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Discussione: [21 marzo] PARLARE DI VIDEOGIOCHI, ADESSO...

  1. #1
    keiser
    ospite

    Predefinito [21 marzo] PARLARE DI VIDEOGIOCHI, ADESSO...

    Alla fine è successo quello che era inevitabile e deciso da tempo: la guerra è cominciata. È successo ieri notte, poche ore prima che salissi su un aereo diretto a Francoforte per assistere ad una presentazione della Blizzard. Mentre percorrevo l'autostrada che da Malpensa mi avrebbe riportato a casa, questa notte, con lo stomaco in subbuglio per la pesantezza del cibo tedesco e gli occhi pesanti dal sonno, pensavo alle mille cose che devo fare oggi, alle news ancora da scrivere, al nuovo contest of the week da mettere online quanto prima, all'editoriale che sto scrivendo, e pensavo anche ai cannoni che hanno cominciato a far sentire la loro voce. E non vi nascondo che per un po' ho avuto l'impressione che, di fronte alla guerra e alle tragedie che si porta sempre con sè, il parlare di videogiochi sia decisamente, come dire... futile. Non mi vengono altre parole; il mio lavoro, come quello di tutti qui in redazione, è parlare di divertimento e di intrattenimento, e non vi nascondo che in queste ore mi è difficile affrontarlo.
    Però ho pensato anche ad altre due cose: che la gente, in mezzo a tante notizie e bollettini di guerra, può aver voglia, desiderio e bisogno di qualcosa che distragga la mente, e che il mio lavoro consiste anche e soprattutto in questo. Potete considerarla la versione seria della frase "è uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo", se volete.
    La seconda cosa è che non accettare di svolgere il proprio lavoro (e lo dico a prescindere dal lavoro che svolgo) di fronte ad una crisi come questa equivale a non prendere l'aereo per Francoforte: significa accettare che il terrorismo ha vinto, che la nostra vita non è più libera come lo era prima. Forse, in parte è già così; ma io su quell'aereo ci sono voluto salire lo stesso...

  2. #2
    La Borga L'avatar di Kyo Kusanagi
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    Predefinito Re: [21 marzo] PARLARE DI VIDEOGIOCHI, ADESSO...

    In poche parole: " Show must go on"
    Già anche io ieri mi sono quasi del tutto astenuto dallo scrivere in altri topic che non fossero quello aperto da me in Babele.

    Il Terrorismo purtroppo ha già vinto, è una realta con cui conviviamo da tempo.

  3. #3
    Shogun Assoluto L'avatar di nukemall
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    Predefinito Re: [21 marzo] PARLARE DI VIDEOGIOCHI, ADESSO...

    La guerra in corso in Iraq è per molti versi più importante delle altre decine di guerre che purtroppo si stanno combattendo oggi in giro per il mondo.

    In questo caso, la crisi è internazionale, anzi globale, e soprattutto la guerra in Iraq coinvolge, seppure in modo molto indiretto, anche l'Italia. Chi, tra noi italiani, si sente particolarmente partecipe in questa crisi ha dunque alcuni buoni motivi, anche se non deve dimenticare, solo perché l'attenzione dei media è rivolta in maniera quasi esclusiva a questo conflitto, che esso sarà meno cruento e meno lungo della maggioranza di quelli attualmente in corso. Proprio ora, in giro per il mondo, si stanno combattendo oltre quaranta guerre, che solo nell'ultimo ventennio hanno provocato circa dieci milioni di morti: dati inquietanti ma autentici, ma sconosciuti alla quasi totalità degli italiani, siano essi convinti guerrafondai o ferventi pacifisti.

    Con questo non voglio sminuire l'importanza della guerra in Iraq, ma soltanto considerare come smettere di lavorare, di studiare, di giocare, di ridere solo adesso sarebbe un po' ipocrita, e un po' irriguardoso verso chi il mese scorso, l'anno scorso, cinque anni fa, mentre noi lavoravamo, studiavamo, giocavamo e ridevamo, moriva. Ancorché lontano dalle telecamere e a nostra insaputa.

  4. #4
    La Nebbia L'avatar di lucapaolo
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    Predefinito Re: [21 marzo] PARLARE DI VIDEOGIOCHI, ADESSO...

    Caro Claudio, non credo che il rifiuto di lavorare, come dici tu, equivalga ad accettare la vittoria del terrorismo, ma semmai quella della prepotenza e delle legge del più forte che hanno scatenato questa maledetta guerra. Comunque, è giusto che tu abbia parlato di questo nell'editoriale, e avevo già "rimproverato" il Toso per non averlo fatto lui ieri...

  5. #5
    BazookA
    ospite

    Predefinito Re: [21 marzo] PARLARE DI VIDEOGIOCHI, ADESSO...

    secondo me, anche come dice lucapaolo. l'astenersi dal lavoro, manifestare, soprattutto in questo momento, non serve più.

    a mio avviso dobbiamo continuare a fare quello che facciamo, ma con uno spirito nuovo: impegnarci non arrabbiarci e non litigare con colleghi, parenti ed essere di edsempio per le generazioni più giovani; un altro modo che utilizo, avendo la fortuna di essere un capo branco ( scout che vanno dagli 8 agli 11 anni) è di far capire ai miei bambini, col nostro metodo: gioco, l'assurdità della guerra e dei soprusi.

    ciauz,
    BazookA

  6. #6

    Predefinito Re: [21 marzo] PARLARE DI VIDEOGIOCHI, ADESSO...

    Sono piuttosto d'accordo sul fatto della paralisi.
    La guerra è di per sé uno schifo. Mi capitò di decidere se partire per gli US sia dopo l'11 settembre sia dopo la tragedia di Linate.. non voglio accettare di fermare il mio lavoro (certo se mi tirano delle bombe le cose cambiano), la mia vita e tutto il resto per colpa di un pazzo.. non vado a fare le vacanze in Irak certo.. ma se ci fermiamo tutto è perduto..

    Saluuuuuuuuuuuto

    BDM

  7. #7
    Il Nonno L'avatar di Cerbero
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    Predefinito Re: [21 marzo] PARLARE DI VIDEOGIOCHI, ADESSO...

    L'importante è continuare, sempre e comunque, la propria vita (anche se di cacca: c'è sempre di peggio)

  8. #8
    Il Puppies
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    Predefinito Re: [21 marzo] PARLARE DI VIDEOGIOCHI, ADESSO...

    ieri giocavo a operation flahpoint.....a un certo punto mi sono fermato e l'ho mandato a cagare pensando a quello che sta succedendo la fuori.
    ho mandato a cagare un po' tutto,i citroni che fanno i giochi alla tlevisione e compagnia ho messo "can't help falling in love with you" di elvis e mi sono messo a fissare il sito del corriere della sera in attesa di aggiornamenti sulla guerra.
    c'ho riflettuto un bel po' e alla fine ho concluso questo...
    i soldati che combattono adesso,i soldati che combattevano nella 1° e nella 2° guerra mondiale,nel vietnam e in qualsiasi altra guerra a prescindere dal volere dei loro comandanti...in questo caso a prescindere da bush o da saddam,combattono esclusivamente per essere liberi e poter tornare a fare la vita di sempre.
    quindi dico che dobbiamo assolutamente pensare e pregare per quelle persone che sono la...che siano americane inglesi o irachene,per quelle persone che perderanno la vita e che la stanno perdendo.
    in un modo o nell'altro stanno combattendo e morendo per riavere quello che almeno per ora noi abbiamo,ovvero la liberta' di vivere la propria vita e di fare le cose di tutti i giorni.
    per questo non dobbiamo disdegnare cio' che facciamo,non dobbiamo sentirci in colpa perche' noi stiamo bene e loro sono in un deserto a combattere,dobbiamo solo pregare per le loro vite e onorare i morti di qualsiasi fazione(escluso quel dittatore fottuto di saddam) non dobbiamo dimenticare che l'attuale nemico e'costituito da una parte di esaltati molto limitata e da una vastita' di povera gente deviata dalla disinformzazione irachena costretta a combattere da una dittatura.
    quindi facciamo le cose di tutti i giorni godiamocele ma senza dimenticare mai chi adesso sta combattendo e morendo.
    se prima o poi ci troveremo a combattere da soldati o subire una guerra da civili combatteremo e cercheremo di sopravvivere per riavere questo che abbiamo ora,la semplice vita di tutti i giorni.

  9. #9
    Lo Zio L'avatar di ilgrillo
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    Predefinito Re: [21 marzo] PARLARE DI VIDEOGIOCHI, ADESSO...

    nukemall ha scritto ven, 21 marzo 2003 13:33

    Con questo non voglio sminuire l'importanza della guerra in Iraq, ma soltanto considerare come smettere di lavorare, di studiare, di giocare, di ridere solo adesso sarebbe un po' ipocrita, e un po' irriguardoso verso chi il mese scorso, l'anno scorso, cinque anni fa, mentre noi lavoravamo, studiavamo, giocavamo e ridevamo, moriva. Ancorché lontano dalle telecamere e a nostra insaputa.
    Bella nukemall! Concordo in pieno. Del resto se nessuno ride anche nei momenti tristi, chi riuscirebbe a separare la tristezza dalla felicità? Perché una ci sia è necessario che l'altra ci sia stata. E viceversa.

  10. #10
    La Nebbia L'avatar di Giorno
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    Predefinito Re: [21 marzo] PARLARE DI VIDEOGIOCHI, ADESSO...

    Grande Keiser...il tuo editoriale mi ha davvero commosso...da tempo i miei sentimenti erano confusi e non sapevo che atteggiamento tenere, ma tu mi hai dato la conferma che non bisogna mollare...non dobbiamo lasciarci schiacciare dagli eventi ma affrontarli senza che la nostra vita ne risenta...altrimenti sarebbe come essere già morti...

    VIVA LA VITA !!!

    VIVA LA PACE !!!

    AUZ

  11. #11
    Il Nonno L'avatar di Cerbero
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    Predefinito Re: [21 marzo] PARLARE DI VIDEOGIOCHI, ADESSO...

    E' quello che dico sempre io...

  12. #12
    Suprema Borga Imperiale L'avatar di maxpay
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    Predefinito Re: [21 marzo] PARLARE DI VIDEOGIOCHI, ADESSO...

    mi accodo ai vostri messaggi concordando con il keiser....
    non dico altro perchè si è cosi detto tanto su questa guerra che sono sfinito....preferisco rimanere in silenzio e magari lanciare un'occhiata alla tv che mostra nuovamente gli scempi di una costante unicamente umana....


    syntiax error
    ready

  13. #13

    Predefinito Re: [21 marzo] PARLARE DI VIDEOGIOCHI, ADESSO...

    Ho sentito stamattina fare lo stesso discorso da Antonella Clerici alla "Prova del cuoco"...
    Sono d' accordo con te, Claudio, anche se credo che il succo di quello che dici sia di una scontatezza e di una banalità disarmante: è ovvio che dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo fatto finora. Cosa dobbiamo fare? Dobbiamo starcene a casa a guardare telegiornali, o a pregare in nome della Pace?
    Cosa cambierebbe?
    E' questo che non capisco e non capirò mai...
    A cosa sono serviti cortei di milioni di persone in nome della Pace? A niente. Se soltanto una frazione infinitesimale di queste persone avesse partecipato in modo attivo (che ne so, devolvendo in beneficienza i soldi guadagnati in quella giornata di lavoro persa) alla Pace, sicuramente avremmo fatto qualcosa di più utile verso quelle persone...
    Nella posizione in cui siamo adesso, non possiamo semplicemente fare nulla. Quindi tutto ciò che possiamo fare è portare rispetto verso questa situazione in generale (favorevoli o contrari) e continuare a fare le nostre vite...

  14. #14

    Predefinito Re: [21 marzo] PARLARE DI VIDEOGIOCHI, ADESSO...

    Aggiungo...
    Certo, capisco che sia difficile, per te continuare col tuo lavoro nonostante quello che accade; dopotutto quello che fai non sono operazioni meccaniche senz' anima, che puoi fare anche se stai pensando ad altro. La qualità del tuo lavoro dipende da quanto riesci a concentrarti in quello che fai, quando scrivi, e quando videogiochi (voce del verbo videogiocare); quello che mi dà fastidio è (stessa impressione che mi ha fatto Antonella Clerici) il solito finale positivo che c' è in questo tipo di sfoghi.. Un mettere le mani avanti che detesto. Come se ci si dovesse giustificare davanti a tutti per il sospetto di ricoprire un ruolo futile nella società, rispetto a ciò che sta accadendo. E ci si riesce a giustificare facendosi paladini del buonumore e del alllegria, e dicendo che al mondo c' è bisogno di qualcuno che faccia tutto questo...
    Non so, mi sento un po' tanto [email protected] alla fine di tutto questo discorso, ma ne ho piene le scatole dei soliti discorsi banali...
    MTV oggi era inguardabile, con migliaia di SMS che scorrevano tutti uguali.

  15. #15
    Il Fantasma L'avatar di Alberto Tomba
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    Predefinito Re: [21 marzo] PARLARE DI VIDEOGIOCHI, ADESSO...

    In questi ultimi giorni ho incontrato molte persone, ed in linea di massima tutti stanno continuando a svolgere le rispettive attività normalmente. La guerra in Iraq viene vissuta come un argomento, per quanto importante, di cronaca. Se proprio devo fare un paragone, la gente comune si appassionò di più per un fatto inifinitamente meno importante, a livello internazionale, come la morte del piccolo Samuele Franzoni.

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