altrimenti trovatemi voi qualcuno che si appassioni alla musica facendogli ascoltare per prima cosa Thelonious Monk...).
    Il fatto che i prediletti dagli appassionati non siano anche i preferiti del pubblico di massa è normale e fisiologico, e rappresenta la semplice e diretta conseguenza del fatto che il pubblico di massa NON è composto di appassionati (=persone che hanno avuto la dedizione necessaria per appassionarsi), ragion per cui l'innovatività per tutte queste persone non rappresenta un valore (e in molti casi è pure giusto così: certe schifezze incomprensibili sono tali perchè sono schifezze, non perchè sono troppo innovative): quello che ha valore è il relax/divertimento/salto sulla sedia che consente loro di passare il loro tempo libero.
    Se la cosa vale per mezzi espressivi universalmente considerati arte (cinema/musica/libri), vale a maggior ragione per un campo che ancora non ha raggiunto la completa maturità sotto questo aspetto.
    In fin dei conti diciamocelo chiaramente: Joyce è un grandissimo e originalissimo autore, ma consigliate l'Ulisse a un vostro conoscente 15enne e vediamo se vi rivolge ancora la parola...

  8. #8
    Lo Zio L'avatar di mattoxo
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    Predefinito Re: [23/05/2005] L'alba di un'altra stagione

    "la vedo scura"
    disse la marchesa

  9. #9
    Il Nonno L'avatar di Pottinus
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    Predefinito Re: [23/05/2005] L'alba di un'altra stagione

    Ronin ha scritto lun, 23 maggio 2005 alle 17:20
    non sarei così catastrofico: l'esistenza del mainstream è presente e numericamente schiacciante in tutti i mezzi di espressione (cinema, tv, musica, perfino i libri hanno i loro produttori di best-seller di scarsa qualità a getto continuo), e in ciascuno di questi mezzi di espressione gli autori originali anche con pochissimi quattrini hanno sempre trovato la loro strada; un esempio cinematografico recente può essere "El Mariachi" originale di Robert Rodriguez: costato come 1 secondo di jurassic park, ha trasformato il suo autore in una indiscussa star e i suoi numerosi remake, anche a opera di Rodriguez stesso, nonostante gli attori di grido e i grandi mezzi non sono arrivati alla sua altezza (neanche come rapporto incassi/spese, mica solo come qualità artistica).
    E d'altra parte le cose innovative/originali/geniali/etc sono per definizione riservate a quei destinari che dispongono dei mezzi culturali (o anche solo del tempo e della voglia) sufficienti per apprezzarle; e con mezzi culturali intendo che il modo per avvicinarsi e capire le cose più originali richiede un passaggio graduale, che comporta investimenti cospicui in termini di tempo e passione, attraverso vari "stadi evolutivi" (altrimenti trovatemi voi qualcuno che si appassioni alla musica facendogli ascoltare per prima cosa Thelonious Monk...).
    Il fatto che i prediletti dagli appassionati non siano anche i preferiti del pubblico di massa è normale e fisiologico, e rappresenta la semplice e diretta conseguenza del fatto che il pubblico di massa NON è composto di appassionati (=persone che hanno avuto la dedizione necessaria per appassionarsi), ragion per cui l'innovatività per tutte queste persone non rappresenta un valore (e in molti casi è pure giusto così: certe schifezze incomprensibili sono tali perchè sono schifezze, non perchè sono troppo innovative): quello che ha valore è il relax/divertimento/salto sulla sedia che consente loro di passare il loro tempo libero.
    Se la cosa vale per mezzi espressivi universalmente considerati arte (cinema/musica/libri), vale a maggior ragione per un campo che ancora non ha raggiunto la completa maturità sotto questo aspetto.
    In fin dei conti diciamocelo chiaramente: Joyce è un grandissimo e originalissimo autore, ma consigliate l'Ulisse a un vostro conoscente 15enne e vediamo se vi rivolge ancora la parola...
    Discorso validissimo ma,IMHO, difficilmente attuabile nel mondo videogames. Un film lo puoi fare bellissimo e con pochi soldi quando hai tra le mani una buona storia ed usi attori non conosciuti. Un bel videogame costa tanto tanto denaro, solo il motore grafico ha costi altissimi, sia che venga preso in licenza sia che venga fatto ad hoc dalla software house.
    La programmazione idem. Certo, se poi ci accontentiamo di tornare indietro tecnicamente di 6 o piu` anni per rimanere nelle spese per poter realizzare un`idea vincente allora va bene, ma in quanti di noi sono disposti a giocare un gioco tecnicamente superato? io posso farlo una volta o due ma alla lunga mi darebbe molto molto fastidio!

  10. #10
    Lo Zio L'avatar di ilgrillo
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    Predefinito Re: [23/05/2005] L'alba di un'altra stagione

    Pottinus ha scritto lun, 23 maggio 2005 alle 20:16
    Ronin ha scritto lun, 23 maggio 2005 alle 17:20
    non sarei così catastrofico: l'esistenza del mainstream è presente e numericamente schiacciante in tutti i mezzi di espressione (cinema, tv, musica, perfino i libri hanno i loro produttori di best-seller di scarsa qualità a getto continuo), e in ciascuno di questi mezzi di espressione gli autori originali anche con pochissimi quattrini hanno sempre trovato la loro strada; un esempio cinematografico recente può essere "El Mariachi" originale di Robert Rodriguez: costato come 1 secondo di jurassic park, ha trasformato il suo autore in una indiscussa star e i suoi numerosi remake, anche a opera di Rodriguez stesso, nonostante gli attori di grido e i grandi mezzi non sono arrivati alla sua altezza (neanche come rapporto incassi/spese, mica solo come qualità artistica).
    E d'altra parte le cose innovative/originali/geniali/etc sono per definizione riservate a quei destinari che dispongono dei mezzi culturali (o anche solo del tempo e della voglia) sufficienti per apprezzarle; e con mezzi culturali intendo che il modo per avvicinarsi e capire le cose più originali richiede un passaggio graduale, che comporta investimenti cospicui in termini di tempo e passione, attraverso vari "stadi evolutivi" (altrimenti trovatemi voi qualcuno che si appassioni alla musica facendogli ascoltare per prima cosa Thelonious Monk...).
    Il fatto che i prediletti dagli appassionati non siano anche i preferiti del pubblico di massa è normale e fisiologico, e rappresenta la semplice e diretta conseguenza del fatto che il pubblico di massa NON è composto di appassionati (=persone che hanno avuto la dedizione necessaria per appassionarsi), ragion per cui l'innovatività per tutte queste persone non rappresenta un valore (e in molti casi è pure giusto così: certe schifezze incomprensibili sono tali perchè sono schifezze, non perchè sono troppo innovative): quello che ha valore è il relax/divertimento/salto sulla sedia che consente loro di passare il loro tempo libero.
    Se la cosa vale per mezzi espressivi universalmente considerati arte (cinema/musica/libri), vale a maggior ragione per un campo che ancora non ha raggiunto la completa maturità sotto questo aspetto.
    In fin dei conti diciamocelo chiaramente: Joyce è un grandissimo e originalissimo autore, ma consigliate l'Ulisse a un vostro conoscente 15enne e vediamo se vi rivolge ancora la parola...
    Discorso validissimo ma,IMHO, difficilmente attuabile nel mondo videogames. Un film lo puoi fare bellissimo e con pochi soldi quando hai tra le mani una buona storia ed usi attori non conosciuti. Un bel videogame costa tanto tanto denaro, solo il motore grafico ha costi altissimi, sia che venga preso in licenza sia che venga fatto ad hoc dalla software house.
    La programmazione idem. Certo, se poi ci accontentiamo di tornare indietro tecnicamente di 6 o piu` anni per rimanere nelle spese per poter realizzare un`idea vincente allora va bene, ma in quanti di noi sono disposti a giocare un gioco tecnicamente superato? io posso farlo una volta o due ma alla lunga mi darebbe molto molto fastidio!

    Sì, ma solo perché ci hanno abituato (e noi ziti sotto, come diceva Benigni) a essere attratti dalla novità più che dal divertimento stesso.

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