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Discussione: Masters of Horror (reviews inside)

  1. #1
    Shogun Assoluto L'avatar di uccio
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    Predefinito Masters of Horror (reviews inside)

    Salve ragassuoli, apro questo topic per recensire i 12 episodi di questa interessantissima serie tv andata in onda recentemente negli Stati Uniti e rivelatasi da subito molto interessante.
    Si tratta, come da titolo, di Masters of Horror, un progetto che comprende 13 episodi della durata di 50 minuti ciascuno, curati ognuno da grandi registi dell'horror. Volete alcuni nomi? John Carpenter, Dario Argento, Stuart Gordon, Tobe Hooper, John Landis...come vedete si parla di autentici miti della macchina da presa per quanto riguarda il genere horror.
    Avendo ricevuto il dvd da un amico appassionato e spesso in viaggio per il mondo, vorrei recensire per voi ogni singolo episodio e magari attirare la vostra attenzione di quel tanto che basti a spingervi alla visione di queste piccole perle orrorifiche.

    Cominciamo oggi la nostra rassegna con il primo episodio, Incident On and Off a Mountain Road, firmato dal grande Don Coscarelli, autore dello splendido Bubba-Ho-Tep, che anche stavolta riadatta cinematograficamente un racconto breve scritto da Joe R. Lansdale dal titolo omonimo.

    La trama è quanto di più classico possa esistere per un film dell'orrore: la dolce Helen sta viaggiando per una anonima strada di montagna, quando una distrazione le fa perdere il controllo della sua autovettura, che va a sbattere contro un altro veicolo in sosta e senza alcun conducente. Discesa dall'auto per constatare i danni, si troverà ad affrontare un orribile quanto ridicolo omone muscoloso, chiamato Moonface per il colorito pallidissimo) che si rivelerà essere un cattivissimo serial killer. L'energumeno farà di tutto per catturare Helen, che però durante la fuga cercherà di salvare la pelle con trucchetti degni del miglior Mc Gyver. Non riuscirà ad evitare la cattura, ma attraverso alcuni flashback scopriremo che tramite gli "insegnamenti" del marito, maniaco delle armi, dei corsi di sopravvivenza, della violenza e delll'uso delle armi, Helen si rivelerà molto più di una semplice ragazza tenera ed indifesa, fino al rovesciamento dei ruoli davvero ben riuscito, con piccola sorpresa annessa.

    L'episodio, pur non esagerando con il gore, è vivace, fa ampio uso di quello humour nero caro a Coscarelli, e ci propone 50 minuti divertenti e ben curati sia sotto l'aspetto della fotografia che sotto quello prettamente registico, strizzando sovente l'occhio a pellicole recenti come Alta Tensione o Wolf's Creek ma sempre senza prendersi troppo sul serio. Magnifico il cameo di Angus Scrimm, vecchio attore che aveva già recitato nella serie Phantasm (sempre curata da Coscarelli), inquietante e comico allo stesso tempo. Un ottimo inizio per una serie che promette tanto sangue. Qui il sangue viene un pò a mancare, però si passa una buona ora di intrattenimento adrenalinico, ogni tanto si ride e forse si resta anche un attimo spiazzati da un finale apparentemente scontato.

    Voto finale: 7

  2. #2

    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    li ho visti anchio tutti e 12,il 13 quando uscirà.
    devo dire che come serie mi è piaciuta molto (infatti spero in una seconda stagione)

  3. #3
    La Borga L'avatar di elgrigno
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    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    Usciranno in italiano?

  4. #4

    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    elgrigno ha scritto mar, 14 marzo 2006 alle 15:35
    Usciranno in italiano?
    chi lo sa...le uscite horror in italia si contano su una mano (se non di meno) e se escono arrivano in ritardo (vedasi Devil's Rejects)o censurati (Devil's Rejects,ci scommeto sul mio cane che lo censureranno per il cinema)

  5. #5
    Shogun Assoluto L'avatar di uccio
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    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    L'episodio 13, girato da Miike, uscirà in autunno sul mercato statunitense esclusivamente in dvd, uscendo quindi dalla censura a cui era stato sottoposto per l'eccessiva crudezza; è stata già confermata la produzione della seconda stagione; non ci sono notizie per un'uscita italiana.

  6. #6

    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    uccio ha scritto mar, 14 marzo 2006 alle 19:45
    L'episodio 13, girato da Miike, uscirà in autunno sul mercato statunitense esclusivamente in dvd, uscendo quindi dalla censura a cui era stato sottoposto per l'eccessiva crudezza; è stata già confermata la produzione della seconda stagione; non ci sono notizie per un'uscita italiana.
    l'episodio 13 uscirà per un emmitente inglese privata ad aprile,lo letto su un sito (horror magazine?non ricordo sorry) e siccome sarò in england spero di riuscire a vederla

  7. #7
    Shogun Assoluto L'avatar di uccio
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    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    ^_fiol_^ ha scritto mar, 14 marzo 2006 alle 23:52
    uccio ha scritto mar, 14 marzo 2006 alle 19:45
    L'episodio 13, girato da Miike, uscirà in autunno sul mercato statunitense esclusivamente in dvd, uscendo quindi dalla censura a cui era stato sottoposto per l'eccessiva crudezza; è stata già confermata la produzione della seconda stagione; non ci sono notizie per un'uscita italiana.
    l'episodio 13 uscirà per un emmitente inglese privata ad aprile,lo letto su un sito (horror magazine?non ricordo sorry) e siccome sarò in england spero di riuscire a vederla
    Andrà in onda su Bravo alle 23 del 7 aprile 2006, quindi non manca molto. E' una pay-tv però. Poi uscirà in dvd.

  8. #8

    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    uccio ha scritto mer, 15 marzo 2006 alle 08:27
    ^_fiol_^ ha scritto mar, 14 marzo 2006 alle 23:52
    uccio ha scritto mar, 14 marzo 2006 alle 19:45
    L'episodio 13, girato da Miike, uscirà in autunno sul mercato statunitense esclusivamente in dvd, uscendo quindi dalla censura a cui era stato sottoposto per l'eccessiva crudezza; è stata già confermata la produzione della seconda stagione; non ci sono notizie per un'uscita italiana.
    l'episodio 13 uscirà per un emmitente inglese privata ad aprile,lo letto su un sito (horror magazine?non ricordo sorry) e siccome sarò in england spero di riuscire a vederla
    Andrà in onda su Bravo alle 23 del 7 aprile 2006, quindi non manca molto. E' una pay-tv però. Poi uscirà in dvd.
    Si lo so..bene spero di riuscire a vederlo

  9. #9
    Lo Zio L'avatar di jimypage
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    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    Li acchiappo in DVD senza pensarci 2 volte.
    Certo che se fa la fine di Devil's Reject

  10. #10
    Shogun Assoluto L'avatar di uccio
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    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    In breve, vi racconto gli episodi 2,3 e 4:

    Stuart Gordon, regista del mai dimenticato Re-Animator, attinnge a piene mani dai racconti di Lovecraft e ci regala una avvincente interpretazione di quell'Ezra Godden già applaudito (almeno da me) in Dagon, altra riuscita rivisitazione lovecraftiana di Gordon. L'episodio si intitola Dreams in the Witch-House.
    Uno studente di fisica, affascinato dalle teorie sugli universi paralleli, prepara la sua tesi in una fatiscente pensioncina abitata da uno strano vecchio, un amministratore scorbutico ed una dolcissima donna con figlioletto al seguito. Studiando le sue strane teorie, il giovane presto verrà a conoscenza dei terribili segreti che quella pensione nasconde, in un vortice di visioni ed allucinazioni perfettamente orchestrate da Stuart Gordon.
    La storia è avvincente, la violenza c'è e chiude con un finale nerissimo un episodio ben riuscito. C'è anche l'occasione per ammirare lo splendido corpo di Chelah Horsdal, che poco dopo non sarà più così splendido. Voto: 7,5

    Il terzo episodio invece, ad opera di sua maestà Tobe Hooper (Poltergeist e Non Aprite Quella Porta, è storia dell'horror), abbandona i territori horror per addentrarsi invece nel curioso e sporco mondo del cyberpunk.Sto parlando di Dance of the Dead. Il racconto originale è ad opera di Richard Matheson, e Hooper lo trasla su pellicola avvalendosi della collaborazione di un grandissimo attore del cinema horror: il nostro amato Robert Englund, qui nei panni di un folle proprietario di un locale underground dove l'attrazione principale è iniettare una strana droga a base di plasma umano nei corpi di alcuni pseudozombie, risultato degli esperimenti chimici condotti durante e dopo la III Guerra Mondiale, da poco conclusasi. Tra trip assurdi, danze macabre, musiche industrial curate da Billy Corgan (che appare anche come cantante della band ospite fissa del locale di Englund) e strani non-morti, Hooper confeziona un episodio tipicamente sci-fi, dove l'horror è soltanto un sentore in un mare di fantascienza. Un buon prodotto, non un gioiello cinematografico, che esce dagli stilemi adottati da Hooper nei suoi film più celebri, innalzando Englund a vero ed unico protagonista della vicenda, con una interpretazione convincente e carismatica nella sua pazzia.
    Voto: 7

    Nel quarto capitolo di questa appassionante serie tv horror fa la comparsa un nostro caro concittadino che con i film dell'orrore è doventato famoso in tutto il mondo. Sto ovviamente parlando di Dario "mamma mia se so brutto" Argento, che dopo la clamorosa bocciatura de "Il Cartaio", torna a regalarci un'ora ad alto contenuto splatter ma non del tutto convincente. La storia, tratta da un fumetto spagnolo, è imperniata su Jenifer, una ragazza dal corpo perfetto ma orribilmente sfigurata in volto da due orribili occhi completamente neri e da un ghigno putrescente e deformato, con terribili denti aguzzi. Frank, poliziotto e padre di famiglia, la salva da quella che sembrerebbe l'aggressione di un maniaco, ma scoprirà a sue spese la tragica realtà e la violenza che pulsa nell'animo di Jenifer.
    L'episodio di Argento è sicuramente il più macabro dei 4 visti fino a questo momento, ma purtroppo utilizza maldestramente le molte scene gore a scapito di un plot decisamente "saltellante" e mal architettato. Le molte scene di sesso, da quelle con la stessa Jenifer all'iniziale violenza sulla moglie, mal si sposano alla storia centrale. Troppo erotismo gratuito, troppo poco ritmo narrativo. L'episodio scorre via inorridendo sempre più (a pagare la furia sanguinaria di Jenifer saranno anche la figlioletta di Frank ed un ragazzino) ma senza lasciare colpi di classe degni del miglior Argento, se si eccettuano alcune sequenze riuscite che suonano come un omaggio ai suoi stessi film passati.
    Se a questo aggiungiamo la tipica nenia sonora "a la Profondo Rosso" che accompagna l'episodio ad opera dell'immancabile Simonetti, stavolta totalmente inopportuna e stridente con il plot dell'episodio, e un trucco della protagonista troppo ostentato nella sua malriuscita bruttezza, otteniamo un risultato che restituisce ad Argento un pò di credibilità, ma è ben lontano dall'eccellenza. Voto: 6


  11. #11

    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    uccio ha scritto gio, 16 marzo 2006 alle 12:19
    In breve, vi racconto gli episodi 2,3 e 4:

    Stuart Gordon, regista del mai dimenticato Re-Animator, attinnge a piene mani dai racconti di Lovecraft e ci regala una avvincente interpretazione di quell'Ezra Godden già applaudito (almeno da me) in Dagon, altra riuscita rivisitazione lovecraftiana di Gordon. L'episodio si intitola Dreams in the Witch-House.
    Uno studente di fisica, affascinato dalle teorie sugli universi paralleli, prepara la sua tesi in una fatiscente pensioncina abitata da uno strano vecchio, un amministratore scorbutico ed una dolcissima donna con figlioletto al seguito. Studiando le sue strane teorie, il giovane presto verrà a conoscenza dei terribili segreti che quella pensione nasconde, in un vortice di visioni ed allucinazioni perfettamente orchestrate da Stuart Gordon.
    La storia è avvincente, la violenza c'è e chiude con un finale nerissimo un episodio ben riuscito. C'è anche l'occasione per ammirare lo splendido corpo di Chelah Horsdal, che poco dopo non sarà più così splendido. Voto: 7,5



    Nel quarto capitolo di questa appassionante serie tv horror fa la comparsa un nostro caro concittadino che con i film dell'orrore è doventato famoso in tutto il mondo. Sto ovviamente parlando di Dario "mamma mia se so brutto" Argento, che dopo la clamorosa bocciatura de "Il Cartaio", torna a regalarci un'ora ad alto contenuto splatter ma non del tutto convincente. La storia, tratta da un fumetto spagnolo, è imperniata su Jenifer, una ragazza dal corpo perfetto ma orribilmente sfigurata in volto da due orribili occhi completamente neri e da un ghigno putrescente e deformato, con terribili denti aguzzi. Frank, poliziotto e padre di famiglia, la salva da quella che sembrerebbe l'aggressione di un maniaco, ma scoprirà a sue spese la tragica realtà e la violenza che pulsa nell'animo di Jenifer.
    L'episodio di Argento è sicuramente il più macabro dei 4 visti fino a questo momento, ma purtroppo utilizza maldestramente le molte scene gore a scapito di un plot decisamente "saltellante" e mal architettato. Le molte scene di sesso, da quelle con la stessa Jenifer all'iniziale violenza sulla moglie, mal si sposano alla storia centrale. Troppo erotismo gratuito, troppo poco ritmo narrativo. L'episodio scorre via inorridendo sempre più (a pagare la furia sanguinaria di Jenifer saranno anche la figlioletta di Frank ed un ragazzino) ma senza lasciare colpi di classe degni del miglior Argento, se si eccettuano alcune sequenze riuscite che suonano come un omaggio ai suoi stessi film passati.
    Se a questo aggiungiamo la tipica nenia sonora "a la Profondo Rosso" che accompagna l'episodio ad opera dell'immancabile Simonetti, stavolta totalmente inopportuna e stridente con il plot dell'episodio, e un trucco della protagonista troppo ostentato nella sua malriuscita bruttezza, otteniamo un risultato che restituisce ad Argento un pò di credibilità, ma è ben lontano dall'eccellenza. Voto: 6

    sul primo concordo appieno..mi è piaciuto molto Dagon e anche questo è molto ma molto bello.
    per quanto riguarda Jennifer..bha io l'ho trovato non malaccio,certo non il massimo però ci son alcune cose molto azzeccate.

  12. #12
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    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    Avanti con gli episodi 5,6 e 7:

    L'episodio 5 è firmato dal promotore dell'operazione Masters of Horror, e a dirla tutta è un episodio fiacco seppur ben raccontato, dove l'horror è soltanto una sfumatura, un pretesto per narrare una discreta storia psicologica. Protagonista è Jamie, uomo divorziato e depresso che scopre, attraverso il suo olfatto e l'odore del cioccolato (da qui il titolo dell'episodio, Chocolate appunto), di poter vedere e sentire sul suo corpo quello che in quell'istante stava accadendo ad una ragazza molto misteriosa. Jamie farà di tutto per incontrarla e per spiegarle l'accaduto, ma il tutto finirà tragicamente. Episodio senza infamia e senza lode, piuttosto piatto. Voto: 6-

    L'episodio 6 è invece un autentico capolavoro senza mezzi termini. E dietro un capolavoro del genere non poteva che esserci il genio di Joe Dante, uno dei miei registi preferiti in assoluto. Homecoming, questo il titolo, è un episodio a base di zombie, ma dannatamente originale. In questo caso infatti Dante, da sempre politicamente interessato ed impegnato, confeziona una denuncia al sistema elettorale statunitense, un grido contro lo strapotere mediatico del governo USA, una chiara presa di posizione contro la guerra. E lo fa ponendo gli zombie al centro dell'azione: sono loro, i caduti dell'esercito usa, a tornare in vita per dire la loro, per raccontare la loro storia, per imporsi, per dire "sì, ci siamo anche noi", per fare qualcosa di importante, per votare. E una volta compiuto il loro dovere di elettori potranno davvero morire tranquilli e con la coscienza pulita. Ma i media ed il governo, per timore che il presidente uscente possa non essere rieletto proprio a causa del voto degli elettori zombie, faranno di tutto per truccare l'esito finale del voto, provocando la ribellione di tutta l'umanità che ha dato la vita per guerre ingiuste e non volute. Splendido, da ammirare. Voto: 9

    Il settimo episodio è un altro gioiellino di questa squisita serie di horror per la televisione; il bollino DOC stavolta è posto da un altro regista che da sempre regala originalità e risate ai suoi seguaci, John Landis.
    Un omaggio a quel gran film che fu Un Lupo Mannaro Americano a Londra, trasformato e riplasmato in versione ad alto contenuto di humour. Un investigatore della sezione omicidi e animali si trova di fronte a macabre uccisioni, persone ridotte in poltiglia da qualcosa che sembra essere un animale. Evidenti sono, infatti, le tracce di cervo ritrovate sui corpi sminuzzati. La polizia, in un tripudio di dialoghi buffissimi e di scene ad alto contenuto comico, arriverà a scoprire l'identità di una bellissima donna-cervo, responsabile degli omicidi ed incarnazione di una antica leggenda indiana. Si ride tanto, il ritmo è frenetico e gli attori azzeccatissimi. C'è pure una bella topona, che volete di più? Un gran bell'episodio. Voto: 8

  13. #13

    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    Appena finisco di vedere gli ultimi 3 posto anche i miei commentini tutti insieme. Confermo i commenti positivissimi sull'episodio di Dante, capolavoro, e su quello di un Lanids in formissima, che merita la visione anche solo per la ragazza

  14. #14
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    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    Dunque dunque...
    mi sono promesso di vedere questa saga horror da capo a fine, quindi eccomi qui per sparare la mia opinione sui primi episodi:

    Episodio 1 e 2: concordo con Uccio, ben fatti, con un buon ritmo narrativo e soprattutto con una storia che rientra nei soliti clichè dell'horror (in particolare il primo) ma capaci di tenere sempre svegli e incuriositi.
    In tutti e 2 gli episodi è presente in minima parte la componente gore, ma posso assicurare che non se ne sente la mancanza

    L'episodio di Coscarelli è un chiaro omaggio a film come 'nNon aprite quella porta'; Stuart Gordon invece si è buttato su Poe che è il suo punto forte.

    Il terzo episodio di Tobe è piuttosto moscio per quanto riguarda la quantità di sangue presente su schermo.
    Si tratta principalmente di un racconto fatascientifico, lo vedevo meglio in una serie tipo 'Ai confini della realtà'.
    Bruttarella la scenografia e la resa degli zombie...insomma è l'episodio di serie B di Master of Horror
    Se poi sia una scelta precisa questa di Tobe non lo so....

    L'episodio 4 a cura del nostrano Argento è in assoluto il + violento (non a caso in America l han tagliato nella messa in onda e mandato in edizione integrale solo su DVD): al contrario di Uccio ho trovato la storia in questione interessante.
    Certo c'è abbondanza di poppe a gratis (e non è un male, anzi ) , la maschera di Jennifer sembra cartonata, il finale è prevedibile però che te devo di'...mi è piaciuto
    Apprezzo il fatto che Dario Argento sia stato tra i pochi registi che abbia osato calcare la mano in tale direzione, senza preoccuparsi della censura...in qualche caso ho avuto l impressione che si poteva fare di + a livello di splatter...

    L'episodio 8 ( so' arrivato prima io )a cura del mitico John Carpenter è veramente gradevole: la storia è un incrocio tra 'La nona porta' e 'Il seme della follia'.
    Se vi son piaciute entrambe le pellicole state a cavallo: in caso contrario evitate l'episodio come la peste
    La storia scorre liscia come l'acqua, il sangue c'è anche se in minima parte : quello che fa la differenza è che si vede la mano del buon Carpenter....chi è amante dei suoi film apprezzerà senz'altro.

    Per adesso è tutto passo e chiudo....

  15. #15

    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    Mi permetto di fare un megapostone e dire la mia su tutti gli episodi eccetto Miike, ma quello do per scontato che sia stupendo . Ho finito di vederli ieri sera (anzi stanotte... anzi stamani ) e devo dire: ben venga un'altra serie!!! altissimo livello, gli episodi potranno piacere o non piacere ma sono comunque tutti molto peculiari e a loro modo ben fatti; la varietà è il punto forte della serie, quindi credo possa accontentare tutti i gusti. Un paio di episodi che non mi sono piaciuti affatto (jenifer e sick girl, mentre chocolate non c'entra una ceppa con l'horror ma in se e per sé non mi è dispiaciuto), alcune perle e un sacco di episodi comunque belli o come minimo piacevoli. Ottimo, OBEY YOUR MASTERS.


    01 - Incident - On and Off a Mountain Road
    La serie inizia bene col primo episodio ad opera di Don Coscarelli (Bubba Ho-tep e un paio di serie che non ho visto che affondano le radici negli anni 80: Phantasm e The Beastmaster). Vediamo una giovane e bella ragazza dall'aspetto delicato che fa un incidente su una strada di montagna; la ragazza è fortunata nell'aver avuto un marito sociofobico che l'ha istruita con armi e tecniche di difesa, così quando un brutto energumeno salta fuori dal bosco intenzionato a bucarle la faccia con trapano a pressa (lol) la ragazza vende cara la pelle.
    Un episodio tutto indirizzato all'azione, che parte velocissimo con un inseguimento nei primi minuti (in genere l'inseguimento è la scena semi finale per antonomasia) e prosegue con soluzioni che non si vedono spesso negli slasher (la gattina tira fuori gli artigli e si improvvisa McGuyver, con risultati che mi hanno esaltato). Il ritmo è reso altalenante da flashback che ci mostrano la convivenza di lei col suo ragazzo, un ex militare decisamente vittima del clima tesissimo, da preparazione alla guerra totale, che i media americani sembrano promuovere. Un bel twist finale è la maniera giusta di chiudere qualsiasi racconto horror breve e infatti ce lo ritroviamo anche qua.
    Decisamente superiore a molti lungometraggi di genere slasher (la durata breve gioca taaanto a suo favore se vogliamo fare paragoni in questo senso), questo primo episodio è una bella partenza per la serie, perfetto per incastrarsi in un'antologia di racconti.

    02 - Dreams in the Witch House
    Walter Gilman si palesa davanti a un cartello scritto a mano: "ROOM ON RENT". Dietro al cartello, una villa bianca fatiscente.
    Il giovane studente di fisica (alla Miskatonic University, of course) affitta la camera dal grasso e rozzo padrone di casa, un omaccio che non si cura di niente tranne ricevere l'affitto al momento stabilito. Walter fa la conoscenza degli altri due inquilini: un vecchio timidamente curioso dal pesante accento straniero e una giovane ragazza-madre.
    Già dalle prime notti i sogni di Walter si fanno preoccupanti, per poi declinare velocemente e pericolosamente nel delirio.
    Gordon (sceneggiatore, fra l'altro, di Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi e assiduo collaboratore di quel genio di Yuzna) non è nuovo a rimaneggiare Lovecraft: suo è lo spettacolare supertrash Reanimator, seguito da From Beyond nell'86, che non ho ancora visto, e da Dagon nel 2001 (film apprezzabile, certo non un capolavoro, ma mi piacque; liberamente tratto da "La maschera di Innsmouth" e non da "Dagon" come il titolo lascerebbe supporre). Con questo Dreams in the Witch House firma un episodio lontano dalla perfezione ma ben riuscito, che gioca a non prendersi sul serio ma che sa catturare l'attenzione a tradimento, grazie ad una miscela di situazioni molto plastica.
    Certo il racconto di Lovecraft è del 1932 e Gordon non fa niente (tranne ambientarlo ai giorni nostri) per rinnovarlo, quindi personaggi e situazioni sanno di vecchio e di già visto, ma sa tenere comunque ben desta l'attenzione e soprattutto divertire grazie ai frequenti cambi di tono, fino al bellissimo finale. Sconsigliato agli spettatori troppo scafati che si sentono come offesi da soluzioni prevedibili e allo zoccolo duro dei fan del Solitario di Providence: i film di Gordon non comunicano l'atmosfera dei racconti ma sono un tale schiaffone (menato bellamente a cuor leggero) al buon gusto da piacere un bel po' al sottoscritto.

    03 - Dance of the Dead
    Hooper sembra paradossalmente ispirarsi a House of 1000 Corpses per replicare una certa atmosfera malata e disgustosa, ma ancora più paradossalmente riesce ad essere meno convincente del buon Rob, tanto che questo episodio è rovinato da effetti videoclippari immotivati, con sovrapposizioni abbondanti e fastidiose. Siamo nel 2008, almeno credo, e la società americana ha finalmente ceduto, sgretolandosi sotto le bombe della terza guerra mondiale. La storia coinvolge una ragazza perbene, una coppia di bad boys, del tipo di belli in motocicletta che spopolano nei futuri postatomici da Kenshiro all'Ombra dello scorpione, e un chiassoso locale gotico in cui un presentatore, interpretato da un Robert Englund fenomenale, introduce uno show molto particolare...
    L'episodio trova il suo senso nella rappresentazione dell'America post-bomba: gente sfigurata da una non meglio precisata pioggia ustionante che struscia per strade deserte, paura o rifiuto del prossimo, una gioventù allo sbando che si rintrona di musica pesante, sesso e droghe. Tutto condito da un giro di cadaveri piuttosto animati.
    Qualche caduta dell'attenzione in un paio di sequenze troppo lunghe ed effettate, ma per il resto l'episodio è reso interessante dall'originalità dell'ambientazione, dai particolari macabri e da Englund, tanto che non si fa quasi caso alla trama, anche perché non si capisce troppo bene dove voglia andare a parare (o meglio, è chiaro ad almeno mezz'ora dalla fine come saranno le ultime sequenze, ma non come ci arriveremo) e una storia vera e propria nasce e muore proprio negli ultimi 10 minuti.
    Sinceramente da Hooper mi aspettavo di meglio, ma è piacevole.
    Ah, le musiche sono di Billy Corgan.

    04 - Jenifer
    Ho sempre trovato molto sopravvalutato Dario Argento (Suspiria è un colpo ben centrato, ma il resto che visto l'ho trovato piuttosto brutto). Inoltre, come Craven, sembra caduto in una spirale discendente senza scampo. In questo episodio vediamo Frank, un poliziotto, salvare incidentalmente la Jenifer del titolo da un pazzo che vuole decapitarla con una mannaia. Jenifer è una ragazza con il volto sfigurato da un ghigno orrendo e gli occhi neri, un make up fatto col das da un bambino di quattro o cinque anni, ma dal collo in giù è perfetta. Questo spinge Frank a portasela in casa, con risultati che scadono un po' nella farsa.
    A parte una serie di scene splatter e un po' di momenti disturbanti che lo portano a galla di tanto in tanto, l'episodio si mantiene sotto la sufficienza: il protagonista che ha dei comportamenti accettabili solo per il gusto di vedere come si evolve la trama, gli omicidi buttati là senza conseguenze e le scene erotiche gratuite, che sarebbero state molto efficaci se non ne avesse abusato, segnano i difetti principali di questo Jenifer. Non si tratta di carenze molto oggettive e d'altronde io sono mal disposto verso Argento, ma non si può davvero fare a meno di predire tutto, scena per scena, e il fattore che spinge Frank a tenere Jenifer (SESSOOO) alla lunga diventa veramente ridicolo. Dimenticavo la nenia à la profondo rosso appiccicata tanto per fare "inquietudine", particolare veramente pessimo.
    Insomma per me è piuttosto brutto.

    05 - Chocolate
    Mick Garris è il regista di molti adattamenti per la TV di romanzi o racconti di Stephen King. Io non lo sapevo, ma questo episodio dimostra che il regista di Riding the Bullet non è un cerebroleso. Sorprendente!
    Si parla di Jamie, un trentenne (credo, più o meno) di Chicago, recentemente divorziato, che prova a non annegare nella solitudine. Jamie lavora in un laboratorio chimico dove deve sintetizzare aromi, una cosa che gli riesce bene grazie a un senso del gusto particolarmente fine; improvvisamente però, una mattina si sveglia con un sofisticato sapore di cioccolato in bocca: da quel momento è un crescendo di stimoli sensoriali ingiustificati, che giustamente lo sconvolgono (anche perché provateci voi a guidare la macchina mentre i vostri occhi vi mandano l'immagine di una strada affollata che non c'entra una ceppa con dove vi trovate realmente) e lo incuriosiscono. Chocolate si apre con un primo piano su Jamie sporco di sangue in volto e sulla camicia: il punto di vista sembra quello di un detective che lo stia interrogando. Vi lascio il piacere di scoprire cosa è successo, vi anticipo soltanto che l'episodio, pur essendo molto interessante, recitato bene dal protagonista (che è il bambino di ET, ora un po' cresciuto) e con scenografie molto azzeccate (gli appartamenti comunicano efficacemente la personalità dei loro proprietari), non è proprio quello che ci si aspetta in una serie che si chiama Masters of Horror. Fa crescere una certa curiosità e la supporta bene con una scrittura all'altezza per concludersi con delle belle scene, ma senza mai finire nell'horror vero e proprio.
    Ben riuscito ma forse un po' fuori target.

    06 - Homecoming
    Ebbe a dire il presidente Bush riguardo all'impegno in Iraq e al sacrificio di tanti giovani Soldati Americani: "I suffer. I suffer when i see those numbers everyday. And i tell my staff every time: if I had one wish, one big wish, I'd bring those brave young Americans back. Because, if they could come back, I figure what they'd say."
    Joe Dante (il regista di Gremlins!!!) fa avverare il desiderio di Bush: i soldati morti in Iraq si alzano per dire la loro senza portavoce non autorizzati e cercano di farsi valere in maniera... decisamente democratica.
    Homecoming non è un horror nel senso vero e proprio del termine: ci sono degli zombie (presentati con una citazione gustosa de "la notte dei morti viventi") e ci sono anche dei morti ammazzati, ma è principalmente una grottesca, ferocissima critica al partito repubblicano e al governo americano, con i protagonisti che sono caricature di figure reali dell'enstablishment di Bush (sono rappresentati come dei deviati, ubriachi di potere, totalmente insensibili e capaci di fare campagna politica su qualsiasi cosa... ehm...). Quando dico feroce intendo che una cosa del genere in Italia non è neanche pensabile di produrla sperando che non causi un casino apocalittico: dai soldati-zombie alle accuse (non dirette, di più) di aver truccato le elezioni, a riferimenti a fatti reali (la madre di un soldato morto che ha fatto un sit-in davanti alla casa bianca per sapere a cosa è servito il sacrificio del figlio), tutto è estremamente caustico e terribilmente grottesco.
    Non so cosa dire, sono rimasto a bocca aperta, ho riso e mi sono pure commosso (sì, la scena col barista mi ha pure commosso, ok?) e il finale è da standing ovation, insieme agli zombie.
    Un urlaccio becero che è l'unico modo per spazzare via tutta la dialettica da propaganda e cercare di costringere qualcuno a guardare in faccia la realtà dei fatti, che le parole a giro libero fanno perdere di vista.

    07 - Deer Woman
    Landis è il regista di Un lupo mannaro americano a Londra. La donna-cervo sembra suggerire già dal titolo una qualche parentela (metà uomo, metà bestia) ed infatti i pregi sono gli stessi dell'altro film di Landis: horror-folkloristico (in questo caso mitologia indiana), una sceneggiatura perfetta, dialoghi e personaggi altrettanto, ritmo vivace e humor, anche se forse con lo humor si è abbondato troppo (c'è anche una sequenza veramente demenziale). Landis si spinge anche oltre i paralleli, quando il protagonista fa riferimento a un lupo gigante abbattuto in Piccadilly Circus nell'81.
    La trama: Faraday è un detective con un qualche dramma alle spalle, assegnato alle chiamate inusuali, cosa che lo porta ad occuparsi principalmente di incidenti con gli animali, ma il caso che gli viene sottoposto sembra aver poco a che fare con l'aggressione di un animale: un uomo è stato ritrovato nel cassone del suo camion ridotto a una poltiglia e presenta tracce di zoccoli di cervo. Il caso gli viene subito sottratto, finendo sotto la categoria omicidi, ma Faraday, insieme al suo compagno e alla dottoressa che fa le autopsie (una punk decisamente diversa dal prototipo-Scully) non può fare a meno di rimuginarci...
    Un piccolo gioiello di scrittura, non gli si può dire niente se non che è perfetto e anche lo spettatore (maschile) più recalcitrante sarà sedato e costretto al mutismo dal topless della Deer-Woman. L'unico scivolone quella sequenze demenziale, che a me ha fatto ridere ma è un po' troppo distante dal resto.
    Altissimo livello di entertainment, grandioso Landis.

    08 - Cigarette Burns
    Hail Carpenter. In un'ora riesce a costruire un episodio che surclassa la Nona Porta di Polanski. Kirby Sweetman è in debito col padre della sua ragazza defunta, proprietario del cinema che lui gestisce. Un facoltoso collezionista privato lo ingaggia per trovare una pellicola rarissima: "La fin absolue du mond", che fu ritirata dopo la prima per gli incidenti e la rissa mortale avvenuta fra il pubblico dopo la visione. E' scomparsa, bruciata, o no? di sicuro il signor Ballinger ne è ossessionato, tanto che è disposto a pagare una cifra considerevole ed ha "comprato" anche uno degli interpreti, uno mooolto particolare... Kirby segue una pista, che lo porterà a rivolgersi a personaggi strambi, inquietanti o decisamente pazzi e pericolosi. Viene avvertito: anche solo interessarsi alla pellicola è fatale. E infatti le allucinazioni arrivano quasi subito...
    Non ci sono grandi tocchi carpenteriani ma l'episodio è decisamente bello: un thriller soprannaturale molto teso, con del gore assolutamente brutale, sadico e impressionante, dal ritmo altalenante ma denso di una suspence soprannaturale che arriva fino al finale... un po' controverso a mio parere, nel senso che visivamente è ottimo ma ha due macrodifetti: il film proibito viene finalmente mostrato ma non è un granché e i suoi effetti sono abbastanza prevedibili (anche se le scene incuboniriche finali sono belle).
    Ma ci passerei sopra e azzarderei un applauso allo zio John, che ha confezionato il miglior pezzo autenticamente horror della serie, almeno fino a questo punto.

    09 - The Fair-haired Child
    Tara è una ragazza bionda di 13 anni che viene emarginata a scuola e che quindi vive in un mondo tutto suo; non originalissimo come incipit, ma ci passiamo sopra, perché mentre ci viene presentata Tara vediamo che qualcuno si mette dei guanti di lattice e si prepara a qualcosa di losco. Mentre sta tornando a casa infatti la ragazzina viene investita da un minivan; l'autista, invece di soccorrerla, la stordisce col cloroformio e se la porta via.
    L'episodio di Malone parte bene, ma si rivela scritto piuttosto male nella parte centrale, in cui tutti capiamo tutto già da subito e i dialoghi, sommati ai flashback che non lasciano spazio all'immaginazione, vanificano i tentativi di introdurre suspance. Alcuni espedienti, poi, come il mutismo del ragazzo che Tara incontra ad un certo punto, sono un po' furbetti...
    Si tratta di una favola nera (quindi a livello di trama è adatta più ad un bambino che ad un adulto) e stempera i suoi difetti col comparto visivo, che può vantare immagini ben riuscite: dai colori, che da netti e marcati passano al bianco e nero nei flashback onirici, alle scenografie ottimamente illuminate; il top si raggiunge con l'apparizione della creatura animata in stop motion che dà la caccia a Tara, un essere inquietantissimo che sembra uscito da un video dei Tool (anzi da due: Sober per i movimenti e la figura storpia e Parabola per alcuni dettagli del corpo); inquietante sì, ma piuttosto stupida, dà vita ad un inseguimento tutto sommato fiacco a originalità-zero, come quasi tutto il resto.
    Tirando le somme l'episodio vola piuttosto basso ma si lascia guardare: mi sento di definirlo un Piccoli Brividi di alto livello.

    10 - Sick Girl
    Non ho sopportato questo episodio per motivi di gusto personale. Ida è una ragazza lesbica un po' timida che studia, tanto per farmi schifo, degli orrendi insettoni con tanto di antenne e zampette che si protendono ovunque. Un giorno le arriva una scatola anonima contenente una mostruosità oscena (una specie di zerg in miniatura) di cui però lei è entusiasta; nel mentre, si innamora e pare ricambiata da una ragazza che incontra spesso nell'edificio in cui lavora. Le due cose arriveranno in contatto in maniera abbastanza inusuale... Il motivo principale del mio cordiale schifo verso questo episodio sono i piattoloni. Il secondo è la performance della protagonista, che recita in maniera molto molto caricaturale il ruolo della timidissima e imbranata Ida: la cosa in sé ha un senso, perché contribuisce molto allo stile e al tono dell'episodio, ma la sensazione a pelle è stata di immediata antipatia per una sorta di comicità fatta di espressioni esagerate, mossette e parlato molto affettato; dato questo, l'episodio è risultato una noia mortale, visto che fino agli ultimi 5 minuti si incentra sul rapporto lesbico fra l'odiosa protagonista e la sua odiosa fidanzata, alternando piccole gag con la padrona di casa, il collega di Ida e l'insetto mostruoso, impreziosite soltanto da sprazzi di buona regia (niente di trascendentale, ma certe scene sono ben costruite) e dialoghi abbastanza decenti. Il finale sfocia nel grottesco pesante e non è da buttare via (gli effettacci low budget hanno un gran fascino sulla mia povera mente malata), ma sono proprio gli ultimi minuti e arrivarci è durissima. In definitiva, non m'è piaciuto.

    11 - Pick Me Up
    Mettiamo che si fermi un pullman in una strada in mezzo al nulla; mettiamo che i passeggeri decidano di dividersi, una (Fairuza Balk, che ho visto giusto qualche giorno fa in Cosa fare a Denver quando sei morto e che doppia Mercedes Cortez in Vice City) andando a piedi verso il più vicino motel, i rimanenti accettando l'aiuto di un camionista o decidendo di aspettare i soccorsi. Mettiamo infine che nel territorio di un serial killer ne entri un altro, con un modus operandi opposto e un ruolo "complementare", e che di vittime ne rimanga solo una... la cosa può farsi interessante.
    L'episodio parte un po' claudicante, causa la presenza di alcuni cliché ed un inseguimento davvero banale, ma poco dopo la recitazione del trio Blank Moriarty Kole rende tutto molto interessante e divertente da vedere (specie il personaggio del The Wheeler ha una voce fioca e rauca pesantemente accentata che lo rende quasi ipnotico, o forse era solo il mio sforzo di capire il suo barocco favellare. Una figura che sembra uscita da un racconto del King dei tempi d'oro e che vale tutto l'episodio). I difetti sono che non c'è quasi niente oltre a dei bravi attori e che il finale fa veramente schifo, ma tutto sommato i pregi hanno decisamente la meglio e il risultato è un episodio che di certo non brilla un granché ma rimane piacevole da vedere.

    12 - Haeckel's Tale
    Tratto da un racconto di Clive Barker, questo ultimo episodio televisivo parte alla grandissima come racconto del terrore tradizionale. In epoca vittoriana, un uomo raggiunge in carrozza la casa di una vecchia per chiederle di riportare in vita l'amata moglie; la tenera vecchietta acconsente, a patto che egli ascolti una storia e prenda la sua decisione alla luce del racconto. La storia parla dell'Ernst Haeckel del titolo, un arrogante dottorando in medicina ossessionato dal desiderio di sconfiggere la morte ridando la vita ai cadaveri...
    L'episodio è molto articolato e regala qualche tocco di classe, riuscendo a costruire, anche grazie all'ambientazione ottocentesca, un'atmosfera peculiare e ben riuscita. Che però viene purtroppo distrutta dagli effetti, assolutamente non all'altezza e nonostante questo abusati.
    In pieno stile Barker, c'è anche una forte componente erotica, venata ovviamente di elementi horror disturbanti, sostenuta più che bene da Leela Savasta ( ), ma nel finale tutta l'atmosfera crepuscolare che è andata in crescendo fino ad allora viene improvvisamente accantonata: il cambio di tono è così drastico e il make up così brutto che l'unico risultato è un finale ridicolo, forse involontariamente. Gran parte della colpa l'ha anche la regia, che avrebbe avuto bisogno di soluzioni più originali e intelligenti per mantenerlo sullo stesso livello del resto del racconto. Peccato, perché gli elementi per un ottimo episodio c'erano tutti: necromanzia, sesso, gore, atmosfera insinuante e disturbante... poteva essere ottimo, invece è solo carino.

    That's all, folks, almeno per ora.

  16. #16
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    8-Cigarette Burns

    Aveva ragione Gunslinger. Questo è davvero il miglior episodio (almeno tra quelli che ho potuto visionare finora) di Masters of Horror. Un Carpenter in forma smagliante, che propone una storia molto originale che riesce in quello che dovrebbe essere l'obiettivo di ogni horror che si rispetti: cominciare con un plot lento, a tratti volutamente svogliato,con quelle pause cinematografiche e quei silenzi tanto cari al nostro John, per poi evolversi in una spirale di terrore ricca di angoscia, di sangue, di violenza, una vera carneficina all'insegna del macabro e dell'onirico. Corby (non Kirby, quello è il paffuto personaggio rosa della Nintendo ) ha aperto un cinema che proietta soltanto film horror storici, grazie al prestito avuto dal padre della sua ex ragazza, tossicodipendente e suicidatasi anni prima. Corby viene assoldato da un misterioso Signor Ballinger, un collezionista di pellicole rare ossessionato da un film rarissimo, "La Fin Absolue Du Monde"; un film che durante la sua prima proiezione aveva causato una immane tragedia, una drammatica e sanguinaria morte per tutti i suoi spettatori. Un film che sembra avere un potere enorme su chiunque provi ad avvicinarvisi, e per il quale l'ossessione di Ballinger arriva al punto tale di aver "acquistato" un attore interprete della stessa pellicola, una smilza figura completamente bianca, una sorta di angelo caduto, pieno di escoriazioni, spaurito e tenuto in prigionia.Corby, spinto dalla curiosità di visionare questo film maledetto, ma soprattutto dall'esigenza di riscuotere la ricompensa del signor Ballinger che gli permetterebbe di saldare il debito col suo creditore, si addentra in una ricerca piena di pericoli, di personaggi ambigui, di sangue. Più Corby si avvicina al film e più le visioni e le stranezze aumentano, contraddistinte dalla comparsa di un cerchietto infuocato, la bruciatura delle sigarette, che segna l'inizio della maledizione. Corby verrà trascinato in un vortice di allucinazioni, conoscerà la figlia del regista di "La Fin Absolue Du Monde", Katja Balckovic, entrerà in possesso della famigerata pellicola e riuscirà a farla proiettare al signor Ballinger.
    Ma finirà con l'essere distrutto dalla terrificante forza malvagia del film stesso, in un finale ricco di tensione, di incubi a metà tra il visionario ed il macabro, di momenti gore mai fini a sè stessi, in un tripudio di sangue che conclude degnamente un magnifico episodio, guidato dalla sapiente mano del maestro John Carpenter. Voto: 9,5

  17. #17
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    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    9 - The Fair Haired Child

    Brutto, brutto, brutto. Non trovo altre parole per descrivere l'episodio firmato William Malone, già autore di alcune piccole perle del calibro di Paura.com, uno dei più brutti horror degli ultimi 100 anni. E purtroppo, nonostante un plot almeno inizialmente curioso, il regista riconferma la sua mediocrità anche in questi 55 minuti scontati e piuttosto monotoni.
    Tara, ragazzina derisa dalle compagne di scuola, solitaria e depressa, viene rapita da un uomo di mezz'età a bordo di un furgoncino e segregata in una cantina, non prima di aver fatto la conoscenza della moglie del rapitore, che dapprima si spaccia per infermiera e poi rivela le sue cattive intenzioni. Tara scoprirà di non essere sola in quelle segrete: scoprirà che Johnny, il ragazzo muto trovato impiccato ed in fin di vita in quella stessa cantina, altri non è che il figlio dei due rapitori, morto tempo addietro annegato durante il suo quindicesimo compleanno. Ed i suoi genitori, distrutti dal dolore, hanno deciso di fare un patto col Male e sacrificare 12 giovani ragazze ogni anno, nel giorno del compleanno di Johnny, per potergli restituire la vita e riabbracciarlo. Il giovane è muto, ma riesce comunque a stringere una singolare amicizia con Tara, a farle capire quanto essa stia rischiando la vita, ma non riuscirà ad evitare che una stramba e curiosa creatura possa fare a pezzi la sua giovane amica. Tornato in vita però, Johnny avrà la forza di vendicarsi sui propri genitori, stringerà a sua volta un patto col Male, ma stavolta saranno i genitori ad essere sacrificati, e sarà la debole Tara ad avere la redenzione.
    Fiaba nera dal finale agrodolce, non riesce ad essere convincente sotto nessun punto di vista. Qualche inquadratura azzeccata, poca suspence e soprattutto un livello di recitazione davvero troppo basso, specialmente per quanto riguarda i due genitori-carcerieri e la protagonista Tara. Malone non calca la mano neanche sullo splatter, viene meno anche la dose di sesso che finora aveva caratterizzato praticamente ogni episodio, ed i 55 minuti di durata scorrono via senza sussulti, tra molta confusione, alcune buone intenzioni ma poca energia. Gli stessi flashback, girati in bianco e nero, hanno uno stile eccessivamente fiabesco, e stonano con la cupezza generale del plot. Un'occasione sprecata,poca cattiveria e troppa confusione. Bocciato. Voto: 5

  18. #18

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    Al far east film festival che si tiene quest'anno dal 21 al 27 aprile (la settimana prossima insomma!) a Udine verrà proiettato Imprint, l'episodio di miike, in lingua originale chiaramente.Se ne avete l'occasione andatelo a vedere!Più precisamente venerdì prossimo a mezzanotte e un quarto al Teatro Nuovo Giovanni da Udine.Il prezzo è misero quindi, se anche non si prospettasse un film da paura, sarebbe veramente un peccato perderlo.

  19. #19

    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    Ho visto anche l'episodio di Miike e dopo averci ragionato un po' su (perché certe cose mi spiazzano molto) posso dire che è davvero bello.
    Imprint
    La direttiva che ha reso bella questa serie è stata la totale libertà accordata ai registi.
    Darla a Miike e sperare che confezioni un prodotto "adatto" alla tv, però, è effettivamente un azzardo.
    E' l'ottocento ed un uomo americano (Billy Drago, che nonostante l'invidiabile cognome e l'aspetto da cocchiere di Dracula, recita come se fosse in teatro, dimentico dello sdoganamento del sonoro in quel del 1927) torna in Giappone per ritrovare la ragazza che ha tanto amato, cercandola, non ho ben capito perché, in tutti i bordelli dell'isola. Una notte capita in un bordello dove una geisha sfigurata dice di conoscere Komomo, ma che la poverina non è più. L'americano la incita a raccontargli tutta la storia.
    L'episodio dell'uomo del giappone è un andirivieni di flashback che si incrociano nella luce soffusa della stanza del bordello, una storia di povera gente, nobilitata dall'altruismo, torturata dai malvagi, finché non viene chiesta più verità. Comincia ad appare qualche ombra... poi, alla richiesta di ulteriori chiarimenti, ci viene raccontata la nuda verità. Allora squallore, violenza e ingorde passioni prendono il posto di tutto quello che era bello e nobile, fino a sfociare nell'orrore vero e proprio (e il trashometro, già messo alla prova dai feti di gomma annegati, schizza oltre il livello di guardia).
    L'orrore, tanto per mantenere vivo l'interesse, è sempre ben presente: scene di torture dolorosissime e abbastanza gratuite, a base di spilloni, abbondano nella prima parte, mentre la seconda è un climax di schifezze sanguinolente, tutto calato in una cornice che va dall'inquietante al massimo grado di squallore. Sicuramente è l'episodio più particolare, che si differenzia molto dagli altri data la sua ambientazione, le immagini ricercate e pittoriche dai colori delicati e dalle ombre accentuate, la violenza per niente sanguinaria, ma lucida e sadica, e l'atmosfera misteriosa e cupa, tutti elementi catturati perfettamente dalla macchina da presa molto poco mobile di Miike. Notevolissimo è anche lo sviluppo dell'episodio, uno stillicidio di immagini disturbanti che sfocia nel finale delirante, contenuto e focalizzato dai piani fissi che ne evidenziano tutto l'orrore e (sul finale) la ridicolaggine seriosa. Bello davvero, tralasciando letture sociali o d'attualità che probabilmente Takashi ci ride dietro.

  20. #20

    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    Gunslinger19 ha scritto sab, 17 giugno 2006 alle 01:20
    Ho visto anche l'episodio di Miike e dopo averci ragionato un po' su (perché certe cose mi spiazzano molto) posso dire che è davvero bello.
    Imprint
    Come hai fatto a vederlo?

  21. #21
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    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    Visto ieri, davvero uno degli episodi migliori dell'intera serie. Miike fa sul serio, e lo si capisce subito. La storia è di quelle che catturano l'attenzione immediatamente, e che non ti molla sino alla fine, drammatica e con una sottilissima vena di humour nerissimo.
    Concordo con Gunslinger: Miike punta dritto allo stomaco ma anche al cuore dello spettatore, evitando momenti di puro terrore ma utilizzando al meglio la sua abilità registica per creare una spirale di orrore che, sviluppatasi attraverso i racconti della piccola e mostruosa geisha, sembra non dover finire mai.
    Davvero dolorosissima ed efficace la scena della tortura, intricato ma mai incomprensibile il plot, ottimi tutti gli special fx, con un atto finale che rievoca lo splatter made in Troma (quindi molto trash e addirittura quasi comico) e conclude degnamente un episodio sapientemente costruito. Molto bello, grazie Takashi.

  22. #22

    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    Uff mi sa che appena torno in italia me lo procuro (pero' aspetto il dvd)

  23. #23

    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    Ho visto gli episodi di Coscarelli e Dante e mi sono piaciuti molti entrambi.Ma il vero gioiellino è quello di Carpenter, Cigarettes burns, una bomba.

  24. #24
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    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    a quanto pare cmq i dvd dei masters stanno per uscire anche in italia a due a due ogni due mesi....da dicembre si inizia con Cigarette Burns / Pick Me Up

  25. #25
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    Predefinito Re: Masters of Horror (reviews inside)

    io nel frattempo ho iniziato a dare una sbirciata alla season 2, se volete posso recensire i vari episodi, ditemi voi

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