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Risultati da 1 a 17 di 17

Discussione: Jeffery Deaver

  1. #1
    Lo Zio
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    Predefinito Jeffery Deaver

    qualcuno ha mai letto i suoi libri? E' lo scrittore che ha inventato il personaggio di Lincoln Rhyme, il detective forense paralizzato visto nel film "Il collezionista di ossa" (che fra l'altro e' tratto dall'omonimo libro ma ci sono parecchie differenze, specie nella seconda parte, dovute piu' che altro alle esigenze di fare un film non esageratamente lungo), ho letto i primi 3 libri, mi sono piaciuti, anche se Deaver nei capitoli finali e' solito rimescolare tutte le carte per dare un'effetto sorpresa e a volte anche un po' eccessivo.
    Inoltre grande pregio e' che i libri li ho trovati a cifre modiche, per ora avro' speso si' e no 15 euro in totale per tutti e 3, e non e' cosa da poco tenuto conto che non sono poi corti (ovvio dipende da quanta "fame" di leggere avete).

  2. #2
    Shogun Assoluto L'avatar di Camus
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    Predefinito Re: Jeffery Deaver

    uppallero

  3. #3
    Il Nonno L'avatar di Jedi-78
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    Predefinito Re: Jeffery Deaver

    Ho letto tutti i libri di Rhyme.

    Il Collezionista di Ossa
    Lo scheletro che balla
    La sedia vuota
    L'uomo scomparso
    La scimmia di pietra
    La dodicesima carta
    La luna fredda
    La finestra rotta

    e qualche libro 'standard'

    La lacrima del diavolo
    Pietà per gli insonni

    personalmente, quest'ultimo non mi ha esaltato... 100 volte meglio la saga Rhyme / Sachs secondo me.
    Ultima modifica di Jedi-78; 19-08-08 alle 08:53:55

  4. #4
    Lo Zio L'avatar di B3B0™
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    Predefinito Re: Jeffery Deaver

    ho letto profondo blu;
    sarà che lui non è un informatico ma la storia noon mi ha garbato molto.
    La traduzione (fatta da due persone) era poi qualcosa di scandaloso, nelle prime 10 pagine si comincia a parlare di chip al silicone (traduzione diretta diretta da silicon chip, dove silicon sta per silicio), per poi incasinarsi direttamente nei termini un po' più tecnici del mondo hacker/phreaker..

  5. #5
    david
    ospite

    Predefinito Re: Jeffery Deaver

    dnt_80 ha scritto gio, 07 settembre 2006 alle 15:36
    ho letto profondo blu;
    sarà che lui non è un informatico ma la storia noon mi ha garbato molto.
    La traduzione (fatta da due persone) era poi qualcosa di scandaloso, nelle prime 10 pagine si comincia a parlare di chip al silicone (traduzione diretta diretta da silicon chip, dove silicon sta per silicio), per poi incasinarsi direttamente nei termini un po' più tecnici del mondo hacker/phreaker..
    Profondo blu non è sicuramente il massimo di Deaver...
    Attualmente io sto leggendo questo:

    e poi ho letto tutto quello pubblicato qui da noi. Il problema è che ho scoperto che ci sono numerosi racconti brevi di Deaver ancora inediti qui in Italia

  6. #6
    Ragnarokker
    ospite

    Predefinito Re: Jeffery Deaver

    Intervista da Il Venerdì di Repubblica di oggi, copiata a mano dal sottoscritto, come al solito

    Assiso su un successo editoriale che somma 22 romanzi tradotti in 35 lingue, per oltre venti milioni di copie vendute nel mondo, Jeffery Deaver ha agio di non dover fingere ciò che non è. O che si immagina lui sia. L’uomo che da vent’anni rovista nel Male è solare e chiacchierone. Dunque se la ride di cuore sentendosi ricordare un paio di definizioni che gli ha affibbiato la stampa inglese: “Un maniaco geniale”, “Un rappresentante dei poteri infernali” per via, forse, di un modo di scrivere e raccontare, o magari di apparire, con il suo colorito pallido, un profilo pronunciato e una calvizie incorniciata da una mezzaluna di capelli che ricorda tanto un’immagine di monaco medioevale. Lui, americano di Chicago, arrivato a 57 anni, più semplicemente dice di sé: “Sono un ex giornalista, ex avvocato d’affari di Wall Street, un uomo fortunato che può vivere oggi delle storie che scrive”. Il settimanale Time lo ha definito “il più grande autore di thriller dei nostri giorni” e con questo biglietto da visita, Deaver se ne sta in giro per l’america (sarà in Italia agli inizi di Luglio) a discutere del suo nuovo libro, La Bambola che Dorme. Incipit di una nuova saga seriale che, dopo Lincoln Rhyme, investigatore paraplegico maestro dell’indagine scientifica, introduce un nuovo principe bianco in lotta contro il Male: Kathryn Dance. Una detective del California Bureau of Investigation, vedova di un agente dell’FBI, madre di famiglia, ma, soprattutto, “esperta in cinesica”, la scienza del linguaggio non verbale, la chiave per venire a capo dei segreti del comportamento umano e dei suoi lati oscuri

    Lei ha detto dei suoi due personaggi: “Kathryn Dance e Lincoln Rhyme sono come lo Yin e lo Yang”. Perché?
    Sono un uomo e una donna. Lincoln è un Newyorkese solitario, taciturno, che per dare una faccia al Male lavora su tracce fisiche, su nessi induttivi. Kathryn vive in california, è madre, ha una vita sociale, lavora sul linguaggio del corpo. Dei testimoni e dei sospetti. Su uno sguardo, su un silenzio, sulle emozioni. Una donna che crede che il punto di partenza per fermare, prevenire o ricostruire un crimine è lì dove il crimine incuba o si è già consumato: l’essere umano. Diciamo che Kathryn è una donna cui volentieri chiederei di uscire a cena, magari facendo attenzione a non tradire le mie intenzioni col linguaggio del corpo… scherzo, evidentemente, ma non troppo. Quel che voglio dire è che lavorando alle storie di Lincoln Rhyme ho scoperto a un certo punto che l’indagine scientifica pura spesso non consente da sola di venire a capo del male. Serve l’introspezione, l’indagine psicologica. Serviva Kathryn.

    “La bambola che dorme” ha un set capovolto rispetto alle indagini di Rhyme. Non più la costa est degli Stati Uniti, ma l’Ovest, la meravigliosa baia di Monterey, California. C’è un motivo per questo radicale trasloco dell’azione?
    Si. Innanzitutto, conosco molto bene quella baia per averci vissuto. Ma, soprattutto, credo che quella baia sia la perfetta metafora dell’America contemporanea. Etnicamente mista, con il suo incrocio di cultura latina, afro-americana e bianca. Fortemente contraddittoria nella sproporzione tra grandi ricchezze e indicibili povertà. Abitata da basi militari, ma anche da pescatori e agricoltori. Lì, c’è tutto il mio paese

    A sentirla, forse ha ragione chi dice che la sua aspirazione, in realtà, è diventare qualcosa di più che un campione del genere thriller. Magari le è venuta voglia di cominciare a raccontare anche il contesto delle sue storie.
    Per carità. Io ho una sola passione e un solo scoponello scrivere le mie storie. Coinvolgere emotivamente i miei lettori, fino a sopraffarli in una storia che comprendono, controllano e che li afferra dalla prima all’ultima pagina. E il genere Thriller è perfetto. A me non piacciono i romanzi sperimentali, la scrittura come esercizio estetico in un plot che non porta da nessuna parte. Non sono un saggista, non lavoro alla ricerca sociologica. La mia felicità è sapere che i miei lettori hanno fatto le quattro del mattino perché non sono riusciti a mettere giù il libro.

    E c’è qualche maestro del genere a cui le piace ispirarsi?
    Ne citerei tre: Thomas Harris, Andrea Camilleri, Gianrico Carofiglio

    Deve qualcosa al fatto di essere stato almeno due vite fa un giornalista?
    Due cose fondamentali: La centralità del lettore e la tecnica di scrittura. Quando sei un giornalista hai l’obbligo di renderti intelligibile. Le tue storie devono essere chiare. Avere un inizio e una fine. La tua scrittura deve essere limpida. Arrivare direttamente al lettore. Tutto questo mi è servito molto.

    Al punto che nei suoi romanzi c’è una ricerca quasi ossessiva della perfezione stilistica e della costruzione narrativa.
    E’ vero. Normalmente, prima di mettermi a scrivere, lavoro al plot e agli ingredienti della storia per almeno otto mesi, imponendomi giornate di ricerca e studio da otto ore

    E quando scrive rimane anche un po’ di spazio per la fantasia?
    le rispondo dicendole, da amante della musica, che considero i miei libri come una performance di Jazz. Per otto mesi lavoro alla cornice e allo scheletro dello spartito, annotando ogni possibile variante. Poi, quando mi metto a scrivere, lascio spazio all’improvvisazione, senza sapere dove arriverà

    C’è un motivo per cui ha scelto di non lavorare su altro che non indagare il Male?
    Sicuramente esiste una ragione psicologica che mi appartiene e che tuttavia non ho indagato. E sicuramente esiste una spinta ancestrale dell’uomo a interrogarsi sulle sembianze del male, sulle sue ragioni profonde. Un desiderio di cui forse potrebbe offrire una spiegazione solo un genio della letteratura come Umberto Eco che io, da semplice artigiano, non conosco, ma avverto. Esattamente come i miei lettori. Detto questo, credo che la reputazione che mi sono guadagnato con le mie storie nere faccia anche un po’ torto al loro significato più profondo.

    E cioè?
    Le mie storie appaiono diaboliche, ma non hanno nulla del diavolo. Non sono ciniche non si compiacciono del Male che descrivono. Nei miei romanzi, in fondo, il Bene trionfa sempre. Perché le mie sono storie che raccontano il coraggio di chi ha la forza di guardare il Male dritto negli occhi per poterlo prevenire o reprimere.

    A proposito di storie. Con l’arrivo di Kathryn Dance diciamo addio per un po’ a Lincoln Rhyme?
    Niente affatto. Sto lavorando alla prossima storia di Lincoln che uscirà nel 2008. e nel 2009 toccherà alla seconda storia di Kathryn. Andrò avanti così. Ad anni alterni. La loro saga durerà molto a lungo.

    Di Carla Bonini

  7. #7
    TGM Sparring SPIETATO L'avatar di sava73
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    Predefinito Re: Jeffery Deaver

    eroe!
    bhè oltre che copyrighter delayer

  8. #8
    Ragnarokker
    ospite

    Predefinito Re: Jeffery Deaver

    come al solito, non diciamolo a nessuno, eh?

  9. #9
    TGM Sparring SPIETATO L'avatar di sava73
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    Predefinito Re: Jeffery Deaver


  10. #10
    L'Onesto L'avatar di Ch4vez
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    Predefinito Re: Jeffery Deaver

    Ho letto la saga di Rhyme fino alla scimmia di pietra e Profondo Blu, poi ho perso il ritmo...
    Cioè scrive più libri lui di quanti io riesca a leggerne.

    Lo scheletro che balla rimane il mio preferito.

  11. #11
    Moderatore nikonista L'avatar di Bobo
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    Predefinito J.Deaver

    Salve

    Mi piacerebbe fare due chiacchiere su questo autore

    Conosciuto assolutamente per caso (sono membro di uno di quei "club del libro" che ti costringono a comprare qualcosa ogni trimestre... il suo "Sotto terra" era dato a metà prezzo e l'ho preso), senza sapere che fosse in realtà un gran nome nel campo degli scrittori di thriller, devo dire che mi ha pian piano preso

    Ho letto la trilogia di John Pellam (il già citato "Sotto terra", molto bello, il meno interessante "Fiume di sangue" e "L'ultimo copione di John Pellam", che invece non è niente male).

    Quindi ho trovato ad un buon prezzo "Il silenzio dei rapiti" e l'ho preso
    Appena finito, e giudizio sicuramente positivo.
    Deaver, soprattutto nel finale, si lascia cadere un po' troppo vittima della sindrome hollywoodiana del "salvataggio all'ultimo secondo", ma complessivamente ci sono colpidi scena ben orchestrati, e soprattutto una resa psicologica dei personaggi davvero notevole.

    Tre galeotti si asserragliano in un vecchio macello abbadonato, con 8 bambine sordomute e le loro 2 insegnanti.
    E' sostanzialmente la cronaca di questo assedio.
    Ci fa conoscere la feroce mente dei criminali, la paura delle bambine, il singolare rapporto che finisce per instaurarsi tra il furbissimo capo dei "cattivi" e l'abile negoziatore dell'FBI, che ha anche lui qualche scheletro nell'armadio, come molte altre persone, del resto...

    Ieri ho preso il romanzo che lo ha reso famoso: "Il collezionista di ossa".
    Ho visto il film, e questo mi fregherà molti dei colpi di scena, ma se devo iniziare a leggere la serie che ha protagonista L.Rhyme e la sua compagnia, mi sembrava il caso di cominciare dal primo romanzo

    Cosa avete letto di questo autore?
    Cosa consigliate?
    Ultima modifica di Bobo; 20-07-08 alle 10:13:09

  12. #12
    Sparring Pippomassonico L'avatar di Ceccazzo
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    Predefinito Re: J.Deaver

    è odioso, non tanto per per come scrive, che comunque è piacevole e non annoia mai, ma i suoi finali sono pessimi ed esagerati, tanto che rovivano un libro da 500 pagine serratissime. Secondo me è sopravvalutato

  13. #13
    david
    ospite

    Predefinito Re: J.Deaver

    Citazione Originariamente Scritto da Bobo Visualizza Messaggio
    Cosa avete letto di questo autore?
    Cosa consigliate?
    Io ho letto tutto quello che ha pubblicato (almeno in Italia). Mi manca giusto l'ultimo che ha pubblicato (La finestra rotta).

    Il mio preferito di Deaver è la Sedia Vuota

    Tra i non-Rhyme ti consiglierei Il giardino delle belve oppure anche La lacrima del diavolo.

    Prova anche Spirali, una raccolta di racconti molto hitchcockiana

    Se ti è piaciuto John Pellam (che io reputo tra i suoi personaggi minori) allora dorerari il resto.

    Sono d'accordo con Ceccazzo sui finali ad effetto, meno sul fatto che sia sopravvalutato. Inventare un personaggio come Rhyme non è mica una roba da pizza e fichi eh

  14. #14
    TGM Sparring SPIETATO L'avatar di sava73
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    Predefinito Re: Jeffery Deaver

    evviva il merge!
    ( ho capito che non lo aggiorno da un po'... ma dategli un occhio al topic cerca )

  15. #15
    Moderatore nikonista L'avatar di Bobo
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    Predefinito Re: Jeffery Deaver

    Citazione Originariamente Scritto da sava73 Visualizza Messaggio
    evviva il merge!
    ( ho capito che non lo aggiorno da un po'... ma dategli un occhio al topic cerca )
    Giuro che gli avevo dato un'occhiata, ma senza successo

    Cmq grazie per il merge

    Questa mattina ho finito "Il collezionista di ossa": non male
    Peccato solamente che, come previsto, il film mi abbia bruciato un po' la trama...

    Ho appena preso "Lo scheletro che balla": vediamo un po'...

  16. #16
    Moderatore nikonista L'avatar di Bobo
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    Predefinito Re: Jeffery Deaver

    Letto in vacanza "Lo scheletro che balla"...

    Che dire... innanzi tutto che, dopo aver macinato lentamente la prima parte (più per colpa mia che per mancanze del romanzo), ho letterlarmente divorato gli ultimi 3/4 in 2 giorni.
    E questa è sicuramente prova che più di qualche pregio in questo romanzo ci sia.

    Però... se ero stato infastidito un po' dal paio di situazioni, ne "Il silenzio del rapiti", risolte per un pelo (che fa molto b-movie di azione made in hollywood), non posso che storcere il naso di fronte a questo romanzo... che ne è letteralmente infarcito. Cacchio, non si riesce a leggere due capitoli di seguito senza cadere vittima di qualche salvataggio all'ultimo istante o situazioni simili... Risolvere una situazione per il rotto della cuffia capita poche volte in una vita. Leggere svariati episodi in un singolo romanzo da un po' fastidio... più che un thriller mi sembra un fantasy tanto è realistico

    Devo dire inoltre, e non è la prima volta che mi succede, che parecchi colpi di scena sono riuscito ad anticiparli
    E ciò non è bello

    Però quello più importante mi ha indubbiamente fregato, anche se forse è un po' forzato.

    Spoiler:
    Ci sta che un killer professionista dia in "subappalto" il lavoro ad un altro... un individuo sacrificabile da mandare in avanscoperta. A me pagano X. Io ti pago Y<<X e tu mi apri la strada, o addirittura mi risolvi il contratto senza che io debba muovere un dito.
    Però per tutto il libro questo fantomatico "scheletro" ci viene descritto come una specie di genio del male... ci viene presentato come una persona decisamente fuori dal comune. Come il killer più pericoloso che ci sia in circolazione.
    Ed ecco che se "il cagnolino" dello scheletro è praticamente abile quanto lui (assolutamente letale, non lascia neanche mezza traccia. Usa (come lo scheletro) l'esplosivo per ripulire le proprie scene del crimine) sembra tutto decisamente forzato.
    Lo scheletro doveva essere un personaggio unico, il perfetto alter ego di Rhyme, geniale quanto lui... e invece ne becchiamo due nello stesso libro.

    Senza considerare che il mercenario era una specie di macchina da guerra. Il tanto strombazzato scheletro, alla fine si fa far fuori in 30 secondi


    Complessivamente l'ho letto con piacere, ma confesso che mi ha lasciato parecchio amaro in bocca
    Ultima modifica di Bobo; 16-08-08 alle 22:08:00

  17. #17
    Il Nonno L'avatar di Jedi-78
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    Predefinito Re: Jeffery Deaver

    Ah ragazzi, chi -come me- ha letto 'La finestra rotta'?

    L'ho trovato abbastanza inquietante per... come posso dire... il background (e la possibilità che non sia solo un romanzo, secondo Deaver).

    Chi l'ha letto sa di che parlo... per chi non l'ha letto, non spoilero.

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