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Discussione: Chuck Palahniuk - Di tutto di più - ultimo libro: Rabbia

  1. #1
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    Predefinito Chuck Palahniuk - Di tutto di più - ultimo libro: Rabbia

    Ditemi se scrivereste mai un romanzo in questa maniera, ovvero la maniera "consigliata" da palahniuk in una discussione con i suoi lettori (insomma, la maniera da lui adottata solitamente per creare un romanzo):

    ovvero, lui prima pensa in mente piu' o meno il canovaccio, poi dopo un bel po', DECIDE di scrivere TUTTA la storia in 4 o 5 pagine, eliminando ogni cosa secondaria, descrizione ecc.....
    Poi si porta in giro le pagine, ci riflette su, le corregge ecc... e si rimette a lavoro ampliando la storia fino a giungere a 7 o 8 pagine, E COSI' VIA.

    Io ci ho provato, ma per me non funziona affatto. Ho provato a riassumere una storia in poche pagine, dall'inizio della storia alla sua fine, e mi sembrava una favoletta, o al limite un soggetto cinematografico da proporre ad un regista di serie c.
    lo stesso accade provando a ridurre in poche pagine l'idiota di dostoieskii o moby dick di melville. Mi passa subito la voglia di ampliare la storia, giacche' ne vedo gia' il "complessivo" su quelle poche pagine.

    Io preferirei partire da uno spunto interessante, senza sapere come va a finire, e vedere dove mi porta la scrittura, senza fare piani preventivi.

    E voi, che ne dite?

  2. #2
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    Predefinito Re: Il sistema di Palahniuk

    Dico che ognuno ha il suo metodo per scrivere e buttare giu idee, Palahniuk ha trovato il suo, tu devi trovare il tuo, non è detto che coincidano

  3. #3
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    Predefinito Re: Il sistema di Palahniuk

    Fury. Wild ha scritto sab, 09 aprile 2005 alle 17:19
    Dico che ognuno ha il suo metodo per scrivere e buttare giu idee, Palahniuk ha trovato il suo, tu devi trovare il tuo, non è detto che coincidano
    sono daccordo.

    cmq palahniuk ha "pubblicato" in rete, come consiglio ai propri ammiratori e aspiranti scrittori, delle indicazioni su come si potrebbe scrivere bene, a parer suo, una storia.
    e leggevo, dalle risposte dei suoi fans, che molti "acquisiscono" il sistema-palahniuk come quello IDEALE (appunto perche' proveniente da uno scrittore validissimo), come quello da adottare seduta stante giacche', come dimostrano i risultati palahniukkesti, funziona e da' frutti.
    Moltissimi dei suoi consigli li condivido, e in fondo condividerei anche quello postato all'inizio da me, ma direi che probabilmente e' PIU' ADATTO ALLA CREAZIONE DI ROMANZI, (GUARDAUNPO'? )ALLA PALAHNIUK, OVVERO DOVE LA STORIA HA UN VALORE "CARDINE", CENTRALE, e quindi la programmazione di cio' che deve accadere durante il romanzo e' un elemento quasi essenziale e inevitabile.
    Ma voler scrivere un romanzo che non centra necessariamente il suo fulcro sulla "storia" (vedi un saul bellow o un herman hesse, giusto per qualche esempio), credo necessiti di una maggiore "briglia sciolta" per l'autore stesso, senza sentirsi ingabbiato da un canovaccio, creato all'inizio, e da seguire per forza.



    forse


  4. #4
    La Borga L'avatar di Tony
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    Predefinito Re: Il sistema di Palahniuk

    Dipende tutto dallo scopo. Per Pahlaniuk potrebbe essere il metodo migliore perchè lui ogni volta vuole dire qualcosa, e vuole dire qualcosa con trame molto dinamiche e ad effetto. Quindi, prima di tutto punta su quello, e ci riesce. Poi, arricchisce il tutto con trovate geniali per andare avanti (come la predizione nello stadio in Survivor), con descrizioni (come quelle dei meccanici che si pestano in fight club, come quando da le istruzioni per l'etichetta, o per fare in casa il sapone o il napalm, ecc) ecc...
    Probabilmente tu hai un altro approccio, vorresti divagare con la fantasia senza avere una cosa predominante in funzione di cui scrivere tutto il resto, oppure la tua storia non è così interessante (non è un insulto, hai detto tu che sembra una favoletta)

  5. #5
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    Predefinito Re: Il sistema di Palahniuk

    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 13:36
    Dipende tutto dallo scopo. Per Pahlaniuk potrebbe essere il metodo migliore perchè lui ogni volta vuole dire qualcosa, e vuole dire qualcosa con trame molto dinamiche e ad effetto. Quindi, prima di tutto punta su quello, e ci riesce. Poi, arricchisce il tutto con trovate geniali per andare avanti (come la predizione nello stadio in Survivor), con descrizioni (come quelle dei meccanici che si pestano in fight club, come quando da le istruzioni per l'etichetta, o per fare in casa il sapone o il napalm, ecc) ecc...
    Probabilmente tu hai un altro approccio, vorresti divagare con la fantasia senza avere una cosa predominante in funzione di cui scrivere tutto il resto, oppure la tua storia non è così interessante (non è un insulto, hai detto tu che sembra una favoletta)
    la mia puo' anche essere non interessante, ma tu prova, come gia ho detto sopra, a condensare in poche pagine qualche capolavoro della letteratura: moby dick per esempio, oppure un altro romanzone che non abbia in se' tanti avvenimenti "inebrianti" e "scandalosi" che colpiscono l'attenzione in quanto soprendenti in se' (avvenimenti alla base della letteratura palahniukkesca).

  6. #6
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    Predefinito Re: Il sistema di Palahniuk

    Vero, anche per molti classici della letteratura non vale il discorso Palahniuk. Perchè il punto focale spesso non è il "cosa" vogliono dire, ma il "come". (il che sottintende che pure la tua storia, pure se condensata sembra una favoletta, non è necessariamente banale)

    Il "come" (in effetti è più una parola ad effetto, sopra, che una definizione calzante), nel senso che si tratta di romanzi concentrici, più che lineari come quelli del buon Chuck, e dove quindi la storia principale non deve essere necessariamente vulcanica.

  7. #7
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    Predefinito Re: Il sistema di Palahniuk

    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 13:36
    oppure la tua storia non è così interessante
    Preciso: qui intendo come storia non tutto il romanzo, ma la trama principale, quella che il Pahlaniuk è spesso geniale ma che in molti altri autori non è il fulcro della vicenda. Nel tuo caso parlando di "non interessante" intendo che può far parte della seconda tipologia.

  8. #8
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    Predefinito Re: Il sistema di Palahniuk

    palahniuk, in interviste prese dal web, afferma che la letteratura di "contestazione" (vedi fight club come esempio lampante), attualmente non attraversa una situazione molto rosea,soprattutto negli usa : dopo l'11 settembre e la conseguente e inevitabile rinascita di desiderio di "certezze" e "sicurezze" , palahniuk stesso afferma che e' come se avvertisse, anche dentro di se', una minore spinta a produrre letteratura "spiazzante" a livello ideologico: e non per nulla ha ipotizzato una sua svolta in stile Horror, seppur con il suo solito taglio caustico e innovatore, proprio perche' avverte uno scemare generalizzato verso tematiche di contestazione verso lo status quo, status, appunto ,gia' abbastanza minato dal terrorismo e dalla conseguente sensazione di "sicurezze" che vacillano.
    spero che non vada a finire cosi': spero che la voglia di "contestazione" non si adatti ai desideri e alle sensazioni imperanti del momento, altrimenti e' finita.

    p.s. piccola nota: palahniuk ha detto che attualmente il suo interesse e' rivolto soprattutto ad analizzare quanti piu' contesti sociali possibili, al fine di identificare qual e' quel fattore positivo che scatta, ad un certo punto dentro questi contesti, PERMETTENDO ai suoi vari componenti di "collaborare" fra loro e di non attaccarsi e "distruggersi" a vicenda (cosa che invece l'istintivo desiderio umano di prevaricazione generalmente mostra di "preferire"): tutto questo perche' palahniuk HA INTENZIONE DI DELINEARE I PRINCIPI GUIDA IN BASE AI QUALI CREARE, POI, UNA COMUNITA' DI ARTISTI EQUILIBRATA E AUTONOMA

  9. #9
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    Predefinito Re: Il sistema di Palahniuk

    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 15:21
    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 13:36
    oppure la tua storia non è così interessante
    Preciso: qui intendo come storia non tutto il romanzo, ma la trama principale, quella che il Pahlaniuk è spesso geniale ma che in molti altri autori non è il fulcro della vicenda. Nel tuo caso parlando di "non interessante" intendo che può far parte della seconda tipologia.
    no no, la mia storia e' sicuramente meno interessante di quelle di palahniuk , non c'e' dubbio!
    forse proprio per questo opto per un tipo di letteratura meno basata sull'"avvenimento eccezionale", e piu' sullo sviluppo di ragionamenti e, eventualmente, critiche allo status quo e alle relazioni (generalmente ipocrite, se prendiamo in considerazione le relazioni cosi come intese nella nostra societa') che possono venirsi a creare tra i personaggi della storia ecc..

    cmq in italia un palahniuk non e' mai apparso, e forse difficilmente apparira', proprio perche' non riesco ad immaginarmi un fight club ambientato nel bel paese, un paese troppo aperto a compromessi e ad accettazioni supine del pensiero dominante.
    e lo stesso ora forse sta accadendo tragicamente, negli usa (dopo l'11\9 e la rielezione "religiosa" di bush): c'e' forse meno spazio, anche li' , per chi propone delle strade "ideologiche" alternative e di contestazione, perche' la gente ORA non vuole questo: la gente ora ha piu' che altro bisogno di essere RASSICURATA, che tutto va bene, e che cio' che la minaccia è qualcosa di lontano ed estraneo. GUAI A VOLER RICORDARE, ORA, alla gente, CHE LE MINACCE IN REALTA' POSSONO PROVENIRE DA NOI STESSI E DAI NOSTRI FAMILIARI\AMICI\COLLEGHI, e non solo da un terrorista giordano.

  10. #10
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    Predefinito Re: Il sistema di Palahniuk

    Mmm, la tua analisi non è sbagliata... ma mi sembra una visione troppo in bianco e nero

  11. #11
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    Predefinito Re: Il sistema di Palahniuk

    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 16:34
    Mmm, la tua analisi non è sbagliata... ma mi sembra una visione troppo in bianco e nero
    tendo ad esporre le mie opinioni in bianco o nero, forse sperando di capire il prima possibile dove "tira" il vento e il pensiero tra chi ha la pazienza di ascoltarmi.
    dopo aver individuato un terreno fertile di dialogo e reciproco scambio di opinioni costruttive, li' posso anche concedermi il grigio

  12. #12

    Predefinito Re: Il sistema di Palahniuk

    Half Life 2 ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 18:10
    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 16:34
    Mmm, la tua analisi non è sbagliata... ma mi sembra una visione troppo in bianco e nero
    tendo ad esporre le mie opinioni in bianco o nero, forse sperando di capire il prima possibile dove "tira" il vento e il pensiero tra chi ha la pazienza di ascoltarmi.
    dopo aver individuato un terreno fertile di dialogo e reciproco scambio di opinioni costruttive, li' posso anche concedermi il grigio
    Un metodo interessante

  13. #13
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    Predefinito Re: Il sistema di Palahniuk

    tornando IT io direi che il metodo da te esposto si base ( forse ) su un solo colpo di scena ( finale ) - vedi ad es. Fight Club - e non lascia molto spazio alla creatività "istintiva" della situazione ... difficilmente vedo un Micheal Chricton che costruisce in questo modo un suo romanzo ...

    l'idea cmq non è totalmente da disprezzare ( ovvio ), anzi io direi che ognuno puo' adattarla al suo stile e soprattutto al suo fine ultimo ( quando vuole scrivere qualcosa ) tipo : scrivere con questo sistema OGNI CAPITOLO ; 2 paginette, ampliarle dopo attenta analisi e così via ( spero di essere stato chiaro ).

    Mi piacciono molto cmq i libri che parlano di COME si scrivono LIBRI, FUMETTI, ecc. ( mi pare che anche Pennac ne abbia scritto uno ) mi dai il titolo o il link della tua fonte ?

  14. #14
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    Predefinito Re: Il sistema di Palahniuk

    http://www.chuckpalahniuk.it/ vedere le lezioni di scrittura, non sono molto lunghe, ma sono interessanti

  15. #15
    Kanjar
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    Predefinito Re: Il sistema di Palahniuk

    Half Life 2 ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 18:10
    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 16:34
    Mmm, la tua analisi non è sbagliata... ma mi sembra una visione troppo in bianco e nero
    tendo ad esporre le mie opinioni in bianco o nero, forse sperando di capire il prima possibile dove "tira" il vento e il pensiero tra chi ha la pazienza di ascoltarmi.
    dopo aver individuato un terreno fertile di dialogo e reciproco scambio di opinioni costruttive, li' posso anche concedermi il grigio
    Praticamene il sistema che Palahniuk usa per scrivere

    Il suo metodo funziona perché egli decide di scrivere romanzi che siano concettualmente forti. Se una persona decide di scrivere un romanzo di avventura è probabile che il metodo di P. non sia adattissimo, a meno che questo romanzo di avventura non abbia una base concettualmente molto interessante.

    Quando riassumi in 5-6 pagine un classico lo trasformi in una favolletta perché ne riassumi la trama, scollegando tutto ciò che di concettuale poteva esservi. Se Moby Dick lo poni non come "la storia di uno che sta su una barca e vuole uccidere una balena", sembra molto ridicolo; ma forse l'idea di Melville era "raffigurare un individuo che decide di dedicare tutta la propria vita alla lotta nei confronti dei propri limiti naturali e che finirà per scontrarsi con la propria finitudine e la propria piccolezza nei confronti della natura; ne seguirà una sfida titanica tra un uomo, che diverrà sempre più solo ed estraniato, e la molteplice ed infinita potenza della natura". Questa è la base concettuale, ma è molto astratta, mentre nei romanzi di palahniuk essa è più "contingente" legata a problematiche sociali ed umane, meno "romantica" e più vicina alla nostra realtà.

    Per questo il suo metodo funziona.

  16. #16
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    Predefinito Re: Il sistema di Palahniuk

    giusto per la cronaca, stephen king, in "on writing" (autobiografia), racconta che non ha mai fatto una scaletta prima di scrivere un suo romanzo: parte da una situazione in cui vuol far interagire uno o piu' personaggi, e poi la storia evolve man mano che la scrive. credo che scrivere cosi' sia anche piu' divertente per lo scrittore stesso.

    non c'e' dubbio pero' che per scrivere, ad es. , un romanzo come "il codice da vinci", ci voglia una base iniziale con cui tenere le fila della storia, altrimenti alla fine ci sono troppe incongruenze

  17. #17
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    Predefinito Re: Il sistema di Palahniuk

    canaleDIsuez ha scritto mar, 09 agosto 2005 alle 19:01
    non c'e' dubbio pero' che per scrivere, ad es. , un romanzo come "il codice da vinci", ci voglia una base iniziale con cui tenere le fila della storia, altrimenti alla fine ci sono troppe incongruenze
    La base era fermissima: la semplicioneria e l'ignoranza di tanta gente. Ma purtroppo alla fine le incongruenze son tante in un romanzetto da 4 soldi del genere.

    Hai comunque pienamente ragione: scrivere un romanzo alla cieca è difficile e faticoso, oltre che divertente!

  18. #18
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    Predefinito Re: Il sistema di Palahniuk

    canaleDIsuez ha scritto mar, 09 agosto 2005 alle 19:01
    giusto per la cronaca, stephen king, in "on writing" (autobiografia), racconta che non ha mai fatto una scaletta prima di scrivere un suo romanzo: parte da una situazione in cui vuol far interagire uno o piu' personaggi, e poi la storia evolve man mano che la scrive. credo che scrivere cosi' sia anche piu' divertente per lo scrittore stesso.
    ecco, dunque, perchè King è così logorroico

  19. #19
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    Predefinito Chuck Palahniuk - Di tutto di più - ultimo libro: La scimmia pensa, la scimmia fa

    Volevo creare un topic dove parlare sia dell'uscita del nuovo libro, sia riprendere opinioni sui precedenti libri,
    quindi andando a recuparera topic già sepolti sotto millemila pagine.
    ecco a voi, quindi, un mega riassunto di quello che si è già detto di questo formidabile autore, in due post con tutti i relativi commenti
    Ultima modifica di [email protected]; 10-06-07 alle 20:50:46

  20. #20
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    Predefinito Re: Chuck Palahniuk - Di tutto di più - CAVIE nuovo libro

    Il sistema di Palahniuk (titolo del topic)


    Half Life 2 ha scritto sab, 09 aprile 2005 alle 11:43
    Ditemi se scrivereste mai un romanzo in questa maniera, ovvero la maniera "consigliata" da palahniuk in una discussione con i suoi lettori (insomma, la maniera da lui adottata solitamente per creare un romanzo):

    ovvero, lui prima pensa in mente piu' o meno il canovaccio, poi dopo un bel po', DECIDE di scrivere TUTTA la storia in 4 o 5 pagine, eliminando ogni cosa secondaria, descrizione ecc.....
    Poi si porta in giro le pagine, ci riflette su, le corregge ecc... e si rimette a lavoro ampliando la storia fino a giungere a 7 o 8 pagine, E COSI' VIA.

    Io ci ho provato, ma per me non funziona affatto. Ho provato a riassumere una storia in poche pagine, dall'inizio della storia alla sua fine, e mi sembrava una favoletta, o al limite un soggetto cinematografico da proporre ad un regista di serie c.
    lo stesso accade provando a ridurre in poche pagine l'idiota di dostoieskii o moby dick di melville. Mi passa subito la voglia di ampliare la storia, giacche' ne vedo gia' il "complessivo" su quelle poche pagine.

    Io preferirei partire da uno spunto interessante, senza sapere come va a finire, e vedere dove mi porta la scrittura, senza fare piani preventivi.

    E voi, che ne dite?
    Fury. Wild ha scritto sab, 09 aprile 2005 alle 17:19
    Dico che ognuno ha il suo metodo per scrivere e buttare giu idee, Palahniuk ha trovato il suo, tu devi trovare il tuo, non è detto che coincidano
    Half Life 2 ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 12:15
    Fury. Wild ha scritto sab, 09 aprile 2005 alle 17:19
    Dico che ognuno ha il suo metodo per scrivere e buttare giu idee, Palahniuk ha trovato il suo, tu devi trovare il tuo, non è detto che coincidano
    sono daccordo.

    cmq palahniuk ha "pubblicato" in rete, come consiglio ai propri ammiratori e aspiranti scrittori, delle indicazioni su come si potrebbe scrivere bene, a parer suo, una storia.
    e leggevo, dalle risposte dei suoi fans, che molti "acquisiscono" il sistema-palahniuk come quello IDEALE (appunto perche' proveniente da uno scrittore validissimo), come quello da adottare seduta stante giacche', come dimostrano i risultati palahniukkesti, funziona e da' frutti.
    Moltissimi dei suoi consigli li condivido, e in fondo condividerei anche quello postato all'inizio da me, ma direi che probabilmente e' PIU' ADATTO ALLA CREAZIONE DI ROMANZI, (GUARDAUNPO'? )ALLA PALAHNIUK, OVVERO DOVE LA STORIA HA UN VALORE "CARDINE", CENTRALE, e quindi la programmazione di cio' che deve accadere durante il romanzo e' un elemento quasi essenziale e inevitabile.
    Ma voler scrivere un romanzo che non centra necessariamente il suo fulcro sulla "storia" (vedi un saul bellow o un herman hesse, giusto per qualche esempio), credo necessiti di una maggiore "briglia sciolta" per l'autore stesso, senza sentirsi ingabbiato da un canovaccio, creato all'inizio, e da seguire per forza.



    forse

    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 13:36
    Dipende tutto dallo scopo. Per Pahlaniuk potrebbe essere il metodo migliore perchè lui ogni volta vuole dire qualcosa, e vuole dire qualcosa con trame molto dinamiche e ad effetto. Quindi, prima di tutto punta su quello, e ci riesce. Poi, arricchisce il tutto con trovate geniali per andare avanti (come la predizione nello stadio in Survivor), con descrizioni (come quelle dei meccanici che si pestano in fight club, come quando da le istruzioni per l'etichetta, o per fare in casa il sapone o il napalm, ecc) ecc...
    Probabilmente tu hai un altro approccio, vorresti divagare con la fantasia senza avere una cosa predominante in funzione di cui scrivere tutto il resto, oppure la tua storia non è così interessante (non è un insulto, hai detto tu che sembra una favoletta)
    Half Life 2 ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 14:51
    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 13:36
    Dipende tutto dallo scopo. Per Pahlaniuk potrebbe essere il metodo migliore perchè lui ogni volta vuole dire qualcosa, e vuole dire qualcosa con trame molto dinamiche e ad effetto. Quindi, prima di tutto punta su quello, e ci riesce. Poi, arricchisce il tutto con trovate geniali per andare avanti (come la predizione nello stadio in Survivor), con descrizioni (come quelle dei meccanici che si pestano in fight club, come quando da le istruzioni per l'etichetta, o per fare in casa il sapone o il napalm, ecc) ecc...
    Probabilmente tu hai un altro approccio, vorresti divagare con la fantasia senza avere una cosa predominante in funzione di cui scrivere tutto il resto, oppure la tua storia non è così interessante (non è un insulto, hai detto tu che sembra una favoletta)
    la mia puo' anche essere non interessante, ma tu prova, come gia ho detto sopra, a condensare in poche pagine qualche capolavoro della letteratura: moby dick per esempio, oppure un altro romanzone che non abbia in se' tanti avvenimenti "inebrianti" e "scandalosi" che colpiscono l'attenzione in quanto soprendenti in se' (avvenimenti alla base della letteratura palahniukkesca).
    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 15:18
    Vero, anche per molti classici della letteratura non vale il discorso Palahniuk. Perchè il punto focale spesso non è il "cosa" vogliono dire, ma il "come". (il che sottintende che pure la tua storia, pure se condensata sembra una favoletta, non è necessariamente banale)

    Il "come" (in effetti è più una parola ad effetto, sopra, che una definizione calzante), nel senso che si tratta di romanzi concentrici, più che lineari come quelli del buon Chuck, e dove quindi la storia principale non deve essere necessariamente vulcanica.
    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 15:21
    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 13:36
    oppure la tua storia non è così interessante
    Preciso: qui intendo come storia non tutto il romanzo, ma la trama principale, quella che il Pahlaniuk è spesso geniale ma che in molti altri autori non è il fulcro della vicenda. Nel tuo caso parlando di "non interessante" intendo che può far parte della seconda tipologia.
    Half Life 2 ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 15:33
    palahniuk, in interviste prese dal web, afferma che la letteratura di "contestazione" (vedi fight club come esempio lampante), attualmente non attraversa una situazione molto rosea,soprattutto negli usa : dopo l'11 settembre e la conseguente e inevitabile rinascita di desiderio di "certezze" e "sicurezze" , palahniuk stesso afferma che e' come se avvertisse, anche dentro di se', una minore spinta a produrre letteratura "spiazzante" a livello ideologico: e non per nulla ha ipotizzato una sua svolta in stile Horror, seppur con il suo solito taglio caustico e innovatore, proprio perche' avverte uno scemare generalizzato verso tematiche di contestazione verso lo status quo, status, appunto ,gia' abbastanza minato dal terrorismo e dalla conseguente sensazione di "sicurezze" che vacillano.
    spero che non vada a finire cosi': spero che la voglia di "contestazione" non si adatti ai desideri e alle sensazioni imperanti del momento, altrimenti e' finita.

    p.s. piccola nota: palahniuk ha detto che attualmente il suo interesse e' rivolto soprattutto ad analizzare quanti piu' contesti sociali possibili, al fine di identificare qual e' quel fattore positivo che scatta, ad un certo punto dentro questi contesti, PERMETTENDO ai suoi vari componenti di "collaborare" fra loro e di non attaccarsi e "distruggersi" a vicenda (cosa che invece l'istintivo desiderio umano di prevaricazione generalmente mostra di "preferire"): tutto questo perche' palahniuk HA INTENZIONE DI DELINEARE I PRINCIPI GUIDA IN BASE AI QUALI CREARE, POI, UNA COMUNITA' DI ARTISTI EQUILIBRATA E AUTONOMA
    Half Life 2 ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 15:36
    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 15:21
    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 13:36
    oppure la tua storia non è così interessante
    Preciso: qui intendo come storia non tutto il romanzo, ma la trama principale, quella che il Pahlaniuk è spesso geniale ma che in molti altri autori non è il fulcro della vicenda. Nel tuo caso parlando di "non interessante" intendo che può far parte della seconda tipologia.
    no no, la mia storia e' sicuramente meno interessante di quelle di palahniuk , non c'e' dubbio!
    forse proprio per questo opto per un tipo di letteratura meno basata sull'"avvenimento eccezionale", e piu' sullo sviluppo di ragionamenti e, eventualmente, critiche allo status quo e alle relazioni (generalmente ipocrite, se prendiamo in considerazione le relazioni cosi come intese nella nostra societa') che possono venirsi a creare tra i personaggi della storia ecc..

    cmq in italia un palahniuk non e' mai apparso, e forse difficilmente apparira', proprio perche' non riesco ad immaginarmi un fight club ambientato nel bel paese, un paese troppo aperto a compromessi e ad accettazioni supine del pensiero dominante.
    e lo stesso ora forse sta accadendo tragicamente, negli usa (dopo l'11\9 e la rielezione "religiosa" di bush): c'e' forse meno spazio, anche li' , per chi propone delle strade "ideologiche" alternative e di contestazione, perche' la gente ORA non vuole questo: la gente ora ha piu' che altro bisogno di essere RASSICURATA, che tutto va bene, e che cio' che la minaccia è qualcosa di lontano ed estraneo. GUAI A VOLER RICORDARE, ORA, alla gente, CHE LE MINACCE IN REALTA' POSSONO PROVENIRE DA NOI STESSI E DAI NOSTRI FAMILIARI\AMICI\COLLEGHI, e non solo da un terrorista giordano.
    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 16:34
    Mmm, la tua analisi non è sbagliata... ma mi sembra una visione troppo in bianco e nero
    Half Life 2 ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 18:10
    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 16:34
    Mmm, la tua analisi non è sbagliata... ma mi sembra una visione troppo in bianco e nero
    tendo ad esporre le mie opinioni in bianco o nero, forse sperando di capire il prima possibile dove "tira" il vento e il pensiero tra chi ha la pazienza di ascoltarmi.
    dopo aver individuato un terreno fertile di dialogo e reciproco scambio di opinioni costruttive, li' posso anche concedermi il grigio
    TomBombadillo ha scritto mer, 13 luglio 2005 alle 08:40
    Half Life 2 ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 18:10
    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 16:34
    Mmm, la tua analisi non è sbagliata... ma mi sembra una visione troppo in bianco e nero
    tendo ad esporre le mie opinioni in bianco o nero, forse sperando di capire il prima possibile dove "tira" il vento e il pensiero tra chi ha la pazienza di ascoltarmi.
    dopo aver individuato un terreno fertile di dialogo e reciproco scambio di opinioni costruttive, li' posso anche concedermi il grigio
    Un metodo interessante
    sava73 ha scritto mer, 13 luglio 2005 alle 09:29
    tornando IT io direi che il metodo da te esposto si base ( forse ) su un solo colpo di scena ( finale ) - vedi ad es. Fight Club - e non lascia molto spazio alla creatività "istintiva" della situazione ... difficilmente vedo un Micheal Chricton che costruisce in questo modo un suo romanzo ...

    l'idea cmq non è totalmente da disprezzare ( ovvio ), anzi io direi che ognuno puo' adattarla al suo stile e soprattutto al suo fine ultimo ( quando vuole scrivere qualcosa ) tipo : scrivere con questo sistema OGNI CAPITOLO ; 2 paginette, ampliarle dopo attenta analisi e così via ( spero di essere stato chiaro ).

    Mi piacciono molto cmq i libri che parlano di COME si scrivono LIBRI, FUMETTI, ecc. ( mi pare che anche Pennac ne abbia scritto uno ) mi dai il titolo o il link della tua fonte ?
    Kanjar ha scritto gio, 04 agosto 2005 alle 03:48
    Half Life 2 ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 18:10
    antonyfirst ha scritto dom, 10 aprile 2005 alle 16:34
    Mmm, la tua analisi non è sbagliata... ma mi sembra una visione troppo in bianco e nero
    tendo ad esporre le mie opinioni in bianco o nero, forse sperando di capire il prima possibile dove "tira" il vento e il pensiero tra chi ha la pazienza di ascoltarmi.
    dopo aver individuato un terreno fertile di dialogo e reciproco scambio di opinioni costruttive, li' posso anche concedermi il grigio
    Praticamene il sistema che Palahniuk usa per scrivere

    Il suo metodo funziona perché egli decide di scrivere romanzi che siano concettualmente forti. Se una persona decide di scrivere un romanzo di avventura è probabile che il metodo di P. non sia adattissimo, a meno che questo romanzo di avventura non abbia una base concettualmente molto interessante.

    Quando riassumi in 5-6 pagine un classico lo trasformi in una favolletta perché ne riassumi la trama, scollegando tutto ciò che di concettuale poteva esservi. Se Moby Dick lo poni non come "la storia di uno che sta su una barca e vuole uccidere una balena", sembra molto ridicolo; ma forse l'idea di Melville era "raffigurare un individuo che decide di dedicare tutta la propria vita alla lotta nei confronti dei propri limiti naturali e che finirà per scontrarsi con la propria finitudine e la propria piccolezza nei confronti della natura; ne seguirà una sfida titanica tra un uomo, che diverrà sempre più solo ed estraniato, e la molteplice ed infinita potenza della natura". Questa è la base concettuale, ma è molto astratta, mentre nei romanzi di palahniuk essa è più "contingente" legata a problematiche sociali ed umane, meno "romantica" e più vicina alla nostra realtà.

    Per questo il suo metodo funziona.
    canaleDIsuez ha scritto mar, 09 agosto 2005 alle 19:01
    giusto per la cronaca, stephen king, in "on writing" (autobiografia), racconta che non ha mai fatto una scaletta prima di scrivere un suo romanzo: parte da una situazione in cui vuol far interagire uno o piu' personaggi, e poi la storia evolve man mano che la scrive. credo che scrivere cosi' sia anche piu' divertente per lo scrittore stesso.

    non c'e' dubbio pero' che per scrivere, ad es. , un romanzo come "il codice da vinci", ci voglia una base iniziale con cui tenere le fila della storia, altrimenti alla fine ci sono troppe incongruenze
    Kanjar ha scritto dom, 14 agosto 2005 alle 01:31
    canaleDIsuez ha scritto mar, 09 agosto 2005 alle 19:01
    non c'e' dubbio pero' che per scrivere, ad es. , un romanzo come "il codice da vinci", ci voglia una base iniziale con cui tenere le fila della storia, altrimenti alla fine ci sono troppe incongruenze
    La base era fermissima: la semplicioneria e l'ignoranza di tanta gente. Ma purtroppo alla fine le incongruenze son tante in un romanzetto da 4 soldi del genere.

    Hai comunque pienamente ragione: scrivere un romanzo alla cieca è difficile e faticoso, oltre che divertente!
    pierleo ha scritto mer, 17 agosto 2005 alle 22:46
    canaleDIsuez ha scritto mar, 09 agosto 2005 alle 19:01
    giusto per la cronaca, stephen king, in "on writing" (autobiografia), racconta che non ha mai fatto una scaletta prima di scrivere un suo romanzo: parte da una situazione in cui vuol far interagire uno o piu' personaggi, e poi la storia evolve man mano che la scrive. credo che scrivere cosi' sia anche piu' divertente per lo scrittore stesso.
    ecco, dunque, perchè King è così logorroico

  21. #21
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    Predefinito Re: Chuck Palahniuk - Di tutto di più - CAVIE nuovo libro

    Palahniuk (titolo del topic)


    Dev0tee ha scritto 22 ottobre 2005
    Leggete "Invisible monsters" di Chuck Palahniuk.

    Fatevi questo favore.

    Poi, quando avete finito, prendete "Survivor", sempre di Palahniuk.

    E fatemi sapere.
    madmac79 ha scritto
    per adesso ho letto solo "Soffocare" e sinceramente non mi ha fatto venire voglia di leggere altro di Palahniuk
    Dev0tee ha scritto
    Bè, io lo adoro, anche se ammetto che è forse il punto più basso di Chuck.

    Se ti capita di leggere altro di C.P., lemme know
    Kayoken ha scritto
    Soffocare non ha entusiasmato nemmeno me.
    Fight club bello. Survivor molto bello così come invisible monsters. Ninna nanna direi particolare. Sto aspettando che esca in economia l'ultimo libro che è appena uscito, di cui non ricordo il titolo al momento (non intendo Portland souvenir, intendo quello col cuore in copertina)
    The Keka ha scritto
    Ho letto:
    Invisible Monster: bellissimo e
    Survivor: Bello e angosciante
    Soffocare: mah...forse ha voluto mettere troppa carne al fuoco
    Fury. Wild ha scritto
    Io trovo che Soffocare sia il suo lavoro migliore, la scena dello stupro mi ha fatto sbellicare!
    AndrewC ha scritto
    Fight Club è spettacolare, Invisible Monsters anche (vedi le cartoline dal futuro, e non solo... certe scene ti fanno smascellare, eh eh).

    Diary l'ho appena finito e devo dire che mi ha un po' deluso: fino a metà libro vola basso, poi comincia a decollare e a prenderti; ma la storia, sebbene originale, non è così bella come le altre... Merita comunque di essere letto, pur non essendo memorabile!
    unkle ha scritto
    Ho amato moltissimo Invisible Monster, forse perchè è il primo libro che ho letto di Palahniuk.
    Poi l'accopiata Fight Club, di cui ho visto il film prima (bellissimo), ed ho letto il romanzo dopo (se possibile ancora più bello).
    Poi direi Ninna Nanna, in cui ci sono dei personaggi veramente fuori di testa.
    Poi metterei Soffocare e Survivor sullo stesso piano, interessanti, ma ho fatto fatica a finirli.
    Ed ora aspetto che esca Diary, poi vi dirò.


    Consiglio per gli acquisti:

    "MEDUSE" di Giancarlo Pastore
    Un romanzo inquieto ed inquietante, senza lieto fine.......
    Thyo85 ha scritto
    Il signor Palahniuk, ha scritto cose stupende e cose meno riuscite, però sono convinto che in ogni libro abbia messo quel qualcosa di particolare, di diverso, quei particolare che nessuno metterebbe nei libri, che vale la pena di leggerli.
    Ninna nanna è il più bello, a mio parere (mi manca però Invisible Monster,che devo iniziare a leggere in questi giorni)ma anche tutti gli altri, li ho trovati, come dire, interessanti, al di la della valutazione finale.
    L'inizio di Survivor, con lui che parla dall'aereo, è uno dei capitoli più belli che Chuck abbia scritto.

    Certo...i suoi libri non sono carezze, sono schiaffi alla nostra società...ma fanno bene..
    Thyo85 ha scritto
    Mah,guarda, alla fine di tutto, direi che il mio preferito è Soffocare.
    Un inizio un pò così così, ma poi è assolutamente geniale a mio parere, tutto il cerchio si chiude, l'ho davvero amato alla follia.
    Comunque hai ragione...schiaffi? Pugni allo stomaco!

    Ad ogni modo, "geniale" non è la parola giusta, ma è la prima che mi viene in mente.
    Brother Davide ha scritto
    A me manca solo Invisible Monsters (che sto proprio cominciando in questi giorni). In compenso,ho letto Fight Club qualcosa come quattro volte, e ogni volta è più bello. Dovendo fare una classifica, metterei Fight Club al primo posto, seguito da Soffocare (che secondo me riesce ad essere ancora più forte del primo e nel quale si capisce davvero che razza di malato mentale sia Palhniuck), poi Ninna Nanna, Survivor, Diary e Portland Souvenir (bellissima la descrizione della prima volta che prova l'LSD e poi si mastica la pelliccia della vicina).
    Kayoken ha scritto
    L'unico problema di Palahniuk è che dopo che ne hai letti 2, tutto sa di "già letto". Non ho letto Diary, spero che almeno qui ci sia una svolta decisiva.

  22. #22
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    Predefinito Re: Chuck Palahniuk - Di tutto di più - CAVIE nuovo libro


    Cavie. Martedì 20 settembre in tutte le librerie

    Una parabola serrata e devastante sullo spasmodica caccia alla fama e alla celebrità che ormai imperversa in ogni angolo delle nostre vite, rendendole frenetiche e disperate. Palahniuk al suo meglio, senza freni, senza rete

    Molto presto una mattina un gruppo di quindici persone viene raccolto da un autobus che le porta in un grosso teatro abbandonato di una città ignota, dove vengono chiusi a chiave. Ognuno di loro ha qualche motivo per appartarsi dal mondo e ognuno di loro ha risposto alla pubblicità di un 'luogo di ritiro per scrittori' dove possono vivere isolati per novanta giorni durante i quali scrivere quel capolavoro di cui sanno di essere debitori all'umanità. Ma le cose nel cavernoso teatro in avanzato stato di decadimento vanno di male in peggio per diventare infine terrificanti e, per distrarsi, i protagonisti cominciano a raccontarsi le loro storie, in un modo che ricorda molto Il Decamerone e I racconti di Canterbury: racconti mozzafiato in cui il black humour si fonde con il puro orrore. E tutti si votano a spietate strategie che, a loro modo di vedere, li metteranno sotto la luce migliore quando l'inevitabile salvataggio li consegnerà all'inevitabile fama e all'inevitabile film per la TV. Mai come in queste pagine si verifica la veridicità dell'espressione: 'Pur di diventare famoso, farebbe di tutto, ucciderebbe'.
    Il risultato è un susseguirsi di narrazioni sempre più estreme in cui lo stile inconfondibile, grottesco e dark, di Palahniuk giunge alle sue ultime conseguenze: mutilazioni, bambole gonfiabili orripilanti, cannibalismo e chi più ne ha più ne metta!

  23. #23
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    Predefinito Re: Chuck Palahniuk - Di tutto di più - CAVIE nuovo libro

    Lo leggerò sicuramente

  24. #24
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    Predefinito Re: Chuck Palahniuk - Di tutto di più - CAVIE nuovo libro

    Anche io, e per l'occasione ho messo l'avatar in tema...

  25. #25
    Animatrice L'avatar di Lull@by
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    Predefinito Re: Chuck Palahniuk - Di tutto di più - CAVIE nuovo libro

    unkle ha scritto lun, 12 settembre 2005 alle 14:44
    Anche io, e per l'occasione ho messo l'avatar in tema...
    ho letto che ci sono 4 versioni per la copertina.

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