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Discussione: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

  1. #1
    Lo Zio L'avatar di Menion83
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    Predefinito Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Settembre 1939
    1° settembre
    Alle ore 4,45 l’esercito tedesco varca la frontiera polacca, è scattato il Fall Weiss, (cioè il "Piano Bianco") come viene chiamata in codice l’operazione. Non hanno avuto alcun esito gli appelli di Leopoldo III, re dei Belgi, a nome suo e di altri sei piccoli Paesi europei, né le esortazioni del presidente americano Franklin Delano Roosevelt, né le suppliche di papa Pio XII, né infine la proposta di mediazione lanciata alla ventitreesima ora da Mussolini: è la guerra. I tedeschi sfondano la frontiera in più punti con 53 divisioni agli ordini del generale von Brauchitsch, suddivise in due gruppi di armate: lo Heeresgruppe Nord, al comando del gen. von Bock, e lo Heeresgruppe Sud del gen. von Rundstedt. Le singole armate sono comandate dai generali von Kluge, von Kiìchler, List. von Reichenau e Blaskowitz:alla testa delle unità corazzate ci sono i generali Guderian, Hoepner e von Kleist, nomi dei quali si sentirà parlare a lungo negli anni che seguiranno. Le difese polacche in poche ore sono sconvolte e travolte: i carri armati tedeschi si addentrano profondamente in territorio nemico. Nel porto di Danzica la vecchia corazzata e nave-scuola Schleswig-Holstein, di costruzione anteriore alla I guerra mondiale, bombarda le difese della baia della Westerplatte, dov’è l’arsenale della marina polacca. Lo stesso 1° settembre Danzica viene annessa al Reich, anche se l’atto ufficiale di integrazione nello Stato tedesco avverrà il I novembre successivo. L’esito dell’attacco è scontato in partenza: del resto le linee generali della spartizione della Polonia sono già previste nelle clausole segrete del patto russo-tedesco del 23 agosto: in linea generale, la linea di demarcazione tra Germania e URSS correrà lungo la linea dei fiumi Narew- Vistola-San. La Lituania entrerà nella sfera d’influenza tedesca, mentre in quella dell’URSS finiranno Estonia,Lettonia, Finlandia e Bessarabia (che dovrà essere restituita all’Unione Sovietica dalla Romania).
    2 settembre
    Mentre ripropone la convocazione di una conferenza internazionale per far rientrare il conflitto, conferenza che dovrebbe riunirsi il 5 settembre, l’italia dichiara la propria non-belligeranza. Il governo tedesco dichiara che rispetterà l’integrità territoriale della Norvegia purché questa non sia minacciata o violata da paesi terzi. In Polonia intanto la « guerra lampo » (Blitzkrieg) dei tedeschi procede a gonfie vele: le quattro « battaglie di confine » (Slesia-Slovacchia, Czestochowa, Pomerania, Prussia Orientale) sono altrettante travolgenti vittorie tedesche. Le forze provenienti dalla Germania si congiungono con quelle uscite dalla Prussia Orientale. La 10à armata del Gruppo Rundstedt raggiunge il fiume Warta: in 36 ore è penetrata per 80 km in territorio polacco. Da sud le truppe del gen. List minacciano già Cracovia. La Luftwaffe conquista il dominio del cielo: ha distrutto al suolo gran parte degli aerei polacchi, bombarda i comandi e le strade provocando l’imbottigliamento delle retrovie nemiche. Febbrili contatti si succedono per tutta la giornata fra Parigi e Londra: la decisione di tener fede agli impegni con la Polonia è ferma, ma governi e stati maggiori non sono d’accordo sulla data e le modalità dell’intervento. Ore 22,30, a Londra: parlamentari e ministri si recano dal premier Chamberlain per sollecitare una presa di posizione dura e decisa. E infatti viene inviato un telegramma all’ambasciatore inglese a Berlino, sir Neville Henderson, in cui si danno disposizioni circa l’ultimatum da consegnare al governo tedesco.
    3 settembre
    Francia e Gran Bretagna entrano in guerra contro la Germania. Ore 9: l’ambasciatore inglese a Berlino Henderson consegna al consigliere d’ambasciata PauI Schmidt, interprete di Hitler, l’ultimatum del governo di Sua Maestà Britannica. Nel documento si afferma che se entro le 11, ossia entro due ore, la Germania non avrà dato assicurazioni ampie e ben precise circa il ritiro delle sue truppe dalla Polonia, la Gran Bretagna si considererà in guerra contro il Reich. Anche la Francia alla fine si muove: alle 12 il suo ambasciatore a Berlino, Robert Coulondre, consegna l’ultimatum del suo governo: l’ultimatum scadrà il giorno dopo, 4 settembre.Nel documento tuttavia si evita l’uso esplicito della parola “guerra”, in un estremo disperato tentativo di conciliare il dittatore tedesco. Ma il senso del documento è identico. Hitler è sbalordito: aveva creduto che ancora una volta gli Occidentali non si sarebbero mossi. A von Ribbentrop che lo ha informato della nuova situazione, chie- de, sorpreso e quasi in tono accusatorio: “E adesso?”. Ore 11 : la Gran Bretagna entra uffìcialmente in guerra con la Germania. Ore 11 , 1 5: dalla sua residenza ufficiale al n. 10 di Downing Street, a Londra, Chamberlain ne dà l’annuncio ai suoi compatrioti. “Non abbiamo nulla da rimproverarci”, afferma tra l’altro, e conclude: “Dio ci protegga e difenda il buon diritto”. Viene formato un gabinetto di guerra: Winston Churchill assume la carica di Primo Lord dell’Ammiragliato, Eden quella di Segretario ai Dominions. Ore 11 ,35: mentre all’ambasciata del Reich a Londra un funzionario del Ministero degli Esteri inglese (Foreign 0ff ice) e l’incaricato d’aff ari tedesco Kordt stanno urbanamente trattando lo sgombero dei diplomatici tedeschi e delle loro famiglie dalla capitale inglese, le sirene della difesa antiaerea danno l’allarme: è il primo di una lunga tragica serie. La Gran Bretagna decreta il blocco navale della Germania: tutte le merci dirette in Germania a bordo di navi di qualsiasi nazionalità vengono confiscate. Ore 1 7: anche la Francia entra in guerra contro il Terzo Reich (la scadenza dell’ultimatum, prevista in un primo tempo per il giorno dopo, è stata anticipata). Le 33 divisioni tedesche dello Heeresgruppe C, il gruppo d’armate comandato dal gen. Ritter von Leeb, completano lo schieramento a presidio della linea Sigfrido (o Vallo Oc- cidentale, Westwall) e delle frontiere belga e olandese. India, Australia e Nuova Zelanda, i dominions più legati alla Gran Bretagna, entrano in guerra a fianco della madrepatria. Ore 21: l’U-Boot 30 affonda la nave passeggeri inglese Athenia di 13.500 t scambiandola per un mercantile armato: perdono la vita 112 persone tra cui 28 cittadini americani. Il grave episodio provoca un forte risentimento antitedesco negli Stati Uniti. In Inghilterra intanto si pensa di riesumare il sistema dei convogli, già adottato verso la fine della I guerra mondiale, per difendere i collegamenti marittimi.
    4 settembre
    Il Vòlkischer Beobachter sostiene che l’affondamento dell’Athenia è stato voluto da Churchill per creare un incidente tra la Germania e gli Stati Uniti.
    5 settembre
    L’eroismo dei polacchi non basta: i tedeschi infatti forzano la linea della Vistola e si apprestano a superare anche il Narew e il Bug occidentale.
    6 settembre
    La 3a e 4a armata del Gruppo d’armate Nord e l’8a e la ba del Gruppo Sud puntano verso Varsavia. La 14à armata del gen. List conquista Cracovia e marcia verso la frontiera romena. Il Comando Supremo polacco dirama l’ordine di ritirata generale sulla linea Narew-Vistola-San. Durante la notte il governo polacco lascia Varsavia per trasferirsi nella regione di Luck-Krzemieniec mentre il comando supremo si trasferisce a Brzesko sul fiume Bug.
    7 settembre
    Avanguardie francesi, ma si tratta di poco più che pattuglie, varcano la frontiera tedesca presso Saarlouis, Saarbrùcken e Zweibrùcken: inizia quella che sarà definita la "dròle de guerre", la “strana guerra”,in cui gli eserciti si frontcggeranno senza combattere, in attesa di sviluppi diplomatici che non verranno.
    8 settembre
    Gli inglesi rimettono in funzione il sistema dei convogli, già sperimentato nel corso della I guerra mondiale. Sono istituite tre rotte protette, due da Liverpool e dal Tamigi all’Atlantico, una fra il Tamigi e il Firth of Forth (Edimburgo).
    8-11settembre
    In Polonia si svolge la battaglia di Radom, un centinaio di km a sud di Varsavia. I tedeschi fanno prigionieri circa 60.000 polacchi.
    9 settembre
    I primi reparti della BEF (British Expeditionary Force), al comando del visconte gen. John lord Gort, si imbarcano per la Francia. Ore 7: la 43ò Panzerdivision sferra da sud-est il suo primo attacco contro Varsavia: dopo 3 ore di combattimento viene respinta sulle posizioni di partenza. I polacchi si battono con grande coraggio.
    10 settembre
    Di fronte alle insistenti sollecitazioni del comandante in capo dell’esercito polacco Edward Rydz-Smigly, il Capo di di Stato Maggiore francese gen. Maurice Gamelin informa che più di metà delle sue divisioni attive sono impegnate in combattimenti con il nemico sul fronte nord-orientale, e che non è possibile fare di più.
    11 settembre
    Il distretto industriale dell’Alta Slesia è completamente in mano tedesca.
    12 settembre
    Cessano le effimere quanto inutili azioni francesi contro i tedeschi. Ormai tutti si rendono conto che è inutile tentare di aiutare la Polonia.
    12-18 settembre
    L’armata polacca del settore di Poznan,che avrebbe dovuto marciare su Berlino, opera un imprevisto dietrofront nel tentativo di cogliere sul fianco l’8a armata tedesca. Ha inizio la violenta battaglia del fiume Bzura, nella quale, grazie alla loro superiore mobilità e alla indiscutibile abilità di manovra, i tedeschi chiudono nella prima grande “sacca” della storia della guerra, 19 divisioni polacche: vengono fatti prigionieri 170.000 uomini.
    13 settembre
    Come in Inghilterra, anche in Francia viene costituito un gabinetto di guerra: Edouard Daladier assume, oltre che la presidenza del Consiglio, il dicastero degli Esteri.
    14-15 settembre
    *****
    16 settembre
    Varsavia è accerchiata dalle truppe tedesche. Le è intimata la resa, che viene però sdegnosamente respinta. Il grosso dell’esercito polacco, concentrato tra Leopoli (Lwow, oggi Lvov, nell’Unione Sovietica) e Chelm (oggi a ridosso del confine polacco con l’URSS) e comprendente 38 divisioni di fanteria, 11 brigate di cavalleria e 2 brigate motorizzate, viene annientato. I generali tedeschi propongono di bloccare Varsavia e di attenderne la resa per fame, ma Hitler replica che la capitale polacca deve essere considerata come una fortezza e ordina quindi di impiegare contro la città l’artiglieria e l’aviazione. Particolare curioso: il generale polacco a capo delle forze che difendono la città si chiama Rommel.
    17 settembre
    Affermando per bocca di Molotov che il governo polacco ha cessato di esistere, l’URSS dà via libera alle sue truppe che procedono all’occupazione della Polonia orientale, praticamente sguarnita di qualsiasi difesa. I tedeschi occupano Brest-Litovsk, quindi, in ossequio alle clausole segrete del patto di non-aggressione del 23 agosto, sgomberano regioni e città già occupate, tra cui Leopoli (oggi Lvov). Il presidente polacco Ignacy Moscicki, il governo e il comandante in capo delle forze armate polacche maresciallo Edward Rydz-Smigly si dimettono e si rifugiano in Romania. Al largo delle coste sudoccidentali irlandesi la portaerei Courageous viene affondata dall’ U-29 del comandante Schuhart: i morti sono 500. E il primo colpo grosso portato a segno dalla marina tedesca contro la flotta britannica. In conseguenza di questo fatto l’Ammiragliato decide di non impiegare più le portaerei nella caccia ai sommergibili.
    18 settembre
    0 Su pressioni tedesche il governo romeno interna i membri del governo polacco che il giorno prima hanno chiesto asilo alla Romania.
    19 settembre
    L’Armata Rossa si congiunge con le truppe tedesche a Brest-Litovsk. Il Fuhrer entra trionfalmente a Danzica, dove tiene un discorso di politica estera abbastanza conciliante nei confronti di Francia e Gran Bretagna. La campagna di Polonia può considerarsi praticamente finita: d’ora in avanti non avremo che grandi azioni di rastrellamento. Sbarca in Francia il primo corpo d’armata inglese.
    20-26 settembre
    *****
    27 settembre
    Assediata, bombardata dal cielo e da terra, Varsavia è costretta alla resa. Vengono fatti prigionieri 160.000 uomini. Hitler fa conoscere ai principali capi della Wehrmacht la sua intenzione di attaccare la Francia, ma i generali tedeschi si rifiutano, per adesso, di prendere sul serio un programma che ritengono sproporzionato ai mezzi che hanno a disposizione.
    28 settembre
    Uno degli ultimi nuclei di resistenza dei polacchi, composto da 4 divisioni accerchiate dal 10 settembre nella città di Modlin e nella zona di Kutno, cede le armi dopo essersi battuto con strenuo valore. A Mosca, von Ribbentrop e Molotov ridiscutono la spartizione della Polonia e ridefiniscono le sfere d’influenza di Germania e URSS. A quest’ultima viene data mano libera anche in Lituania, che secondo i precedenti accordi sarebbe dovuta invece finire sotto l’influenza tedesca. In cambio la linea di demarcazione russo-tedesca viene spostata a oriente (i sovietici infatti arretreranno fino alla linea Narew-Bug-San) e la regione compresa tra la Vistola e il Bug occidentale va alla Germania. Il territorio occupato dai tedeschi è la regione più ricca della Polonia, con 22 milioni di abitanti e la quasi totalità delle industrie. I russi si annettono circa 200.000 kmq di territorio polacco, per lo più atto allo sfruttamento agricolo, con 13 milioni di abitanti. Viene firmato un trattato di mutua assistenza tra l’URSS e l’Estonia: i sovietici acquisiscono il diritto di occupare le principali basi militari del piccolo paese.
    29 settembre
    *****
    30 settembre
    Si costituisce a Parigi un governo polacco in esilio presieduto dal gen. Wladyslaw Sikorski. La corazzata tascabile tedesca Admiral Graf Spee affonda il piroscafo inglese Clement.



  2. #2
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Ottobre 1939
    1° ottobre
    Si arrendono gli eroici difensori del piccolo porto militare della penisola di Hela, immediatamente a nord di Danzica. Tre cacciatorpediniere e alcuni sommergibili polacchi riescono a prendere il largo e a riparare in Inghilterra. Terminano anche i combattimenti sulle coste baltiche e polacche.Gli ultimi, isolati e trascurabili focolai di resistenza vengono spenti in pochi giorni.


    I polacchi hanno lasciato nelle mani dei tedeschi 694.000 prigionieri e altri 217.000 in quelle dei sovietici. Non si conosce il numero dei polacchi morti, feriti o dispersi in battaglia. Quanto ai tedeschi se la sono cavata a molto buon mercato.


    I delegati di 21 stati americani, riuniti a Panama, decidono di istituire lungo le coste dei rispettivi paesi una « zona di sicurezza » profonda da 300 a 600 miglia, entro la quale ogni azione bellica costituirebbe un atto ostile verso lo Stato interessato.
    2-4 ottobre
    *****
    5 ottobre
    Trattato di mutua assistenza tra URSS e Lettonia analogo a quello firmato il 28 ottobre con I’Estonia.
    6 ottobre
    Soffocate le ultime resistenze, la campagna di Polonia può considerarsi ufficialmente finita.
    In un discorso al Reichstag (la Camera dei deputati tedesca), Hitler lancia un appello per la pace proponendo alle potenze occidentali di riconoscere il nuovo "status quo" nell’Europa orientale.
    7 ottobre
    *****
    8 ottobre
    La Germania si riannette i territori polacchi che le erano stati sottratti alla fine della I guerra mondiale dal Trattato di Versailles.
    9 ottobre
    *****
    10 ottobre
    Trattato di mutua assistenza, analogo a quello firmato con l’Estonia e la Lettonia, tra URSS e Lituania: la città di Vilna e il suo territorio, annessi alla Polonia nel 1922, sono restituiti dai sovietici alla Lituania.
    11 ottobre
    Il primo ministro francese Edouard Daladier trasmette alla radio un discorso sprezzante sui propositi di pace di Hitler.
    12 ottobre
    Il premier inglese Arthur N. Chamberlain respinge l’appello alla pace lanciato da Hitler il 6 ottobre.
    Iniziano le trattative russo-finlandesi per uno scambio di territori.
    13 ottobre
    *****
    14 ottobre
    Alle ore 1,30 il sommergibile tedesco U-47, al comando del tenente di vascello Gùnther Prien, penetra nella munitissima base navale di Scapa Flow, nelle isole Orcadi, e affonda la corazzata inglese Royal Oak di 29.150 t: i morti furono 786, tra cui il comandante H.E.C. Blagrove. Il forzamento di Scapa Flow, già tomba della flotta tedesca alla fine della I guerra mondiale, rappresenta un grave smacco per il prestigio della marina inglese.
    15 ottobre
    Trattato tedesco-estone per il trasferimento nel Reich degli estoni di origine tedesca.
    16 ottobre
    Aerei tedeschi attaccano navi inglesi nel Firth of Forth danneggiando gli incrociatori Southampton e Edinburgh, nonché il caceiatorpediniere Mohawk.
    17-18 ottobre
    *****
    19 ottobre
    Patto di mutua assistenza tra Francia,Gran Bretagna e Turchia.
    20 ottobre
    *****
    21 ottobre
    Trattato italo-tedesco per il diritto di opzione degli altoatesini.
    22-25 ottobre
    *****
    26 ottobre
    Mons. Jozef Tiso diventa presidente della Slovacchia.


    La parte della Polonia occupata dai tedeschi, salvo i territori che tra qualche giorno verranno ufficialmente annessi al Reich, sono costituiti in governatorato generale, con capoluogo Cracovia.Governatore generale è nominato il gerarca nazista Hans Frank, che instaura il terrore e subito inizia la caccia agli intellettuali e agli ebrei polacchi.
    27 ottobre
    Il Belgio proclama solennemente la propria neutralità.
    28-29 ottobre
    *****
    30 ottobre
    L’URSS annette i territori polacchi occupati.


    Trattato tedesco-lettone per l’evacuazione dei tedeschi dalle regioni baltiche. 31 ottobre Prosegue la caccia alla corazzata ta- scabile Admiral Graf Spee su tutti i mari.



  3. #3
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Novembre 1939

    1° novembre
    Vengono ufficialmente annessi al Reich la Città Libera di Danzica e il suo “Corridoio”, i territori di frontiera ceduti alla Polonia nel 1919 in base al Trattato di Versailles, l’Alta Slesia orientale, la regione di Lodz e il distretto di Ciechanow.z
    2 novembre
    *****
    3 novembre
    Continuano a Mosca i colloqui russo-finnici sulle richieste sovietiche relative a uno scambio di territori e a rettifiche di frontiera.


    Gli Stati Uniti d’America modificano la loro legge sulla neutralità. Nonostante la forte corrente d’opinione ancora tenacemente isolazionista, il governo di Washington incomincia timidamente a tendere la mano a Londra.
    4-6 novembre
    *****
    7 novembre
    La regina Guglielmina d’Olanda e Leopoldo III re dei Belgi lanciano un appello alla pace offrendosi come mediatori alle due parti in conflitto.
    8 novembre
    Su istruzioni segrete dello stesso Hitler una bomba viene fatta esplodere contro uno dei sacrari del primo nazismo, la Burgerbràukeller, una celebre birreria di Monaco. La propaganda nazista, orchestrata da Goebbels, accusa quali mandanti dell’attentato l’Intelligence Service e, soprattutto, Otto Strasser, ex nazista, oppositore da sinistra di Hitler, riparato all’estero nel 1933. L’accusa contro Strasser serve a Hitler per eliminare una volta per tutte una delle opposizioni interne della Germania,la sinistra appunto, a dispetto della recente innaturale alleanza con l’URSS. Nonostante la popolarità del regime, accresciuta dal successo della Blitzkrieg, la guerra lampo contro la Polonia, il Fùhrer sa di aver ancora potenti avversari in Germania: oltre alla sinistra più irriducibile, la Chiesa cattolica e quella protestante,e buona parte delle alte gerarchie militari.
    9-11 novembre
    *****
    12 novembre
    Chamberlain e Daladier declinano l’offerta di mediazione di Guglielmina d’Olanda e di Leopoldo del Belgio.


    Churchill annuncia alla radio che se gli inglesi riescono a superare l’inverno senza che accadano grossi avvenimenti, la prima campagna della guerra è vinta.
    13 novembre
    Re Carol di Romania si offre come mediatore segreto tra i due contendenti.


    I finlandesi interrompono le trattative con i sovietici e mobilitano le loro non ingenti forze (circa 200.000 uomini) non facendosi illusioni sull’esito della disputa. Le trattative erano iniziate il 12 ottobre con l’arrivo a Mosca del plenipotenziario finlandese Juho Kusti Paasikivi che si trova di fronte a una serie di proposte (quasi ultimative) dei sovietici per uno scambio di territori. L’URSS dunque propone di cedere alla Finlandia 5500 kmq nei distretti settentrionali di Repola e Porajorpi contro un arretramento del confine finnico nell’istmo di Carelia (tra il Lago Ladoga e il Golfo di Finlandia), tale da mettere la città di Leningrado fuori dalla gittata di eventuali artiglierie nemiche. Il governo sovietico esige inoltre la cessione di alcune isole nel Golfo di Finlandia e l’affitto trentennale del porto di Hangò, all’imbocco dello stesso golfo; reclama infine modifiche di frontiera anche nell’estremo Nord in modo da disporre del porto di Petsamo (l’attuale Pecenga), l’unico porto finlandese del mare di Barents perennemente sgombro da ghiacci. I finlandesi sono disposti a soddisfare in tutto le pretese russe salvo che per la cessione del porto di Hangò, che darebbe all’URSS il controllo completo del Golfo di Finlandia e della zona più importante del paese. Ma i russi sono irremovibili e ai finlandesi non resta che abbandonare il tavolo delle trattative.
    14 novembre
    Hitler respinge (ma con diplomazia) la mediazione di Guglielmina d’Olanda e di Leopoldo del Belgio.
    15 novembre
    *****
    16 novembre
    Anche la proposta di re Carol di Romania viene respinta dai belligeranti.
    17 novembre
    Si riunisce a Parigi il Consiglio Supremo Alleato. Viene deciso, in caso di attacco tedesco attraverso il Belgio, di difendere la linea Mosa-Anversa. Tempo addietro il maresciallo Pétain si era opposto a un prolungamento della munitissima linea Maginot fino alla Mosa, sostenendo che la conformazione del terreno nelle Ardenne avrebbe « reso impossibile un tentativo d’invasione in quel settore ».
    18 novembre
    *****
    19 novembre
    Churchill propone di minare, mediante lanci aerei, le acque del Reno fra Strasburgo e il fiume Lauter.
    20 novembre
    *****
    21 novembre
    L’incrociatore inglese Belfast è gravemente danneggiato da una mina magnetica.
    22 novembre
    Verso sera un aereo tedesco lancia presso Shoeburyness degli oggetti non meglio identificati, appesi a paracadute. Vengono immediatamente avvertite le autorità militari che inviano sul posto due ufficiali artificieri i quali, la stessa notte, con il sopraggiungere della bassa marea, scoprono che gli oggetti in questione sono delle mine magnetiche sommerse. Si tratta di un’arma segreta di cui gli aerei tedeschi hanno disseminato le imboccature degli estuari e gli approcci ai porti inglesi. Resi innocui, gli ordigni vengono trasportati in un arsenale per essere sottoposti a ulteriori esami onde studiare delle contromisure per renderli inoffensivi. Tra settembre e ottobre infatti le mine magnetiche tedesche hanno distrutto 56.000 t di naviglio alleato o neutrale.
    23 novembre
    L’incrociatore ausiliario inglese Rawalpindi, di pattuglia tra l’islanda e le Faròer, viene affondato dall’incrociatore da battaglia Scharnhorst, uscito in Atlantico con il “gemello” Gneisenau per attaccare i convogli inglesi. Il sacrificio del Rawalpindi non è inutile perché i due incrociatori tedeschi devono rinunciare alla missione e tornare alla base filtrando attraverso le unità nemiche che in gran numero battono il Mare del Nord per intercettarli. Alla caccia prendono parte, tra navi inglesi e francesi, 15 incrociatori e la corazzata Warspite, oltre alle forze aeree.
    24-26 novembre
    *****
    27 novembre
    Protestando violentemente per un bombardamento di truppe russe nel settore di Leningrado da parte dei finlandesi, il governo sovietico denuncia il trattato di non aggressione russo-finnico sottoscritto nel 1932. Helsinki naturalmente nega che il fatto sia mai avvenuto; intanto però i sovietici si sono costruito il loro “casus belli”.
    28 novembre
    Si intensificano i preparativi alla frontiera russo-finnica.
    29 novembre
    L’Unione Sovietica rompe le relazioni diplomatiche con la Finlandia, ignorando l’offerta finlandese dell’ultim’ora di ritirare unilateralmente le proprie truppe dai confini.
    30 novembre
    L’esercito sovietico attacca la Finlandia, concentrando l’urto sull’istmo di Carelia. Aerei sovietici bombardano Helsinki.I finlandesi comunque reggono bene al primo urto di un nemico preponderante in fatto di uomini e di mezzi che tuttavia, sottovalutando le capacità di resistenza del piccolo paese vicino, aveva messo in campo solo le grandi unità del distretto militare di Leningrado.



  4. #4
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Dicembre 1939

    1° dicembre
    *****
    2 dicembre
    L’agenzia sovietica Tass annuncia la costituzione di un “governo popolare di Finlandia” (evidentemente un governo fantoccio), presieduto da Otto Kuusinen, da molti anni membro del Komintern. Ma né le mosse politiche e diplomatiche né le operazioni militari giovano in qualche modo all’URSS. I finlandesi infatti oppongono una disperata, caparbia, valorosa difesa: spostandosi per i sentieri in bicicletta o sugli sci in mezzo alle fitte foreste attaccano sui fianchi le grandi unità nemiche, costrette necessariamente a spostarsi sulle strade, infliggendo pesanti perdite all’invasore.Affrontano i carri armati russi scagliando nelle loro ferìtoie un tipo di proiettile che diventerà ovunque noto col nome di “cocktail (o bottiglia) Molotov”.


    Il governo fantoccio di Kuusinen esorta i finlandesi ad “abbattere l’oppressore” (il governo legittimo) e ad accogliere “i liberatori” (i soldati dell’Armata Rossa). Intanto Kuusinen firma un trattato con l’URSS in base al quale tutte le richieste dei russi vengono accolte in cambio dell’intera Carelia sovietica.


    L’Amdiral Graf Spee affonda la Doric Star, inglese.
    3-12 dicembre
    Arretrando ordinatamente sotto la spinta delle superiori forze nemiche nell’istmo di Carelia, i finlandesi si attestano sulla “linea Mannerheim”, cosi' chiamata dal nome del suo ideatore, il gen. Cari Gustav Mannerheim, eroe nazionale, fondatore della Repubblica finlandese nel 1919 e oggi animatore della resistenza contro l’invasore. Tutto sommato però questa “linea Mannerheim” non è una gran cosa: si tratta di una modesta serie di fortificazioni in legno e cemento che si estende per una quarantina di km attraverso l’istmo di Carelia.
    4 dicembre
    Una mina magnetica danneggia la corazzata Nelson.E' l’ultima vittima illustre dell’insidiosa “arma segreta” tedesca: i tecnici inglesi sono riusciti infatti a trovare il modo per neutralizzare le mine magnetiche “smagnetizzando” lo scafo delle navi per mezzo di un cavo elettrico, secondo un metodo chiamato degaussing.
    Giornata nera per le marine alleate: 2 cacciatorpediniere sono affondati, altri 2 cacciatorpediniere e 1 posamine danneggiati.


    L’URSS chiarisce esplicitamente la sua posizione sostenendo che il governo legale della Finlandia è quello presieduto da Kuusinen e che tra Russia e Finlandia non esiste alcuna controversia: quindi non si pone neppure la questione di negoziati con Helsinki.
    5 dicembre
    I sovietici raggiungono la linea Mannerheim nel settore presidiato dal II corpo d’armata.
    6 dicembre
    Massiccia pressione russa sulla linea Mannerheim.
    7 dicembre
    Una divisione russa riesce a spingersi fino alla cittadina di Suomussalmi, sul lago Kianta (Kiantajàrvi).


    Danimarca, Svezia e Norvegia proclamano la più rigida neutralità.


    L’Admiral Graf Spee affonda l’ennesima nave inglese nell’Atlantico.La più temuta unità tedesca è la bestia nera delle marine da guerra alleate.La squadra di ricerca co mandata dal commodoro Harwood e formata da 2 incrociatori pesanti e due leggeri, si apposta al largo dell’estuario del Rio de la Plata.
    8-10 dicembre
    *****
    11 dicembre
    Hitler incontra l’uomo politico norvegese Vidkun Quisling, fondatore nel suo paese di un movimento filonazista, l’Unione Nazionale.
    12 dicembre
    La Francia invia in aiuto alla Finlandia 5000 fucili mitragliatori mod. 1915. L’Inghilterra, dal canto suo, contribuisce alla resistenza dei finlandesi rifornendoli di un certo numero di mortai Brandt, fucili mitragliatori mod. 24 e alcuni aerei.
    13 dicembre
    *****
    14 dicembre
    L’URSS viene espulsa dalla Società delle Nazioni in conseguenza della sua aggressione alla Finlandia.E' una delle poche decisioni nette ed energiche prese dall’organismo internazionale che avrebbe dovuto garantire la pace nel mondo. La Società invita i paesi membri ad accordare tutto l’aiuto possibile alla Finlandia.
    15 dicembre
    *****
    16 dicembre
    Inizia in Finlandia il principale attacco russo nel settore di Summa, con intensa preparazione di artiglierta.Nella notte però circa 70 carri armati sovietici sono messi fuori combattimento da soldati finlandesi addestrati all’uopo.
    17-19 dicembre
    Affondamento della Graf Spee.
    20 dicembre
    *****
    21 dicembre
    *****
    22 dicembre
    Nonostante i ripetuti attacchi delle truppe sovietiche, le postazioni finlandesi rimangono saldamente in mano ai difensori.
    23 dicembre
    Due mercantili tedeschi vengono intercettati da unità britanniche presso le coste statunitensi. Uno dei due, il Columbus, di 32.000 t, è colato a picco, l’altro cerca rifugio nelle acque territoriali della Florida. Con notevole abilità, Churchill spiega in una lunga lettera al presidente statunitense Roosevelt che le azioni di polizia delle marine alleate nell’Atlantico sono utili anche per la sicurezza del traffico dei mercantili statunitensi e sudamericani.
    24 dicembre
    Ancora una volta, alla vigilia di Natale, papa Pio XII lancia un appello alla riconciliazione che, come gli altri,resterà inascoltato.
    25 dicembre
    Dentro il cemento e sotto le cupole corazzate della linea Maginot e della linea Sigfrido tedeschi e francesi festeggiano il primo Natale di guerra. E' tutto sommato un fronte tranquillo quello occidentale: continua la "dròle de guerre", la “strana guerra”.
    26-27 dicembre
    *****
    28 dicembre
    In Inghilterra viene annunciato il razionamento della carne.
    29 dicembre
    Riesce il terzo tentativo dei finlandesi di ricacciare i sovietici dalla riva settentrionale del Lago Ladoga: i superstiti della l63à divisione russa si disperdono in una fuga disperata. I finlandesi catturano 11 carri armati, 25 cannoni e 150 autocarri.
    30 dicembre
    *****
    31 dicembre
    In conseguenza degli attacchi degli U-Boote e delle unità di superficie, delle mine magnetiche e di azioni aeree, dall’inizio del conflitto gli Alleati hanno perduto 746.000 t di naviglio mercantile, 1 portaerei,1 incrociatore ausiliario, la corazzata Royal Oak. I tedeschi dal canto loro devono lamentare la perdita di una decina di U-Boote, della corazzata tascabile Admiral Graf Spee e di poche decine di migliaia di t di naviglio.



  5. #5
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Gennaio 1940


    1° gennaio
    Hella Woulijoki, drammaturga finlandese, socialista, informa il ministro degli Esteri del suo paese, Vàinò Tanner, di aver ricevuto l’invito di recarsi a Stoccolma per mettersi in contatto con la signora Aleksandra Michajlovna Kollontaj, sua amica nonché ambasciatore sovietico in Svezia. Si tratta di un nuovo tentativo dei sovietici di risolvere “diplomaticamente” la questione finlandese.
    2-4 gennaio
    *****
    5 gennaio
    L’Unione Sovietica riprende la politica di penetrazione nei Balcani: il primo atto di questa “offensiva” è la firma di un trattato commerciale con la Bulgaria.
    6 gennaio
    *****
    7 gennaio
    Cambio della guardia al vertice delle gerarchie militari sovietiche: il comando della guerra contro la Finlandia viene assunto dal gen. Semen Konstantinoviè Timosenko.
    8 gennaio
    Nella zona di Suomussalmi i finlandesi guidati dal gen. Siilasvuo fanno a pezzi la 44a divisione d’assalto sovietica e catturano 35 carri armati, 50 cannoni, 25 cannoncini anticarro e 250 autocarri.
    9 gennaio
    *****
    10 gennaio
    Il ministro degli Esteri finlandesTanner autorizza la signora Woulijoki a recarsi a Stoccolma per incontrare l’ambasciatore sovietico.


    Hitler comunica ai comandanti delle tre armi Hermann Gòring (aviazione), Erich Raeder (marina) e Walter von Brauchitsch (esercito) la decisione di sferrare l’offensiva a Occidente il 17 gennaio.


    Un aereo tedesco con a bordo i maggiori Reinberger e Hoenmans è costretto ad un atterraggio di fortuna nei pressi di Mechelen-sur-Meuse, un centro agricolo del Belgio, non lontano dal confine tedesco. I due ufficiali hanno con sé documenti importantissimi e segretissimi destinati al comando del Gruppo di armate B, relativi al piano di attacco in Occidente. Le autorità di Bruxelles vengono cosi a conoscere le intenzioni aggressive di Hitler nei confronti del loro paese e dell’Olanda
    11-12 gennaio
    *****
    13 gennaio
    A causa delle sfavorevoli condizioni atmosferiche, Hitler rimanda al 20 gennaio l’attacco a Ovest.
    14 gennaio
    *****
    15 gennaio
    Il Belgio non consente alle truppe francesi e inglesi di attraversare il suo territorio.
    16 gennaio
    Hitler rimanda definitivamente alla primavera l’offensiva sul fronte occidentale.


    In Francia si decide di allestire due nuove divisioni corazzate.


    Gli Alleati cominciano a preparare un intervento armato nella penisola scandinava.
    17-19 gennaio
    *****
    20 gennaio
    Hitler espone al suo Stato Maggiore alcune modifiche al piano di attacco in Occidente; secondo queste modifiche la sorpresa del “Piano Falce” dovrebbe essere ancora più sicura.


    In un discorso alla radio londinese Winston Churchill rileva la superiorità degli Alleati sul mare nei confronti della Kriegsmarine.
    21-26 gennaio
    *****
    27 gennaio
    Per quanto non ancora del tutto convinto, Hitler ordina la preparazione della campagna contro la Norvegia e la Danimarca. Ma gli occhi sulla Norvegia li hanno messi pure gli Alleati.


    In un discorso alla Camera di commercio di Manchester, Churchill manifesta la sua perplessità e preoccupazione per quella guerra simulata e si chiede come mai la Gran Bretagna non ha ancora subito nessun bombardamento aereo.
    28 gennaio
    *****
    29 gennaio
    A seguito dei colloqui che si svolgono a Stoccolma tra la drammaturga finlandese Woulijoki e l’ambasciatore sovietico in Svezia Aleksandra Kollontaj, l’URSS invia al governo svedese una nota che dice, tra l’altro:“L’Unione Sovietica non pone alcuna obiezione di principio in relazione ad un eventuale accordo con il governo Ryti”(cioè il governo legittimo della Finlandia).Con questa dichiarazione è aperta la strada della pace, dal momento che l’URSS ammette implicitamente di essere pronta a rinunciare a sostenere il governo fantoccio Kuusinen.
    30 gennaio
    In un discorso allo Sportpalast di Berlino Hitler annuncia che la prima fase della guerra si è conclusa con la distruzione della Polonia; la seconda fase potrebbe forse iniziare subito con una “guerra di bombe” per la quale Churchill aveva dimostrato tre giorni prima tanta impazienza.
    31 gennaio
    *****


  6. #6
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Febbraio 1940

    1° febbraio
    Il gen. Timosenko scatena un attacco in grande stile contro le linee finlandesi nel settore di Summa. Preceduto da un intenso cannoneggiamento e appoggiato da un’efficace azione aerea, l’attacco viene condotto contemporaneamente dai carri armati e dalla fanteria.
    2-3 febbraio
    L’esercito finlandese riesce a contenere l’offensiva sferrata dai sovietici contro la linea Mannerheim.
    4 febbraio
    *****
    5 febbraio
    Il Consiglio Supremo alleato approva un piano di intervento in Finlandia:invia intanto un cospicuo aiuto in velivoli, cannoni anticarro e contraerei.Il corpo di spedizione sarà formato da almeno 3 divisioni.
    6-8 febbraio
    *****
    9 febbraio
    Il gen. tedesco von Manstein,l’elaboratore del “Piano Falce” (Sichelschnitt),viene nominato comandante del XXXVIII corpo d’armata di nuova istituzione.
    10 febbraio
    Nel corso di una riunione del Consiglio di difesa finlandese cui partecipano il primo ministro Ryti, il ministro degli Esteri Tanner e il gen. Manncrheim, l’animatore della resistenza all’invasione sovietica, si delineano tre possibili politiche nei confronti dell’URSS:
    1°-placare i sovietici,e quindi raggiungere la pace, offrendo loro un’isola al posto di Hangò,da essi rivendicata alla vigilia dello scoppio del conflitto
    2°- continuare la guerra con l’attivo appoggio della Svezia (nel caso fosse possibile ottenerlo)
    3°-accettare, come ultima risorsa,l’offerta di intervento avanzata al governo finlandese da Gran Bretagna e Francia.
    11 febbraio
    La 7à armata sovietica sfonda la linea Mannerheim. I finlandesi si ritirano ordinatamente attestandosi su una seconda linea difensiva.


    Viene sottoscritto un accordo economico tra Unione Sovietica e Germania in base al quale Mosca esporterà materie prime (soprattutto petrolio) e prodotti agricoli in cambio di manufatti e armamenti.
    12 febbraio
    Il gen. Mannerheim esprime i suoi dubbi e le sue perplessità in relazione al piano di intervento predisposto dagli Alleati.
    13 febbraio
    *****
    14 febbraio
    Il Vaticano raziona pane, burro, caffè, zucchero, tabacco e benzina.
    15 febbraio
    Il governo tedesco dichiara che tutte le navi mercantili britanniche verranno d’ora in poi considerate navi da guerra e come tali trattate.
    16 febbraio
    Il cacciatorpediniere inglese Cossack attacca nello Jossing Fjord, e quindi in acque territoriali norvegesi, la nave tedesca Altmark, già impiegata per il rifornimento della corazzata tascabile Admiral Graf Spee:l’unità inglese ha la meglio e vengono liberati i 299 prigionieri inglesi che si trovano sull’AItmark.Alla protesta del governo di Oslo per la violazione inglese della sua neutralità,Londra risponde protestando a sua volta per l’atteggiamento “miope” dei politici norvegesi.
    17 febbraio
    Tutte le truppe finlandesi hanno completato l’arretramento dalla prima linea Mannerheim alla linea di difesa intermedia.
    18 febbraio
    *****
    19 febbraio
    Hitler ordina di accelerare l’elaborazione del piano Weserubung (“Esercitazione Weser”), denominazione convenzionale del piano di invasione di Norvegia e Danimarca.
    20 febbraio
    Il gen. Nikolaus von Falkenhorst,già comandante del XXI corpo d’armata tedesco, viene designato da Hitler quale comandante delle truppe destinate ad occupare la Norvegia e la Danimarca.
    21 febbraio
    Il comandante delle truppe sovietiche in Finlandia, gen. Timosenko, riorganizza i reparti in vista di un nuovo attacco alle linee di difesa finlandesi.


    Iniziano i lavori per trasformare Auschwitz, cittadina di circa 12.000 abitanti, in campo di concentramento tedesco.
    22 febbraio
    *****
    23 febbraio
    Il governo sovietico comunica a quello finlandese le ultime, definitive condizioni di pace: la Finlandia deve rinunciare all’istmo di Carelia e alle sponde del Lago Ladoga; cedere in affitto per 30 anni all’Unione Sovietica la penisola di Hangò; firmare infine un patto di mutua assistenza per rendere strategicamente sicuro ai due paesi il Golfo di Finlandia. In cambio l’URSS evacuerà l’area di Petsamo.


    La Svezia fa sapere ufficialmente che non intende assolutamente intervenire nel conflitto finno-sovietico e che non consentirà il passaggio di truppe alleate sul suo territorio.
    24-25 febbraio
    *****
    26 febbraio
    Dopo l’attacco del 16 febbraio alla nave tedesca AItmark da parte di unità da guerra inglesi, la neutralità norvegese sembra a Hitler troppo fragile e senza sufficienti garanzie. Viene accelerata quindi la preparazione del piano Weserùbung contro Norvegia e Danimarca e il Fùhrer firma la prima direttiva che dà il via all’operazione. Alla Germania interessano in particolare il minerale di ferro delle miniere norvegesi e la posizione strategica dei due paesi.


    Il ministro degli Esteri finlandese Tanner è in visita a Stoccolma e viene invitato dai governanti svedesi ad accettare le condizioni di pace offerte dai sovietici, promettendo,in tal caso, consistenti aiuti per la ricostruzione del paese.
    27 febbraio
    Verso sera, il gen. Mannerheim ordina al suo esercito di evacuare anche la seconda linea difensiva.
    28-29 febbraio
    Le truppe di Timosenko superano il secondo sbarramento difensivo finlandese.


  7. #7
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Marzo 1940

    1° marzo
    Il sottosegretario di Stato americano Summer Welles giunge a Berlino proveniente da Roma in attesa di proseguire per Londra e Parigi.Ha l'incarico del suo governo di proporre la mediazione americana per ricercare una base di intesa fra i belligeranti. Ma il tentativo è destinato al fallimento, prima di tutto perché tardivo e in secondo luogo perché nessuno ormai, in Europa, crede nella pace.


    Scade l’ultimatum sovietico alla Finlandia per l’accettazione delle ultime proposte di pace.


    Hitler emana le direttive finali per l’operazione Weseruhung contro la Norvegia e la Danimarca.


    Fonti ufficiali tedesche rendono noto che dall’inizio del conflitto con Francia e Gran Bretagna la Kriegsmarine ha affondato 1.130.000 t di naviglio nemico: in particolare, gli U-Boote 750.000 t, le unità di superficie 63.000 t, 36.000 t la Luftwaffe e 281.000 le mine.
    2 marzo
    Il Servizio Informazioni dell’esercito francese viene a conoscere i preparativi tedeschi per l’attacco contro Norvegia e Danimarca.
    2-3 marzo
    Svezia e Norvegia ribadiscono il rifiuto agli Alleati di far transitare soldati e materiale bellico attraverso il loro territorio.
    3 marzo
    Il gen. Timosenko scatena una massiccia offensiva in Carelia.
    4 marzo
    Le truppe corazzate sovietiche assaitano la città di Vijpuri (oggi Vyborg, in URSS), il più importante punto strategico della Carelia e di tutta la Finlandia meridionale.
    5 marzo
    L’URSS fa sapere di essere "ancora” disposta a negoziare la pace sulla base dei termini proposti in precedenza e già scaduti il 1’marzo. Il governo finlandese, in considerazione della situazione militare, decide di accettare il negoziato.
    6 marzo
    Una delegazione finlandese, guidata da Juho Kusti Paasikivi, politico e diplomatico di consumata esperienza, si reca a Mosca.Anche Mannerheim,considerando ormai inutile il proseguimento dell’impari lotta,accetta che si tratti con l’Unione Sovietica.
    7 marzo
    *****
    8 marzo
    I sovietici conquistano Vijpuri,oggi Vyborg.


    L’URSS respinge la richiesta finlandese di un armistizio immediato.
    9 marzo
    L’esercito finlandese non è più in grado di mantenere le posizioni e il generale Mannerheim sollecita i politici a scendere a patti con i sovietici.
    10-11 marzo
    *****
    12 marzo
    A Mosca viene firmato il trattato di pace finno-sovietico. Le condizioni dettate dal governo sovietico e accettate da quello finlandese sono durissime e prevedono: la cessione dell’istmo di Carelia con Vijpuri, di parte della Carelia orientale e della penisola dei Pescatori nell’Oceano Glaciale Artico; stabiliscono inoltre che la penisola di Hangò venga data in affitto per trent’anni all’URSS e che sia consentito il libero transito delle persone e delle cose russe nel territorio di Petsamo. Per quanto mutilata e umiliata, la Finlandia mantiene tuttavia la propria indipendenza nazionale.
    13 marzo
    Ore 11:sul fronte finnico cessano tutti i combattimenti. La Finlandia ha perduto nel conflitto con l’Unione Sovietica circa 25.000 uomini contro i circa 200.000 russi: i feriti erano stati 45.000 circa contro un numero imprecisato, ma certo elevatissimo di sovietici. Sul fronte finlandese, alla fine delle operazioni, risultano schierate ben 45 divisioni sovietiche di fanteria, 4 di cavalleria e 12 raggruppamenti corazzati. I finlandesi non erano mai riusciti a mettere in campo più di 200.000 uomini contemporaneamente.
    14-17 marzo
    *****
    18 marzo
    Hitler e Mussolini si incontrano al Brennero.
    Il dittatore italiano dichiara che l’Italia è pronta a scendere in campo contro gli anglo-francesi.
    19 marzo
    A Roma il ministro degli Esteri italiano Galeazzo Ciano riceve per la seconda volta in poche settimane il sottosegretario di Stato americano Sumner Welles.


    Prima, aspra condanna del nazismo da parte di un rappresentante ufficiale del governo di Washington: l’ambasciatore statunitense in Canada James Cromwell afferma che la Germania di Hitler sta apertamente tentando di distruggere l’ordine sociale ed economico sul quale si fonda il governo degli Stati Uniti.


    Per rappresaglia contro l’attacco tedesco a Scapa Flow del 14 ottobre 1939,50 bombardieri della RAF colpiscono la base di idrovolanti tedeschi a Hòrnum, nell’isola di Sylt.
    20 marzo
    A Parigi si dimette il gabinetto Daladier: Paul Reynaud forma un governo di guerra.
    21 marzo
    Il governo di Parigi ordina in Norvegia un certo quantitativo di acqua pesante da impiegare nelle ricerche atomiche.


    Una delegazione britannica si incontra segretamente ad Aleppo coi rappresentanti del governo turco.
    22-27 marzo
    *****
    28 marzo
    Francia e Inghilterra si impegnano reciprocamente a non concludere trattati di pace separati.


    Il Consiglio Supremo Interalleato decide di minare le acque costiere norvegesi e di occupare, a partire dal 5 di aprile, i porti della Norvegia occidentale.
    29-30 marzo
    *****
    31 marzo
    Dall’inizio del conflitto, nelle acque attorno alla Gran Bretagna e nelI ‘Atlantico orientale fino all’altezza di Gibilterra,gli U-Boote(in media risultano in operazione 14 unità) hanno affondato 753.803 t di naviglio nemico: la Kriegsmarine ha perso in compenso 18 sommergibili. In Atlantico le corazzate e i cacciatorpediniere tedeschi dislocati nel Mare del Nord hanno affondato complessivamente 63.098 t di naviglio. Attorno alle coste inglesi sono state affondate da mine posate da sommergibili,cacciatorpediniere e aerei 281.154 t; altre 36.189 direttamente da aerei.



  8. #8
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Aprile 1940

    1° aprile
    *****
    2 aprile
    Hitler dà il via all’operazione Weserubung (“Esercitazione Weser”) contro Norvegia e Danimarca.L’inizio delle operazioni viene fissato al 9 aprile.
    3 aprile
    A Londra, rimpasto del ministero Chamberlain:Churchill viene chiamato a presiedere il comitato dei ministri della Difesa e ottiene il consenso del governo per la posa di campi minati nelle acque territoriali norvegesi, già deciso nella seduta del Consiglio Supremo Interalleato del 28 marzo.
    4 aprile
    *****
    5 aprile
    Per ragioni tecniche la partenza dei primi contingenti del corpo di spedizione alleato in Norvegia viene posticipato all’8 aprile.
    6 aprile
    *****
    7 aprile
    Nelle prime ore del mattino salpano le navi da guerra tedesche con le truppe destinate ad effettuare gli sbarchi iniziali in Norvegia.


    I primi contingenti del corpo di spedizione alleato in Norvegia si imbarcano su incrociatori della marina britannica.


    Verso sera la flotta inglese salpa da Scapa Flow dirigendosi verso la costa norvegese per intercettare la formazione navale germanica.


    Nella notte 8 cacciatorpediniere della marina inglese posano tre campi di mine nelle acque territoriali norvegesi.
    8 aprile
    Gli Alleati informano il governo di Oslo dell’avvenuta posa di mine nelle sue acque territoriali.


    Ore 11,50: al largo della costa norvegese, vicino a Lillesand, la nave tedesca Rio de Janeiro,adibita al trasporto di truppe, viene silurata dal sommergibile polacco Orzel.I naufraghi tedeschi vengono raccolti dall’unità alleata:nonostante sia ormai certo che la forza di invasione tedesca è in mare, il governo norvegese non ordina la mobilitazione generale.Verso sera,durante una riunione del Consiglio dei ministri, il capo di Stato Maggiore dell’esercito,colonnello Rasmus Hatledal, in- forma il ministro della Difesa che tutti gli ufficiali dello Stato Maggiore sono a disposizione. Viene decisa la mobilitazione (segretissima) di 5 brigate da campagna nella Norvegia meridionale.
    9 aprile
    Le truppe tedesche incominciano la occupazione della Danimarca e della Norvegia. Il corpo di spedizione comprende 7 divisioni di fanteria e 2 da montagna; un corpo d’armata aereo forte di oltre 400 aerei da combattimento, 70 da ricognizione e 500 da trasporto. Partecipa all’operazione al gran completo tutta la marina del Reich.Dei sette raggruppamenti in cui è suddiviso l’esercito di occupazione, due, al comando del gen. Kaupitsch, invadono la Danimarca e la conquistano in 48 ore (a 12 ore dallo sbarco le truppe di Kaupitsch entravano già nella capitale Copenaghen). Gli altri 5 sbarcano in Norvegia a Oslo,Kristiansand, Bergen, Trondheim e Narvik. Nel corso delle operazioni di sbarco i tedeschi perdono l’incrociatore pesante Blucher(davanti a Oslo)e due leggeri:il Karlsruhe (a Kristiansand) e il Kònigsberg (davanti a Bergen).


    Avuta notizia dell’attacco tedesco in Danimarca e Norvegia gli anglofrancesi chiedono al Belgio di poter entrare con le loro truppe nel paese. Il governo belga respinge la richiesta.
    10 aprile
    Il re e il governo danesi si sottomettono all’ultimatum tedesco.


    Re Haakon di Norvegia sconfessa il governo fantoccio formato da Vidkun Quisling.


    Unità inglesi al comando di Warburton Lee sorprendono 10 cacciatorpediniere tedeschi nel fiordo di Narvik riuscendo ad affondarne due, ma perdendone a loro volta due.
    11 aprile
    Il comandante in capo dell’esercito norvegese maggiore generale Laake rassegna le dimissioni: ai suo posto viene nominato il generale Otto Ruge.
    12 aprile
    *****
    13 aprile
    La corazzata inglese Warspite affonda 8 cacciatorpediniere tedeschi nello specchio d’acqua antistante a Narvik.


    Nuove direttive del governo inglese al comandante supremo dell’aviazione da bombardamento, maresciallo dell’Aria sir Charles Frederick Algernon Portai:in caso di invasione tedesca del Belgio e dell’Olanda, gli obiettivi da bombardare dovranno essere i concentramenti di truppe e soprattutto le vie di comunicazione e gli stabilimenti della Ruhr; i bombardieri pesanti agiranno soprattutto di notte.
    14 aprile
    *****
    15-16 aprile
    Sbarcano in Norvegia i primi contingenti alleati.
    17 aprile
    L’incrociatore inglese Suffolk bombarda l’aeroporto di Sola nei pressi di Stavanger.A sua volta attaccato e gravemente danneggiato dalla Luftwaffe,il Suffolk riesce tuttavia a rientrare a Scapa Flow.
    18 aprile
    *****
    19 aprile
    Sbarco alleato a Narvik.
    20 aprile
    I tedeschi prendono contatto con le linee norvegesi poste a difesa di Lillehammer,Rena e Aamot.
    21 aprile
    Prosegue l’avanzata tedesca in Norvegia.
    22 aprile
    I tedeschi con due colonne si spingono verso nord, lungo i fiumi Rena e Glomma. Nel pomeriggio, unità tedesche attaccano nel settore di Balbergkamp, poche miglia a nord di Lillehammer.
    23 aprile
    *****
    24 aprile
    Il primo ministro francese Pani Reynaud invita Mussolini a non entrare in guerra.


    In Norvegia i tedeschi avanzano su tutti i fronti.
    25-26 aprile
    *****
    27 aprile
    Hitler comunica a Wilhelrn Kcitel, comandante in capo delle forze armate,e ad Alfred Jodl, capo dell’ufficio operativo del Comando Supremo della Wehrmacht,che intende scatenare l’offensiva contro la Francia nella prima settimana di maggio.
    28 aprile
    Fallisce il tentativo della XV brigata alleata del gen. britannico sir Bernard Paget di avanzare su Gudbrandsdal partendo da Trondheim. Sir Paget comunica al comandante in capo dell’esercito norvegese Otto Ruge che la ritirata dalla Norvegia centrale appare inevitabile.
    29 aprile
    *****
    30 aprile
    Le truppe tedesche provenienti da Oslo e da Trondheim si ricongiungono a Dombas.


    Parte delle truppe alleate abbandona il suolo norvegese.



  9. #9
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Maggio 1940

    1° maggio
    Con un suo messaggio personale il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt invita caldamente Mussolini a non entrare in guerra.


    L’addetto militare francese a Berna invia a Parigi la segnalazione che i tedeschi sferreranno una grande offensiva tra l’8 e il 10 maggio e che lo sforzo principale verrà effettuato in direzione di Sedan.
    2-4 maggio
    *****
    5 maggio
    Re Haakon e il suo governo si riparano a Londra,dove viene formato un governo norvegese in esilio.
    6 maggio
    *****
    7 maggio
    A causa dello scacco subito dagli Alleati in Norvegia, il primo ministro inglese Chamberlain viene messo in minoranza ai Comuni ed è costretto a dimettersi.
    8 maggio
    L’ambasciatore belga a Berlino Jacques Davignon riferisce che i tedeschi stanno stendendo l’ultimatum che consegneranno al suo governo. Contemporaneamente l’addetto militare dell’ambasciata belga nella capitale tedesca informa i suoi superiori che il Comando Supremo germanico ha diramato alle sue truppe l’ordine dell’attacco.
    9 maggio
    Vigilia dell’attacco tedesco a Occidente.
    L’OKW emana le direttive per l’attacco previsto per la mattina del giorno dopo.
    Ecco il testo letterale dell’ordine diramato dall’Oherkommando della Wehrmacht la mattina del 9 maggio 1940, relativo all’attacco tedesco a Occidente:
    W. FA/abt. L-Nr. 22-180/40 g k
    CHEFS
    li Fuhrer e comandante supremo ha deciso.
    Giorno A l0-V
    Ora X 5,35
    Le parole convenzionali “Danzig” o “Augsburg” saranno date ai vari reparti della Wehrmacht il 9-V prima delle 2 I .30.
    Il Capo dell’Oberkommando della Wehrmacht.
    Keitel


    Ore 23, 15: stato d’allarme generale in Belgio. Dell’emergenza vencono informati gli anglo—francesi.
    10 maggio
    Ore 5,35. Mentre truppe tedesche aviotrasportate si lanciano sui ponti di Rotterdam, Dordrecht e Moerdijk in Olanda, e altri paracadutisti piombano sul forte di Eben Emael, cardine della difesa di Liegi, in Belgio, le armate tedesche dei Gruppi B e A varcano i confini belga, olandese e lussemburghese.
    Ore 7,30: le avanguardie della 7à armata francese e della BEF entrano in Belgio. Secondo il piano elaborato dagli anglo-francesi, chiamato “Piano Dyle”, sarebbe stato possibile contenere un eventuale attacco tedesco basando la difesa sul Belgio e facendo perno col fianco destro su Sedan e sull’altopiano delle Ardenne. Da qui l’immediata avanzata anglofrancese in territorio belga.Il “Piano Dyle” non prevede però la possibilità di un attacco tedesco proprio attraverso quell’altopiano delle Ardenne che era considerato invalicabile;l’azione è invece ritenuta realizzabile dal “Piano Falce” di von Manstein. Con l’attacco in forze ai Paesi Bassi, il Comando tedesco attira verso nord-est gli Alleati e rende più agevole sfondare le linee sulle Ardenne e raggiungere in breve il mare nei pressi di Calais.Salta cosi' d’un colpo il cardine alleato di Sedan con conseguenze disastrose per gli anglo-francesi.


    A Londra, Winston Churchill forma un governo di unione nazionale.
    11 maggio
    I tedeschi, avvalendosi di paracadutisti e di reparti aviotrasportati, conquistano il forte belga di EbenEmael.


    Il presidente americano Roosevelt esprime a Leopoldo III del Belgio la commozione e l’indignazione del suo popolo per l’invasione tedesca.


    Churchill autorizza il comando bombardieri ad effettuare incursioni sulla Germania.


    Tre divisioni inglesi della BEF si organizzano a difesa sulla riva sinistra della Dyle, tra Wavre e Lovanio.
    12 maggio
    I belgi rafforzano le posizioni sulla linea della Dvle.


    La 7a armata francese, che era entrata nei Paesi Bassi, riceve l’ordine di evacuare Breda e di ripiegare sulla Schelda.
    Le truppe francesi si attestano sulla riva sinistra della Mosa, la riva destra essendo stata abbandonata al nemico. In particolare risulta abbandonata al nemico Sedan che viene raggiunta dalla la e l0à divisione corazzata di Guderian.
    13 maggio
    Con le sue divisioni corazzate Guderian forza i passaggi sulla Mosa ai due fianchi di Sedan.
    In Belgio, la la armata francese e le divisioni inglesi di lord Gort raggiungono la riva della Dyle: gli inglesi si dispongono tra Lovanio e Wavre, i francesi tra Wavre e Namur.I tedeschi conquistano Liegi.
    L’esercito olandese è allo sbando e il comando generale ordina la ritirata sulle posizioni difensive della cosiddetta “Fortezza olandese”, una fetta di terra compresa all’incirca tra Amsterdam, Rotterdam ed Utrecht. La regina Guglielmina e il suo governo riparano a Londra.


    Un comunicato del Quartier Generale francese ammette onestamente la situazione:“Da Namur a Mézières il nemico è riuscito a stabilire due piccole teste di ponte, una a Houx, a nord di Dinant, l’altra a Monthermé. Una terza, più importante, è stata stabilita nel bosco della Marfé, presso Sedan...”.
    14 maggio
    Ore 13,30: Rotterdam è sottoposta a un terrificante bombardamento aereo. Henri Winkelman, comandante supremo delle forze armate olandesi, firma la capitolazione dell' Olanda.
    Ore 16: i carri francesi, già pronti a contrattaccare i mezzi corazzati tedeschi nella zona dello sfondamento sulla Mosa, tra Dinant e Sedan, ricevono l’ordine di sparpagliarsi su un fronte di 20 km. La 9à armata francese del gen. Corap ripiega su Rocroi.
    Per quasi tutto il giorno, circa 200 bombardieri alleati attaccano in ondate successive il ponte galleggiante gettato da Guderian sulla Mosa nei pressi di Sedan, attraverso il quale affluiscono i rinforzi tedeschi; ma senza risultati.Degli 85 velivoli abbattuti dalla contraerea tedesca, 35 sono inglesi.Tra Dinant e Sedan i tedeschi hanno aperto una breccia di 80 km. Entro il pomeriggio Guderian porta sulla Mosa quasi tutti i mezzi delle sue divisioni corazzate. Il gen. Walter von Reichenau riceve l’ordine di attaccare con la sua armata le posizioni nemiche tra Lovanio e Namur. L’azione è prevista per il giorno dopo.
    15 maggio
    Il presidente americano Roosevelt invita per la seconda volta Mussolini a non entrare nel conflitto in corso.


    La 6à divisione corazzata tedesca taglia la ritirata all’armata di Corap: l’armata si disperde.
    La 6à armata tedesca investe le linee nemiche tra Lovanio e Namur. Nonostante che la situazione militare sia estremamente critica, nei quartieri generali francesi continua a regnare l’ottimismo.Ecco alcuni brani di rapporti ufficiali inviati dall’ufficio di Alphonse-ioseph Georges,comandante in capo del settore nord-est,al comandante in capo delle forze di terra Gamelin: “Non ci sono grandi novita... Piccole infiltrazioni nemiche a Mézières-Charleville... Chiusu- ra della breccia di Sedan... L’attacco sembra bloccato... Tutti i prigionieri sottolineano la stanchezza delle truppe tedesche...”. Nel comunicato giornaliero di Gamelin si legge tra l’altro: “La giornata del 15 sembra segnare una stasi. Il nostro fronte sconvolto tra Namur e l’area a ovest di Montmédy è in via di graduale riassestamento...”.
    Incursioni aeree della RAF sulla Ruhr.
    Nella tarda serata, arriva al Quartier Generale la notizia che i carri armati tedeschi hanno raggiunto Montcornet, a una ventina di km da Laon. Gamelin la comunica subito a Daladier, ministro della Difesa Nazionale, il quale ordina un immediato contrattacco. Gamelin replica che non ha più riserve disponibili;la distruzione dell’esercito francese è prossima.
    Nella notte, il governo francese rivolge un appello urgente a Churchill perché intensifichi l’appoggio aereo.


    Il governo britannico decide di concentrare la produzione aerea in un numero limitato di modelli.
    16 maggio
    Il comandante in capo dell’esercito francese Gamelin declina ogni responsabilità per la difesa di Parigi e ordina la ritirata generale delle forze francesi dal Belgio.
    Le truppe belghe ricevono l’ordine di ritirarsi sulla Schelda. Arretrano anche le divisioni di lord Gort.


    Churchill scrive a Mussolini invitandolo ad evitare lo scontro tra Inghilterra e Italia.Ad ogni buon conto, l’incombente minaccia di intervento dell’italia nel conflitto spinge il governo inglese ad abbandonare la rotta del Mediterraneo per quella più sicura attorno al Capo di Buona Speranza.


    Il presidente americano Roosevelt chiede al Congresso un credito straordinario di 900 milioni di dollari per potenziare le forze armate.


    Il presidente del Consiglio francese Paul Reynaud comunica via radio a Churchill che la battaglia è perduta e che la strada per Parigi è ormai aperta al nemico.


    Nel primo pomeriggio Winston Churchill arriva a Parigi in aereo. Alle 17,30, accompagnato da sir John Dill, vicecapo dello Stato Maggiore Imperiale, incontra al Quai d’Orsay, sede del Ministero degli Esteri francese, il presidente del Consiglio Reynaud, il ministro degli Esteri Daladier e il comandante in capo delle forze armate francesi gen. Gamelin.


    La 7à divisione corazzata di Rommel è penetrata per 80 km in territorio francese in direzione di Cambrai catturando circa 10.000 prigionieri e 100 carri armati.
    Verso sera, le divisioni corazzate di Guderian si trovano a circa 90 km a est di Sedan.
    17 maggio
    Anziché proseguire in direzione sud-ovest verso Parigi. Guderian piega verso nord-ovest: a mezzogiorno le sue avanguardie raggiungono l’Oise a sud di Guise, poco lontano da St.Quentin. I generosi contrattacchi dei 150 mezzi corazzati della 4à divisione corazzata del colonnello De Gaulle (17-19 maggio) a nord di Laon, per quanto favorevoli ai francesi, non possono certo arrestare le offensive delle divisioni corazzate di Guderian.
    Reparti della 6a armata del gen. von Reichenau entrano a Bruxelles, che viene dichiarata “città aperta”. A Parigi si tira un respiro di sollievo: la valanga corazzata tedesca non punta più sulla capitale.Il presidente del Consiglio Reynaud richiama il maresciallo Pétain dall’ambasciata di Madrid e il gen. Weygand dal comando del Levante.
    18 maggio
    Guderian occupa St.Quentin.
    Rommel raggiunge Cambrai.
    Il gen. Henri-Honoré Giraud e i resti della 9a armata (che era stata di Corap) entrano a Le Cateau,un piccolo centro poco distante da Cambrai,e vengono fatti prigionieri dai tedeschi che vi erano penetrati qualche ora prima.
    I tedeschi conquistano anche Anversa.


    Esaltato dai continui e folgoranti successi dei tedeschi, Mussolini risponde negativamente ai messaggi inviatigli nei giorni precedenti dal presidente americano Roosevelt e dal premier inglese Churchill.
    19 maggio
    Le nove divisioni corazzate tedesche che hanno sfondato il fronte francese tra Namur e Sedan si riorganizzano tra Cambrai e Peronne.


    A Parigi il maresciallo Pétain viene nominato vicepresidente del Consiglio. Cambio della guardia al vertice delle forze armate francesi: il gen. Gamelin viene sostituito con il settantatreenne gen. Maxime Weygand.


    Rommel, che il giorno precedente aveva ricevuto l’ordine di fermarsi per consentire la riorganizzazione delle truppe attaccanti, riesce a convincere il suo diretto superiore, gen. Herman Hoth, comandante del XV corpo corazzato, dell’opportunità che la sua 7à divisione avanzi fino ad occupare le importantissime alture di Arras, una ventina di km a ovest di Cambrai.
    20 maggio
    Rommel raggiunge il suo obiettivo e occupa le alture attorno ad Arras.
    Ore 9: la la divisione corazzata, con Guderian in prima linea, occupa Amiens.
    Ore 19: la 2à divisione corazzata di Guderian occupa Abbeville.Un’ora dopo uno dei suoi battaglioni raggiunge la Manica a Noyelles. I carri armati tedeschi hanno aperto nelle linee alleate un corridoio largo all’incirca una trentina di km, da est a ovest. A nord di questo corridoio si trovano la la armata francese, le 9 divisioni del Corpo di spedizione britannico di lord Gort e l’esercito belga; a sud 4 armate francesi, la 10à, la 7à, la 6à e la 2a dislocate nell’ordine da ovest a est. Avendo raggiunto il mare, i tedeschi hanno virtualmente accerchiato nelle Fiandre e nell’estremo lembo della Francia nord- orientale 45 divisioni alleate.Il Fuhrer, fuori di sé dalla gioia, dichiara che l’armistizio sarà firmato nella radura di Rethondes (dove fu firmato l’armistizio dell’ 11 novembre 191 e che la Francia dovrà restituire alla Germania “tutti i territori che le ha rapinato da 400 anni a questa parte”.
    21 maggio
    Le forze corazzate inglesi tentano di interrompere il corridoio tedesco all’altezza di Arras, ma, dopo un avvio favorevole sono costrette ad arretrare sulle posizioni di partenza. Analogo tentativo viene effettuato da due divisioni della 1à armata francese, in direzione di Cambrai, ma il risultato non cambia.
    Il grande ammiraglio Erich von Raeder, comandante in capo della Kriegsmarine, richiama l’attenzione del Fuhrer sulla necessità di preparare, per ogni eventualità, un piano per invadere dal mare l’Inghilterra.
    22 maggio
    Il parlamento inglese vota l’EmergencY Powers Act, che concede pieni poteri all’Esecutivo.


    Le divisioni corazzate tedesche, che hanno raggiunto il mare a Noyelles il 20 maggio, puntano ora decisamente verso nord: in particolare la 2à divisione corazzata verso Boulogne e la 1à in direzione di Calais.


    Al castello di Vincennes, alla periferia di Parigi, il nuovo comandante in capo delle forze armate francesi, gen. Weygand, espone al primo ministro francese Reynaud e al premier britannico Churchill il suo piano per evitare la disfatta, visto che ormai gli inglesi del BEF stanno ripiegando dalla Schelda verso il confine francese, e i francesi non hanno saputo opporsi validamente all’invasore e ne sono stati anzi travolti. Secondo Weygand, dunque, i belgi dovrebbero ripiegare sull’Iser mentrei britannici e la 1à armata francese dovrebbero contrattaccare in forze in direzione sud-ovest. Contemporaneamente le armate provenienti dal sud dovrebbero varcare la Somme e, attaccando verso nord, cercare di ricongiungersi alle forze alleate di quel settore: si spezzerebbe così' il cuneo creato dalle divisioni corazzate tedesche. La RAF dal canto suo fornirà tutto l’appoggio aereo necessario. Il piano Weygand ottiene l’approvazione dei politici, ma, sfortunatamente, nessuna delle mosse previste potrà essere attuata,nonostante un improvviso arresto dell’avanzata tedesca dal 23 al 25 maggio.Innanzitutto i belgi non sono assolutamente disposti a ritirarsi più a ovest del fiume Lys. In secondo luogo, lungi dall’attaccare da Arras in direzione sud, bord Gort e le sue 9 divisioni inglesi eviteranno di misura l’accerchiamento, evacuando la città nella notte sui 24. L’attacco alleato da nord sarà pertanto rinviato al 26 maggio, ma la sera del 25, lord Gort dovrà lanciare due delle divisioni destinate all’offensiva in direzione di Ypres, per turare una falla apertasi nello schieramento alleato proprio nel punto dove avrebbero dovuto saldarsi le linee difensive inglese e belga. D’altra parte il coordinamento tra francesi e inglesi è del tutto carente.
    23 maggio
    Il gen. Karl Gerd von Rundstedt, comandante del Gruppo di armate A, ordina ai suoi reparti corazzati di sospendere l’avanzata e di procedere al raggruppamento.
    24 maggio
    La 2à divisione corazzata investe con violenza Boulogne; la 10à attacca Calais.
    25 maggio
    I tedeschi conquistano Boulogne. Gli Alleati arretrano verso Dunkerque.
    Il fronte belga è spezzato tra Geluwe e il fiume Lys.
    26 maggio
    Il comando belga informa gli anglofrancesi che la situazione del suo esercito è critica. Dal canto suo il governo belga chiede a re Leopoldo di abbandonare il paese come già hanno fatto la regina d’Olanda e la granduchessa del Lussemburgo. Il re però rifiuta.
    27 maggio
    Calais capitola dinanzi agli attacchi della 10à divisione corazzata tedesca.


    Comincia l’evacuazione del Corpo di spedizione britannico da Dunkerque (operazione “Dynamo”). Massiccio intervento della RAF.


    Il presidente americano Roosevelt offre la sua mediazione per trattative fra Italia, Francia e Inghilterra allo scopo di evitare l’entrata in guerra dell’Italia.


    Ore 17: Leopoldo III re dei Belgi invia un suo parlamentare al Quartier Generale tedesco: è il primo atto della capitolazione belga.
    Ore 22 : i tedeschi fanno sapere all’inviato del re dei Belgi che il Fuhrer esige la resa incondizionata.
    28 maggio
    Ore 0,30: Leopoldo III, senza consultare gli Alleati, firma la capitolazione del suo paese: il governo lo sconfessa, ma, obiettivamente, l’esercito belga non esiste più.


    La ‘fine del Belgio convince Mussolini che l’Italia deve intervenire nel conflitto il più presto possibile.


    Le armate francesi indietreggiano su tutti i fronti mentre a Dunkerque circa 350.000 soldati aspettano sulle spiagge la salvezza dal mare. Oggi risultano imbarcati ben 17.804 uomini, ma la situazione è molto grave: la città e le banchine sono sottoposte da alcuni giorni a intensi bombardamenti aerei mentre le unità inglesi che riescono a lasciare le banchine del porto devono sfidare il fuoco delle batterie tedesche installate a Calais e gli attacchi degli U-Boote provenienti dal Mare del Nord.
    29 maggio
    I tedeschi conquistano Ypres, Ostenda e Lilla.


    A Roma, nella mattinata, si costituisce il Comando Supremo, al cui vertice c’è Mussolini.


    Prosegue, sotto i continui attacchi della Luftwaffe (ben contenuti peraltro dall’ aviazione inglese), l’evacuazione da Dunkerque: vengono portati in salvo oltre Manica 47.310 uomini.


    Hitler informa i comandanti dei Gruppi di armate riuniti a Cambrai di aver deciso di “riunire immediatamente le forze corazzate per un’azione a sud, al fine di chiudere i conti con l’esercito francese”. Di conseguenza le 10 Panzerdivisionen vengono riorganizzate in 5 Panzerkorps, tre dei quali vengono affidati a von Bock, comandante del Gruppo di armate B e due a von Rundstedt, che comanda il Gruppo di armate A. Von Bock trasferisce tre armate, la 4à,la 6à e la 9à sulla Somme per prendere posizione con la 2à, la 12à e la 16à di von Rundstedt già sull’Aisne e l’Ailette.
    Dal canto suo il gen. Weygand,comandante in capo delle forze armate francesi, intende contrattaccare proprio dal lato meridionale del corridoio aperto dalle divisioni corazzate tedesche, dove del resto è concentrato il grosso delle forze francesi: ai Panzerkorps egli contrappone dunque, sulla sinistra dello schieramento, la 10à, la 7à e la 6à armata,al centro la 4à e la 2à, mentre sulla destra piazza le tre rimanenti,la 3à, la 5à e l’8à.
    Verso la mezzanotte la maggior parte del Corpo di spedizione inglese e quasi metà della la armata fran- cese sono in vista del mare nei pressi di Dunkerque.
    30 maggio
    Continua l’evacuazione delle truppe alleate da Dunkerque mentre l’artiglieria inglese, con le ultime munizioni disponibili, cerca di tenere a bada le truppe tedesche che avanzano. La Luftwaffe affonda tre cacciatorpediniere e ne danneggia sei: vengono colati a picco anche numerosi pescherecci e varie navi mercantili impiegate con le navi da guerra per il trasporto degli Alleati sul suolo inglese.


    Mussolini fissa per il 5 giugno l’intervento dell’Italia nel conflitto.
    31 maggio
    Da Dunkerque riescono ad imbarcarsi 68.104 soldati alleati. L’Ammiragliato decide comunque di ritirare da Dunkerque tutti i cacciatorpedifiere moderni: non ci si può permettere il lusso di perdere altre unità di questo tipo.
    Il comandante della BEF, lord Gort, lascia il comando delle truppe ancora sul suolo francese al maggiore generale Alexander e con sir Alan Francis Brooke, comandante del Il corpo della BEF, si imbarca per Dover.


    Giunge a Parigi Churchill con tre dei suoi più stretti collaboratori: Clement Riehard Attlee, lord del sigillo privato, sir John Dill, vicecapo dello Stato Maggiore Generale Imperiale, e Hastings Lionel Ismay, capo della sezione militare del segretariato del Gabinetto di guerra.


    Nuovo intervento di Roosevelt presso il governo italiano: l’entrata in guerra dell’Italia contro Francia e Inghilterra, avverte il presidente americano, costringerà il governo degli Stati Uniti ad aiutare in misura maggiore gli Alleati occidentali.



  10. #10
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Giugno 1940

    1° giugno
    Lord Cork and Orrey,L'ammiraglio britannico comandante la forza combinata alleata in Norvegia, comunica a re Haakon che le sue truppe sono costrette a ritirarsi: si conviene per un rinvio dell’operazione di 24 ore.


    L’artiglieria tedesca sottopone a un intenso fuoco il litorale di Dunkerque mentre la Luftwaffe lancia l’attacco più violento dall’inizio dell’operazione: in poche ore vengono affondati un cacciatorpediniere francese e tre inglesi, assieme a due navi traghetto, un dragamine e una cannoniera. La linea di difesa inglese viene sfondata a Bergues, a pochi chilometri da Dunkerque, il che rende necessario un ulteriore ripiegamento delle retroguardie verso la costa. In conseguenza dell’offensiva tedesca, verso sera l’Ammiragliato britannico ordina la sospensione temporanea delle operazioni di imbarco per l’Inghilterra. Ben 64.229 sono comunque gli uomini che riescono a imbarcarsi dalle spiagge di Dunkerque prima della sospensione delle operazioni.


    Hitler chiede a Mussolini di spostare di qualche giorno la data dell’intervento italiano nel conflitto già fissata dal Duce per il 5 giugno. Dal canto suo Mussolini risponde all’ultimo messaggio di Roosevelt del 31 maggio dichiarando di non poter accogliere l’invito del presidente americano a non entrare nel conflitto.
    2 giugno
    Aderendo alla richiesta di Hitler, Mussolini sposta alla mezzanotte del 10 giugno il momento dell’intervento dell’Italia nel conflitto.


    Nella notte si conclude l’operazione“Dynamo”: lasciano il suolo francese gli ultimi 4000 soldati inglesi.
    3 giugno
    I tedeschi effettuano lo sforzo decisivo contro il perimetro difensivo di Dunkerque: la retroguardia francese è costretta a ripiegare su una linea che dista poco più di 3 km dalla base del molo est di Dunkerque.
    4 giugno
    Alle ore 3,40 lascia Dunkerque il cacciatorpediniere Shikari, l’ultima nave con truppe francesi evacuate da Dunkerque. All’alba i tedeschi arrivano sul litorale.
    Dal 27 maggio alle prime ore del 4 giugno hanno lasciato la Francia 338.226 uomini, di cui circa 120.000 francesi. L’operazione è stata diretta dal comandante del dipartimento di Dover, l’ammiraglio sir Bertrani Home Ramsey, il quale ha mobilitalo tutte le imbarcazioni disponibili, compresi i panfili privati, grandi o piccoli: cosi contro i soli 7669 uomini imbarcati il primo giorno dell’operazione, il 28 vengono posti in salvo 17.804 soldati del BEF, il 29 ben 47.310, tra il 30 e il 31 maggio addirittura 120.927, 64.229 nella sola giornata del 1° giugno, e altri 54 mila fino alla notte tra il 3 e il 4 giugno. Complessivamente nel grandioso e disperato salvataggio sono andate perdute circa 200 imbarcazioni tra grandi, medie e piccole, 177 aerei, il 40% dei quali bombardieri, contro i circa 140 della Luftwaffe. Seguendo il giusto principio militare che prima si salvano gli uomini e poi, se possibile, gli armamenti e i mezzi di trasporto, gli inglesi hanno abbandonato sul suolo francese 2000 cannoni, 60.000 automezzi, 76.000 tonnellate di munizioni, 600.000 tonnellate di carburante e di rifornimenti.L’inghilterra è rimasta praticamente disarmata: terminata l’evacuazione di Dunkerque sul suolo metropolitano sono disponibili soltanto 500 pezzi di artiglieria, compresi quelli prelevati dai musei.


    Parlando alla Camera dei Comuni,il premier Winston Churchill dichiara che l’inghilterra continuerà a combattere dai territori dell’impero se il paese dovesse mai venire occupato dai tedeschi.
    5 giugno
    Inizia la “Battaglia di Francia” con un violento bombardamento aereo e di artiglieria pesante sulla linea della Somme e sull’Aisne, nonché sulle retrovie delle armate francesi schierate tra Abbeville e la linea Maginot. Il comandante in capo dell’esercito francese, gen. Weygand, rivolge un accorato appello alle sue divisioni: “Possa il pensiero delle sofferenze del nostro paese infondere in voi la ferma risoluzione di resistere.Il destino della nazione e il futuro dei nostri figli dipendono dalla vostra determinazione”. L’ordine è di difendere le posizioni a oltranza.


    Il gen. De Gaulle viene nominato sottosegretario di stato alla Guerra.
    6 giugno
    Il XV corpo corazzato tedesco del gen. Hermann Hoth sfonda sulla Somme inferiore tra la costa e Amiens, dove è schierata la 10à armata francese. Resiste bene invece tra Amiens e Péronne, agli attacchi del XIV e del XVI corpo corazzalo di von Kleist, la 7a armata francese.Più a est la fanteria della 9à armata tedesca riesce a fare breccia nello schieramento della 6à armata francese, ma viene respinta davanti allo Chemin-des-Dames: i francesi comunque sono costretti a ritirarsi sulla riva meridionale dell’Aisne. Dal canto suo il Panzergruppe di Guderian (formato da due corpi corazzati, il XXXIX e il XLI) punta verso sud-est in direzione di Chàlons e Langres, cioè verso la frontiera svizzera, per giungere alle spalle della linea Maginot e delle armate francesi schierate a est (precisamente la 3à, la 5à e l’8à).
    7 giugno
    Re Haakon VII di Norvegia e il suo governo si imbarcano a Tromsò sull’incrociatore Devonshire diretto a Londra.


    I tedeschi occupano Montdidier, Noyon e Forges-les-Eaux, 60 km a sud della Somme e a una quarantina da Rouen, sulla Senna: giungervi ormai è solo questione di tempo.
    8 giugno
    La portaerei britannica Glorious e i due cacciatorpediniere che la scortano vengono affondati al largo di Narvik dagli incrociatori da battaglia tedeschi Gneisenau e Scharnhorst.
    9 giugno
    Le ultime truppe alleate abbandonano il suolo norvegese: entra in vigore un armistizio preliminare tra i tedeschi e le autorità militari e politiche superstiti della Norvegia.


    I tedeschi occupano Rouen, Dieppe, Compiègne, raggiungono la Senna e la Marna: la battaglia della Somme si è trasformata per i francesi in una rotta. L’ala occidentale della 10à armata francese, rimasta completamente isolata, ripiega su St.-Valéry per tentare una ritirata via mare. Intanto le truppe tedesche superano la Marna. Il comandante in capo delle forze armate francesi, gen. Weygand, avverte il presidente del Consiglio Paul Reynaud che il cedimento definitivo delle linee può avvenire da un momento all’altro: l’esercito francese è praticamente già in rotta.


    Il sottosegretario di stato alla Guerra gen. De Gaulle compie una rapida visita a Londra.
    10 giugno
    I tedeschi attraversano la Senna mentre l’esercito francese si ritira in disordine sulla Loira. Il comandante in capo dell’esercito francese, gen. Weygand, ammette ufficialmente che il fronte è stato sfondato. Il governo francese lascia Parigi per Tours, mentre lo raggiunge la notizia che l’Italia sta per dichiarare guerra alla Francia e all’inghilterra.
    Ore 16,30: il ministro degli Esteri italiano, conte Galeazzo Ciano, riceve a Palazzo Chigi l’ambasciatore di Francia cui comunica che “l’Italia si considera in stato di guerra con la Francia a partire da domani 11 giugno”.
    Ore 16,45: analoga dichiarazione di guerra viene consegnata dai ministro degli Esteri italiano all’ambasciatore di Gran Bretagna.
    La polemica investe i vertici politico-militari francesi: il gen. Weygand, comandante in capo, ritiene che la disfatta delle sue truppe sia imminente e manifesta il proposito di arrendersi; il capo del governo Paul Reynaud pensa invece a una resistenza estrema in Bretagna.
    10-11 giugno
    Nella notte aerei italiani decollati da basi siciliane sganciano il primo carico di bombe su Malta.
    11 giugno
    Il capo di Stato Maggiore dell’esercito greco gen. Alexandros Papagos assicura che il suo governo ha apprezzato le dichiarazioni di Mussolini e annuncia che la neutralità del suo paese sarà osservata e difesa anche con le armi.


    L’aviazione italiana compie otto incursioni su Malta.


    Il governatore militare di Parigi, gen. Hering, annuncia che la città è stata dichiarata città aperta. La decisione è stata presa dal gen. Weygand che considera militarmente inutile il sacrificio di una città circondata a est e a ovest dal nemico. Dal canto loro, i tedeschi comunicano per radio che, per riconoscere lo stato di città aperta della capitale, esigono la fine di ogni resistenza militare francese a nord della linea Saint-Ger-main — Versailles — Juvisy — Saint- Maur — Meaux. La condizione viene accettata dai francesi: i parigini esultano alla notizia che la loro città verrà risparmiata.


    Prosegue l’avanzata delle armate germaniche verso la Francia centrale:anche Reims cade in mano alle forze tedesche.
    La situazione dell’esercito francese è la seguente: delle 30 divisioni ancora esistenti sulla carta, 11 non possiedono più del 50% degli effettivi, 13 sono ridotte al 25%, le altre non sono che “resti” di divisioni.


    Prime schermaglie in Africa: l’aviazione italiana bombarda Porto Sudan e Aden mentre quella inglese effettua incursioni in Eritrea.
    12 giugno
    Continua a Briare il Consiglio Supremo Interalleato.


    In mattinata Guderian attraversa le alture della Champagne e lancia il XXXIX corpo corazzato su Chàlons-sur-Marne, che cade senza opporre alcuna resistenza.


    Il gen. Weygand, comandante in capo dell’esercito francese, firma l’ordine di ritirata generale. Al Consiglio dei ministri francese che si tiene presso Tours, lo stesso Weygand, appoggiato da Pétain, sostiene la necessità di chiedere l’armistizio: la proposta viene energicamente respinta dal capo del governo Paul Reynaud.


    Il sommergibile italiano Bagnolini silura, a sud di Creta, l’incrociatore britannico Calypso.
    13 giugno
    Il premier inglese Churchill si incontra per l’ultima volta con il presidente del Consiglio francese Reynaud, sostenitore della resistenza a oltranza all’invasore tedesco. Con un messaggio a Roosevelt, Reynaud chiede l’aiuto degli Stati Uniti.


    Dagli Stati Uniti salpa la Eastern Prince, la prima nave da carico con armamenti destinati all’Inghilterra.


    La Spagna, che in un primo tempo si era dichiarata neutrale, assume ora la posizione di non belligerante.
    14 giugno
    Parigi, dichiarata città aperta, viene occupata dai tedeschi, dopo una serie di bombardamenti su obiettivi industriali della banlieue. Dalla torre Eiffel soldati tedeschi ammainano il tricolore francese mentre le stazioni radio già diramano notiziari in lingua tedesca.
    Il governo francese si trasferisce da Tours a Bordeaux.
    La 7à armata francese e l’armata di Parigi ripiegano sulla Loira.
    A sud di Saarbrucken, la Maginot viene sfondata dai soldati del Gruppo di armate C. Intanto il Comando Supremo tedesco dirama nuove direttive sull’impiego futuro delle sue truppe in territorio francese: in direzione sud-ovest, verso la Loira quindi, si porterà il XIV corpo corazzato per tagliare la ritirata alle truppe francesi che ripiegano su Bordeaux; il XVI corpo corazzato dirigerà a sud-est, verso Lione e Digione, per agevolare agli italiani la traversata dei valichi alpini attaccando i difensori francesi alle spalle; infine Guderian con il XXXIX e il XLI corpo corazzato punterà verso est, in direzione dell’altipiano di Langres e del confine svizzero, per tagliare la ritirata alle armate francesi che si trovano sulla Maginot.


    Truppe spagnole occupano la zona internazionale di Tangeri.
    15 giugno
    Costretto dagli eventi, è ora il presidente del Consiglio francese Paul Reynaud a proporre che si chieda la pace ai tedeschi, ma gli si oppone proprio il gen. Weygand, fino a qualche giorno prima strenuo sostenitore dell’armistizio.
    Verdun viene conquistata dalle truppe tedesche.


    Il presidente americano Roosevelt risponde al messaggio di Paui Reynaud del 13 giugno sostenendo che gli Stati Uniti aumenteranno l’invio di materiale bellico a Francia e Inghilterra, ma che non intendono scendere in campo.
    16 giugno
    Durante la seduta del Consiglio dei ministri francese, il vice-primo ministro Pétain invoca l’armistizio, minacciando le dimissioni in caso di rifiuto da parte dei suoi colleghi di gabinetto. Malgrado gli accordi precedentemente sottoscritti i governanti francesi si consultano con l’alleato inglese in vista di probabili trattative con i tedeschi. Questa la risposta di Churchill: “A condizione, ed esclusivamente a condizione che la flotta francese salpi immediatamente alla volta dei porti britannici durante i negoziati, il governo di Sua Maestà dà il suo pieno consenso al governo francese di procedere alla richiesta di termini di armistizio per la Francia.
    De Gaulle, che si trova a Londra dal giorno precedente, telefona a Paul Reynaud proponendogli il testo, già preparato a Londra di una proposta di” Unione franco-britannica”, in sostanza la fusione dei due stati in uno solo. Personalmente Reynaud è favorevole al progetto, ma quando lo sottopone al Consiglio dei ministri non trova una buona accoglienza. Reynaud si dimette: Pétain forma subito dopo un nuovo gabinetto e alle 23 incarica il suo ministro degli Esteri Paul Baudouin di chiedere l’armistizio a tedeschi e italiani. Alle 24, tramite l’ambasciatore di Spagna a Parigi, il governo francese presenta ufficialmente la richiesta di armistizio.


    Conquistata Digione, i corpi corazzati di Guderian sono sulla Saòne puntando quindi direttamente su Besancon e Pontarlier. La linea Maginot è cosi' aggirata, mentre il Gruppo di armate C attraversa il Reno presso Colmar.


    Nella notte una nave britannica lascia la Francia dopo aver caricato l’acqua pesante ordinata in Norvegia il 21 marzo.
    17 giugno
    A mezzogiorno, il nuovo primo ministro francese Henri-Philippe Pétain si rivolge per radio alla Nazione informando i suoi concittadini che sono in corso trattative per la richiesta dell’armistizio.


    Churchill parla all’Inghilterra dando I’annuncio del passo francese e sostenendo che, dopo quella di Francia, ci sarà sicuramente la Battaglia d’Inghilterra. A questo proposito, in data odierna, il comando della Kriegsmarine riceve dal Quartier Generale il seguente dispaccio: “Con riferimento allo sbarco in Inghilterra, il Fuhrer non ha manifestato finora tale intenzione in quanto si rende perfettamente conto delle difficoltà di una simile operazione. Fino a questo momento perciò il Comando Supremo delle forze armate non ha effettuato alcun lavoro preparatorio.


    I carri armati di Guderian sono a Pontarlier, non lontano dal confine svizzero.
    La rapidità della vittoria tedesca e la conseguente richiesta di armistizio da parte dei francesi costringe Hitler a impartire nuove istruzioni ai suoi più diretti collaboratori, i generali Keitel e Jodl, rispettivamente comandante in capo delle forze armate e capo dell’ufficio operativo del Comando Supremo della Wehrmacht: il gioco politico e l’impegno tattico infatti diventano adesso più sottili e delicati. Si tratta in sostanza di staccare completamente la Francia dalla Gran Bretagna perché, ad esempio, un eventuale trasferimento del governo francese nell’Africa settentrionale porterebbe a un inevitabile rafforzamento psicologico e politico (oltre che militare) dell’inghilterra e scatenerebbe la guerra nel Mediterraneo.Da queste considerazioni scaturiscono le seguenti esigenze:
    1) il governo francese deve sopravvivere come potenza sovrana. Solo in questo modo i tedeschi potranno essere sicuri che l’impero coloniale francese non passerà all’Inghilterra
    2) per consentire la sopravvivenza del governo francese (che deve quindi conservare una propria sfera di sovranità) non è consigliabile l’occupazione totale del paese
    3) l’esercito francese verrà fatto affluire nella zona libera dove smobiliterà: sarà consentito il mantenimento di alcuni reparti con il compito di provvedere all’ordine pubblico
    4) la flotta francese deve essere neutralizzata evitando di chiederne la consegna perché, molto probabilmente, in tal caso si ritirerebbe oltremare o in Inghilterra
    5) le questioni territoriali devono essere poste durante le trattative per il trattato di pace
    6) richieste relative all’impero coloniale francese potranno venir formulate solo in un secondo tempo; farle ora significherebbe probabilmente l’annessione delle colonie stesse da parte dell’Inghilterra.
    18 giugno I tedeschi conquistano Caen, Cherbourg, Rennes, Briare, Le Mans, Nevers, Colmar.


    A Monaco di Baviera avviene un nuovo incontro tra Hitler e Mussolini per stabilire una condotta comune nei confronti della Francia.


    Il ministro degli Esteri francese Paul Baudouin e l’ammiraglio Francois Darlan, ministro della Marina francese, assicurano l’incaricato d’affari americano e l’ambasciatore inglese a Parigi sir Ronald Campbell che la flotta sarà evacuata o si autoaffonderà pur di non cadere in mani nemiche.


    Ore 18: da Radio Londra, il gen. Charles De Gaulle lancia il suo primo messaggio alla nazione francese: la guerra è tutt’altro che finita, sostiene il generale, perché si tratta di una guerra mondiale di cui la Battaglia di Francia rappresenta solo un episodio. Invita quindi i francesi che vivono in inghilterra a mettersi in contatto con lui per continuare la lotta. L’appello dell’ancora sconosciuto generale non solleva particolari entusiasmi.


    La RAF bombarda Amburgo e Brema.
    19 giugno
    Cadono in mano tedesca Brest e Nantes e, dopo una strenua difesa dei cadetti di Francia, anche Saumur.
    Le navi francesi già alla fonda nei porti della Manica si mettono in salvo, parte in Gran Bretagna e parte nell’Africa settentrionale. Dimostrando una straordinaria abilità marinaresca, il capitano di vascello Ronarch riesce a far uscire dal bacino di carenaggio di Saint-Nazaire la corazzata Jean Bart, il cui allestimento non è ancora ultimato, e a raggiungere felicemente Casablanca.


    Il governo tedesco si dichiara pronto a far conoscere le clausole per la cessazione delle ostilità e richiede l’invio di plenipotenziari suggerendo al governo francese di mettersi in contatto con l’italia per trattative analoghe.


    Da Radio Londra il gen. De Gaulle parla nuovamente ai francesi: il discorso, questa volta, è politico, e segna la rottura definitiva del generale con il governo Pétain.
    20 giugno
    Da Lione, conquistata dalle truppe tedesche in mattinata, partono alcuni reparti corazzati in direzione delle Alpi per dare una mano agli italiani che hanno iniziato il loro attacco appunto sulle Alpi occidentali. Malgrado il parere contrario degli alti comandi e le difficoltà di cambiare la strategia difensiva (decisa alla vigilia della dichiarazione di guerra) in una strategia offensiva in tempi brevi, Mussolini ha infatti ordinato il 17 giugno di passare all’attacco della frontiera francese.


    Seguendo il consiglio del governo tedesco, i francesi chiedono l’armistizio anche all’Italia.
    Il ministro degli Esteri francese Paul Baudouin invia all’ambasciatore spagnolo accreditato in Francia, José Felix de Lequerica, i nominativi dei componenti la delegazione di plenipotenziari francesi che verranno inviati alla firma dell’armistizio con i tedeschi. Ne fanno parte l’ambasciatore Léon Noèl, il ministro plenipotenziario Rochard, l’ammiraglio Le Luc, i generali Parisot e Bergeret: presidente viene nominato il gen. Charles Huntziger. La direttiva è una sola: rompere immediatamente le trattative nel caso che i tedeschi chiedano la consegna della flotta. Alle 14 la delegazione parte alla volta di Rethondes, nella foresta di Compiègne.


    I tedeschi promulgano importanti disposizioni in materia finanziaria: una di queste estende anche alla Francia l’istituzione delle Reichskreditkassen, istituti di emissione creati durante la guerra per le truppe dei territori occupati. I nuovi organismi emetteranno biglietti di banca che avranno nel paese corso legale al pari del franco. Un altro provvedimento di carattere economico-finanziario attuato quasi contemporaneamente è il Devisenschutzkommandos, in base al quale vengono immediatamente congelati tutti i conti bancari stranieri e bloccati i risparmi dei cittadini francesi.
    21 giugno
    Ore 15,30: a Rethondes, nella foresta di Compiègne, sullo stesso vagone ferroviario dove l’ 11 novembre 1918 era stata firmata la resa della Germania alla fine della I guerra mondiale, Hitler riceve i plenipotenziari francesi.E' il capo di Stato Maggiore Generale della Wehrmacht, gen. Keitel, a leggere il fascicolo che accusa la Francia di spergiuro e aggressione: viene quindi consegnato ai francesi il testo delle condizioni armistiziali: non sono ammesse discussioni, i francesi potranno tutt’al più chiedere chiarimenti.
    Ore 20,30: il gen. C.L.C. Huntziger ottiene il permesso di mettersi in contatto telefonico con il comandante in capo delle forze armate francesi, gen. Weygand, cui comunica le pesanti condizioni dettate dai tedeschi: tre quinti del territorio nazionale verranno occupati dall’invasore, non saranno resi i prigionieri, le spese di occupazione verranno fissate a discrezione del vincitore, l’esercito sarà ridotto a 100.000 uomini.
    Italia. Durissimo duello di artiglieria fra italiani e francesi.
    22 giugno
    Ore 18,30: il gen. C.L.C. Huntziger, presidente della delegazione francese, e il gen. Keitel, capo di Stato Maggiore Generale della Wehrmacht, firmano l’armistizio.
    La 3à, 5à e 8à armata francese, intrappolate tra Epinal e Belfort, presso il confine svizzero, si arrendono.


    Reparti della 1à armata italiana occupano Mentone.
    23 giugno
    Parlando dai microfoni di Radio Londra, De Gaulle propone la costituzione di un Comitato Nazioitale Francese.


    Parte per Roma la delegazione francese per trattare l’armistizio.
    24 giugno
    Ore 19,15: a villa Olgiata, presso Roma, il gen. Huntziger per l’esercito francese e il gen. Badoglio per quello italiano firmano l’armistizio. Conquistate Saint-Etienne e Angouléme, i tedeschi occupano ora tutto il territorio a nord e ad ovest della linea Ginevra-Dole-Tours-Mont-deMarsan-confine spagnolo. Il Canale della Manica e tutta la costa atlantica sono in mano tedesca e costituiscono la difesa a lungo raggio della Germania per le operazioni in Atlantico.
    25 giugno
    Ore 1,35: entra in vigore l’armistizio franco-tedesco e cessano tutti i combattimenti sul suolo francese. Durante la brevissima campagna la Francia ha perduto 92.000 uomini; i feriti sono 250.000, 1.500.000 i prigionieri. Dal canto loro gli inglesi lamentano 3500 caduti e 14.000 feriti, i belgi 7500 morti e 16.000 feriti, gli olandesi 2900 caduti e 7000 feriti. Le perdite tedesche ammontano a 27.000 morti e 18.000 dispersi: i feriti sono 111.000.


    Alla Camera dei Comuni ‘Churchill deplora la fine della Francia, critica il governo di Pétain, afferma che l’inghilterra deve salvare se stessa anche per salvare l’onore della Francia e il mondo.
    26 giugno
    L’Unione Sovietica intima alla Romania la cessione della Bessarabia e della Bucovina settentrionale (i russi hanno da poco occupato Estonia, Lettonia e Lituania).


    La Turchia annuncia la propria non belligeranza.
    27 giugno
    Il governo di Londra prende misure atte a impedire che le navi da guerra francesi possano tornare nei porti metropolitani.
    28 giugno>br> Il gen. Charles De Gaulle viene riconosciuto da Londra capo dei “francesi liberi”.


    I sovietici occupano la Bessarabia e la Bucovina settentrionale dopo averne imposto la cessione alla Romania, sulla quale hanno esercitato pressioni i tedeschi.


    Nel cielo di Tobruk, in Libia, muore il maresciallo Italo Balbo, governatore della Libia: l’aereo su cui stava rientrando da una ricognizione viene abbattuto per errore dalla contraerea italiana.
    29 giugno
    Il governo francese decide di trasferirsi da Bordeaux a Vichy.
    30 giugno
    I tedeschi occupano le Isole britanniche del Canale (Channel Jslands).



  11. #11
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Luglio 1940

    1° luglio
    Il generale Rodolfo Graziani è il nuovo comandante in capo delle forze armate italiane in Africa settentrionale e il nuovo governatore della Libia.


    Nell’Africa Orientale, aerei italiani effettuano azioni di bombardamento notturne sulla stazione di Etteb. Vengono inoltre attaccate le basi aeronavali di Aden e Porto Sudan.


    In una nota diramata dall’Oberkommando della Wehrmacht alle sue unità si parla per la prima volta dell’operazione “Seelowe”, cioè dell’azione che prevede uno sbarco in Inghilterra.
    2 luglio
    Il governo francese del maresciallo Pétain si trasferisce da Bordeaux a Vichy.
    3 luglio
    Le navi francesi ormeggiate nei porti di Plymouth, Portsmouth e Southampton vengono “catturate” dagli inglesi. Nel porto di Mers el-Kebir, presso Orano, una squadra inglese, la forza H del viceammiraglio Somerville, cannoneggia le unità francesi che vi avevano trovato rifugio dopo l’armistizio di Compiègne:risultano danneggiati l’incrociatore Dunkerque, le corazzate Provence e Bretagne e un cacciatorpediniere. Nell’azione perdono la vita 1300 marinai francesi. Riescono a sfuggire all’accerchiamento inglese l’altra corazzata della squadra francese Strasbourg, la portaerei Cornmandant-Teste e altri cinque cacciatorpediniere.


    Nell’Africa Orientale Italiana, forze inglesi attaccano il presidio di Metemma. L’aviazione italiana ha nuovamente battuto Aden.
    4 luglio
    Verso sera arrivano nel porto di Tolone l’incrociatore da battaglia Strasbourg, la portaerei Commandant- Teste e i 5 cacciatorpediniere che sono riusciti a sfuggire all’accerchiamento inglese nel porto di Mers eI-Kebir, presso Orano.
    5 luglio
    In conseguenza dell’attacco inglese a Mers el-Kebir, la Francia di Vichy rompe le relazioni diplomatiche con l’Inghilterra. L’operazione “Catapult" provoca le risentite proteste anche dei francesi che vivono in Gran Bretagna.
    Una azione di rappresaglia condotta da aerosiluranti francesi contro Gibilterra non provoca danni: sarà questo il solo atto ostile della marina francese in risposta all’azione di Mers el-Kebir.
    6 luglio
    Hitler propone all’inghilterra pace e collaborazione sulla base di una spartizione del mondo.
    7 luglio
    L’ammiraglio francese Godfroy e l’inglese Cunningham si accordano per neutralizzare, senza ricorrere ad azioni di forza, le unità francesi alla fonda nel porto di Alessandria.
    8 luglio
    Attaccate da motosiluranti e da siluri lanciati da aerosiluranti britanniche, le corazzatè francesi Richelieu e Jean Bart, rispettivamente nei porti di Dakar e Casablanca, vengono gravemente danneggiate e poste fuori combattimento per parecchi mesi.
    Dichiarazione pubblica di Ch. De Gaulle a Londra: il generale deplora la decisione presa dal governo britannico e afferma che tutti i francesi sono sgomenti e addolorati.
    9 luglio
    Al largo della costa calabra, all’altezza di Punta Stilo, si ha il primo scontro navale di un certo rilievo tra una squadra inglese (1 portaerei, 3 corazzate, 5 incrociatori leggeri, 6 cacciatorpediniere), comandata dall’ammiraglio A.B. Cunningham, e una italiana (2 corazzate, 6 incrociatori pesanti, 12 leggeri e numerosi cacciatorpediniere), guidata dall’ammiraglio I. Campioni.Lo scontro si conclude quando l’ammiraglia italiana, la corazzata Giulio Cesare, viene colpita dall’ammiraglia inglese Warspite. L’ammiraglio Campioni riesce comunque a dirigersi verso Messina.
    10 luglio
    L’Assemblea Nazionale francese concede i pieni poteri al maresciallo Pétain con 569 voti a favore e 80 voti contrari.
    11 luglio
    Viene formato il primo governo della Francia di Vichy.


    L’ammiraglio tedesco Erich von Raeder cerca di dissuadere Hitler dall’attaccare l’Inghilterra dal mare e pertanto di non dare il via all’operazione “Seelòwe".
    12 luglio
    In un memorandum il generale tedesco Alfred Jodl esprime la sua opinione sull’operazione “Seelòwe”: le obiettive difficoltà dell’azione sarebbero superabili se l’invasione assumesse “l’aspetto dell’attraversamento in forze di un fiume su un fronte molto ampio...”. Aggiunge che la parte dell’artiglieria, in questa operazione, dovrebbe essere assolta dalla Luftwaffe.
    13 luglio
    Dopo aver a lungo discusso con i suoi più stretti collaboratori dei tempi e dei modi per l’attacco all’Inghilterra, Hitler emana la direttiva n. 1 7 in cui si delinea la strategia che verrà seguita dalle tre armi in vista dell’invasione della Gran Bretagna. L’offensiva aerea generale inizierà il 5 agosto e suo scopo preciso sarà l’eliminazione della RAF. A questo scopo sono pronti 2669 apparecchi divisi in tre flotte aeree: la n.5,del gen. Stumpfl, di stanza in Scandinavia, interverrà nel Nord della Gran Bretagna; la Luftflotte n.2 di Kesselring, con quartier generale a Bruxelles, “curerà” l’Inghilterra fino alla linea Portsmouth-Oxford-Manchester; l’ultima flotta aerea, la 3à, attaccherà le regioni occidentali e sudoccidentali dell’Isola.
    14 luglio
    A Whitehall, a Londra, il generale De Gaulle passa in rassegna i primi reparti della Francia Libera.
    15 luglio
    Nell’Africa Orientale, l’aviazione italiana bombarda la base navale di Aden.
    16 luglio
    Hitler emana la direttiva n. 16: “Poiché l’inghilterra, nonostante la sua situazione disperata, non lascia scorgere alcun segno di comprensione, ho stabilito di preparare contro di essa un’operazione terrestre e, se fosse necessario, di eseguirla...”. E' il “via” ufficiale alla preparazione dell’operazione “Seelòwe”.
    17-18 luglio
    *****
    19 luglio
    Parlando a Berlino, Hitler lancia un ultimo appello all’Inghilterra. Tra l’altro, afferma: “La coscienza mi obbliga a lanciare all’Inghilterra un nuovo appello alla ragione... Non voglio assolutamente e per nessun motivo continuare questa lotta. Deploro le vittime che essa causa e vorrei risparmiarle. Il signor Churchill troverà forse in queste parole una prova del mio dubbio sull’esito finale: ma mi sono liberato la coscienza...”.


    Il presidente americano Roosevelt firma il Two-Ocean Navy Expansion Act che prevede un forte potenziamento della flotta americana.
    20 luglio
    All’offerta di pace di Hitler, Churchili risponde per bocca del suo ministro degli Esteri Lindley Wood Halifax: “La Germania avrà pace se evacuerà tutti i territori che ha occupato, restaurerà le libertà che ha abbattuto e darà garanzie per l’avvenire”.
    21 luglio
    L’Unione Sovietica si annette gli stati baltici(Estonia, Lettonia e Lituania)conferendo loro lo status di repubbliche autonome.
    22 luglio
    Gli inglesi costituiscono lo S.O.E. (Special Operations Executive) per coordinare azioni di Commandos e la lotta clandestina nei paesi occupati dai tedeschi.
    23-24 luglio
    *****
    25 luglio
    Formazioni aeree italiane bombardano la base navale di Alessandria.
    26 luglio
    Aerei italiani effettuano un bombardamento aereo notturno sulla base di Gibilterra.
    27-28 luglio
    *****
    29 luglio
    In un memorandum redatto dallo Stato Maggiore della marina tedesca si sostiene che lo sbarco sulle coste inglesi potrebbe essere effettuato solamente nella seconda metà del mese di settembre e neppure in questo caso la marina potrebbe sostenerlo dal mare.
    30 luglio
    *****
    31 luglio
    Hitler convoca i più alti ufficiali della marina per fare il punto della situazione. L’ammiraglio Raeder, comandante in capo dell’arma, espone ancora una volta, in maniera particolareggiata, le difficoltà di attraversare la Manica con i mezzi attualmente a sua disposizione; sostiene che comunque, secondo il suo parere, l’operazione “Leone marino” sarebbe opportuno rimandarla dal 13 a una data compresa tra il 19 e il 26 settembre, per sfruttare le maree favorevoli, e soprattutto limitarla allo stretto di Dover.



  12. #12
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Agosto 1940

    1° agosto
    Hitler dirama la direttiva ultrasegreta n. 17 con l’ordine categorico per l’aviazione tedesca di “schiacciare l’aviazione inglese con tutti i mezzi a sua disposizione".
    2 agosto
    *****
    3 agosto
    In Africa Orientale, inizia l’attacco italiano contro la Somalia britannica.
    4 agosto
    *****
    5 agosto
    Causa le avverse condizioni atmosferiche, i tedeschi sono costretti a rimandare l’inizio dell’offensiva aerea contro la Gran Bretagna.
    6-7 agosto
    *****
    8 agosto
    Uno speciale statuto approvato a Londra da Churchill e dal generale De Gaulle regola le condizioni di impiego dei volontari della “Francia Libera".
    9-10 agosto
    *****
    11 agosto
    Alla vigilia dell’attacco aereo tedesco, l’Inghilterra dispone di 704 caccia operativi, di cui 620 tra Hurricane e Spitfire,appoggiati da 350 bombardieri. La Germania, dal canto suo, può disporre di ben 2669 velivoli, in buona parte bombardieri: bombardieri orizzontali (1015 tra Do-17, Do-217, Do-215, He-111, Ju-8; 346 sono i bombardieri in picchiata (Stukas) Ju-87, monomotori; 375 caccia-bombardieri Me-110,bimotori. La caccia comprende 933 velivoli monomotori Me-109.
    12 agosto
    Formazioni di bombardieri tedeschi attaccano sei importanti stazioni radar nell’inghilterra meridionale.
    13 agosto
    È il “Giorno dell’aquila”,l'Adlertag, come viene battezzato con nome convenzionale il primo giorno dell’azione di bombardamento cui l’aviazione tedesca sottoporrà per settimane i centri inglesi, i campi di aviazione, gli stabilimenti aeronautici. In questa prima giornata i tedeschi impiegano complessivamente 1485 velivoli e ne perdono 45:gli inglesi perdono 13 caccia e 7 piloti. Ma fin da questa iniziale fase della battaglia, la Luftwaffe mostra tutti i suoi difetti e manchevolezze: gli Stukas ad esempio, con i loro 300 km/h di velocità massima e la possibilità di volare a una quota di solo 3500 m, sono facile preda degli Spitfire,più maneggevoli e soprattutto più veloci (possono raggiungere infatti i 600 km/h e superare i 10.000 m di quota); e cosi ancora i cacciabombardieri Me- 110 non brillano per manovrabilità, i bombardieri Dornier, Heinkel e Ju-88 possono trasportare solo circa 500 kg di bombe e hanno quindi una capacità distruttiva estremamente ridotta rispetto al rischio di portarli sugli obiettivi e quindi di poter essere abbattuti dai caccia nemici. Comunque, secondo lo Stato Maggiore tedesco, 4 giorni dovevano essere sufficienti per demolire la difesa aerea inglese a sud della linea Londra-Gloucester e 4 settimane per eliminare la RAF al completo.
    14 agosto
    Giornata di cattivo tempo; si registrano solo 500 sortite di aerei tedeschi sull’inghilterra:gli obiettivi sono le linee ferroviarie vicine alla costa e i centri operativi della RAF nel Sud del paese.
    15 agosto
    Approfittando della giornata serena, l’aviazione tedesca lancia un attacco in grande stile. Almeno 7 grandi incursioni spazzano l’Inghilterra: vi vengono impiegate tutte e tre le Luftflotten in una serie di attacchi coordinati contro obiettivi situati anche a notevole distanza l’uno dall’altro. Tutte le azioni tedesche, iniziate alle 11,30 circa e conclusesi attorno alle 18,30, sono tenacemente contrastate dall’aviazione e dalla contraerea britanniche.
    16 agosto
    Nuove incursioni aeree sull’inghilterra. La Luftwaffe attacca in varie riprese numerosi campi d’aviazione inglesi danneggiando gravemente quello di Tangmere.
    17 agosto
    I tedeschi ritirano dal gruppo delle forze aeree d’attacco gli Stukas, che si sono rivelati decisamente troppo vulnerabili.


    Hitler proclama il blocco totale delle Isole Britanniche.


    Il ministro degli Esteri tedesco Joachim von Ribbentrop spegne bruscamente la campagna “anti-Grecia” iniziata tre giorni prima in Italia dal ministro degli Esteri di Mussolini Galeazzo Ciano: Hitler non vuole (per ora) complicazioni militari nei Balcani.


    Lo Stato Maggiore ellenico dà inizio alla mobilitazione vera e propria richiamando alcune categorie di riservisti residenti in Ciamuria, Epiro e Macedonia occidentale.
    18 agosto
    La Luftwaffe scatena nuovi pesanti attacchi contro i campi d’aviazione inglesi nelle tre contee meridionali del Kent, del Surrey e del Sussex, perdendo 71 apparecchi contro 27 della RAF.
    19 agosto
    Gli italiani, dopo una rapida avanzata, occupano Berbera, capitale della Somalia britannica.


    Mussolini scrive al gen. Rodolfo Graziani, governatore di Libia e comandante in capo delle forze armate italiane dell’Africa settentrionale, in relazione ai futuri obiettivi strategici. Sostiene tra l’altro: “... L’invasione della Gran Bretagna è decisa, è in corso di ultimazione come preparativi e avverrà.Circa l’epoca, può essere tra una settimana o fra un mese. Ebbene, il giorno in cui il primo plotone di soldati germanici toccherà il territorio inglese voi simultaneamente attaccherete. Ancora una volta vi ripeto che non ci sono obiettivi territoriali, non si tratta di puntare su Alessandria e nemmeno su Sollum. Vi chiedo soltanto di attaccare le forze inglesi che avete di fronte. Mi assumo la piena responsabilità personale di questa decisione... ».
    20 agosto
    In Grecia vengono mobilitate alcune classi di specialisti della difesa contraerea.
    21 agosto
    *****
    22 agosto
    Mussolini ordina di rinviare, senza però dire fino a quando, ogni preparativo di guerra contro la Grecia.
    23 agosto
    In Grecia vengono poste in opera le ostruzioni di reti per sbarrare i porti principali, specie quelli ionici.
    24 agosto
    Massiccia incursione aerea tedesca su Northweald e Hornchurch, due centri nevralgici del comando aereo inglese.
    24-25 agosto
    Durante un’incursione notturna, aerei tedeschi sganciano (forse per errore)alcune bombe su Londra: il primo ministro Winston Churchill ordina per rappresaglia un’incursione della RAF su Berlino.
    26 agosto
    Aerei della RAF bombardano Berlino:qualche tempo prima, Hermann Gòring aveva assicurato Hitler che un’eventualità del genere non si sarebbe mai verificata.
    27 agosto
    *****
    28 agosto
    Arrivano a Londra gli ufficiali di collegamento dell’esercito e della marina inglesi distaccati a Dakar, nell’Africa Occidentale francese, prima del crollo della Francia davanti alle divisioni tedesche.
    29 agosto
    *****
    30 agosto
    Nuova offensiva aerea tedesca contro i centri operativi del comando aereo inglese del sud.
    31 agosto
    Ricognitori inglesi in missione al di là della Manica rivelano la massiccia presenza di mezzi da sbarco tedeschi.


    La RAF perde 39 apparecchi mentre i tedeschi arrecano gravi danni a Debden (a nord di Londra), Biggin Hill e Hornchurch (quest’ultima alla periferia di Londra), tre dei centri operativi del comando aereo inglese.


    Dalla rada di Scapa Flow, la principale base navale britannica, salpano le unità che formano la “Forza M”, vale a dire la squadra navale che deve appoggiare lo sbarco a Dakar, nell’Africa Occidentale francese, del gen. De Gaulle e dei suoi 2700 uomini della Francia Libera. Lo scopo è di trovare nuovi consensi al suo movimento e, soprattutto, di sottrarre alla Francia di Vichy le colonie francesi dell’Africa equatoriale e, possibilmente, di quella settentrionale. Il piano, esposto da De Gaulle ai governanti inglesi ai primi di agosto, aveva trovato un entusiastico sostenitore nel premier Churchill anche perché il generale francese aveva abilmente convinto l’alleato che uno sbarco di sorpresa a Dakar avrebbe probabilmente incontrato scarsa resistenza.



  13. #13
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Settembre 1940

    1° settembre
    Nuova incursione degli aerei della Luftwaffe sul centro operativo di Biggin Hill.
    2 settembre
    Si ripete l’incursione aerea su Biggin Hill.
    3 settembre
    Viene firmato l’accordo tra Stati Uniti e Gran Bretagna in base al quale l’America fornirà alla marina inglese 50 cacciatorpediniere ottenendo in cambio l’affitto per 99 anni di basi nelle Bahamas, in Giamaica, Santa Lucia, Trinidad e Antigua.
    4 settembre
    Hitler dichiara: “Ho tentato di risparmiare gli inglesi. Essi hanno scambiato per debolezza la mia umanità e rispondono assassinando donne e bambini tedeschi” (si riferisce al bombardamento della RAF su Berlino della notte tra il 25 e il 26 agosto, che ha causato una ventina di morti tra la popolazione civile). “Raderà al suolo le loro città.”


    Pétain esonera dal suo incarico il ministro della Difesa Nazionale gen. Maxime Weygand.


    Lodo di Vienna. Sotto le forti pressioni dell’Asse e in seguito all’arbitrato pronunciato il 30 agosto a Vienna da Ribbentrop e Ciano, i romeni sono costretti a cedere all’Ungheria gran parte della Transilvania settentrionale, abitata prevalentemente dalla popolazione ungherese degli Székely. Ma oltre a questa zona,e nonostante le resistenze opposte da re Carol Il e dal suo primo ministro Gigurtu, deve anche concedere agli ungheresi una vasta fascia di territorio abitata da 3 milioni di romeni e comprendente le città di Cluj e di Oradea-Mare.
    5 settembre
    *****
    6 settembre
    I bombardamenti tedeschi degli impianti portuali lungo la costa meridionale inglese fanno scattare l’allarme di invasione di secondo grado, che significa: “Probabile attacco entro tre giorni”.
    7 settembre
    Ore 17: 300 bombardieri tedeschi, scortati da 600 caccia, sganciano su Londra 337t di bombe: obiettivo preferito l’arsenale di Woolwich e i docks sul Tamigi. Si scatenano paurosi incendi. Alle 20,07 i comandanti in capo delle forze armate inglesi lanciano la parola d’ordine “Cromwell”, che significa: “Probabile invasione della Gran Bretagna entro 24 ore”. Dunque Hitler sta mantenendo la promessa fatta nel discorso del 4 settembre: “Raderò al suolo le loro città”.


    Romania. Facendo leva sul malcontento della popolazione per le cessioni territoriali subite dal paese, il movimento ultranazionalista e antisemita della “Guardia di Ferro” suscita disordini, provocando l’abdicazione di re Carol 11, cui succede il principe ereditario Michele,e l’assunzione del potere da parte del generale Antonescu, che si proclama “Conducator” e instaura la dittatura militare.
    8 settembre
    Durante la notte 200 bombardieri della 3à Luftflotte prendono di mira le centrali elettriche e le linee ferroviarie di Londra.
    9 settembre
    Nuova incursione di bombardieri tedeschi su Londra. Durante l’azione vengono abbattuti 28 aerei attaccanti: i britannici perdono 19 caccia.
    10 settembre
    Consiglio di guerra a Berlino: dal momento che la resistenza della RAF continua e che a tutt’ora la vitalità della caccia inglese è tale che non può essere garantito uno sbarco senza sorprese sulle coste della Gran Bretagna, la data di inizio dell’operazione “Leone marino” (Seelòwe) viene spostata al 14 (in realtà l’invasione vera e propria non avrebbe potuto avere inizio prima del 24 settembre avendo la marina da guerra tedesca bisogno di ben 10 giorni di preavviso). La Luftwaffe ha ancora qualche giorno di tempo per mettere a tacere la RAF.


    Incursioni aeree italiane sul porto di Giaffa, in Palestina, e sulla ferrovia Alessandria-Marsa Matruh. Dall’Africa Orientale viene compiuta un’incursione sulla base aerea di Porto Sudan: il comunicato del Comando Supremo italiano parla di vari velivoli colpiti a terra e di uno abbattuto in volo.


    Incursioni di aerei inglesi su Massaua, Asmara e Dessiè (in Africa Orientale) e in Cirenaica.
    11 settembre
    Le unità della “Forza M” britannica si trovano a circa 300 miglia a nord-est di Dakar; contemporaneamente si viene a sapere che una squadra francese formata da 3 incrociatori e 3 grandi cacciatorpediniere è entrata nell’Atlantico dallo stretto di Gibilterra e sta dirigendo verso sud-ovest, cioè verso Dakar, con l’evidente intento di contrastare lo sbarco dei volontari della Francia Libera di De Gaulle.
    12-13 settembre
    A causa della scarsa visibilità si riducono notevolmente le incursioni della Luftwaffe su Londra; diminuiscono anche gli attacchi notturni.


    Il 13 ha inizio l’offensiva italiana in Egitto.
    14 settembre
    Viene rimandato al 17 l’avvio all’operazione “Seelòwe”: l’eventuale giorno X viene quindi a cadere al 27 settembre (avendo bisogno la Kriegsmarine di 10 giorni per preparare e coordinare l’azione), che è tra l’altro l’ultimo giorno di settembre in cui le maree saranno favorevoli ad uno sbarco.
    15 settembre
    Per tutta la giornata e la notte giungono a ondate su Londra i bombardieri tedeschi; le distruzioni che provocano sono catastrofiche, ma non sono centrati obiettivi bellici importanti. Altre formazioni della Luftwaffe puntano su Southampton cercando di colpire gli stabilimenti aeronautici della città, ma incontrano una violenta reazione contraerea. Durante la notte vengono attaccate anche Bristol, Cardiff, Liverpool e Manchester. I tedeschi, che hanno gettato nella battaglia odierna 230 bombardieri e 700 caccia, lamentano la perdita di 60 velivoli; gli inglesi ne hanno perduti solo 23. Si conclude dunque con una vittoria inglese la giornata in cui Gòring aveva sperato di assestare il colpo di grazia alla caccia britannica.


    Truppe italiane occupano Sollum (Al-Salum) nell’Egitto occidentale, nei pressi del confine con la Cirenaica (regione orientale della Libia).
    16 settembre
    Gli italiani raggiungono e occupano Sidi-el-Barrani sulla costa della Marmanca, a est di Sollum.
    17 settembre
    L’operazione “Leone marino” viene ulteriormente rinviata “fino a nuovo ordine”.
    18-19 settembre
    *****
    20 settembre
    Si registrano incursioni di aerei inglesi nelle zone di Tobruk e Sollum, in Africa settentrionale.
    21 settembre
    *****
    22 settembre
    Dal 13 agosto, “Giorno dell’aquila” (Adlertag), ad oggi sono state sganciate sull’inghilterra non meno di 15.000 t di bombe.
    23 settembre
    Le unità inglesi della “Forza M” si trovano poco al largo di Dakar pronte a dare inizio all’operazione voluta da De Gaulle, intesa a sbarcare truppe della Francia Libera nell’Africa settentrionale francese. Si spera che le forze di Vichy non oppongano resistenza. Alle 7 il gen. De Gaulle lancia un inutile appello-radio alle autorità della colonia francese chiedendo di poter sbarcare con le sue truppe. Lo stesso pressante appello viene ripetuto alle 8, dopo che cinque emissari del generale, che avrebbero dovuto consegnare un messaggio al governatore Boisson, vengono respinti senza tanti complimenti, rischiando anzi di venire imprigionati. Anche un terzo appello resta inascoltato nonostante le minacce di ricorso alla forza: alle 10,50, anzi, le batterie costiere di Dakar e le unità alla fonda nel suo porto aprono il fuoco contro le navi inglesi. Queste rispondono. Intanto si mettono in atto i tentativi di sbarco che vengono però puntualmente bloccati.
    24 settembre
    Aerei decollati dalla portaerei inglese Ark Royal tentano di colpire le batterie costiere di Dakar e la temibilissima corazzata Richelieu. Viene colpita dai francesi, non gravemente, la corazzata inglese Barham.
    25 settembre
    Anche la seconda corazzata della squadra inglese, la Resolution, viene centrata dai proiettili francesi e gravemente danneggiata. Le difese di Dakar continuano a dare prova di grande efficienza e precisione. Da parte dei comandanti inglesi e dello stesso gen. De Gaulle ci si rende ormai conto che uno sbarco richiederebbe un sacrificio troppo grande di uomini e mezzi.
    26 settembre
    *****
    27 settembre
    A Berlino i rappresentanti di Germania (il ministro degli Esteri von Ribbcntrop), Italia (il ministro degli Esteri Ciano) e Giappone (l’ambasciatore Saburo Kurusu) firmano il Patto Tripartito.L’accordo, oltre all’obbligo della reciproca assistenza militare in caso di attacco di un paese non ancora coinvolto nel conflitto, riconosce agli italo-tedeschi il disegno di stabilire un “nuovo ordine” in Europa e ai giapponesi il piano di imporre il loro “ordine nuovo” in Asia.
    28 settembre
    Incursioni aeree inglesi nella regione di Sollum non provocano, secondo fonti italiane, nessun danno.
    29 settembre
    Battaglia aerea presso le coste della Marmarica tra formazioni italiane e inglesi; fonti italiane assicurano che la caccia nemica ha perduto 3 aerei del tipo Hurricane.
    30 settembre
    Dall’inizio dell’offensiva aerea su Londra, il 7 settembre, a tutt’oggi, la caccia inglese ha perso 247 apparecchi, contro i 433 della Luftwaffe.



  14. #14
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Ottobre 1940

    1° ottobre
    *****
    2 ottobre
    Hitler non ha ancora perduto la speranza di poter effettuare lo sbarco in Inghilterra (operazione “Leone Marino”) nonostante le sollecitazioni dei comandanti dell’esercito e della marina ad abbandonare il piano per evitare di esporre inutilmente alle incursioni dei bombardieri inglesi le unità che già sono state ammassate nei porti europei.
    3 ottobre
    Partono da Freetown, capitale della Sierra Leone, dove si erano rifugiate, le navi della “Forza M” che avevano partecipato tra il 23 e il 25 settembre all’azione contro Dakar: scortano le forze della Francia Libera di De Gaulle a Douala nel Camerun francese. Non fanno parte della squadra le corazzate Barham e Resolution che hanno preso la strada del Mediterraneo: la Resolution si fermerà a Gibilterra per riparare i danni subiti nel corso della battaglia di fronte a Dakar.
    4 ottobre
    lncontro Mussolìni-Hlitler al Brennero.Hitler raccomanda che non si intraprendano azioni che non siano “di assoluta utilità all’Asse”. Sono presenti i rispettivi ministri degli Esteri Ciano e Ribbentrop. Il Fuhrer offre la collaborazione delle sue truppe nella lotta in Africa settentrionale.Il Duce declina l’offerta.
    5 ottobre
    Cessano del tutto gli attacchi diurni degli aerei della Luftwaffe sull’Inghilterra: continuano invece, senza sosta, i bombardamenti notturni.
    6 ottobre
    *****
    7 ottobre
    Accogliendo una richiesta rivoltagli già dal principio di settembre da re Carol e rinnovatagli da Antonescu (la Romania si appoggia naturalmente alla Germania, poiché la rivale Ungheria ha nell’Italia la sua paladina tradizionale), Hitler invia forze in Romania, per riorganizzare l’esercito e presidiare i pozzi di Ploesti.


    Cospicui rinforzi inglesi, australiani, neozelandesi, indiani sbarcati ad Alessandria sono subito fatti affluire verso Marsa Matruh.
    8 ottobre
    A causa della costituzione, avvenuta il 27 settembre, del Patto Tripartito, la Gran Bretagna non accede alla richiesta nipponica di chiudere la “strada della Birmania”, attraverso la quale i rifornimenti occidentali possono giungere all’esercito di Chiang Kai-shek.
    9-11 ottobre
    *****
    12 ottobre
    Hitler rinuncia all’attuazione dell’operazione “Seelòwe” contro l’Inghilterra, che viene definitivamente rinviata alla primavera dcl 1941.


    Mussolini viene a sapere che Hitler ha occupato i pozzi petroliferi romeni “per proteggerli” (non si sa da chi). Il colpo di mano manda su tutte le furie il capo del fascismo che, stizzito, confida a Ciano: “Hitler mi mette sempre di fronte al fatto compiuto,ma questa volta lo pago con la stessa moneta: saprà dai giornali che ho occupato la Grecia, cosi l’equilibrio verrà ristabilito”.
    13 ottobre
    *****
    14 ottobre
    Il maresciallo d’Italia Pietro Badoglio, capo di Stato Maggiore Generale italiano, fa sapere a Mussolini che per sconfiggere la Grecia gli occorrono non meno di 20 divisioni e tre mesi di tempo.
    15 ottobre
    Mussolini indice a Palazzo Venezia una riunione cui prendono parte il ministro degli Esteri Ciano, il capo di S.M.G. maresciallo Pietro Badoglio, il sottosegretario alla Guerra gen. Ubaldo Soddu, il sottocapo di S.M. dell’Esercito gen. Mario Roatta, il comandante delle truppe italiane in Albania gen. Sebastiano Visconti Prasca e il luogotenente del re in Albania Francesco Jacomoni di San Savino. Oggetto della riunione: l’occupazione della Grecia (per controbilanciare la penetrazione tedesca in Romania). Si parla di una campagna di due settimane, da iniziare il 26 ottobre (la data sarà poi spostata di due giorni). Ciano viene incaricato di provocare il “casus belli”.


    Il maresciallo Hermann Gòring emana una direttiva nella quale vengono specificati gli obiettivi principali della guerra-lampo aerea tedesca sull’Inghilterra: essi saranno, nell’ordine: Londra, le fabbriche aeronautiche, la zona industriale Birmingham-Coventry e le basi dei caccia.
    16 ottobre
    *****
    17-20 ottobre
    8 U-Boote attaccano successivamente i convogli SC 7 e HX 79 affondando 31 navi per 152.000 t.
    21 ottobre
    *****
    22 ottobre
    Re Boris III di Bulgaria, invitato a partecipare alla prossima impresa contro la Grecia, respinge l’invito di Mussolini.
    23 ottobre
    Hitler incontra a Hendaye, cittadina francese nel dipartimento dei Bassi Pirenei, il capo dello stato spagnolo gen. Francisco Franco, cui chiede l’intervento nel conflitto al fianco delle potenze dell’Asse: in cambio Hitler promette al suo interlocutore l’annessione del territorio di Gibilterra alla Spagna.
    24-25 ottobre
    *****
    26 ottobre
    È pronto l’ultimatum alla Grecia, che il ministro italiano ad Atene Emanuele Grazzi dovrà consegnare alle ore 3 del 28 ottobre. Nel documento si accusa la Grecia di atteggiamento non neutrale nei confronti dell’Italia e si intima al governo greco di consentire alle forze italiane di occupare, a garanzia della neutralità greca e per la durata del presente conflitto con l’inghilterra, alcuni punti strategici in territorio greco... Ove le truppe italiane dovessero incontrare resistenza, tali resistenze saranno piegate con le armi e il governo greco si assumerebbe la responsabilità delle conseguenze”.
    27 ottobre
    Hitler è informato della decisione di Mussolini di attaccare la Grecia.
    28 ottobre
    Alle ore 3, secondo le istruzioni, Grazzi presenta al primo ministro greco Metaxas l’ultimatum italiano. Metaxas lo prende per quello che è, ossia una vera e propria dichiarazione di guerra; perciò d’accordo col re lo respinge e afferma che la Grecia resisterà con tutte le sue forze. All’alba, le truppe italiane dislocate in Albania (complessivamente 105.000 uomini comprendenti un “Gruppo litorale” e le divisioni Siena, Ferrara, Piemonte, Parma, Venezia, Arezzo, la divisione corazzata Centauro e la divisione alpina Julia) “varcano la frontiera greca e penetrano per vari punti in territorio nemico”. Le divisioni Ferrara, Centauro e Siena avanzano lungo il litorale puntando alla conca di Giànnina (Ioannina) superando il fiume Kalamas. Alla loro sinistra la divisione Julia punta sul passo di Metsovo per tagliare i collegamenti dei greci tra l’Epiro e la Macedonia. Piu' a nord, la Parma e la Piemonte si attestano a difesa della conca di Corcia (alb. Korcè). Le condizioni atmosferiche, pessime, favoriscono i difensori.
    Alle ore 11, Mussolini e Hitler si incontrano a Firenze, alla stazione di Santa Maria Novella. Hitler ha appreso a Bologna, “dai giornali”, come voleva Mussolini, dell’azione italiana in Grecia. Ma sa nascondere assai bene la propria irritazione; mette anzi a disposizione dell’alleato le divisioni paracadutiste che potrebbero rendersi necessarie per l’occupazione dell’isola di Creta.I due dittatori esaminano la situazione generale; Hitler afferma che non firmerà alcun trattato di pace con la Francia se questa non acconsentirà a soddisfare le rivendicazioni italiane(giudicate “assai modeste”); circa la Spagna, gli sembra che sia in preda a un grande disordine e che le sue richieste di materiali siano troppo gravose per l’Asse. Quanto alla Russia, Hitler afferma: “La mia diffidenza verso Stalin è pari alla diffidenza di Stalin verso di me”. Esistono tuttavia accordi che “immobilizzano” la Russia, e a garanzia di tale immobilità stanno 180 divisioni tedesche pronte a entrare in azione. Conta di piegare la resistenza dell‘Inghilterra con i bombardamenti aerei; ringrazia Mussolini per l’aiuto dato dai sommergibili italiani alla guerra.
    23-30 ottobre
    Proseguono le operazioni degli italiani contro i greci.
    31 ottobre
    Il bollettino di guerra 146 del Comando Supremo italiano annunzia: “Le nostre unità proseguendo l’avanzata nell’Epiro hanno raggiunto il fiume Kalamas in vari punti. Le sfavorevoli condizioni atmosferiche e le interruzioni create dal nemico in ritirata non rallentano il movimento delle nostre truppe. La nostra aviazione ha bombardato il porto di Patrasso colpendo piroscafi nemici carichi di truppe, la base di Lepanto, baraccamenti di truppe greche al passo Metsovo e importanti apprestamenti e nodi stradali nella valle del Kalamas”. Ma in realtà l’offensiva italiana, condotta senza convinzione, si va già esaurendo.



  15. #15
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Novembre 1940

    1° novembre
    Prosegue la Battaglia d’Inghilterra. Dall’Adlertag (13 agosto) gli inglesi hanno perduto 827 aerei, abbattendone 2409.
    2 novembre
    Fronte greco-albanese. Dal bollettino di guerra 148 del Comando Supremo italiano: “In Grecia, azioni delle nostre truppe sono in corso nella valle del Kalamas in direzione di Giànnina e sulle alture del Pindo”. Risalendo la valle della Voiussa (alb. Vijosè, gr. Aoos), gli italiani riescono a occupare il villaggio di Vovousa, presso il passo di Metsovo, di notevole importanza strategica. Viene segnalata anche una discreta attività dell’aviazione italiana, le cui capacità operative sono tuttavia fortemente ostacolate dal maltempo. Frattanto i greci si vanno organizzando sotto l’energica guida del capo di Stato Maggiore gen. Alexandros Papagos. La mobilitazione generale doveva fornire a quest’ultimo forze sufficienti per tenere in scacco gli italiani: 15 divisioni e 4 brigate di fanteria, oltre a 1 divisione di cavalleria.
    3 novembre
    Nella notte aerei inglesi hanno tentato un’incursione su Napoli: secondo fonti italiane il fuoco di sbarramento contraereo ha costretto i velivoli attaccanti a sganciare le bombe in aperta campagna (“causando un morto e alcuni feriti”), e ad allontanarsi rapidamente.
    4 novembre
    Fronte greco-albanese.I greci passano decisamente al contrattacco, e a farne le spese è soprattutto la divisione alpina Julia, sorpresa presso il passo di Metsovo. Sette divisioni greche la aggrediscono di fianco e a tergo puntando sulla conca di Corcia (Korcè), dove le divisioni Parma e Piemonte, e poi Venezia e Arezzo fatte accorrere dal confine iugoslavo, sono travolte. I greci minacciano di aggirare tutto lo schieramento italiano raggiungendo la strada Corcia-Perati.
    5 novembre
    Un secondo tentativo dell’aviazione inglese di raggiungere e bombardare Napoli viene frustrato dalla contraerea italiana.


    La corazzata tascabile tedesca Scheer attacca un convoglio inglese nell’Atlantico.
    6 novembre
    Con una maggioranza di oltre 4,5 milioni di voti sull’avversario, il repubblicano Wendell Willkie, il democratico Franklin Delano Roosevelt è eletto per la terza volta alla presidenza degli USA.
    7 novembre
    Aerei della RAF bombardano le fabbriche di munizioni Krupp a Essen.
    8 novembre
    Fronte greco-albanese.Di fronte alla situazione, il comando italiano dà l’ordine di ritirata. Per difficoltà di comunicazioni, questo non giunge a tutti i reparti. La divisione Julia, o quanto ne resta, riesce a stento a ripassare il ponte di Perati, e ciò non in base a istruzioni del comando italiano, ma per decisione del comandante presa in seguito alle notizie captate da Radio Londra, la quale annuncia che “la divisione alpina sarà schiacciata da tre divisioni”.
    9 novembre
    Fronte greco-albanese.Il gen. Ubaldo Soddu assume il comando del Gruppo di armate di Albania, che raggruppa le divisioni operanti sul fronte greco. Visconti Prasca è in pratica esonerato dal comando.
    10 novembre
    *****
    11 novembre
    Ore 22,40: i siluri di 12 aerei inglesi del tipo Swordfish, decollati dalla portaerei inglese Jllustrious, che naviga a 170 miglia allargo delle coste italiane, nello Ionio, colpiscono nel porto di Taranto le corazzate Cavour e Littorio (quest’ultima, con la gemella Vittorio Veneto, è la più recente della classe e stazza ben 35.000 t). Ore 23,30: una seconda ondata di 9 Swordfish provenienti come i primi dalla lllustrious sventrano la corazzata Duilio. È un colpo molto duro per la flotta italiana che perde la metà delle sue corazzate.


    Nella notte gli incrociatori inglesi Orion, Sydney e Ajax, e i cacciatorpediniere Nubian e Mohawk affondano nel Canale d’Otranto 4 mercantili italiani.
    12 novembre
    Fronte greco-albanese.Contenuta la spinta italiana e avendo a disposizione oltre 100 battaglioni contro una cinquantina del nemico, Papagos si prepara a un grande contrattacco su tutta la linea del fronte, che va dal Lago di Prespa, attraverso il monte Morova e il massiccio del Grammos, allo Ionio lungo la valle del fiume Kalamas.


    Incursione aerea inglese su Brindisi, Taranto e Bari.


    Il generale Alfred Jodl, capo dell’ufficio operativo del Comando Supremo della Wehrmacht, il più ascoltato dei consiglieri militari di Hitler, consegna al Fuhrer un rapporto in cui si sostiene l’impossibilità (almeno per il momento) di uno sbarco tedesco in Inghilterra.
    13 novembre
    *****
    14 novembre
    Nella notte, 449 aerei tedeschi bombardano a tappeto Coventry, capitale dell’industria inglese dell’automobile. Gli antichi edifici del bellissimo centro storico della città, e con essi la magnifica cattedrale del Trecento, vengono letteralmente polverizzati: le vittime sono 550, non si contano i feriti, le fabbriche distrutte 21.Non è però compromessa la capacità produttiva della città. D’ora in avanti il verbo coventrizzare significherà "annientare,radere al suolo”.


    Sul fronte greco-albanese, i greci passano all’offensiva.


    Nel Canale di Sicilia il sommergibile italiano Capponi colpisce una delle unità di scorta della portaerei Illustrious.
    15 novembre
    Fronte greco-albanese.Il III corpo d’armata greco apre una breccia nella zona del monte Morova, nel settore di fronte tenuto dalla 9à armata italiana.


    Incursioni aeree inglesi su Sidi-elBarrani, Sollurn e Bardia (Cirenaica).
    16 novembre
    Il comando aereo britannico istituisce particolari unità di Spitfire, non armati, dotati di speciali strumentazioni fotografiche per poter riprendere, nei giorni sereni,ad uso e consumo dei bombardieri, le zone sulle quali è previsto un attacco: e ciò per ridurre al minimo gli errori ed evitare gli sprechi di materiale.
    17 novembre
    Si segnalano incursioni di aerei britannici su Bengasi.
    18 novembre
    Ricevendo a Berchtesgaden il ministro degli Esteri italiano Ciano, Hitler non nasconde la sua amarezza per l’insuccesso dell’impresa di Grecia e la sua preoccupazione per gli evidenti dissidi in seno al Comando Supremo italiano. Egli sostiene, e lo ribadisce in una lettera a Mussolini che affida al conte Ciano, che l’acquisizione di basi aeree in Grecia (a Atene, Salonicco, Larissa e Arta) consente agli inglesi di bombardare i pozzi petroliferi romeni di Ploesti. Perciò giudica necessario un intervento tedesco, che tuttavia non potrà realizzarsi prima del 15 marzo dell’anno seguente. Secondo lui, il Duce deve cambiare radicalmente politica nei confronti della Iugoslavia, che occorre attrarre nell’orbita dell’Asse, eventualmente promettendole il porto di Salonicco quando la Grecia sarà stata battuta. Mussolini non deve poi dimenticare che le basi aeree inglesi in Grecia costituiscono una minaccia per l’Albania e per tutta l’Italia meridionale. Secondo Hitler, infine, occorre sbarrare il Mediterraneo, cercare un’intesa con la Turchia, convincere la Romania ad accettare un più forte presidio tedesco e l’Ungheria a consentire il passaggio della Wehrmacht, sconfiggere gli inglesi in Africa settentrionale, indurre la Spagna a entrare nel conflitto attaccando Gibilterra. È una vera lezione politico-strategica, una tirata d’orecchi, addolcita da una premessa verbale, espressa a Ciano, circa la calda e immutata amicizia che lo lega al dittatore italiano.
    19 novembre
    Il ministro degli Esteri spagnolo Serrano Suner, su precise istruzioni di Franco e del Comando Supremo spagn olo, ribadisce a Hitler e a Ribbentrop che la Spagna necessita di 400.000 t di cereali e di due mesi di preavviso per poter attaccare Gibilterra, anche se Hitler ha promesso l’aiuto di unità tedesche (operazione “Felix”). In realtà, Franco ha saggiamente deciso di tenere il suo paese fuori dal conflitto.
    20 novembre
    L’Ungheria aderisce al Patto Tripartito.
    21 novembre
    Fronte greco-albanese.Il III corpo d’armata greco occupa Corcia (alb. Korce) in territorio albanese, a sud del Lago di Ocrida, catturando 2000 uomini, 135 pezzi di artiglieria e 600 mitragliatrici.
    Il lI corpo d’armata greco avanza nei settore del massiccio del Grammos conquistando Ersekè, Leskoviku e Perati.


    In Africa settentrionale, continuano le incursioni aeree britanniche su Sollum, Bardia, Tobruk, Bengasi.
    22 novembre
    *****
    23 novembre
    Incursione notturna di aerei inglesi su Torino e sulla Liguria.


    Anche la Romania aderisce al Patto Tripartito.
    24 novembre
    Incursioni aeree italiane sulla base navale di Alessandria d’Egitto e sulla regione a sud di Marsa Matruh, nell’estrema punta orientale della Marmarica.


    La Slovacchia di monsignor Josef Tiso sottoscrive il Patto Tripartito.
    25-30 novembre
    Fronte greco-albanese.Le truppe italiane sono severamente impegnate dal nemico.



  16. #16
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Dicembre 1940
    1°-2 dicembre
    Proseguono assai duri gli scontri sul fronte greco-albanese.
    3 dicembre
    Fronte greco-albanese.Ripassato il fiume Kalamas, i greci avanzano anche lungo la costa conquistando la località di Sarande (Santi Quaranta, ribattezzata Porto Edda).
    4 dicembre
    Fronte greco-albanese.Il III corpo d’armata greco, dopo un’avanzata di oltre 40 km da Corcia (Korcè), espugna Pogradec sulle rive del Lago di Ocrida.
    5 dicembre
    Fronte greco-albanese.Il II corpo d’armata greco conquista Permet, 38 km entro i confini albanesi nella valle della Voiussa (alb. Vijosé). Gli italiani, di fronte all’aggravarsi della situazione, hanno fatto affluire nel porto di Valona e nell’aeroporto di Tirana numerosi rinforzi, tra cui la divisione alpina Tridentina, ma gran parte di essi si sbandano mentre marciano verso le linee. I materiali sono scarsissimi: mancano del tutto le riserve di munizioni e gli indumenti di lana (e il clima è freddissimo, numerosi i casi di congelamento).Il comando italiano riesce tuttavia (anche perché i greci, scarsamente motorizzati e del tutto privi di mezzi corazzati, non sono in grado di sfruttare il successo) a stabilire una linea difensiva che va da Klimara (alb. Himare) lungo la costa, a nord di Sarande, al Lago di Ocrida. Perno di questa linea sono le posizioni fra Klisura (alb. Kèlcyrè) e Tepeleni (Tepelenè) nella valle della Voiussa (Vijose). Klisura è persa e riconquistata. Fra gli italiani regna il caos. Durissimi i combattimenti nella valle della Voiussa e a Quota 731 di Monastir.
    6 dicembre
    Fronte greco-albanese.Attacchi greci nella zona di Argirocastro (alb. Gjinokastrie) nell’Albania meridionale, e ininterrotta pressione sull’ala sinistra italiana sul gruppo di montagne a ovest di Pogradec. Come sempre, i greci sono ostacolati dalla mancanza di autocarri, mezzi corazzati e artiglieria controcarro: i britannici non sono in grado di fornire aiuti consistenti all’esercito ellenico.
    7-8 dicembre
    *****
    9 dicembre
    In Egitto gli inglesi sfondano le linee italiane a Sidi-el-Barrani. Le 7 divisioni del gen. Graziani non riescono a contrastare l’urto delle 2 inglesi (la 4à indiana e la 7à corazzata) che il comandante supremo britannico nel Medio Oriente, gen. Archibald Percival WaveIl, ha mandato al contrattacco. Per le truppe italiane la sorpresa è totale: da quando, il 16 settembre, hanno conquistato Sidi-elBarrani, gli italiani, nonostante la schiacciante superiorità numerica, si sono trincerati nella loro fragile conquista invece di proseguire l’avanzata. L’azione inglese comunque, efficace quanto improvvisa, mette in seria difficoltà tutto lo schieramento italiano: in due ore i britannici aggirano il campo trincerato di Nibeiwa uccidendo tra gli altri il gen. Maletti che lo comanda e che è sorpreso in pigiama dagli attaccanti. In quattro giorni di combattimento cadono in mano inglese Tummar, Maktila, la stessa Sidi-el-Barrani: quattro divisioni italiane vengono distrutte (i prigionieri sono circa 38.000, tra cui 4 generali). I britannici perdono, tra morti, feriti e dispersi, 624 uomini. Gli inglesi hanno inoltre catturato 237 cannoni, 73 tra carri armati medi e leggeri e non meno di 1000 automezzi.
    9-10 dicembre
    Africa settentrionale.Le truppe italiane superstiti si ritirano verso occidente.
    11 dicembre
    Africa settentrionale.Unità della marina inglese bombardano pesantemente Sollum.
    12 dicembre
    I soli italiani rimasti in territorio egiziano, oltre naturalmente ai prigionieri, formano le truppe che bloccano gli immediati accessi di Sollum e la consistente forza nelle vicinanze di Sidi Omar.


    Il premier inglese Churchill fa giungere in serata al gen. Wavell un telegramma con le sue più vive congratulazioni per la “splendida vittoria” conseguita.
    13 dicembre
    Hitler emana la direttiva “Marita”, che prevede l’intervento nei Balcani.
    14 dicembre
    In Africa settentrionale, la 4à divisione indiana viene pesantemente bombardata dall’aviazione italiana.
    15-16 dicembre
    *****
    17 dicembre
    In Africa settentrionale, cadono in mano inglese anche Sidi Omar e Sollum; a Sidi Omar 1000 soldati italiani sono fatti prigionieri. La situazione delle forze italiane in Africa settentrionale è critica.
    18-19 dicembre
    Aerei della RAF compiono incursioni su Magonza.
    19 dicembre
    I 34 bombardieri inglesi Wellington effettuano un pesante attacco su Mannheim.
    20-23 dicembre
    *****
    24 dicembre
    In un discorso, il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt attacca duramente le potenze dell’Asse.
    25 dicembre
    *****
    26 dicembre
    Riprendono i bombardamenti aerei della Luftwaffe su Londra.
    27-28 dicembre
    *****
    29 dicembre
    Il gen. Ugo Cavallero, nuovo capo di Stato Maggiore dell’esercito italiano, riceve formalmente l’incarico di sostituire il gen Ubaldo Soddu nel comando delle forze italiane in Albania.
    30 dicembre
    *****
    31 dicembre
    Fronte greco-albanese.Fra l’inizio delle operazioni (28 ottobre) e questa data la marina italiana ha trasportato in Albania gli effettivi di 8 divisioni.



  17. #17
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Gennaio 1941

    1° gennaio
    In un proclama al popolo tedesco Hitler afferma, tra l’altro, che “nel 1941 l’esercito, la marina e l’aviazione della Germania saranno talmente rafforzati e riceveranno tali miracolosi perfezionamenti che i loro colpi determineranno la fine dei guerrafondai, aprendo la strada all’attuazione di un nuovo stile, di un nuovo ordine nella convivenza tra i popoli...”.


    A Vienna, von Ribbentrop incontra il ministro bulgaro Filov, con il quale concorda le modalità del transito di truppe tedesche in territorio bulgaro.
    2 gennaio
    *****
    3 gennaio
    Africa settentrionale.Gli inglesi, dopo l’arrivo di rinforzi, e in particolare della 6à divisione australiana in sostituzione della 4à divisione indiana inviata nel Sudan, riprendono l’offensiva in Cirenaica investendo la piazzaforte italiana di Bardia, località ai confini con l’Egitto. Le difese di Bardia sono sfondate quasi subito, soprattutto grazie all’impiego di un gruppo di carri armati Matilda contro i quali nulla possono i minuscoli e meno veloci carri italiani.A Bardia, dove le truppe italiane si sono ritirate in seguito alla disfatta di Sidi-el-Barrani e alla caduta di Sollum, si trovano 45.000 uomini al comando del gen. Annibale Bergonzoli, soprannominato per il suo dinamismo “barba elettrica”.
    Da Londra si sollecita il gen.Wavell, comandante supremo delle forze britanniche in Medio Oriente, a procedere ai preparativi su vasta scala per l’invio di un corpo di spedizione inglese dall’Egitto verso la Grecia.
    Gli italiani sono in rotta disordinata, ma il gen. Wavell, comandante delle forze britanniche, non osa, almeno per il momento, sfruttare il successo incalzando il nemico dappresso, sia perché le sue linee di rifornimento, che fanno capo all’Egitto, si sono allungate troppo, sia perché Londra ha già progettato il ritiro dall’Africa settentrionale di un corpo di spedizione da inviare in Grecia.
    4 gennaio
    Fronte greco-albanese.I greci, pur rimasti alquanto stremati dopo l’offensiva di novembre e avendo l’equivalente di 13 divisioni contro 16 divisioni italiane (alcune delle quali tuttavia in condizioni di scarsa efficienza), cercano di ottenere un ampio successo prima che il nemico, il quale si rafforza di giorno in giorno, tolga loro l’iniziativa.
    5 gennaio
    Africa settentrionale.Nonostante la coraggiosa difesa opposta agli inglesi dagli uomini del gen. Bergonzoli, la piazzaforte di Bardia cade. Gli inglesi fanno prigionieri quasi 40.000 uomini e catturano 462 pezzi d’artiglieria e 129 carri arniati leggeri e più di 700 automezzi. Gli inglesi hanno perduto 456 uomini tra morti e feriti. Il gen. Bergonzoli riesce ad abbandonare Bardia e a raggiungere Tobruk con poche migliaia di uomini.
    6 gennaio
    In un lungo memorandum al Consiglio dei capi di Stato Maggiore, Churchill pone al primo posto l’aiuto alla Grecia, a rischio di sacrificare ogni ulteriore avanzata in Africa settentrionale.Il premier sostiene che occorre aiutare i greci nella conquista di Valona, in Albania, per evitare che, sentendosi abbandonati dall’alleato inglese, possano scoraggiarsì e magari firmare una pace separata con l’italia. Pochi giorni dopo, avuta notizia dei concentramenti di truppe tedesche che preludono a una vasta azione nei Balcani, lo stesso Churchill precisa a Wavell che, una volta conquistata Tobruk, tutte le operazione in Libia devono essere subordinate alle esigenze del fronte greco.
    7 gennaio
    Africa settentrionaleI primi contingenti britannici prendono contatto con i difensori dcl settore orientale di Tobruk. La caduta di Bardia ha più che dimezzato le truppe di cui può disporre il comandante in capo delle forze italiane in Africa gen. Graziani. Per la difesa di Tobruk egli puo ora contare su non piu di 25.000 uonlini, 220 cannoni e una settantina di carri armati medi e leggeri. A ovest di Tobruk, e precisamente a Derna,Bengasi e el-Mechili si trovano rispettivamente la divisione Sabratha, la 17à e un gruppo corazzato.L’indomani, Tobruk è assediata.
    8 gennaio
    Fronte greco-albanese.I greci premono con grande energia contro Klisura (Kèlcyrè) che il giorno dopo deve essere evacuata dagli italiani. Non riescono tuttavia a sfondare in direzione di Berat, e la loro offensiva contro Valona si spegne. Nei combattimenti di Klisura, gravi perdite per le divisioni Lupi di Toscana, Julia, Pinerolo e Pusteria. Gli scontri in questo settore dureranno fino a fine mese.
    Nel corso di un bombardamento Inglese su Napoli, subisce danni seri la corazzata italiana Giulio Cesare. di 29.000 t (dovrà essere trasferita alla Spezia per un lungo periodo di riparazioni): viene colpita anche, ma in maniera non grave, la modernissima corazzata Vittorio Veneto,


    Il presidente degli Stati Unìti, Franklin Delano Roosevelt, ordina che su tutte le unità navali americane gli effettivi vengano gradualmente portati a i livelli previsti in caso di guerra.
    9 gennaio
    *****
    10 gennaio
    Poco dopo l’alba, al largo dell’isola di Pantelleria, due torpediniere italiane attaccano una squadra navale britannica che scorta un convoglio diretto a Malta.Ia torpediniera italiana Vega viene affondata. Entrano successivamente in azione 40 aerei tedeschi Ju-87 e Ju-88, che fanno parte dei 10à Fliegerkorps di stanza in Sicilia, e colpiscono la portaerei Illustrious,che subisce danni molto seri, e l’incrociatore Southampton (che viene affondato dagli stessi inglesi perché è impossibile recuperarlo). La corazzata Warspite riesce a passare fra le bombe: vengono invece colpiti alcuni piroscafi del convoglio e altre più piccole unità di scorta. È la prima azione nel Mediterraneo di aerei tedeschi.


    L’aviazione italo-tedesca compie pesanti attacchi contro Malta.Il 10° Flìegerkorps (o meglio una parte di esso) si è da poco affiancato alle squadriglie aeree italiane che operano sul Mediterraneo: proviene dalle basi del nord Europa e nel corso della campagna norvegese ha svolto un ruolo molto importante nelle operazioni antinave. Il gruppo, ospitato negli aeroporti siciliani, comprende, ai primi di gennaio 1941, 96 bombardieri e 25 caccia ma, completo, è formato da 120 bombardieri, 150 bombardieri in picchiata, 40 caccia e 20 aerei da ricognizione: una unità insomma di tutto rispetto.
    11 gennaio
    A Mosca, la Pravda annuncia “un’altrà vittoria della politica estera sovietica”, come è definito il nuovo accordo russo-tedesco, sottoscritto il giorno prima da Molotov e dall’ambasciatore del Reich von der Schulenburg, relativo alla delimitazione dei nuovi confini fra i due paesi. Con l’accordo si è anche deciso di dare un forte impulso agli scambi commerciali fra Germania e URSS.
    12 gennaio
    Aerei inglesi decollati da Malta attaccano l’aeroporto di Catania.
    13 gennaio
    Re Boris di Bulgaria, invitato da Hitler in Germania, temporeggia di fronte alle richieste del dittatore tedesco:
    1) aderire al Patto Tripartito
    2) aprire le frontiere del suo paese alle truppe tedesche per consentire l’attacco alla Grecia
    3) prendere parte attiva alle operazioni militari dell’Asse.
    14-15 gennaio
    Il gen. Wavell e il maresciallo dell’aria Longmore sono ad Atene, ove esaminano situazione e prospettive con il premier greco Metaxas e il comandante in capo dell’esercito gen. Papagos. Sul fronte albanese sono schierate 12 divisioni e 3 brigate di fanteria; a presidio della frontiera bulgara stanno 4 divisioni, ma una sta per essere trasferita dalla Macedonia all’Albania, ove gli italiani stanno rafforzando di giorno in giorno il loro dispositivo. Si ha notizia che i tedeschi, d’altro canto, hanno in Romania almeno 12 divisioni, e che in Bulgaria ufficiali tedeschi in borghese dirigono il potenziamento della rete stradale e aeroportuale. Percio' i greci chiedono agli inglesi almeno 9 divisioni, e un più consistente appoggio aereo. Wavell dice ai greci che può fornire loro solo un reggimento di artiglieria, un reggimento controcarro e contraereo, e circa 60 carri armati. In seguito l’Inghilterra potrà fornire, in capo a due o tre mesi, circa tre divisioni e maggiori forze aeree.
    15 gennaio
    Mediterraneo.Durante la notte, aerei da ricognizione tedeschi sorvolano il porto di Malta per localizzare la portaerei Illustrious che vi si è rifugiata per riparare i danni subiti nell’attacco aereo tedesco il 10 gennaio al largo dell’isola di Pantelleria.
    16 gennaio
    Mediterraneo.Partendo dalle basi aeree in Sicilia circa 80 Stukas della Luftwaffe attaccano il porto di Malta nel tentativo di affondare la portaerei Illustrious e di mettere fuori uso l’arsenale. L’unità britannica viene colpita da un solo proiettile: gravi invece risultano i danni provocati dai bombardieri attaccanti alle installazioni portuali, alle chiese e agli edifici pubblici e privati. L’incursione causa quasi 100 vittime tra la popolazione civile, tra cui sono numerosi i bambini e le donne.E' la prima incursione tedesca di una lunga serie che gli abitanti dell’isola ricordano come il “Blitz deIl’lllustrious”.
    17 gennaio
    Si registra un’intensa attività di ricognizione di velivoli tedeschi su Malta.
    18 gennaio
    I greci accettano l’aiuto, non certo cospicuo, promesso dagli inglesi. Non vogliono invece irrisori aiuti immediati, per non fornire a Hitler il pretesto per accelerare il suo intervento.
    Mediterraneo.Nuovo attacco della Luftwaffe su Malta. Questa volta sono presi di mira gli aeroporti di Luqa e Hal Far.
    19 gennaio
    Hitler e Mussolini si incontrano a Berchtesgaden per discutere la critica situazione italiana. Mussolini chiede che non vengano inviati in Albania rinforzi tedeschi, mentre non rifiuta un eventuale aiuto dell’alleato in Africa settentrionale.
    Africa Orientale.Il comandante della forza inglese del Sudan, tenente generale sir William Platt, lancia una offensiva contro le forze italiane in Eritrea. Dispone di 2 divisioni (la 4à e la 5à indiana dei generali M.N. Beresford-Peirse e Heath) e delle forze di difesa del Sudan. Le truppe italiane in Eritrea, ammassate in particolare nella zona di Kassala e nei capisaldi di confine, ammontano a circa 17.000 uomini con carri armati leggeri e artiglierie, al comando del gen. Trusci.
    Mediterraneo.Nuovo, durissimo attacco aereo tedesco su Malta: gli Stukas riescono a colpire ancora, anche se in maniera non grave, la portaerei Illustrious.
    20 gennaio
    Personalmente Hitler ha già preso la decisione di inviare in Libia, in appoggio all’esercito italiano, la 15à divisione corazzata tedesca agli ordini del gcn Erwin Rommel.


    Secondo i capi di Stato Maggiore britannici, la presenza della Luftwaffe in Sicilia rende inattuabile il piano che prevede l’occupazione dell’isola di Pantelleria con un’azione di Commandos. Contro tale progetto comunque (visto peraltro con entusiasmo dal premier inglese Churchill) si era già schierato l’ammiraglio Cunningham che non poteva sopportare un ulteriore carico alle già incredibili difficoltà che incontrava l’opera di rifornimento alla squadra nel Mediterraneo. Malta è destinata a rimanere, per lungo tempo ancora, la sola fortezza inglese nel Mediterraneo centrale.
    21 gennaio
    Africa Orientale Italiana.Gli inglesi conquistano Kassala,presso il confine tra il Sudan e l’Eritrea. Sotto la pressione nemica gli italiani si ritirano ad Agordat e successivamente raggiungono la munitissima fortezza di Cheren.
    Africa settentrionale.Si scatena contro Tobruk l’attacco della fanteria australiana.


    Da Londra due comunicazioni urgenti e importanti ai comandanti delle forze terrestri e navali britanniche in azione nel bacino del Mediterraneo: all’ammiraglio Cunningham si ordina di dotare Malta delle forze aeree necessarie alla sua difesa; al gen. WavelI viene comunicato che si ritiene oltremodo importante la conquista di Bengasi, e che si proceda quindi verso tale obiettivo. Dal canto suo il gen. O’Connor ha disposto che la IV brigata australiana si metta in marcia verso cl-Mechili e che la VII brigata corazzata continui la sua avanzata verso Derna : con el-Mechili quest’ultima località è un importante centro della Cirenaica.


    In Romania il gen. Antonescu, che pure è stato portato aI potere dalle “camicie verdi’’ stronca con l’aiuto del l’esercito I'insurrezione della “Guardia di Ferro".
    22 gennaio
    Africa settentrionale.La guarnigione italiana di Tobruk si arrende dopo aver fatto saltare nella notte le installazioni portuali e l’incrociatore San Giorgio. Gli inglesi fanno prigionieri 30.000 italiani e catturano più di 200 cannoni e una settantina di carri armati. Nell’operazione gli inglesi hanno impiegato soltanto 16 carridel tipo Matilda.
    Verso sera, la VII brigata corazzata inglese si trova a circa 30 km da Derna (Cirenaica) mentre alcune pattuglie della IV brigata percorrono le piste che da el-Mechili conducono verso ovest, sud e sud-ovest.
    Africa Ortentale Italiana.Gli inglesi passano in forze il confine con la Somalia italiana nella regione dell’Oltregiuba, e occupano Gelib.


    A nome di re Boris, il capo di Stato Maggiore dell’esercito bulgaro, gen. Boydeff, mette a punto col rappresentante del comando tedesco un piano di collaborazione e di cooperazione tra i due paesi.


    Wavell riceve l’ordine di mettersi nelle condizioni di sostenere i greci con tutti i mezzi a disposizione.
    23 gennaio
    Mediterraneo.La portaerei inglese Illustrious puo lasciare Malta diretta ad Alessandria d’Egitto.
    24 gennaio
    Africa settentrionale.Nei pressi di el-Mechili, in Cirenaica, ha luogo una delle prime battaglie tra carri armati della guerra d’Africa: la 7à divisione corazzata inglese distrugge 8 carri armati medi italiani e ne cattura 1 perdendo a sua volta 1 carro pesante e 6 leggeri.
    25 gennaio
    *****
    26 gennaio
    Fronte Greco-Albanese.Prende il via una controffensiva italiana, sollecitata da Mussolini, per la riconquista di Klisura (alb. Kèlcyre).
    27 gennaio
    Il ministro degli Esteri italiano Galeazzo Ciano raggiunge il fronte greco-albanese per assumervi il comando di un Gruppo aereo da bombardamento. Altri gerarchi sono pure mandati al fronte.


    L’ambasciatore USA a Tokyo informa il suo governo che lo Stato Maggiore Imperiale nipponico starebbe approntando piani d’attacco contro le basi aeronavali americane nel Pacifico,e in primo luogo menziona esplicitamente Pearl Harbor.
    28 gennaio
    Africa Orientale Italiana.A Barentu, a sud di Agordat, raggiunta dalla 5à divisione indiana, gli italiani oppongono una strenua resistenza,ma quando apprendono che Agordat è stata conquistata dai soldati britannici abbandonano il campo ritirandosi in direzione sud-ovest, tra i monti.
    29 gennaio
    Africa settentrionale.I soldati italiani.per sfuggire all’accerchiamento delle truppe inglesi della 7à divisione corazzata, abbandonano Derna e si accingono a sgomberare l’intera Cirenaica per costituire una nuova e più solida linea difensiva a el-Agheila, al confine con la Tripolitania.


    Dopo brevissima malattia muore il primo ministro greco Joannis Metaxas; gli succede Alexandros Koritzis, governatore della Banca Ellenica.
    30 gennaio
    Africa settentrionale.Truppe inglesi occupano il caposaldo di Derna, in Cirenaica.


    Il governo tedesco rende noto che qualsiasi nave che trasporti merci dirette in Gran Bretagna verrà affondata indipendentenìente dalla sua nazionalità.
    31 gennaio
    *****



  18. #18
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Febbraio 1941

    1° febbraio
    Africa settentrionale.Gli italiani sgombrano la zona di Bengasi, per evitare che tutte le forze dislocate rischino di rimanere chiuse in una sacca.


    II governo italiano è costretto a chiedere ufficialmente rinforzi alla Germania per la campagna d’Africa. GiI Stati Uniti riorganizzano le loro forze navali raggruppandole in 3 flotte, dell’Atlantico, del Pacifico e Asiatica.


    Di primo mattino, il gen. O’Connor. comandante dele truppe inglesi che operano in Libia, invia al Cairo, sede del comandante in capo gen. Wavell, il brigadiere generale Erich Dorman-Smith per ottenere l’autorizzazione a tagliare la strada alle truppe italiane che si stanno ritirando verso la Tripolitania.
    2 febbraio
    Africa settentrtonale.Dorman-Smith rientra dal Cairo e riferisce al gen. O’Connor che Wavell autorizza l’operazione contro il nemico che si sta ritirando.


    Il Gran Consiglio di Guerra tedesco mette a punto i particolari dell’operazione “Barbarossa” contro l’Unione Sovietica in base alla relazione (sommaria) presentata dal gen. Halder sull’esercito russo. Sul fronte occidentale le forze sovietiche si valutano in 145 divisioni di fanteria, 26 di cavalleria e 40 brigate motorizzate: in totale 211 grandi unità di fronte alle 190 della Germania e dei suoi alleati. Una sostanziale parità numerica, conclude la relazione Halder, dove però il fattore tecnico-strategico è decisamente a favore dell’esercito tedesco.
    3 febbraio
    Africa settentrionale.Il gen. Graziani ordina la ritirata generale delle truppe italiane verso la Tripolitania.


    Il Comando Supremo tedesco decide il trasferimento in Libia dei primi contingenti dell’Afrikakorps.
    Africa Orientale Italiana.Inizia in Eritrea la battaglia di Cheren.


    Francois Darlan, ministro della Marina francese e fedelissimo di Pétain, e Pierre LavaI, già vicepresidente del Consiglio dei ministri francese con lo stesso Pétain, si incontrano a Parigi con l’ambasciatore tedesco Otto Abetz: questi propone ai rappresentanti del governo di Vichy i modi con cui inserire la Francia nel “nuovo ordine” europeo predicato da Hitler, convincendoli alla fine a collaborare sempre più strettamente con i tedeschi.
    Cina.Dopo un rapido sbarco nella zona di Wai Chow, reparti giapponesi occupano Tam-shin, a est di Canton.
    4 febbraio
    Africa settentrionale.Cominciano ad affluire a el-Mechili, in Cirenaica, i primi rifornimenti inglesi provenienti da Tobruk: la IV brigata corazzata può cosi procedere verso ovest per tagliare la strada alle truppe italiane che si sono ritirate da Bengasi.
    5 febbraio
    Africa settentrionale.In Cirenaica, la IV brigata corazzata inglese e l'11° reggimento autoblindato Ussari riescono a tagliare la colonna italiana che da Bengasi si sta dirigendo verso Agedabia.
    Al crepuscolo gli uomini del gen. O’Connor sono penetrati profondamente nella Cirenaica meridionale in direzione ovest. La IV brigata corazzata si sta avvicinando a Beda Fomm dove gli italiani si stanno ammassando frettolosamente in vista di quella che potrebbe rappresentare l’ultima resistenza. A sud-est di Beda Fomm si arrende una colonna di 5000 uomini tra militari e civili italiani.


    Hitler scrive a Mussolini per esprimergli la sua preoccupazione e la sua disapprovazione per il modo con cui il comando italiano sta conducendo le operazioni in Africa settentrionale; all’alleato offre inoltre l’aiuto di una divisione corazzata a condizione che nel frattempo gli italiani tengano duro e non ripieghino fino a Tripoli.
    6 febbraio
    Africa settentrionale.In Cirenaica, Bengasi viene occupata dalle truppe inglesi. Per sottrarsi all’accerchiamento gli italiani impegnano severamente le truppe corazzate britanniche lungo la strada Bengasi-Beda Fomm: nel corso di ripetuti tentativi per spezzare il cerchio che si è rapidamente formato attorno a loro, perdono più di 80 carri armati.


    A Berlino Hitler riceve il gen. Erwin Rommel cui affida il comando dell’Afrikakorps, cioè delle forze tedesche che dovranno appoggiare l’esercito italiano in Libia. Pur trovandosi nella sfera d’azione del gen. Albert Kesselring, comandante del settore operativo sud (che abbraccia l’italia e lo scacchiere del Mediterraneo), Rommel dipende direttamente da Hitler cui solo deve riferire.


    lI Congresso degli Stati Uniti vota un emendamento che rimette in discussione la legge “Affitti e prestiti” (Lend-Lease Act) per i soccorsi alla Gran Bretagna.


    A Tokyo, sotto gli auspici del governo nipponico, ha inizio la conferenza di pace tra la Francia di Vichy e la Thailandia.
    7 febbraio
    Africa settentrionale.In Cirenaica la 10à armata italiana è accerchiata a Beda Fomm.Anche Agedabia, a sud di Beda Fomm, uno degli ultimi caposaldi italiani in Cirenaica, cade in mano inglese. Quanto resta delle truppe italiane, che hanno perduto a Beda Fomm ben 20.000 uomini, più di 200 cannoni e 120 carri armati, si attesta sulla strada costiera che porta da Agedabia a el-Agheila, al confine tra la Cirenaica e la Tripolitania. Tutta la Cirenaica risulta ormai in mano inglese.
    8 febbraio
    Africa settentrionale.Il gen. Rodolfo Graziani, comandante in capo delle forze armate italiane in Africa settentrionale, nonché governatore della Libia, invia a Mussolini una lettera in cui tra l’altro scrive: “Duce, gli ultimi avvenimenti hanno fortemente depresso i miei nervi e le mie forze, tanto da non consentirmi di tenere più il comando nel pieno possesso delle mie facoltà. Vi chiedo pertanto di essere richiamato”.


    Il neopresidente del Consiglio greco Koritzis riapre con gli inglesi il discorso sugli aiuti in caso di intervento tedesco contro il suo paese. Gli giungono assicurazioni da parte di Churchill che ordina di costituire il nucleo di un’armata per un rapido intervento in Grecia.


    Delegati degli Stati Maggiori Generali germanico e bulgaro stipulano un accordo militare.
    9 febbraio
    Velivoli decollati dalla portaerei britannica Ark Royal bombardano Pisa e Livorno mentre tra le 8,15 e le 8,45 le corazzate inglesi Renown e Malaya e i’incrociatore Sheffield rovesciano su Genova 1500 proiettili di grosso e medio calibro. L’attacco provoca lievi danni agli impianti portuali, ma molte vittime tra la popolazione civile: la sorpresa per questa azione è totale e mette a nudo l’inefficienza, se non addirittura l’inconsistenza, delle difese italiane. Una squadra navale italiana cerca di stabilire il contatto con il nemico, ma dopo 35 ore di inutili ricerche deve rinunciare: le unità inglesi sembrano essersi volatilizzate; neppure gli aerei sono riusciti a localizzarle.


    In Libia, gli inglesi raggiungono el-Agheila, al confine tra Cirenaica e Tripolitania.
    10 febbraio
    Il governo tedesco e quello spagnolo stipulano un accordo (segreto) in base al quale la Spagna si impegna a respingere un eventuale attacco da parte delle forze alleate occidentali.


    Churchill telegrafa a Wavell, comandante in capo delle forze armate inglesi nel Medio Oriente: “La distruzione della Grecia” ammonisce il premier inglese “metterebbe in ombra le vittorie ottenute dalle forze inglesi in Libia e la nostra indifferenza per la sorte degli alleati potrebbe indurre la Turchia a cambiare atteggiamento”.
    11 febbraio
    Giunge a Roma il generale tedesco Erwin Rommel, comandante delI ‘Afrikakorps.
    11-13 febbraio
    Mussolini incontra a Bordighera il capo dello stato spagnolo gen. Francisco Franco. Il comunicato finale parla di “identità di vedute” tra i due governi, ma il vertice si risolve in sostanza in un nulla di fatto.
    12 febbraio
    Il gen. Italo Gariboldi è designato a sostituire il maresciallo Rodolfo Graziani al comando delle truppe italiane in Africa settentrionale.
    Africa Orientale Italiana.In Eritrea, le truppe alpine italiane rioccupano il Roccione Forcuto, nella zona di Cheren, obbligando i britannici (operano nel settore la 4à e la 5à divisione indiana) a ripiegare verso est.
    Africa settentrionale.Il gen. Erwin Rommel arriva in volo a Tripoli.


    Churchill invia un telegramma al gen. Wavell congratulandosi per la rapida conquista di Bengasi, ma ordinandogli di sospendere l’avanzata e di prepararsi a inviare in Grecia tutte le forze non strettamente indispensabili. A disposizione degli inglesi, in Libia, resta solo una squadriglia di caccia. Wavell ordina a O’Connor di rientrare al Cairo:a presidio del territorio conquistato agli italiani vengono lasciate pochissime truppe. Churchill teme che, se non tempestivamente aiutati, i greci possano accordarsi con Hitler.


    Il ministro degli Esteri inglese Anthony Eden e il capo di Stato Maggiore Generale Imperiale sir John Dill partono per il Cairo: da qui, assieme al gen. Wavel, si porteranno ad Atene, Ankara e Belgrado per una serie di colloqui tesi a costituire contro l’Asse una coalizione che dovrebbe estendersi dall’Egeo al Danubio. Il governo di Belgrado però rifiuterà di ricevere i rappresentanti britannici, i turchi li riceveranno ma dichiareranno di non poter aderire alla loro proposta.
    13 febbraio
    A Montpellier il capo del governo francese di Vichy, maresciallo Pétain, incontra il gen. Francisco Franco,capo dello stato spagnolo.


    A Merano si incontrano l’ammiraglio Arturo Riccardi, capo di Stato Maggiore della marina italiana, e l’ammiraglio Erich Raeder, comandante in capo della marina tedesca, con i rispettivi stati maggiori per mettere a punto una più stretta collaborazione in campo navale tra i due paesi.
    14 febbraio
    Hitler riceve a Berchtesgaden il presidente del consiglio iugoslavo Dragisa Cvetkovic ed esercita forti pressioni affinché la Iugoslavia aderisca al Patto Tripartito.
    Fronte greco-albanese.Dopo accaniti combattimenti, i greci si impadroniscono di Quota 1178 nel settore dello Scindeli. I bollettini italiani in questo periodo segnalano, ogni tanto, aspri combattimenti, ma affermano sempre che gli attacchi nemici sono stati respinti con gravi perdite. Più spesso si parla di normale attività di pattuglie e di azioni di artiglieria, mentre notevole risalto viene dato all’attività aerea.
    Africa settentrionale.Sbarcano a Tripoli, in Libia, i primi contingenti dell’Afrikakorps, un battaglione di esploratori e un battaglione contro-carro: sono le avanguardie del corpo di spedizione tedesco che comprende la 15à divisione corazzata e la 5à divisione leggera motorizzata.
    15 febbraio
    L’Inghilterra rompe le relazioni diplomatiche con la Romania.
    Africa settentrionale.Salvo le oasi di Cufra e Giarabub, tutta la Cirenaica è in mano agli inglesi.
    16 febbraio
    *****
    17 febbraio
    Nella Somalia italiana meridionale le truppe del gen. Cunningham (la 11à e la 12à divisione africana e la 1à divisione sudafricana) raggiungono la base di Chisimaio.


    Su pressione tedesca, Turchia e Bulgaria firmano un patto di amicizia in base al quale la Turchia si impegna a non considerare come un casus belli il transito delle truppe tedesche attraverso la Bulgaria.
    18 febbraio
    Con 260 voti favorevoli contro 165 contrari, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti approva la legge “Affitti e prestiti”.
    19 febbraio
    Hanno luogo al Cairo le consultazioni tra il ministro degli Esteri inglese Anthony Eden e il capo di Stato Maggiore Generale Imperiale sir John DiIl con il gen. Wavell e l’ammiraglio Cunningham sul piano di aiuti da inviare alla Grecia.
    20-21 febbraio
    *****
    22 febbraio
    Giunge ad Atene la delegazione britannica incaricata di discutere le modalità per l’invio in Grecia del corpo di spedizione britannico che si sta allestendo in Africa: fanno parte della delegazione il ministro degli Esteri inglese Eden, sir John DiIl, capo di Stato Maggiore, il gen. WavelI, comandante in capo delle forze inglesi in Medio Oriente e un rappresentante dell’ammiraglio Cunningham, capo della flotta inglese del Mediterraneo.
    23 febbraio
    Il primo ministro greco Koritzis accetta formalmente l’aiuto che la Gran Bretagna offre al suo paese: una forza di 100.000 uomini con 240 pezzi di artiglieria da campagna, 32 cannoni di medio calibro, 192 cannoni antiaerei e 142 carri armati.
    Africa settentrionale.Il presidio italiano di Giarabub, nella Cirenaica orientale, resiste eroicamente.
    24 febbraio
    Africa Orientale Italiana.Nella Somalia meridionale, i britannici riescono a passare sulla sponda sinistra del basso Giuba. Le truppe italiane arretrano in direzione di Mogadiscio.
    25 febbraio
    Egeo.Un nutrito Commando inglese sbarca nell’Isola di Castelrosso (oggi Kastellorizon), nel Dodecanneso, e la occupa dopo aver sopraffatto la guarnigione italiana.


    In Bulgaria viene sventato un complotto filobritannico mirante all’attuazione di un colpo di stato.
    26 febbraio
    Africa Orientale Italiana.Nella Somalia meridionale, le truppe inglesi del gen. Cunningham occupano Mogadiscio, capoluogo della regione, evacuata il giorno prima dalle forze italiane.
    27 febbraio
    Egeo.Con l’appoggio della marina, gli italiani sbarcano nell’Isola di Castelrosso, appena occupata dai britannici, e la riconquistano.
    28 febbraio
    Africa Orientale Italiana.Aerei inglesi bombardano la città di Asmara, in Eritrea.



  19. #19
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Marzo 1941

    1° marzo
    A Vienna, al Castello del Belvedere, i rappresentanti della Bulgaria sottoscrivono, alla presenza di Ribbentrop, Ciano e dell’ambasciatore giapponese a Berlino gen. Oshima, l’adesione al Patto Tripartito.
    Africa settentrionale.In Tripolitania, le truppe della ‘‘Francia Libera’’ agli ordini del gen. Jaeques-Philippe Leclerc, costringono alla resa i soldati italiani che difendono l’oasi di Cufra.
    2 marzo
    Le truppe tedesche destinate ad attaccare la Grecia incominciano ad attraversare il Danubio e a riversarsi in territorio bulgaro. Si tratta di forze imponenti: la 12à Armata, composta da 5 corpi d’armata (il IV, l‘XI, il XIV, il XVIII e il XXX); il 1 Gruppo corazzato di von Kleist, forte di 3 divisioni (5à, 9à e 11à), un’altra divisione corazzata, la 2à, aggregata all’XI corpo d’armata, e infine l’8° Corpo aereo al comando dal gen. Wolfram von Richthofen.


    La Romania adotta una serie di provvedimenti antisemiti, a imitazione del modello tedesco.


    Rientra ad Atene da Ankara la missione inglese guidata dal ministro degli Esteri Anthony Eden: i colloqui con i governanti turchi non hanno sortito l’effetto sperato in vista della progettata formazione di una coalizione anti-Asse.


    Fronte greco-albanese.Mussolini giunge in Albania per un’ispezione alle truppe combattenti.
    3 marzo
    Penetrate in Bulgaria col consenso del governo, ormai alleato della Germania, truppe tedesche vanno ad attestarsi al confne con la Grecia. Due giorni dopo, la Gran Bretagna romperà le relazioni diplomatiche con Sofia.
    4 marzo
    Lascia Alessandria d’Egitto il primo convoglio di navi mercantili e da guerra britanniche con a bordo le truppe e i rifornimenti destinati alla Grecia. La protezione dei convogli viene affidata a 4 incrociatori e 4 cacciatorpediniere.


    Il gen. Henry Maitland Wilson, designato il 28 febbraio a comandare le forze britanniche in Grecia, arriva ad Atene.


    A Berchtesgaden Hitler riceve in gran segreto il principe Paolo, reggente di Iugoslavia, cui chiede l’adesione al Patto Tripartito e il libero passaggio delle truppe tedesche sul territorio iugoslavo: in cambio la Iugoslavia potrà a suo tempo annettersi il porto di Salonicco e una parte della Macedonia greca da essa rivendicata.
    5 marzo
    La Gran Bretagna rompe le relazioni diplomatiche con la Bulgaria.
    6 marzo
    In Olanda, il tribunale di guerra tedesco condanna a morte 18 appartenenti all’Organizzazione di lotta clandestina. Sono le prime vittime della resistenza olandese all’invasore tedesco.
    7 marzo
    Incominciano i primi sbarchi del corpo di spedizione britannico in Grecia, nel porto del Pireo e a Volos. In precedenza, la presenza inglese consisteva soprattutto nell’aviazione. Il corpo di spedizione è formato non dai 100.000 uomini concordati, ma da oltre 57.000 uomini in quattro divisioni, due delle quali corazzate.
    8 marzo
    *****
    9 marzo
    Fronte greco-albanese.Alla presenza di Mussolini, ha inizio in Albania (metà della quale è in mano ai greci) l’offensiva italiana fra Tomor e il fiume Voiussa; si registrano alcuni successi nel settore di Mali Arza e del monte Trebescini, a sud-est di Berat. I greci riusciranno tuttavia, il 14, a fermare la spinta italiana.
    10 marzo
    Con la mediazione nipponica, viene composta la vertenza fra Thailandia e Francia con la cessione alla prima della regione di Luang Prabang, alla destra del fiume Mekong, e di alcune province cambogiane. Il Giappone estende il suo controllo sull’amica Thailandia, ottiene il monopolio della produzione di riso dell’indocina e l’accesso al porto di Saigon.
    11 marzo
    In Iugoslavia scoppiano disordini e dimostrazioni antitedesche e antiitaliane.
    USA.Il Congresso americano, con il voto favorevole del Senato (60 contro 31), approva la legge “Affitti e prestiti” che diventa cosi operante. Essa consente al presidente degli Stati Uniti di “vendere, trasferire, scambiare, affittare, prestare o altrimenti adoperare materiali di difesa a beneficio di ogni paese la cui difesa sia giudicata vitale per la difesa degli Stati Uniti d’America”. L’America diventa anche de jure, come già lo è di fatto, "I’arsenale delle democrazie". Il presidente ha la libertà di designare le nazioni beneficiarie e di fissare la natura e l’ammontare dell’aiuto. La sintesi, paradossale, ma reale, del provvedimento la dà un senatore del Texas che esclama: “Se ho ben capito questa legge consente di trasferire alla Repubblica dei Soviet la corazzata Texas”. Le prime due nazioni ammesse a beneficiare degli aiuti americani sono la Gran Bretagna, che riceverà 28 potenti vedette lanciasiluri, e la Grecia che otterrà notevoli forniture di artiglieria.
    12 marzo
    *****
    13 marzo
    Fronte greco-albanese.Durissimi i combattimenti fra gli attaccanti italiani e i difensori greci; sono impegnati 32 reggimenti di fanteria italiani e 34 reggimenti greci. Gli italiani puntano in direzione di Klisura (alb. Kèlcyrè). Non riescono a travolgere i greci, e i combattimenti si protrarranno fino alla fine del mese. Ma scopo del comando italiano non è tanto il guadagno territoriale, quanto il logoramento del nemico.
    14-15 marzo
    *****
    16 marzo
    Africa orientale.Reparti inglesi provenienti via mare dal protettorato di Aden sbarcano a Berbera, nella Somalia britannica, ne ricacciano gli italiani che l’avevano occupata e puntano verso ovest in direzione del confine con l’Abissinia.


    Mai cessate, le incursioni aeree tedesche sulla Gran Bretagna registrano un’improvvisa recrudescenza.
    17 marzo
    Africa orientale.Le truppe britanniche del gen. Cunningham (11à e 12à divisione africana e 1à divisione sudafricana), penetrate in Abissinia dalla Somalia italiana, raggiungono Giggigà, località poco distante dal confine con la Somalia inglese, da poco evacuata dagli italiani.
    In Eritrea, nel settore di Cheren, durante un violento contrattacco contro gli inglesi, muore il generale italiano Orlando Lorenzini.
    18 marzo
    La Spagna si annette il Territorio Libero di Tangeri.
    18-19 marzo
    Durante la notte Londra subisce uno dei più pesanti attacchi aerei dall’inizio del conflitto.
    19 marzo
    L’ammiraglio Weichold, rappresentante della marina germanica presso il comando supremo italiano a Roma, invia una lettera al capo di Stato Maggiore della marina italiana ammiraglio Arturo Riccardi, in cui si mostra favorevole ad un attacco in forze italiano nel Mediterraneo orientale; da notizie in suo possesso, infatti, risulta che nella base inglese di Alessandria d’Egitto solo una nave da battaglia (la Valiant) risulta in piena efficienza.


    I tedeschi lanciano una specie di ultimatum alla Iugoslavia concedendole solo 5 giorni di tempo per decidere sulle richieste di collaborazione e di adesione al Patto Tripartito avanzate da Hitler al reggente Paolo il 4 marzo.
    20 marzo
    Nel corso di una riunione del Consiglio della Corona a Belgrado, il principe reggente Paolo si mostra propenso ad aderire alle richieste di Hitler.
    Africa settentrionale.Dopo una lunghissima e tenace difesa, il presidio italiano dell’oasi di Giarabub, in pieno deserto cirenaico, si arrende.
    Africa Orientale.Nella Somalia inglese, contingenti britannici provenienti da Berbera giungono ad Hargeisa, presso il confine con l’Abissinia.
    21 marzo
    Africa settentrionale.Il generale Italo Gariboldi prende effettivo possesso della sua nuova carica di governatore della Libia e di comandante in capo delle forze italiane in Africa settentrionale in sostituzione di Rodolfo Graziani.
    22 marzo
    Africa Orientale Italiana.In Abissinia, di fronte alla pressione incombente delle truppe inglesi, la città di Harar, a ovest di Giggigà, viene dichiarata dagli italiani “città aperta”.
    23 marzo
    *****
    24 marzo
    Africa settentrionale.Con rapida azione, Rommel occupa con le sue truppe el-Agheila, al confine tra la Tripolitania e la Cirenaica.


    Una nota diplomatica del governo inglese ammonisce il governo iugoslavo a non allinearsi alle potenze del Patto Tripartito.
    25 marzo
    A Vienna, presente il suo ministro degli Esteri Cinkar Markovié, il presidente del Consiglio iugoslavo Dragisa Cvetkovic firma il trattato di adesione del suo paese al Patto Tripartito.


    Anche la Bulgaria aderisce al Patto Tripartito.
    25-26 marzo
    Nella notte sei “barchini” esplosivi appartenenti al reparto speciale della marina italiana denominato X MAS partono dalla base di Lero, nell’Egeo, al comando del tenente di vascello Luigi Faggioni in direzione di Creta. Questi “barchini” erano motoscafi a fondo piatto con motore fuoribordo dotati di una potente carica di esplosivo e di un sedile a molla, che consentiva al pilota di porsi in salvo prima dello scoppio del “barchino” contro l’obiettivo. Dopo aver forzato gli sbarramenti nemici della baia di Suda, dirigono i loro mezzi contro le navi inglesi alla fonda mettendo fuori combattimento l’incrociatore pesante York di 8250 t e la nave cisterna Pericles di pari stazza.
    26 marzo
    Da Londra Leopold Stennett Amery, ministro per l’india e la Birmania, lancia un appello ai serbi affinché non consentano a nessuno di ridurli “ancora una volta al rango di razza sottomessa”.
    Iugoslavia.Si allarga a macchia d’olio la protesta per l’adesione del paese al Patto Tripartito, che coinvolge sindacati, contadini, Chiesa ed esercito. Mentre scendono dal treno che li riporta da Vienna a Belgrado, il ministro degli Esteri Markovic e il presidente del Consiglio dei ministri Cvetkovic vengono arrestati: il reggente Paolo è consegnato nel suo palazzo.
    Africa Orientale.Gli inglesi occupano Harar.
    Mediterraneo.Ricognitori del Corpo Aereo Tedesco di stanza in Sicilia avvertono il comando della marina italiana che sono rientrate nella base di Alessandria d’Egitto le corazzate Barham e Warspite e la portaerei Formidable.
    27 marzo
    In Iugoslavia, un gruppo di ufficiali dell’aeronautica, guidati dal capo di Stato Maggiore gen. Dusan Simovic, mette in atto un colpo di stato e rovescia il governo. Il Consiglio di Reggenza è sciolto, il principe Paolo viene esiliato ed è chiamato al trono il non ancora diciottenne Pietro, figlio dell’assassinato re Alessandro. Viene costituito un governo di unione nazionale, presieduto dallo stesso gen. Simovic, che tra i primi atti stipula un patto di non aggressione con Mosca.
    Hitler dirama la direttiva n. 25, che ordina la liquidazione della Iugoslavia, paese che dopo il colpo di stato militare “deve essere considerato nemico e perciò schiacciato al più presto”. L’OKH prepara nuovi piani per l’operazione “Marita”, a causa della quale è necessario un rinvio dalla metà di maggio a fine giugno dell’operazione “Barbarossa” (l’invasione dell’URSS).


    Terminano a Washington le consultazioni tra i rappresentanti degli Stati Maggiori britannico e americano durante le quali sono state fissate le direttive strategiche dei due paesi in caso di un intervento diretto degli Stati Uniti nel conflitto.
    Africa Orientale Italiana.In Eritrea, dopo 12 giorni di aspri combattimenti, gli italiani si ritirano da Cheren verso l’Asmara. Le difese dell’Africa Orientale Italiana si vanno sgretolando. La battaglia per Cheren è durata 8 settimane ed è costata agli inglesi 4000 uomini tra morti e feriti, circa 3000 agli italiani.
    28 marzo
    Il mar. John Dill. capo dello Stato Maggiore Generale Imperiale inglese, si reca a Belgrado per sondare le intenzioni del nuovo governo di Dusan Simovic. Nonostante la difficile situazione il governo iugoslavo invierà quanto prima, sembra, un proprio rappresentante per riprendere i colloqui con gli Alleati in vista della progettata “alleanza balcanica” dall’Egeo al Danubio.
    Africa Orientale Italiana.Gli italiani abbandonano Diredaua e ripiegano verso Addis Abeba.
    29 marzo
    Africa Orientale Italiana.Gli inglesi occupano Diredaua, località dell’Abissinia a nord-ovest di Harar.
    30 marzo
    Hitler nel pomeriggio approva il piano particolareggiato per l’invasione della Iugoslavia.


    In 4 nazioni del continente americano, cioè Stati Uniti, Messico, Costarica e Venezuela, vengono posti sotto sequestro tutti i piroscafi tedeschi, italiani e danesi che si trovano nei loro porti.
    Mediterraneo.Nel tardo pomeriggio la flotta inglese dell’ammiraglio Cunningham raggiunge il porto di Alessandria dove viene celebrata una funzione religiosa di ringraziamento per il successo di Capo Matapan: vittoria tanto più significativa se si pensa che gli inglesi hanno perduto un solo aereo.
    31 marzo
    Africa settentrionale.Gli italo-tedeschi di Rommel attaccano Marsa el-Brega, località della Cirenaica a nord-est di el-Agheila. Gli inglesi sono costretti a ritirarsi.



  20. #20
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Aprile 1941

    1° aprile
    Africa Orientale Italiana.L’Asmara, capoluogo del l’Eritrea, viene occupata dalle truppe della 4à e 5à divisione indiana del gen. Platt.
    USA.Il comandante delle operazioni navali americane comunica che le iniziative delle potenze dell’Asse prendono il via generalmente il sabato o la domenica ed esorta pertanto gli Alleati ad intensificare in quei giorni le varie misure di sicurezza.
    Italia.Il ministro degli Esteri nipponico Matsuoka è in visita a Roma.
    Iugoslavia.Viene sciolto il Senato e proclamata la mobilitazione generale, a seguito della quale il paese, che ha già schierati ai confini 900.000 uomini, dovrebbe averne alle armi 1.400.000.
    2 aprile
    Africa settentrionale.Rommel riconquista Agedabia e Zuetina.
    Iugoslavia.Il capo di Stato Maggiore Generale Imperiale gen. John DiII è a Belgrado dove ha un colloquio “segretissimo” con il capo del governo iugoslavo gen. Dusan Simovic. Nonostante le assicurazioni, il gen. Simovic rifiuta di stipulare un accordo formale con la Gran Bretagna.
    Africa Orientale Italiana.Mentre le truppe inglesi dall’Asmara puntano verso Massaua, 5 cacciatorpediniere italiani alla fonda nel porto della città prendono il largo puntando verso Porto Sudan. Avvistati però da ricognitori inglesi vengono attaccati da una squadriglia di aerosiluranti: 4 sono affondati dalle bombe nemiche.
    3 aprile
    Il presidente del Consiglio ungherese conte Pàl Teleki si toglie la vita, giudicando contraria all’onore del paese la decisione, presa dall’amm. Horthy, di collaborare con la Germania nell’invasione della Iugoslavia, cui l’Ungheria è da meno di un mese legata da un patto di non aggressione. Lo sostituisce il ministro degli Esteri Làszl6 Bàrdossy, notoriamente filotedesco, il quale conserva il portafoglio degli Esteri.
    Africa settentrionale.La riconquista della Cirenaica da parte delle forze dell’Asse si è avviata sotto buoni auspici, grazie soprattutto all’audacia dcl gen. Rommel (da notare comunque che l’Afrikakorps è ancora a ranghi incompleti) e per la relativa inesperienza delle truppe inglesi.
    4 aprile
    Africa settentrionale.Da Agedabia, riconquistata il 2 aprile, Rommel scatena la sua offensiva in Cirenaica, in tre direzioni verso nord, in direzione di Bengasi, verso nord-est per Msus e el-Mechili e in direzione est per Ben-Gama e Tengeder, minacciando cosi le retrovie britanniche. Dispone della 5à divisione motorizzata leggera tedesca (che invia parte in direzione di Msus-el-Mechili e parte, assieme alla divisione italiana Aride, su Ben-Gama e Tengeder) e delle divisioni italiane Trento e Brescia che lancia in direzione di Bengasi. A difendere la Libia gli inglesi hanno lasciato il gen. Philip Neame con la Il brigata, la 2à divisione corazzata, la 9à divisione australiana e una brigata motorizzata indiana. Ben poca cosa dunque e per questo motivo, molto saggiamente, il gen. Neame ha avuto l’ordine, in caso di massiccio attacco nemico, di ritirarsi perché non sono disponibili rinforzi. Rommel incontra percio' scarsissima resistenza e lo stesso 4 aprile le sue truppe entrano a Bengasi.
    5 aprile
    Africa settentrionale.Continua,inesorabile e rapida,l’avanzata delle truppe dell’Asse che conquistano a nord Barce e a sud Tengeder.
    Africa Orientale Italiana.Gli italiani sgombrano la capitale Addis Abeba.Nei giorni 3 e 4 il viceré Amedeo d’Aosta ha distribuito le forze che gli restano in vari centri di resistenza nelle regioni montuose del paese, dall’Amba Alagi al Galla Sidarno, all’Amara.


    L’URSS offre alla Iugoslavia un patto di amicizia (ma non di mutua assistenza) che viene immediatamente accettato. La firma ha luogo a Mosca. Ma la mossa non può certo fermare Hitler.
    6 aprile
    La Germania invade la Iugoslavia e dichiara guerra alla Grecia. Le operazioni contro la Iugoslavia iniziano senza dichiarazione alcuna.
    Ore 5,15: inizia l’invasione della Iugoslavia. “Le forze dell’Asse in marcia contro il tradimento serbo e la minaccia inglese”, annunciano i giornali italiani e tedeschi.
    All’alba la Luftwaffe, diretta personalmente da Gòring, lancia un pesantissimo attacco (operazione "Castigo”) su Belgrado, che pure è stata dichiarata città aperta.Una seconda massiccia incursione sarà effettuata l’indomani. Si tratta di una inutile strage, che serve solo a fini terroristici. Anche tutti i campi d’aviazione sono bombardati e gli aerei distrutti al suolo.
    La 2à armata tedesca (von Weichs) punta su Belgrado dall’Austria e dall’Ungheria. Il I gruppo corazzato (von Kleist) avanza dalla Bulgaria verso Nis a nord e verso Skopje e Monastir a sud per impedire il congiungimento delle truppe iugoslave con quelle greche. Già nel primo giorno di lotta i tedeschi si impadroniscono della sponda iugoslava delle Porte di Ferro, la gola rocciosa del Danubio che corre lungo il confine romeno-iugoslavo) fra Orsova e Turnu-Severin. Minacciano anche Nis. La 12à armata (von List) attacca sia in Iugoslavia, verso Strumica, sia in Grecia sulla linea Metaxas. La Luftwaffe distrugge praticamente il porto del Pireo.
    La linea Metaxas è tenuta da 2 brigate e 4 divisioni di fanteria. Altre due divisioni sono in riserva a circa 50 km dal fronte, a nord di Salonicco, dove è attestato anche il corpo di spedizione britannico, forte di circa 57.000 uomini.


    L’italia dichiara guerra alla Iugoslavia. Le sue truppe occupano qualche villaggio di frontiera nella Venezia Giulia.
    Africa settentrionale.In Cirenaica reparti dell’Asse occupano el-Mechili e Msus. La 9à divisione australiana comincia a ritirarsi da Derna nei cui pressi vengono presi prigionieri i generali inglesi Richard O’Connor e Philip Neame.
    Africa Orientale Italiana.Addis Abeba viene occupata dalla 12à divisione coloniale comandata dal gen. Wetherall. Dal 10 gennaio, giorno in cui le truppe del gen. Cunningham sono penetrate nella Somalia Italiana, al loro ingresso ad Addis Abeba gli in glesi hanno percorsa circa 2700 km ma non hanno dovuto sostenere battaglie sanguinose; le loro perdite assommano a circa 500 uomini. Gli italiani dal canto loro hanno perduto buona parte dell’armamento, equipaggiamenti e scorte viveri e decine di migliaia di prigionieri.
    7 aprile
    Il XL corpo corazzato tedesco, entrato in Iugoslavia dalla Bulgaria, occupa Skopjc e prosegue l'avanzata puntando su Monastir. Nel Nord del paese, la 2à armata di von Weichs punta su Zagabria. La 2à armata italiana (gen. Ambrosio) ha superato la frontiera giuliana.
    Il capo del movimento separatista croato, il Poglavnik Ante Pavelic, lancia un appello ai croati spronandoli alla costituzione di uno stato indipendente.
    La 12à armata tedesca (von List) entra in Grecia dalla Bulgaria. A contrastarla sono 4 divisioni greche, alle cui spalle, a una cinquantina di chilometri, sta il corpo di spedizione britannico (4 divisioni britanniche e 1 brigata di volontari polacchi), mentre altre 3 divisioni elleniche presidiano la linea Metaxas (sistema di fortificazioni lungo circa 160 km che si estende dai Monti Belastica fino alla foce del fiume Nestos). I tedeschi conquistano, dopo duri combattimenti, l’importante passo di Rupel. Gli Stukas martellano senza posa i coraggiosi difensori.


    Nella notte sul 7, bombardieri inglesi compiono un’incursione su Sofia, capitale della Bulgaria. Sembra quasi trattarsi di un’operazione “Castigo” di marca britannica dato che, come le incursioni tedesche su Belgrado, ha risultati puramente terroristici.
    Africa settentrionale.Nei pressi di el-Mechili, in Cirenaica, le truppe dell’Asse hanno la meglio sulla 2à divisione corazzata inglese e sulla III brigata indiana. Intanto gli inglesi cominciano a rinforzare il presidio di Tobruk.
    8 aprile
    Iugoslavia.Di fronte alle preponderanti forze tedesche, l’esercito iugoslavo dà segni di rapida disgregazione. Nel Sud, i tedeschi del I gruppo corazzato (von Kleist) occupano Nis e proseguono in direzione di Belgrado lungo la valle del fiume Morava.
    Africa Orientale Italiana.Massaua, ultimo centro della resistenza italiana in Eritrea, è costretta a cedere le armi. Dei 13.000 uomini che la difendevano oltre 3000 sono rimasti uccisi e 5000 feriti.
    9 aprile
    Grecia.Aggirata a occidente dalla 2à divisione corazzata tedesca (penetrata in Grecia dalla Iugoslavia), che conquista la sera stessa Salonicco, l’armata greca del Vardar o Axios (fiume che dalla Iugoslavia entra in Grecia e si getta in mare a ovest di Salonicco), comandata dal gen. Bakopoulos, è costretta a capitolare, con l’autorizzazione del Comando Supremo. 70.000 uomini sono fatti prigionieri.15 divisioni tedesche proseguono I‘avanzata verso l’Egeo scontrandosi con le restanti truppe greche e con il corpo di spedizione britannico.
    10 aprile
    Grecia.Il gen. Henmy Maitland Wilson, comandante il corpo di spedizione britannico, dà l’ordine di ritirata, indotto a questa decisione dallo spettro di una seconda Dunkerque.
    Iugoslavia.Zagabria è superata dalle forze dell’Asse in marcia verso sud. La città cade dopo un’effimera resistenza.


    La Croazia si proclama indipendente.
    Africa settentrionale.La piazzaforte di Tobruk, dove si sono rifugiati gli australiani della 9à divisione e altri sotto l’incalzare degli italo-tedesehi, è completamente isolata. I soldati dell’Asse, che arrivano a scaglioni, la cingono d’assedio. Ogni centimetro del perimetro difensivo della piazzaforte si trova entro il raggio d’azione dell’artiglieria tedesca e italiana; parimenti esposte al fuoco degli assedianti sono le squadre che lavorano nel porto.
    Atlantico.Primo gesto di ostilità degli Stati Uniti contro la Germania: al largo dell’Islanda, durante un’operazione di soccorso ai naufraghi di un mercantile olandese affondato, il cacciatorpediniere americano Ni-black sgancia cariche di profondita' contro l’U-Boot responsabile dell’afondamento.
    Germania.Durante un bombardamento inglese su Berlino, è distrutto il teatro dell’Opera.
    11 aprile
    Iugoslavia.La 2à armata italiana, penetrata in Iugoslavia dalla frontiera giuliana, avanza lungo due direttrici: all’interno verso Lubiana, che viene occupata; lungo la costa verso Spalato (Split) e Ragusa (Dubrovnik). Altre 4 divisioni italiane irrompono nel paese dall’Albania. Nelle operazioni, gli italiani impegnano 320 aerei. La 3à armata ungherese, suddivisa in 10 brigate, entra anch’essa in Iugoslavia e avanza verso Novi Sad.
    Africa Settentrionale.Rommel sferra un improvviso quanto violento attacco contro Tobruk:partecipano all azione le divisioni italiane Trento e Brescia (lungo il litorale) e la 5à divisione corazzata tedesca. La guarnigione britannica è all’erta e la sorpresa,su cui aveva contato Rommel, non riesce. Si trovano chiusi a Tobruk la 9à divisione australiana, una brigata di fanteria, una contraerea e un reggimento corazzato,al comando del gen. LesIie James Morshead. Verso sera l'assalto degli italo-tedeschi è respinto.
    12 aprile
    Iugoslavia.Cade Belgrado sotto la pressione del XLI corpo motorizzato tedesco proveniente dalla Romania. Presso la capitale avviene il congiungimento delle truppe tedesche penetrate dall’Ungheria con quelle provenienti dalla Romania.
    Anche gli italiani avanzano conquistando varie cittadine costiere e l’isola dalmata di Ugliano.
    Ante Pavelic assume la carica di capo dello stato croato,fantoccio di Mussolini.
    Africa settentrionale.Le forze dell’Asse occupano Bardia e avanzano in direzione del confine egiziano.


    Truppe statunitensi occupano la GroenIandia.
    13 aprile
    Africa settentrionale.Rommel dichiara di voler proseguire la sua avanzata almeno fino a Mersa Matruh, in Egitto, indipendentemente dall'evolversi delle operazioni attorno a tobruk. Da Berlino invece si suggerisce di consolidare il fronte a Sollum, al confine tra Libia ed Egitto, e soprattutto di eliminare in qualsiasi modo la resistenza della guarnigione inglese di Tobruk.
    Fronte greco-albanese.Robusta offensiva italiana contro i greci. In Albania sono riconquistate Corcia (Korce), Permeti (Permet), Argirocastro (Gjinokastrè), Porto Palermo (Portè e Palermos), mentre alcune divisioni avanzano nell’Epiro.
    14 aprile
    A Mosca, il ministro degli Esteri nipponico Matsuoka e quello sovietico Molotov firmano un patto di non aggressione, della durata di cinque anni, fra i due paesi.
    Africa settentrionale.Rommel lancia all’attacco di Tobruk da sud la 5à divisione leggera tedesca, che riesce in un primo tempo a penetrare nelle difese nemiche. Nel pomeriggio comunque l’efficace fuoco di interdizione e di sbarramento delle artiglierie e un deciso contrattacco delle fanterie britanniche costringono gli attaccanti a ritirarsi. Tobruk dunque resiste e agli italo-tedeschi non resta che rafforzare l’assedio alla piazzaforte.Gli italo-tedeschi cercano anche di impedire l’afflusso di rifornimenti via mare.
    15 aprile
    *****
    16 aprile
    Iugoslavia.I tedeschi occupano Sarajevo. Gli italiani occupano Antivari e Danilovgrad, mentre un repato del reggimento da sbarco San Marco si impadronisce dell’isola Veglia.
    Africa Settentrionale.Alle 2,20,nei pressi delle coste tunisine, all’altezza delle secche di Kerkenah,una formazionie di cacciatorpediniere inglesi attacca un convoglio italiano di 5 navi scortato da cacciatorpediniere. I piroscafi del convoglio e 3 cacciatorpediniere italiani di scorta (il Tarigo, il Lampo e il Baleno) sono affondati: gli inglesi perdono il cacciatorpediniere Mohawk.
    17 aprile
    L’esercito iugoslavo è ormai distrutto.Gli ultimi nuclei di resistenza, in Bosnia, cedono le armi, Il ministro degli Esteri A. Cincar-Markovic e il gen. Jankovic per la Iugoslavia, il gen. von Weichs per la Germania e il col. Bonfatti per l’Italia firmano a Belgrado l’atto di resa. 334.000 uomini sono stati fatti prigionieri dalle forze dell’Asse. Re Pietro Il e il governo, a bordo di aerei inglesi, riparano in Grecia, prima tappa dell’esilio londinese.
    Gli italiani occupano Ragusa (Dubrovnik).
    Fronte greco.La 9à armata italiana avanza neIl’Epiro.
    Africa Orientale Italiana.Nella loro marcia verso il nord, le truppe inglesi di Cunningham giungono nei pressi di Dessiè, importante centro a nord-est della capitale Addis Abeba.Sull’Amba Alagi si rafforzano le difese italiane attorno al viceré Amedeo di Savoia.
    18 aprile
    Il primo ministro greco Alexandros Koritzis si toglie la vita.
    Grecia.Il XVIII corpo d’armata alpino tedesco forza il passaggio del fiume Aliakmon vincendo la resistenza della 2à divisione neozelandese, circonda il monte Olimpo e occupa la città di Larisa. Il XL corpo d’armata corazzato completa l’aggiramento premendo su Florina e Trikkala. In questo modo viene aperto un varco fra l’ala sinistra del corpo di spedizione britannico e l’ala destra dello schieramento greco. In questo varco irrompono i tedeschi.
    19 aprile
    Grecia.Mentre gli italiani avanzano nell’Epiro, i greci si vedono tagliare la via della ritirata dai carri della divisione corazzata SS Adolf Hitler che ha attaccato sul Pindo e occupato il passo di Metsovo, nonché il centro di Grevenà. Per i greci è la fine. Le retroguardie del corpo di spedizione britannico prendono posizione alle Termopili per proteggere il reimbarco del grosso.
    Violando gli ordini superiori, il comandante dell’armata greca della Macedonia occidentale, gen. Zolakoglu, entra in contatto con i tedeschi per trattare la resa.
    Ad Atene si svolge un consiglio cui prendono parte re Giorgio Il, il gen. Papagos e i generali inglesi Wavell e Maitland Wilson. I greci accettano l’evacuazione del corpo di spedizione britannico dalla Grecia continentale. La resistenza continuerà nelle isole.
    Inghilterra.La Luftwaffe devasta Londra bombardandola violentemente:l’incursione causa 2300 morti.
    20 aprile
    Grecia.Martellati dagli Stukas, i britannici ripiegano su Nàuplion, Kalamata (Kalàmai) e Monemvasia, punti fissati per il reimbarco. Le retroguardie tengono duro alle Termopili; la loro resistenza durerà fino al 24.
    Africa settentrionale.Un forte contingente di Commandos della 8à armata britannica cerca di sbarcare a Bardia nel tentativo di recare soccorso ai difensori di Tobruk, ma viene respinto dalle truppe italo-tedesche. Dal canto suo Rommel decide che attaccherà nuovamente Tobruk non appena potrà disporre della 15à divisione corazzata tedesca.
    Il comandante in capo delle forze inglesi nel Medio Oriente, gen. Wavell, chiede a Churchill rinforzi di mezzi corazzati.
    21 aprile
    Grecia.La divisione corazzata SS Adolf Hitler occupa Giànnina, alle spalle dello schieramento greco contro gli italiani.
    A Làrisa, presso il comando della 12à armata tedesca (von List), i plenipotenziari greci firmano la capito]azione.16 divisioni depongono le armi. La notizia riempie di sdegno Mussolini. Per ordine di Hitler, la cerimonia verrà ripetuta, con l’intervento di un rappresentante italiano,due giorni dopo in una villa nei pressi di Salonicco.
    Africa settentrionale.Forze navali inglesi provenienti da Malta e da Alessandria d’Egitto bombardano il porto di Bengasi.
    22 aprile
    Africa Orientale Italiana.Gli inglesi espugnano le difese di Dessiè.
    23 aprile
    Grecia.In una villa presso Salonicco, si ripete la firma della resa greca, alla presenza dei rappresentanti italiani.
    24 aprile
    Grecia.I tedeschi attaccano violentemente le linee inglesi (rafforzate da reparti greci che rifiutano di arrendersi) alle Termopili. La loro vittoria è rapida e totale.
    Paracadutisti tedeschi occupano le isole di Lemno, Taso e Samotracia nell’Egeo nord-orientale.
    La 9à armata italiana occupa il ponte di Perati, congiungendosi con le forze tedesche.
    Iraq.Le guarnigioni inglesi nell’Iraq sono rafforzate con l’invio di nuovi reparti.
    25 aprile
    Grecia.Dopo aver ripiegato dalle Termopili su Tebe, australiani e neozelandesi sono costretti a proseguire la loro ritirata “storica”, incalzati dai tedeschi, verso i piccoli porti di Rafina, Mégara e Porto Rafti, nella Grecia continentale, per reimbarcarsi.
    Paracadutisti tedeschi si calano oltre il Canale di Corinto a Corinto e la divisione corazzata SS Adolf Hitler attraversa con mezzi di fortuna l’imboccatura occidentale dello stesso canale. Le truppe germaniche dilagano in tutto il Peloponneso.
    Hitler emana la direttiva n. 28 riguardante l’operazione “Merkur” (invasione di Creta).
    Africa settentrionale.I tedeschi attaccano il passo di Halfaya, chiave d’accesso alla strada orientale verso l’Egitto, e riescono a ricacciare gli inglesi sulla linea Buq-Buq-Sofafi.
    Africa Orientale Italiana.AIl’Amba Alagi la situazione degli italiani comincia a farsi difficile.
    26 aprile
    Grecia.Prosegue l’avanzata tedesca nel Peloponneso, nonché il reimbarco del corpo di spedizione britannico.
    Africa settentrionale.Inviatovi dall’Oberkommando della Wehrmacht, giunge a Tobruk il generale von Paulos per un esame diretto della situazione. Durante la notte aerei inglesi hanno bombardato Bengasi provocando vittime e danni.
    27 aprile
    Grecia.I Panzer tedeschi entrano ad Atene.
    Africa settentrionale.Un tentativo degli inglesi di spezzare l’accerchiamento attorno a Tobruk viene respinto.
    Estremo Oriente.Riuniti a Singapore, inglesi, olandesi e americani concordano un piano di difesa comune in caso di attacco giapponese nel settore.
    28 aprile
    Grecia.Circa 43.000 britannici e polacchi del corpo di spedizione si reimbarcano nei porti di Nàuplion, Monemvasia e Kalàmai. All’evacuazione provvedono 6 incrociatori, 19 cacciatorpediniere e numerosi trasporti di piccolo tonnellaggio.
    Nella disastrosa campagna il corpo di spedizione ha perduto 12.712 uomini di cui 9000 caduti prigionieri dei tedeschi, e tutto il materiale pesante. L’evacuazione (operazione"Demon") ha comunque successo. Il gen. Freyberg, comandante del contingente neozelandese del corpo di spedizione, giunge a Creta.
    Perdite italiane nei sei mesi della campagna di Grecia: 13.755 morti, oltre 50.000 feriti, 12.368 congelati gravi e 25.067 dispersi.
    Perdite tedesche fra Iugoslavia e Grecia: 1684 morti e 3752 feriti, 548 dispersi.
    Perdite greche: 15.700 fra morti e dispersi. Circa 300.000 uomini sono caduti prigionieri delle forze dell’Asse, ma a eccezione degli ufficiali saranno rilasciati quasi immediatamente.
    Malta.Formazioni aeree italo-tedesche compiono numerose incursioni sulle basi aeronavali dell’isola.
    29 aprile
    Africa settentrionale.Aerei inglesi bombardano Bengasi.
    Africa Orientale Italiana.Reparti della 5à divisione indiana raggiungono da nord le pendici dell’Amba Alagi: nello stesso tempo continua da sud l’avvicinamento alle posizioni italiane da parte delle truppe del gen. Cunningham dopo la conquista di Dessiè.
    Malta.Nuova incursione dei velivoli del Corpo Aereo Tedesco sul porto di La Valletta.
    30 aprile
    Africa settentrionale.Rommel lancia una nuova offensiva su vasta scala contro Tobruk L’attacco inizia con un pesante bombardamento aereo e di artiglierie, e prosegue con l’intervento dei mezzi corazzati e della fanteria nel settore occidentale delle linee di difesa. La reazione inglese, violenta e compatta, è affidata al fuoco incessante dell’artiglieria; tuttavia, alla fine della giornata, gli attaccanti sono riusciti a penetrare nelle difese inglesi nel settore occidentale formando un saliente profondo 3 Km.
    Africa Orientale Italiana.Da Addis Abeba l'11à divisione africana punta in direzione sud verso Shashamanna base di una divisione italiana.
    Creta.Il gen.Freyberg riceve il comando delle truppe britanniche e dellle milizie greche che presidiano l'isola.

  21. #21
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Maggio 1941

    1° maggio
    Africa settentrionale.Infuriano i combattimenti nel saliente prodotto dalle truppe italo-tedesche nel perimetro occidentale delle difese di Tobruk: per ampliare il varco, Rommel invia continuamente in prima linea truppe fresche, ma ciò nonostante non riesce a compiere progressi apprezzabili.
    Africa Orientale Italiana.Cresce la pressione inglese sulle difese italiane nel settore dell’Amba Alagi.
    Grecia.I tedeschi non sono riusciti, com’era loro intento, ad annientare il corpo di spedizione britannico, ma occupano tutte le rive dell’Egeo.
    Germania.A Berlino, parlando al Reichstag, Hitler annuncia l’esito trionfale della campagna balcanica.
    2 maggio
    Africa settentrionale.Situazione immutata a Tobruk: gli inglesi riescono a bloccare i reiterati tentativi degli attaccanti di ampliare il saliente creato nel settore occidentale del perimetro difensivo.
    Iraq.Truppe irachcne occupano Rutba e attaccano i presidi inglesi di varie località presso il Golfo Persico, fra cui Bassora.
    3 maggio
    Africa Orientale italiana.Inizia la fase finale della battaglia deIl’Amba Alagi: gli italiani respingono un duplice attacco inglese.
    Grecia.Grande parata italo-tedesca ad Atene per celebrare la vittoria.
    4 maggio
    Africa settentrionale.A Tobruk il tentativo di sfondamento messo in atto dalle truppe italo-tedesche del gen. Rommel può considerarsi fallito.
    Dopo questo secondo insuccesso, i comandi dell’Asse elaborano un piano di potenziamento delle rispettive forze nell’Africa settentrionale. I contingenti italo-tedeschi dovrebbero assumere l’entità di un’armata, formata da 3 corpi d’armata (2 italiani e 1 tedesco) con 5 divisioni corazzate (3 italiane e 2 tedesche), 7 divisioni motorizzate (italiane) e 4 divisioni non motorizzate “da occupazione” (anche queste italiane). Per la sola parte italiana questo progetto comporterebbe il trasporto in Africa di 100.000 uomini, 14.000 automezzi e 850 cannoni.Il piano rimarra comunque sulla carta.
    Africa Orientale Italiana.La XXIX brigata di fanteria indiana conquista e riesce a mantenere, con l'appoggio dell’artiglieria, le tre cime più occidentali del Passo Alagi.
    5 maggio
    Africa Orientale italiana.Nel 5° anniversario dell’occupazione italiana di Addis Abeba, l’imperatore d’Etiopia Hailé Selassié rientra in trionfo nella sua capitale.
    Creta.Il gen. Freyberg informa Churchill che ritiene possibile respingere un tentativo di invasione dell’isola per via mare o mediante paracadutisti a patto che gli vengano forniti in misura adeguata artiglierie, carri armati, automezzi e aerei da caccia. La RAF, dopo le gravi perdite subite in Grecia, si oppone allo stabilimento di basi permanenti a Creta: fornira' l’appoggio aereo dalle basi dell’Africa settentrionale.La Royal Navy, sfidando la minaccia della Luftwaffe, riesce a trasportare nell’isola 16 carri leggeri e 6 autoblindo. A nessuno sfugge l’importanza strategica di Creta, distante 1000 chilometri da Alessandria d’Egitto e poco piu di 300 da Tobruk. I britannici temono per l’Africa, i tedeschi la minaccia aerea che, da Creta, si profilerebbe per i pozzi petroliferi di Ploesti.
    6 maggio
    Creta.Freyberg viene informato dai servizi segreti britannici circa le linee particolareggiate dell’operazione “Merkur”, ossia il piano d’invasione tedesco dell’isola di Creta.
    URSS.Il Praesidium del Soviet Supremo nomina Stalin, già segretario del Partito, presidente del consiglio dei commissari del popolo, ossia capo del governo.
    Malta.Continuano gli attacchi di formazioni aeree italo-tedesche su obiettivi dell’isola.
    Africa Orientale Italiana.Aumenta la pressione inglese nel settore dell’Amba Alagi.
    7 maggio
    Africa settentrionale.Sul fronte di Tobruk, in Cirenaica, scambi di colpi di artiglieria e bombardamento aereo delle posizioni inglesi.
    8 maggio
    Africa settentrionale.Violenta, rapida puntata offensiva inglese nel tentativo di alleggerire la pressione su Tobruk.
    Germania.L’aviazione inglese effettua un violento bombardamento su Amburgo.
    Inghilterra.Durante la notte pesante bombardamento aereo tedesco su Londra.
    9 maggio
    Germania.L’aviazione inglese bombarda pesantemente Brema.
    Africa settentrionale.Incursione di aerei inglesi su Derna. Attività di artiglierie attorno a Tobruk, ma la situazione resta immutata.
    Africa Orientale Italiana.La pressione inglese aumenta in tutti i settori dell’Amba Alagi.
    10 maggio
    Inghilterra.Ore 10,30: il delfino di Hitler, Rudolf Hess, si lancia col paracadute dal suo Messerschmitt 110 sul villaggio di Eaglesham, nel Lanarkshire, poco lontano dal castello di Dungavel House, residenza del duca di Hamilton. Fatto prigioniero da una guardia territoriale, ottiene di parlare col duca cui rivela la sua vera identità dicendosi latore di un piano di pace: l’Inghilterra, egli sostiene, non potrà mai vincere il confronto con la Germania ed è quindi auspicabile e necessario trovare un accordo tra i due paesi per far cessare il conflitto. Churchill non ritiene opportuno dare seguito a conversazioni di questo tipo e del resto Hess parla a titolo puramente personale, essendo stato sconfessato da Hitler non saputo della sua “diserzione”. Il gerarca nazista viene quindi imprigionato e rinchiuso a Buchanan Castle, poi alla Torre di Londra, e infine confinato in una villa ad Abergavenny, nel Galles meridionale. Il 10 ottobre 1945 verrà trasferito a Norimberga per essere processato dal tribunale alleato.
    Nuovo durissimo attacco aereo tedesco su Londra: viene danneggiato tra l’altro il Palazzo del Parlamento.
    Francia.Francois Darlan,vicepresidente del Consiglio dei Ministri francese nonché ministro degli Esteri e degli Interni di Vichy, incontra Hitler a Berchtesgaden: in cambio di alcune formali concessioni da parte tedesca, offre alla Germania alcune basi in Siria per eventuali operazioni dell’esercito tedesco.
    11 maggio
    *****
    12 maggio
    Africa settentrionale.Giunge ad Alessandria d’Egitto un convoglio (denominato “Tiger”) di navi cariche di carri armati (23 e di aerei da caccia del tipo Hurricane (43). L’invio è stato deciso dallo stesso Churchill ed è la sua risposta al messaggio urgente speditogli da Wavell il 20 aprile in cui si reclamavano rinforzi per raddrizzare in qualche modo la situazione al confine tra Libia ed Egitto, ora che l’arrivo di Rommel ha vanificato l’attacco inglese in Cirenaica.
    13 maggio
    Africa settentrionale.Gli italo-tedeschi rintuzzano un nuovo tentativo inglese di spezzare l’accerchiamento di Tobruk.
    14 maggio
    Malta.Aerei italiani e tedeschi bombardano basi aeree e navali dell’isola.Dal primo pesante attacco sferrato dalla Luftwaffe sulla portaerei Illustrious, il 16 gennaio, i caccia inglesi preposti alla difesa di Malta hanno abbattuto 62 velivoli tedeschi e 15 italiani: dal canto loro gli inglesi hanno perduto in combattimento 32 Hurricane e quasi altrettanti sono stati distrutti al suolo.
    15 maggio
    Africa settentrionale.Inizia I‘operazione “Brevity”, nome convenzionale che designa l’azione decisa dal gen. Wavell, comandante in capo delle forze armate inglesi in Medio Oriente, per riconquistare il passo di HaIfaya, al confine tra Libia ed Egitto, dal 25 aprile in mano tedesca. WavelI ritiene il contrattacco indispensabile se si vuole organizzare una qualsiasi operazione per alleggerire la pressione italo-tedesca su Tobruk. A capo delle forze destinate all’attacco (il VII gruppo Brigata Corazzata il XXII gruppo Brigata Guardie e il Gruppo costiero), Wavell pone il gen. di brigata W.H.E. Gott. Gli attaccanti puntano su tre obiettivi diversi: il Passo di Halfaya, la città di Sollum e la Ridotta Capuzzo. Il passo viene conquistato rapidamente e dopo un pesante scontro il XXII gruppo Brigata Guardie si impadronisce anche della Ridotta Capuzzo. Convinto che si tratti di un attacco di vaste proporzioni Rommel sferra un immediato contrattacco che vede impegnati 3 reggimenti corazzati e il 54° fanteria.
    Secondo i piani d’attacco degli inglesi, la 7° divisione corazzata avrebbe dovuto concentrare gli sforzi in direzione di Sidi Azeiz, sulla fascia sinistra del fronte d’attacco, mentre la XXII Brigata Guardie avrebbe dovuto continuare a tenere la Ridotta Capuzzo cercando contemporaneamente di spingersi in direzione di Sollum. L'indomani il contrattacco tedesco è in pieno sviluppo: le truppe corazzate di Rommel puntano sulla Ridotta Capuzzo e mirano ad aggirare da ovest le posizioni inglesi sul Passo di Halfaya. I britannici non reggono alla controffensiva e ripiegano: in breve la Ridotta Capuzzo è di nuovo in mano tedesca mentre per la riconquista di Halfaya è solo questione di giorni, dipendendo dal tempo che impiegherà l’8° reggimento corazzato del colonnello Cramer ad aggirare il passo. La manovra tuttavia non sfugge ai comandanti inglesi, e infatti il gen. Gott ordina ai difensori del passo, il 3° Coldstream Guards, di ritirarsi.
    Iugoslavia.Viene costituito, sotto l’egida italiana, il regno di Croazia che, oltre a questa regione, comprende le province serbe di Bosnia e Erzegovina.
    Creta.Attuando la direttiva del Fuhrer, i tedeschi incominciano una serie di bombardamenti aerei su Creta in preparazione allo sbarco. All’operazione, diretta dal gen. Student, prenderanno parte la 7à divisione paracadutisti e la 5à divisione da montagna, rinforzate da 6 reggimenti di fanteria e con l’appoggio dell’VIlI corpo aereo (gen. von Richthofen) forte di 280 bombardieri in quota, 150 bombardieri in picchiata, 239 caccia e 50 ricognitori. 500 trimotori Junkers Ju-52 e 72 alianti provvederanno al trasporto della prima ondata d’invasione. Gli italiani scorteranno con 2 cacciatorpediniere e 12 torpediniere le truppe alpine, che raggiungeranno l’isola via mare.
    16 maggio
    Africa settentrionale.Il capo di Stato Maggiore Generale tedesco, maresciallo Franz Halder, ordina a Rommel di lasciare agli italiani il compito di continuare l’assedio a Tobruk e di concentrare invece le sue truppe nei pressi di Sollum.
    17 maggio
    Africa Orientale.I circa 7000 italiani che presidiano l’Amba Alagi agli ordini del viceré d’Etiopia Amedeo d’Aosta si arrendono agli inglesi.
    Creta.Si completa in Grecia il dispositivo tedesco per l’attacco all’isola. La data dell’operazione, fissata al 18, viene rimandata al 20 maggio. Iraq. Aerei italiani raggiungono basi irachene per contribuire alla lotta contro gli inglesi.
    18 maggio
    Il duca di Spoleto, Ajmone di Savoia-Aosta, è eletto re del regno-fantoccio di Croazia e assume il nome di Tomislao Il. Accetta l’investitura, ma non si recherà mai a visitare il suo reame.


    Con l’uscita dal porto di Gdynia, sul Baltico, inizia l’avventura della corazzata tedesca Bismarck.
    19 maggio
    Africa Orientale.Il duca Amedeo d’Aosta firma la resa offerta dagli inglesi: gli italiani che hanno difeso l’Amba Alagi ottengono l’onore delle armi mentre agli ufficiali viene lasciata la pistola.
    Inghilterra.Il premier Churchill informa sir John Dill, capo di Stato Maggiore Generale imperiale, di ritenere opportuno un avvicendamento ai vertici del comando inglese in Africa: al posto del gen. Wavell intende mettere il gen. Claude Auchinleck, comandante in capo in India, ma conviene con Dill che non è questo il momento migliore per una operazione del genere, considerato soprattutto il fatto che sono in corso o stanno per iniziare importanti operazioni.
    Creta.16 aerei da caccia britannici rimasti a Creta (29 sono stati distrutti dall’inizio del mese dalla Luftwaffe) vengono trasferiti in Egitto. Si ritiene inutile sacrificarli, vista la schiacciante superiorità dell’avversario.
    20 maggio
    Creta.Ore 5,30: violento bombardamento aereo tedesco sugli aeroporti di Maléme e Iràklion. Ore 7,15: nuovo attacco aereo. Lo scopo è quello di immobilizzare i britannici, e sarà pienamente raggiunto. Dopo il secondo bombardamento arriva la prima ondata di paracadutisti. Ai difensori (circa 32.000 britannici, in prevalenza australiani e neozelandesi, e 10.000 greci mal equipaggiati; vi sono inoltre 68 pezzi contraerei fra pesanti e leggeri, sparsi su ben 260 km, quanti ne misura l’isola da est a ovest), essi appaiono come “palloncini che scendano dal soffitto di un salone alla fine di una festa”: i paracadute sono infatti di ogni colore, rosa o violetto per gli ufficiali, nero per sottufficiali e soldati, giallo per i rifornimenti di medicinali, bianco per le armi e le munizioni. A terra, gli uomini hanno l’ordine di radunarsi in squadre formate da 8 uomini armati di fucile mitragliatore, 2 tiratori scelti muniti di fucile Mauser con mirino telescopico e i 3 serventi di una mitragliatrice leggera Solothurn. Speciali reparti sono muniti di armi leggere anticarro, lanciafiamme, mortai. 493 sono i trimotori Ju52 che sbarcano i paracadutisti, oltre a una settantina di alianti. La contraerea britannica riesce ad abbattere solo 7 Ju-52. Gli invasori sono lanciati su Maleme e nelle zone della Canea (Khanià). Réthimnon ed Iràklion. Pagano un prezzo alto, costituendo un bersaglio troppo facile per i difensori. Il nucleo principale degli invasori attacca senza successo il promontorio di Akrotiri che domina La Canea e la baia di Suda.
    Nel pomeriggio giunge una nuova ondata oli invasori, ma gli apparecchi che li trasportano, anziché presentarsi in formazione serrata, arrivano alla spicciolata. Gli aerei destinati a proteggere l'aviosbarco, a causa del ritardo dei paracadutisti, sono costretti a rientrare anzitempo alle basi.Tutto cio' facilita il compito dei difensori. A sera, i tre aeroporti di Maléme,Réthimnon e lràklion sono ancora in mano agli inglesi e i tedeschi hanno subito pesanti perdite. Ma gli inglesi non contrattaccano durante la notte e i tedeschi, approfittandone, concentrano i loro sforzi sull’aeroporto di Maléme, espugnandolo.
    I primi convogli di truppe alpine e rifornimenti diretti a Creta lasciano il Pireo e Salonieco scortati dalle torpediniere Lupo e Sagittario. Il primo è distrutto, ma il Lupo affonda un incrociatore, prima di rifugiarsi nell’isola di Milo. All’alba del 22 il Sagittario, ripresa la rotta per Creta, è intercettato da 4 incrociatori e due caccia inglesi. Li affronta, affondando un incrociatore e immobilizzando un caccia che sarà preda degli Stukas.
    21 maggio
    Creta.Nella notte sul 21 alcune unità della Royal Navy sono avvistate in prossimità della costa settentrionale di Creta. All’alba, aerei dell’VIII corpo aereo tedesco le attaccano colando a picco il cacciatorpediniere Juno e danneggiando l’incrociatore Ajax.
    Africa settenrrionale.Si registrano azioni di artiglierie sul fronte di Tobruk mentre aerei italiani e tedeschi bombardano batterie e impianti logistici della piazzaforte.


    Inizia la caccia della marina inglese alla corazzata gigante tedesca Bismarck nei mari dell’Europa settentrionale.
    22 maggio
    Creta.Serie di scontri tra la Luftwaffe e la Royal Navy, che sotto le bombe degli Stukas perde gli incrociatori FiJi e Gloucester e 4 cacciatorpediniere. Altre 4 unità vengono danneggiate.
    Convogli tedeschi, contrastati dalla marina britannica, fanno rotta verso Creta trasportando le truppe da montagna e materiali.
    Giudicando insoddisfacenti i risultati finora ottenuti dagli alleati, gli italiani escono dal loro atteggiamento di prudenza e offrono una piu' diretta collaborazione alla conquista di Creta.
    Africa settentrionale.Incursione aerea inglese su Bengasi.
    Africa Orientale.Nel settore del Galla e Sidamo aumenta la pressione delle forze inglesi sui difensori italiani.
    23 maggio
    Creta.Aerei in glesi Hurricane muniti di serbatoi supplementari attaccano l’aeroporto di Maléme. Alcuni di essi atterrano addirittura a Iràklion, sotto il fuoco tedesco.E'una prodezza inutile: nella stessa giornata i primi caccia tedeschi riescono ad atterrare a Maléme.
    Il gen. Ringel, cui è affidato il comando delle operazioni tedesche a Creta, avendo ricevuto rinforzi di truppe da montagna decide di ripulire tutta la parte occidentale dell’isola.Il nemico è attestato su una linea difensiva che corre dalla costa alle colline attraverso il paese di Gàlathas. Ringel decide di dividere le forze del settore di Maléme in due: i paracadutisti attaccheranno lungo la strada costiera settentrionale dell’isola, mentre la fanteria da montagna si dirigerà a sud, nell’aspro interno, con l’intento di prendere i britannici alle spalle.
    24 maggio
    Creta.L’amm. Cunningham informa Londra che non è più in grado di sbarrare la strada ai convogli tedeschi se non a rischio di perdite estremamente gravi. La risposta di Londra è categorica: Royal Navy e RAF devono impedire, a qualsiasi costo, che i tedeschi ricevano rifornimenti via mare.
    Sull’isola, si combatte aspramente ovunque, i paracadutisti contro i britannici, le truppe alpine contro i greci attestati sulle montagne. I caccia tedeschi attaccano duramente il nemico. A sera, la situazione a Réthimnon e a lràklion è sempre incerta. Durante la giornata, le forze tedesche del settore di Iràklion sono state rafforzate con un altro battaglione di paracadutisti.
    Il gen. Freyberg si rivolge a Wavell chiedenclogli un massiccio intervento della RAF in appoggio alle truppe di terra. In serata, gli inglesi sbarcano a Soda due battaglioni di Commandos agli ordini del col. Laycock.
    25 maggio
    Creta.I tedeschi passano decisamente all’offensiva: obiettivi sono Alikianou, da dove spingersi avanti per tagliare la strada principale dell’isola a sud della baia di Soda; Gàlathas, a sud-ovest di La Canea; il villaggio delle Carceri, presso Gàlathas. A sera, la posizione di Gàlathas è conquistata, nonostante i contrattacchi alla baionetta dei britannici. Momentaneamente perduta, viene riconquistata dopo un violentissimo scontro. La posizione di Alikianou, all’interno,tenacemente difesa dall’8° reggimento greco, non viene raggiunta.
    Mediterraneo.Durante la notte tre gruppi di sommozzatori italiani della X Mas forzano il porto di Gibilterra: li comanda il tenente di vascello Decio Catalani. L’azione va a vuoto per il difettoso aggancio dei “maiali”, i siluri a lenta corsa dei mezzi di assalto.
    26 maggio
    Creta.Prendendo atto del deterioramento della situazione il gen. Freyberg comunica a Wavell che a suo parere la sola cosa che resta da fare è evacuare l’isola, per salvare almeno una parte delle truppe britanniche.
    In uno scontro con aerei in picchiata tedeschi, la portaerei inglese Formidable è gravemente danneggiata, tanto che sarà necessario trasferirla nei cantieri americani per ripararla. Martellati dall’artiglieria e dall’aviazione e sotto la violenta pressione tedesca, i britannici devono ripiegare verso est su Mourniés e i greci, all’interno, verso sud.
    27 maggio
    Creta.Autorizzato da Londra, il gen. Freyberg predispone l’ordinata evacuazione delle truppe britanniche da Creta. Questa avverrà dai porticcioli di Hieràpetra e di Sfakia nel corso di più notti, a bordo delle unità dell’amm. Cunningharn. Le unità di Commandos e la fanteria di marina proteggeranno la ritirata delle altre forze e ne proteggeranno il reimbarco.
    Frattanto i tedeschi attaccano nella zona di Pyrghos, cogliendo di sorpresa australiani e neozelandesi, che tuttavia reagiscono energicamente riuscendo a respingere momentaneamente il nemico.
    Freyberg, però, deve ritirare tutte le forze possibili per stabilire una linea di difesa a nord dei punti fissati per il reimbarco. Facilitati nella loro azione, i tedeschi tagliano fuori dal resto delle forze britanniche un battaglione di Commandos nella zona di Stilos. Ai difensori di Réthimnon e di lràklion incominciano a scarseggiare le munizioni.
    I tedeschi attaccano anche a La Canea. La giornata si conclude con l’occupazione della conca e della baia di Suda.
    Africa settentrionale.Rommel riconquista e fortifica il passo Halfaya, al confine tra Cirenaica ed Egitto.
    Atlantico.La corazzata Bismarck è affondata da unità britanniche.
    28 maggio
    Creta.Non rendendosi conto della situazione disperata dell’avversario, il gen. Ringel concentra lo sforzo dei tedeschi verso Réthimnon e Iràklion, con l’appoggio delle truppe da montagna, anziché verso sud, dove vanno concentrandosi i britannici per l’evacuazione. Nella notte sul 29, una squadra comandata dall’amm. Rawlings e comprendente gli incrociatori Orion, Dido, Ajax e 6 CT imbarca 4000 uomini a Iràklion. Altri 4 CT, comandati dal capitano S.H.T. Arliss, vanno all’approdo di Sfakia, imbarcano oltre 1500 uomini e tornano ad Alessandria indisturbati. La squadra di Rawlings è invece duramente attaccata dai bombardieri tedeschi. Il CT Imperial, bloccato da avaria, è affondato dal CT Hotspur, il CT Hereward è affondato dai bombardieri, gli incr. Orion e Dido sono gravemente danneggiati. Molti i morti e i feriti a bordo. 2700 italiani sbarcano a Sitia, all’estremità N-E dell’isola.
    29 maggio
    Nella notte suI 30 l’ammiraglio King, con gli incr. leggeri Phoebe, Perth, l’incr. antiaereo Calcutta, il trasporto veloce Glengyle e 3 CT reimbarca truppe a Sfakia. Il Perth è colpito e gravemente danneggiato da un bombardiere in picchiata tedesco.
    30 maggio
    Creta.Réthimnon e lràklion cadono in mano dei tedeschi.
    Altri 2 cacciatorpediniere britannici sono colpiti da aerei tedeschi mentre si apprestano alle operazioni di reimbarco. Queste proseguono. Si imbarca Io stesso gen. Freyberg. 9000 britannici, parte dei quali sbandati, restano ancora nell’isola.
    Africa settentrionale.In un rapporto del Comando Supremo Italiano si giudica sconsigliabile un attacco in forze contro la piazza di Tobruk: “fino a che le forze nemiche non subiscono notevoli aumenti, si sostiene, la situazione puo essere guardata con serenità... Solo nel caso che il nemico rinforzasse molto e con intenzioni aggressive e a noi arrivassero modesti rinforzi (o nessuno)) la situazione potrebbe capovolgersi e divenire pericolosa per noi, fino al punto da obbligarci a togliere l’assedio a Tobruk...”.
    31 maggio
    Creta.King reimbarca a Sfakia 4000 uomini e fa rotta per Alessandria. Il Calcutta, mandatogli incontro per proteggerlo, è affondato. Il bilancio dell’operazione è assai pesante.



  22. #22
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Giugno 1941

    1° giugno
    Creta.La battaglia di Creta può dirsi conclusa, anche se gli ultimi rermbarchi dei britannici avverranno nella notte suI 2 giugno. A quanti sono rimasti isolati o abbandonati non resta altra soluzione che arrendersi o ripararsi sulle montagne.
    2 giugno
    Creta.Si può tracciare un bilancia della cruenta battaglia: i britannici hanno perso 16.583 uomini (8200 inglesi, 3376 australiani, 2996 neozelandesi, per quanto riguarda l’esercito,oltre a 2011 uomini della Royal Navy). Quanto ai tedeschi, hanno avuto 3714 morti e dispersi e circa 2500 feriti, ma si è trattato di truppe sceltissime, tanto che l’Alto Comando non oserà più impiegare paracadutisti in operazioni di casi vasta portata.
    Africa settentrionale.Il governo di Vichy concede agli eserciti dell’Asse l’utilizzazione del porto di Biserta, in Tunisia: la concessione vale esclusivamente per la spedizione di viveri e vestiario escludendo il movimento di uomini e materiale bellico.


    In un incontro tra Hitler e Mussolini al Brennero vengono affrontati i più scottanti problemi militari del momento.
    3 giugno
    Africa settentrionale.Continuano i bombardamenti degli aerei dell’Asse contro la base diTobruk.
    4-5 giugno
    *****
    6 giugno
    Negli Stati Uniti d’America viene varato un progetto di legge che autorizza il governo a requisire le navi mercantili straniere immobilizzate nei porti statunitensi.
    7 giugno
    Africa settentrionale.Mentre i velivoli italiani bombardano ancora la piazza di Tobruk l’aviazione inglese compie incursioni su Bengasi e Derna.
    8 giugno
    In Siria, le truppe britanniche attaccano le forze francesi fedeli al governo di Vichy che presidiano il paese. Gli attaccanti sono appoggiati da reparti di Francesi Liberi. Le forze di Vichy (45.000 uomini, al comando del gen. Dentz) si oppongono con fermezza all’aggressione.
    9 giugno
    *****
    10 giugno
    Africa Orientale Italiana.Gli inglesi attaccano a fondo il centro di resistenza della regione di Galla e Sidamo, a sud-ovest di Addis Abeba. A capo degli italiani è il gen. Pietro Gazzera, comandante superiore delle forze armate dell’Africa Orientale dopo la cattura dell’Amba Alagi e la resa di Amedeo d’Aosta.
    11 giugno
    Una forza navale anglo-indiana occupa il porto di Assab, nell’Eritrea meridionale, già sgombrata dalle truppe italiane.
    12 giugno
    Malta.Violenti combattimenti aerei tra caccià italiani e inglesi sul cielo dell’isola: secondo il bollettino di guerra del comando italiano 8 Hurricane sarebbero stati abbattuti Contro 2 velivoli attaccanti.
    Africa Orientale Italiana.Nella zona di Gondar, a occidente dell’Amba Alagi, continuano gli attacchi inglesi alle postazioni difensive italiane. Anche il presidio di Debra Tabor è sottoposto a un pesante bombardamento da parte delle artiglierie britanniche.
    13 giugno
    *****
    14 giugno
    Africa settentrionale.Nel pomeriggio forze inglesi avanzano da Sidi el Barrani avvicinandosi di circa 40 km alla frontiera libica. Verso sera, mentre l’avanzata riprende dopo i rifornimenti, Rommel mette in stato di allarme le sue truppe.
    Nella notte caccia italiani bombardano Alessandria d’Egitto.
    Africa orientale.Continua la pressione inglese attorno a Gondar, Debra Tabor e nella regione di Galla e Sidamo.
    15 giugno
    Malta.Arrivano di rinforzo sull’isola 43 aerei da caccia del tipo Hurricane, provenienti dalle portaerei Ark Royal e Victorious: prima della fine del mese ne giungeranno altri 64, alcuni dei quali però destinati alle basi aeree in Egitto.
    Africa settentrionale.In Cirenaica inizia l’operazione “Battleaxe”, voluta dal gen. Wavell al fine di alleggerire la pressione delle truppe dell’Asse su Tobruk e, se possibile, liberare la piazzaforte. A Tobruk infatti se la situazione militare è pressoché immutata, quella logistica va lentamente, ma decisamente, peggiorando.E' su questo che conta soprattutto Rommel che in una lettera di questo periodo scrive: “l’acqua a Tobruk è molto scarsa; le truppe inglesi ne ricevono solo mezzo litro al giorno. Spero, con l’aiuto dei nostri bombardieri, di riuscire a ridurre ancora di più le loro razioni. Il caldo peggiora di giorno in giorno e non si riesce a placare la sete...”.
    Il piano inglese prevede un attacco frontale al passo Halfaya, l’occupazione della Cresta Hafid (a ovest della Ridotta Capuzzo) ad opera della VII brigata corazzata, e l’aggiramento della Ridotta Capuzzo e di Sollun ad opera della IV brigata corazzata della 4à divisione indiana. Prima di sera gli inglesi hanno conquistato la Ridotta Capuzzo e la posizione fortificata nota come Quota 205 sulla Cresta Hafid. Al passo Halfaya gli attaccanti sono respinti dall’artiglieria tedesca i cui cannoni contraerei da 88 mm fanno strage di carri armati inglesi. Avendo ricevuto l’ordine tassativo di non attaccare, Rommel affida alle sue truppe di trincea il compito di spezzare l’attacco inglese e sposta a ovest la 5à divisione leggera facendola procedere verso sud in direzione Sidi Omar a occidente della Cresta Hafid.
    16 giugno
    Africa settentrionale.Mentre prosegue la sua marcia verso sud, la 5à divisione leggera tedesca viene attaccata per tutta la giornata dalla VII brigata corazzata britannica che però, in battaglia o per guasti, perde quasi tutti i suoi carri. Intanto la IV brigata corazzata inglese si ritira dalla Ridotta Capuzzo verso sud per ricongiungersi alla VII brigata corazzata e proteggere il fianco sinistro dello schieramento inglese dall’aggiramento della 5à divisione leggera tedesca.
    USA.Il Dipartimento di Stato americano chiede al governo tedesco di chiudere tutti i suoi consolati negli Stati Uniti.
    17 giugno
    Africa settentrionale.Giunta all’altezza di Sidi Omar la 5à divisione leggera tedesca piega verso est in direzione Sidi Suleiman. Contemporaneamente, in mattinata, Rommel lancia verso sud-ovest e poi verso est l'8° reggimento corazzato che si era portato a ridosso della Ridotta Capuzzo.Il piano di Rommel prevede il congiungimento delle sue corazzate a occidente del passo di Halfaya e sferrare quindi un attacco congiunto in quella direzione, contro gli inglesi che ancora premono sul passo. Di fronte al successo della manovra tedesca i britannici, anche per evitare di essere presi in una morsa mortale, si ritirano precipitosamente. Al pomeriggio la situazione militare al confine tra Libia ed Egitto è esattamente quella di due giorni prima.
    18 giugno
    Africa settentrionale.L’aviazione tedesca bombarda le truppe inglesi in ritirata dal passo di Halfaya.
    Ankara.L’ambasciatore tedesco von Papen sottoscrive un trattato decennale di amicizia fra Germania e Turchia.
    19 giugno
    Africa Orientale Italiana.Si fanno sempre più insistenti gli attacchi inglesi contro le posizioni italiane di Gondar e di Debra Tabor.


    Italia e Germania chiedono agli Stati Uniti d’America di chiudere gli uffici consolani nei rispettivi paesi.
    20 giugno
    *****
    21 giugno
    Africa settentrionale.Il premier inglese sir Winston Churchill decide di sostituire sir Percival Wavell, comandante in capo delle forze inglesi operanti in Medio Oriente, con sir Claude Auchinleck. comandante in capo dell’india.
    Africa Orientale Italiana.Truppe britanniche entrano a Gimma, località a sud-ovest di Addis Abeba, e accettano la resa dell’intero presidio italiano. Intanto il grosso delle truppe italiane della regione al comando del gen. Pietro Gazzera, comandante in capo delle forze armate dell’Africa Orientale, concentrate nel Galla e Sidamno sono costrette a evacuare la zona dopo aver resistito per 3 mesi agli attacchi delle truppe del gen. Cunningham. Gli italiani ripiegano verso ovest. Ma la resistenza italiana in Abissinia non è cessata: gli ultimi reparti, arroccati nella zona del Lago Tana, a sud di Gondar, terranno ancora duro fino a novembre sotto la guida del gen. Guglielmo Nasi.
    22 giugno
    Ore 3,15: scatta l’operazione “Barbarossa”,l’invasione dell’Uniomie Sovietica. Già il 21 luglio 1940 Hitler aveva ordinato ai suoi generali di elaborare un piano d’attacco contro l’URSS. Un’altra direttiva in tal senso, la n. 21, era stata emanata dal Fuhrer il 18 dicembre dello stesso anno. Il piano era stato rielaborato due volte. Nella versione originaria si prevedevano due offensive principali,su Mosca e su Kiev, con un’azione di copertura a nord, in direzione di Leningrado. Nella seconda elaborazione, pur restando Mosca l’obiettivo principale, era prevista anche un’avanzata in Ucraina con forze provenienti dalla Romania, nonché una più massiccia spinta su Leningrado. Secondo il piano definitivo, lo sforzo più immediato sarà esercitato su Leningrado, con una contemporanea pressione in direzione di Smolensk e Mosca.
    L’attacco coglie i sovietici quasi completamente di sorpresa; il concentramento dell’immensa armata tedesca è avvenuto senza che il nemico sia riuscito a rendersi conto della situazione di estremo pericolo. Il successo degli invasori, che contano di concludere la campagna prima dell’inverno, è travolgente: i tedeschi sfondano su quasi tutta la linea.


    Italia e Romania dichiarano guerra all’URSS.
    Il Fuhrer ha posto il suo Quartier Generale (convenzionalmente chiamato Wolfsschanze - Tana del Lupo) in Prussia Orientale, in una foresta presso Rastenburg.
    Le truppe tedesche sfondano clamorosamente le linee sovietiche in ogni settore salvo quello meridionale, dove la loro penetrazione è scarsa a causa dell’accanita resistenza sovietica. D’altronde, le forze russe, oltre a difettare di veicoli a motore per gli spostamenti rapidi, non sono schierate a ridosso della frontiera (che è nuova e scarsamente fortificata), ma scaglionate in profondità, su fasce che vanno dai 100 ai 500 km.
    Come si è detto, i tedeschi traggono pieno vantaggio dalla sorpresa. Eppure, il loro attacco avrebbe dovuto essere previsto: l’agente segreto Richard Sorge, che operava in Giappone, l’aveva preannunciato, specificando le forze che vi sarebbero state impiegate, fin dal 19 maggio, e il 15 giugno ne aveva precisato anche la data. Una conferma alle informazioni di Sorge era venuta il 18 giugno da un disertore tedesco consegnatosi ai russi per sfuggire alla corte marziale. Ma Stalin e Molotov, convinti che la Germania non potesse né volesse distogliersi dall’impegno contro l’Inghilterra, non ne tennero conto.
    Varie ore dopo l’inizio dell’attacco tedesco, Molotov ne dà l’annuncio al popolo sovietico: “Alle 4 di stamane, senza dichiarazione di guerra e senza che alcuna rivendicazione fosse stata avanzata all’Unione Sovietica, truppe tedesche hanno assalito il nostro paese, attaccato in molti punti la nostra frontiera e bombardato dall’aria Zitomir, Kiev, Sebastopoli, Kaunas e alcune altre località.I morti e feriti superano i duecento. Analoghi attacchi aerei e d’artiglieria sono stati anche compiuti partendo dal territorio romeno e finnico. Questo inaudito attacco al nostro paese è un atto di perfidia che non ha uguali nella storia delle nazioni civili.E' stato compiuto nonostante l’esistenza di un patto di non aggressione tra l’Unione Sovietica e la Germania.., e benché il governo tedesco non sia mai stato in grado di sollevare la minima lamentela per inadempienze dei propri obblighi da parte dell’Unione Sovietica. Pertanto l’intera responsabilità di quest’atto di rapina deve essere fatta ricadere sui governanti nazisti.., il governo dell’Unione Sovietica è profondamente convinto che l’intera popolazione del nostro paese farà il suo dovere... Il governo fa appello a voi, uomini e donne, cittadini dell’Unione Sovietica, perché vi raduniate ancora più strettamente attorno al glorioso partito bolscevico, al governo sovietico e al nostro grande capo. compagno Stalin. La nostra causa è buona. Il nemico sarà sconfitto. La vittoria sarà nostra”. Stalin parlerà al popolo solo undici giorni dopo.
    Viene costituito d’urgenza un Comitato supremo di difesa (Stavka) e sono richiamati alle armi 15 milioni di uomini.
    Africa settentrionale.Il gen. Wavell viene informato dal suo governo delle decisioni di sollevarlo dall’incarico di comandante in capo degli inglesi nel Medio Oriente e di inviarlo in India come comandante supremo delle truppe britanniche là dislocate. La guerra nel Medio Oriente perde così uno dei suoi primi protagonisti.
    23 giugno
    Fronte sovietico.Il successo dei tedeschi è spettacoloso. Nel settore dello Heeresgruppe Nord, il LVI corpo corazzato (gen. Manstein) del IV Panzergruppe (Hoepner) ha superato l'importante viadotto di Ariogala sul fiume Duhysa. in Lettonia, a 80 krn dal punto di partenza. Nel settore centrale, superato di slancio il fiume Bug a monte e a valle di Brest Litovsk, i carri di Gudenian (XXIV corpo corazzato, gen.von Schweppenburg, e XLVII corpo corazzato,gen. Lemelsen) sono attestati a Kobrin e a Pruzany, ossia a 65 e 75 km dalla linea di frontiera, mentre quelli di Hoth (LXII corpo corazzato, gen. Kuntzen, e XXXIX corpo corazzato, gen. Schmidt) hanno conquistato Merec e Alytus prendendo intatti i ponti sul Niemen con un’avanzata di 90 km. Nel settore meridionale, a sud del Pripet, i progressi del I Panzergruppe di Kleist sono invece modesti, data la forte concentrazione su quel fronte di truppe sovietiche (56 divisioni di cui 16 corazzate).
    La Luftwaffe seguita a infliggere colpi durissimi al nemico (1200 aerei sono stati distrutti al suolo o in combattimento prima di mezzogiorno del 22, primo giorno di operazioni).
    Alle grandi unità sovietiche, in preda al caos, giungono dallo Stato Maggiore Generale direttive che rivelano una totale ignoranza della realtà della situazione, come quella impartita al comando del fronte sud-occidentale di sferrare una grande offensiva e di conquistare entro il 24 Lublino, 50 chilometri entro le linee nemiche.
    Africa settentrionale.Continuano le incursioni aeree italo-tedesche sulla piazzaforte di Tobruk.
    Italia.Incursione aerea inglese su Siracusa.
    24 giugno
    La Slovacchia dichiara guerra all’URSS.


    Si apre in Spagna e in Danimarca l'arruolamento di volontari contro l’Unione Sovietica.
    Fronte sovietico.Nel settore settentrionale, violento contrattacco sovietico.
    Africa settentrionale.Durante la notte squadriglie di bombardieri inglesi hanno attaccato Bengasi e Tripoli.
    25 giugno
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, i tedeschi occupano Dubno, importante centro a nord-est di Leopoli (Lwòw), le ali corazzate dello Heeresgruppe Centro, comandate da Guderian e da Hoth, raggiungono Baranovici, Lida e Borodecno, oltre 200 chilometri a est di Bialystok (dove si trova il comandante del fronte occidentale sovietico, Pavlov). Si delinea la minaccia di accerchia- mento per la 3à, 10à e 4à armata sovietiche.
    Sul fronte settentrionale, i sovietici attaccano il dispositivo difensivo dei finnici; sono contrattaccati nella zona di Murmansk.
    Africa Orientale Italiana.Il presidio italiano di Debra Tabor a sud-ovest dell’Amba Alagi è sottoposto a pesanti attacchi aerei inglesi.
    26 giugno
    Anche la Finlandia dichira guerra all’URSS.


    Fronte sovietico.Nel settore setten trionale, il IV Panzergruppe di Hoepner dilaga in Lituania e conquista Daugavpils, sulla Dvina, stabilendo teste di ponte oltre il fiume. Nel settore dello Heeresgruppe Centro, i carri di Guderian e di Hoth stabiliscono un primo contatto a Slonim, tra Baranovici e Bialystok.


    A Verona, Mussolini passa in rassegna la divisione Torino, destinata al fronte sovietico.
    27 giugno
    L’Ungheria dichiara guerra all’Unione Sovietica.


    Fronte sovietico.Lo Heeresgruppe Centro di von Bock, penetrato in profondità oltre Brest-Litovsk, con una manovra a tenaglia chiude ingenti forze nemiche in una vasta sacca nel settore tra Bialystok e Nowogrodek (oggi Novogrudok).
    Lo Heeresgruppe Sud di von Rundstedt, col I Panzergruppe di von Kleist, irrompe tra i Carpazi e le Paludi del Pripet in direzione di Kiev e di Vinnica (a sud-est di Kiev). Tenace e talvolta brillante la resistenza sovietica. All’attacco si unirà il 2 luglio sull’ala destra, nel settore della Moldava, il Gruppo di armate Antonescu, formato dalla 3à e 4à armata romena e dall’11à tedesca.
    Il generale CarI E. Mannerheim, eroe nazionale finlandese, lancia un proclama al popolo incitandolo alla “guerra santa” contro i sovietici.
    Malta.Furiosi duelli aerei nel cielo dell’isola tra caccia inglesi e formazioni dell’Asse. Gli attacchi agli impianti del porto della Valletta si susseguono con maggiore frequenza.
    28 giugno
    L’Albania dichiara guerra all’URSS.


    Fronte sovietico.Le truppe dello Heeresgruppe Centro proseguono la loro avanzata minacciando Minsk.


    Nipponici entrano in Cocincina.
    29 giugno
    Fronte sovietico.Nel settore centrale, i corpi corazzati di Hoth (III Panzergruppe) e di Guderian (Il Panzergruppe) si congiungono, dopo una nuova manovra a tenaglia, presso Minsk, isolando in un’immensa sacca le truppe sovietiche nella zona di Gorodisce, cittadina della Bielorussia a sud-ovest di Minsk, presso Baranovici. In Finlandia, i finnici attaccano i russi in Carelia, mentre nell’estremo Nord tedeschi provenienti dalla Norvegia e finlandesi sono impegnati nella zona di Murmansk-Petsamo (oggi Pecenga). Sono in gioco l’unico porto sul Mare di Barents quasi sempre libero dai ghiacci e una miniera di nichel, di grande importanza strategica. L’obiettivo ultimo dell’offensiva in Carelia è il congiungimento con lo Heeresgruppe Nord tedesco.
    30 giugno
    La Francia di Vichy rompe le relazioni diplomatiche con l’URSS.
    Fronte sovietico.Nel settore centrale, i tedeschi occupano Bobrujsk e stabiliscono una testa di ponte oltre la Beresina (Berezina). Nel frattempo eliminano la grande sacca di Bialystok, distruggendo quanto resta della 10à armata sovietica.
    Lo Heeresgruppe Sud prende Leopoli (Lwow, Lvov) e investe la linea Stalin, sistema di fortificazioni del tutto trascurato dai sovietici dopo l’avanzamento del confine in Polonia. La minaccia su Kiev prende sempre maggiore consistenza.
    I tedeschi, impegnati sul fronte orientale con la Russia, sospendono la Battaglia d’Inghilterra che ha causato fino ad oggi la distruzione di 116.000 edifici nella sola Londra.



  23. #23
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Luglio 1941

    1° luglio
    Sul fronte diplomatico, Ribbentrop esorta il ministro degli Esteri giapponese Matsuoka a premere sul suo governo affinché dichiari guerra all’URSS. I sovietici stanno infatti sguarnendo l’Estremo Oriente per far affluire tutti i rinforzi possibili a Ovest, e non sono mai stati cosi deboli. Un grande blocco euro-asiatico, argomenta il ministro degli Esteri del Reich, dissuaderà gli Stati Uniti da qualsiasi intervento nel conflitto. Ma i giapponesi rifiuteranno prontamente (e Mosca ne sarà informata dalla spia Sorge): essi hanno già scelto la strada della loro espansione,verso l’Asia sud-orientale e il prezioso petrolio delle Indie Olandesi.
    2 luglio
    Il Giappone ordina a tutti i suoi mercantili in navigazione nell’Atlantico di rientrare in patria, e chiama alle armi oltre 1 milione di uomini.
    Fronte sovietico.Nel settore dello Heeresgruppe Nord, il IV Panzergruppe (Hoepner) si concentra sulla riva destra della Dvina e attacca le fortificazioni sovietiche al confine con la Lettonia, operando uno sfondamento a Ostrov.
    Nel settore dello Heeresgruppe Sud, l’11à armata tedesca e le due armate romene (3à e 4à) entrano in campo, aumentando considerevolmente la pressione sui sovietici in Moldavia e in direzione di Vinnica.
    3 luglio
    Per la prima volta dall’inizio dell’invasione, Stalin parla alla radio al popolo sovietico. Il suo esordio è insolito,ma certo adatto alle circostanze: “Compagni, cittadini, fratelli e sorelle, combattenti del nostro esercito e della nostra marina. Parlo a voi, amici miei!”. Stalin ammette la perdita della Lituania, di gran parte della Lettonia, di parti della Bielorussia e dell’Ucraina occidentale. “Una grave minaccia incombe sulla patria.” Ma i tedeschi, afferma, non sono invincibili. E si richiama all’esempio di Napoleone. Difende poi il patto di non aggressione con la Germania del 1939 (sempre rimproveratogli dai “puri” del Partito), dettato, dice, dalla vocazione pacifista dell’URSS. Sprona poi i russi a resistere a oltranza contro ‘invasore, facendo la terra bruciata davanti a lui. Ogni atto di codardia sarà punito: “Tribunali militari devono giudicare immediatamente chiunque, per panico o viltà, intralci la nostra difesa, indipendentemente dalla posizione o dal grado”. Annuncia l’avvenuta costituzione del Comitato nazionale di difesa dello stato (presieduto da Stalin e formato da Moiotov, Vorosilov, Malenkov e Beria), incita alla guerra partigiana dietro le linee nemiche, ordina la mobilitazione di tutte le risorse del paese. “Tutte le forze del popolo devono essere impiegate per abbattere il nemico. Avanti verso la vittoria!” In sostanza, e con molto acume psicologico, Stalin fa appello al patriottismo russo più che agli ideali comunisti.
    Il fronte viene riorganizzato in tre settori: Nord-occidentale, con la flotta del Baltico e del Nord, affidato a Vorosilov; Occidentale, posto agli ordini di Timosenko; Sud-occidentale, con la flotta del Mar Nero, affidato a Budènnij. Ai tre comandanti vengono rispettivamente assegnati, quali consiglieri politico-militari, Zdanov, Bulganin e Kruscev.
    Sono costituiti anche battaglioni operai nelle grandi città. Tutti gli uomini dai 16 ai 60 anni e le donne da 18 a 50 sono tenuti a far parte dei gruppi di difesa civile. La resistenza dovrà essere a oltranza; la linea da tenere ad ogni costo, secondo i responsabili sovietici, è quella che va da Smolensk a Mosca.
    Il gen. Franz Halder, capo di S.M. Generale tedesco, annota sul suo Diario che può essere considerato assolto il compito assegnato alle forze armate tedesche, di schiacciare il grosso del nemico al di qua della Dvina e del Dnepr.
    Africa Orientale Italiana.Nella regione del Galla e Sidamo il gen. Pietro Gazzera è costretto ad arrendersi agli inglesi, ottenendo comunque l’onore delle armi.
    4 luglio
    Africa Orientale Italiana.Il presidio di Debra Tahor, circa 6000 uomini al comando del colonnello Angelini, è costretto alla resa.
    5 luglio
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, la 6à armata tedesca (von Reichenau) apre una breccia nella linea Stalin in prossimità del vecchio confine polacco a est di Leopoli (Lvov), nel settore difeso dalla 6à e 26à armata sovietiche. Nel varco irrompe il I Panzergruppe (von Kleist) lanciandosi in direzione di Berdicev e Zitomir (a sud-est e a est di Kiev). Ma verrà fermato da Hitler.
    6 luglio
    Fronte Sovietico.Nel settore meridionale, truppe romene occupano la città di Cernauti (oggi Cernovcy), appena oltre la catena dei Carpazi, e sono accolte con entusiasmo dalla popolazione, che è romena.
    Nei pressi di Vitebsk (non lontano da Smolensk) la 16à armata dello Heeresgruppe Nord entra in contatto con la 9à armata, dello Heeresgrappe Centro. La più settentrionale delle armate tedesche, la 18à, prosegue l’avanzata verso nord, stabilendo una linea che va dal Lago Peipus (Cudskoje Ozero), attraverso Tartu, a Parnu, a nord del Golfo di Riga. Africa settentrionale. Aerei italo-tedeschi bombardano la piazza di Tobruk e la zona di Sidi el-Barrani.
    Italia.Velivoli inglesi hanno compiuto un ‘incursione aerea su Palermo.
    7 luglio
    Fronte sovietico.Continua la pressione tedesca dal Baltico al Mar Nero, mentre si procede alla liquidazione delle sacche entro le quali sono state isolate ingenti forze nemiche.
    D’accordo con il governo inglese e con le autorità locali, gli americani sbarcano in Islanda la I brigata di Marines del brigadiere generale John Marston. Roosevelt motiva l’operazione con la necessità di difendere l’emisfero occidentale.
    8 luglio
    Germania e Italia proclamano la fine dello stato iugoslavo. Il nuovo assetto politico dato al paese è il seguente: la Croazia è costituita in regno indipendente sotto Tomislao Il (Ajmone duca di Spoleto, nipote di Vittorio Emanuele III). La provincia autonoma di Lubiana, appena costituita, è aggregata al regno d’italia. La maggior parte della Dalmazia e le isole dell’Adriatico sono pure assegnate all’italia, insieme alle Bocche di Cattaro (Boka Kotorska). Gran parte della Bosnia è posta sotto presidio e amministrazione italiana.Il Montenegro diventa un protettorato italiano, per il quale sarà decisa, ma mai attuata, la restaurazione della monarchia. La Croazia aderirà il 12 luglio al Patto Tripartito, il 25 novembre al Patto Anticomintern.
    Alla Germania sono incorporate la Bassa Carinzia e parte della Carniola.All’Ungheria viene assegnato il territorio compreso tra la Sava e il Mur, la parte della Barania (tra la Sava e il Danubio) attribuita alla Iugoslavia nel 1918, e, in Serbia, parte della Backa.
    Fronte sovietico.Nel settore settentrionale, il IV Panzergruppe (Hoepner) conquista Pskov, presso l’estremità meridionale del lago omonimo e avanza verso nord-est in direzione di Novgorod e Leningrado.
    9 luglio
    Fronte sovietico.La resistenza dei russi ha termine in tutte le sacche non ancora liquidate: fino a questo momento, l’Armata Rossa ha perso 2500 carri armati e 300.000 suoi uomini sono caduti prigionieri. 40 divisioni sono state annientate nel settore di Bialystok.
    Il II e III Panzergruppen (Guderian e Hoth), riuniti nella 4à armata corazzata, avanzano oltre i fiumi Dnepr e Dvina in direzione di Smolensk, sulla strada di Mosca.
    Africa settentrionale.Proseguono i bombardamenti della piazza di Tobruk da parte degli aerei e delle artiglierie dell’Asse.
    Italia.Incursione aerea notturna inglese su Napoli.
    10 luglio
    Dopo la divisione Torino, il resto del Corpo di Spedizione italiano in Russia - CSIR -, cioè le divisioni Pasubio e Principe Amedeo duca d’Aosta e la legione camicie nere Tagliamento, parte per il fronte orientale.
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, inaspettatamente i sovietici sferrano un violento contrattacco nella zona di Korosten (a ovest di Kiev), contrattacco che viene respinto con severo impegno da parte del I Panzergruppe (von Kleist).
    11 luglio
    Fronte Sovietico.Respinto il contrattacco dei russi a Korosten, le truppe corazzate tedesche avanzano fino a soli 16 km da Kiev, ma la tenacissima resistenza sovietica le obbliga a segnare il passo.
    Malta.Violenta battaglia aerea nel cielo dell’isola: secondo fonti italiane sarebbero stati abbattuti 4 velivoli inglesi, mentre numerosi altri sarebbero stati distrutti al suolo. La notizia non è confermata da fonti britanniche.
    12 luglio
    A seguito della proposta inviata due giorni prima da Churchill a Stalin viene stipulato un patto di mutua assistenza tra Gran Bretagna e URSS. Le due parti si impegnano a non firmare una pace separata.
    Mosca è attaccata per la prima volta dalla Luftwaffe.
    13 luglio
    Fronte sovietico.Nel settore settentrionale i tedeschi proseguono l’avanzata da Pskov verso Luga,a circa 120 km da Leningrado.
    14 luglio
    Fronte sovietico.Nel settore settentrionale, i tedeschi raggiungono il fiume Luga e minacciano ormai direttamente Leningrado. La difesa opposta dai sovietici, compromessa dalla disorganizzazione, non è cosi' brillante come in altri settori del fronte. Della gravità della situazione si rendono pienamente conto i responsabili; il comandante in capo delle armate settentrionali, Vorosilov, e il capo dell’organizzazione del partito per Leningrado, Zdanov, lanciano un proclama rivolto “a tutte le unità della direzione nord-occidentale” in cui si legge: “Una diretta minaccia d’invasione nemica incombe su Leningrado, culla della rivoluzione proletaria. Mentre le truppe schierate dal Mare di Barents fino a Tallinn e Hangò combattono valorosamente contro le orde dei corpi d’assalto nazisti e finlandesi difendendo ogni palmo della nostra amata terra sovietica, le truppe del fronte centro-occidentale (ossia quelle del settore di Leningrado), spesso non respingendo gli attacchi nemici e abbandonando le posizioni senza nemmeno combattere, incoraggiano con il loro comportamento la sempre crescente arroganza dei tedeschi. Certi codardi non soltanto abbandonano il fronte senza ordine, ma seminano il panico tra i soldati buoni e valorosi. In qualche caso, non soltanto ufficiali e responsabili politici non fanno nulla per arginare il panico, ma con la loro vergognosa condotta lo accrescono e provocano la disorganizzazione sul fronte”.
    L’ordine proseguiva avvertendo che chiunque avesse abbandonato le linee senza l’ordine dei superiori sarebbe stato giudicato da un tribunale da campo che ne avrebbe ordinato la fucilazione “senza tenere alcun conto del grado o dei precedenti”. Come si vede, si ammette la criticità della situazione, mentre si afferma la volontà di tener duro ad ogni costo.


    In Siria, francesi e inglesi firmano l’armistizio. La Siria è proclamata stato indipendente.


    In Iugoslavia e in Montenegro incominciano le azioni armate dei partigiani contro gli occupanti italotedeschi. A capo flella resistenza è il misterioso Tito (Josip Broz), della cui identità si favoleggia. Alcuni giornalisti occidentali sostengono l’ipotesi che si tratti di una donna.
    15 luglio
    Fronte sovietico.Davanti a Leningrado si sviluppa un contrattacco dei russi nella parte meridionale della “linea Luga”, tra il Lago llmen e Solcy. Gli sforzi proseguiranno fino al 18, ma il massimo che i sovietici riescono a ottenere è di ritardare l’avanzata nemica. Le divisioni improvvisate con I’opolcenie, la milizia cittadina rcclutata a Leningrado, sono volonterose ma inesperte. Vanno allo sbararglio contro i carri armati tedeschi, che ne fanno strage. Centinaia di migliaia di uomini e donne sono frattanto mobilitati per erigere fortificazioni. Si costruiscono più linee di difesa: una dalla foce della Luga a Cudovo, Gatèina, Urick, Pulkovo e quindi lungo la Neva; un’altra “esterna”, da Peterhof a Gatcina, Pulkovo, Kolpino e Koltusi, a est della città e a nord della Neva. Altre linee sono apprestate nelle immediate vicinanze della città e una nei sobborghi settentrionali, di fronte ai finlandesi. Alla fine, saranno complessivamente scavati 540 km di fossati anticarro, 640 km di barriere di filo spinato, 25.400 km di trincee scoperte, erette 5000 postazioni per cannoni e mitragliatrici in legno e cemento, nonché barriere formate con alberi abbattuti per una lunghezza di 300 km.


    Gli Stati Uniti d’America istituiscono una base aeronavale ad Argentia nell’isola di Terranova.
    16 luglio
    Hitler convoca nel suo Quartier Generale Gòring, Keitel, Larrers, Bormann e il teorico del nazismo Roseoberg per esporre loro gli obiettivi del Reich in Oriente: suddivisione di parte dei territori occupati in quattro Commissariati del Reich e diretta annessione al “Grande Reich” dello province più ricche, tra cui la Crimea. Rosenberg viene designato capo di un nuovo Ministero per i territori orientali occupati. Suo compito sara non solo lo sfruttamento di quei territori a beneficio dell’economia tedesca, ma anche la loro “bonifica” politica, con l’eliminazione dei comunisti e la deportazione degli ebrei.


    Le truppe finniche, sfondate le posizioni sovietiche a nord del Lago Ladoga, occupano Sortavala, all’estremità nord del lago stesso.
    Nel settore centrale del fronte le truppe dello Heeresgruppe Centro, proseguendo l’avanzata, raggiungono i sobborghi di Smolensk, che a detta dei responsabili sovietici è uno dei capisaldi della “linea di estrema difesa”.
    Lo Heeresgruppe Sud, sfondata la linea Stalin, incomincia l’annientamento di ingenti forze sovietiche chiuse in una sacca nel settore di Uman, e il rastrellamento del bacino del Dnepr. Nell’Armata Rossa, viene ristabilito il sistema dei commissari politici. Malvisti dai comandanti militari per motivi di funzionalità, i commissari verranno nuovamente soppressi l’anno dopo.
    Africa settentrionale.Mentre continuano le incursioni aeree dell’Asse nel settore di Tobruk, l’aviazione inglese bombarda Bengasi e Tripoli.
    17 luglio
    Fronte sovietico.Continua ovunque la pressione delle truppe d’invasione. Nel settore centrale, i tedeschi stabiliscono una testa di ponte oltre il Dnepr, presso Mogilov, a est di Minsk.I romeni, nel settore meridionale, conquistano Chisinau (in russo Kisinov), capitale della Bessarabia. Presso Vitebsk cade prigioniero dei tedeschi il figlio primogenito di Stalin, Iakov Giugasvili, tenente di artiglieria in una divisione corazzata.
    Il gen. Giovanni Messe assume il comando del CSIR (Corpo di Spedizione Italiano in Russia).
    Africa settentrionale.Nuovi bombardamenti aerei italo-tedeschi su Tobruk; bombardamento inglese su Tripoli.
    Malta.Durante la notte, aerei dell’Asse bombardano le basi dell’isola. Aspra battaglia aerea, il mattino, tra caccia inglesi e italiani.
    18 luglio
    Il principe Konoye forma un nuovo governo in Giappone; il vice ammiraglio T. Toyoda sostituisce Yosuke Matsuoka al Ministero degli Esteri.
    19 luglio
    L’OKW stabilisce che, dopo aver annientato le forze sovietiche nel settore di Smolensk, il lI Panzergruppe (Guderian) e la 2à armata,abbandonando l’offensiva contro Mosca, pieghino a sud per travolgere la 5à armata sovietica (Potapov), circondare Kiev e congiungersi, con una manovra a tenaelia, con il I Panzergruppe (von Kleist). Guderian è contrario all’abbandono della spinta su Mosca, ma le sue obiezioni sono respinte.
    Africa settentrionale.Bengasi e Tripoli bombardate da aerei inglesi.
    Malta.Continua l’offensiva aerea italo-tedsca.
    20 luglio
    Stalin è nominato Commissario del Popolo per la Difesa.


    Aerei inglesi bombardano Napoli causando vittime e danni.
    21 luglio
    *****
    22 luglio
    Malta.Forzando il blocco navale italiano un convoglio di rifornimenti inglese raggiunge l’isola.
    23 luglio
    Con l’assenso del governo di Vichy, forze giapponesi iniziano l’occupazione completa dell’indocina, per collaborare alla sua difesa.
    24 luglio
    Fronte sovietico.L’eroica guarnigione di Brest-Litovsk, assediata fin dal 22 giugno e da allora sottoposta a un duro martellamento aereo e di artiglieria (viene impiegato per la prima volta dai tedeschi il gigantesco mortaio Karl, calibro 615 mm, proietto del peso di oltre 2 t), è infine costretta alla resa.
    Malta.Un secondo convoglio britannico riesce ad approdare a Malta.
    25 luglio
    Malta.Nella notte sul 26 mezzi d’assalto italiani, partiti da Augusta al comando del cap. di fregata Vittorio Moccagatta, tentano di forzare il porto della Valletta con 9 barchini esplosivi e 2 siluri a lenta corsa (“maiali”). Scoperti prima di giungere sugli obiettivi, affrontano una lotta disperata: dei 33 partecipanti all’azione 15 sono uccisi (fra essi il magg. Teseo Tesei, ideatore con Elios Toschi dei “maiali”) e 18 catturati.
    26 luglio
    Il governo di Washington decide il congelamento di tutti i beni giapponesi e cinesi in USA e mette in allarme il comando del settore delle Hawaii. Il gen. Douglas MacArthur assume il comando delle forze armate americane in Estremo Oriente e delle forze filippine.


    Il Canada denuncia il proprio trattato commerciale col Giappone.
    27 luglio
    Fronte sovietico.I tedeschi occupano Tallinn, capitale dell’Estonia, sul Golfo di Finlandia.
    Nel settore centrale, completano l’accerchiamento delle forze sovietiche a Smolensk. Tuttavia i sovietici riescono a organizzare una nuova linea di resistenza 40 km a est della città, e rivelano una certa superiorità in fatto di artiglierie. Nel “calderone” di Smolensk fanno la loro comparsa i mortai multipli lanciarazzi (velocità di fuoco 320 razzi in 25 secondi )detti “Katiusa” dai sovietici e “organi di Stalin” dai tedeschi, che incutono un sacrosanto terrore ai tedeschi, e agli stessi fanti russi dapprincipio ignari dell’esistenza della nuova arma.
    Inghilterra.Dopo una relativa tregua durata qualche settimana, i tedeschi effettuano un violentissimo bombardamento su Londra.
    Africa settentrionale.Il gen. Ettore Bastico riceve dal gen. Gariboldi le consegne del comando supremo delle truppe italiane in Africa settentrionale.
    28 luglio
    Quale misura di ritorsione alla recente decisione americana, il Giappone congela i beni di società e privati statunitensi sul suo territorio.
    Fronte sovietico.Nel settore centrale, ha inizio la liquidazione delle forze sovietiche accerchiato nella sacca di Smolensk.
    29 luglio
    I giapponesi completano l’occupazione dell’indocina meridionale col consenso forzato delle autorità di Vichy.
    30 luglio
    Il consigliere del presidente Roosevelt Harry Hopkins è a Mosca per concordare l’invio di aiuti all’URSS.


    In Cina, a Chungking, la cannoniera fluviale americana Tutuila è bombardata da aerei nipponici. L’indomani il governo giapponese presenta le sue scuse per l’incidente a quello americano.
    31 luglio
    Fronte sovietico.Nel settore settentrionale, la 16à armata tedesca raggiunge il Lago Ilmen. Dopo lo sfondamento delle posizioni sovietiche sui laghi Ilmen e Peipus, è aperta la strada di Leningrado, che viene investita anche da sud.
    Italia.Caccia inglesi attaccano varie località della Sicilia.



  24. #24
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Agosto 1941

    1° agosto
    Fronte sovietico.Lo Heeresgruppe Centro prosegue i combattimenti contro i sovietici chiusi nella sacca di Smolensk. La resistenza dei russi è particolarmente tenace nel settore Orsa-Vitehsk, a ovest di Smolensk. Improvvisamente, nello stesso settore centrale, le forze sovietiche guidate da Timosenko scatenano una robusta controffensiva a Gomel (a sud di Mogilov) contro le teste di ponte stabilite dall’ala destra dello Heeresgruppe Centro sulla riva sinistra del Dnepr.
    USA.Viene istituito il Consiglio per la difesa economica.
    Africa settentrionale.Nel settore di Tobruk continuano le azioni di bombardamento delle opposte artiglierie.
    2 agosto
    Incominciano ad affluire in URSS i primi aiuti americani.
    Fronte sovietico.Le avanguardie dello Heeresgruppe Nord raggiungono Staraja Russa, a sud di Leningrado presso il Lago llmen.
    Nel settore meridionale, entrano in linea le divisioni italiane Pasubio e torino.
    3 agosto
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, il I Punzergruppe (von Kleist) si congiunge con la 17à armata (Stulpnagel) dopo aver distrutto grandi unità russe a ovest di Pervomajsk (circa 160 km a nord di Odessa).
    4 agosto
    ******
    5 agosto
    Fronte Sovietico.La sacca di Smolensk è liquidata. A detta dei tedeschi, 700.000 russi vi sono rimasti intrappolati, e 310.000 sono stati fatti prigionieri. I sovietici ammettono la perdita di 9 divisioni, 3000 tra carri armati e mezzi cingolati, circa 1000 aerei. Alle operazioni ha dato un validissimo apporto la IV Luftflotte, comandata dal gen. Lòhr.
    6 agosto
    Fronte sovietico.Rastrellate le poche zone in cui i sovietici offrivano qualche resistenza in Estonia, i tedeschi si insediano saldamente sulle coste del Golfo di Finlandia.
    7 agosto
    Stalin assume la carica di comandante in capo delle forze armate sovietiche.
    8 agosto
    L’ambasciatore nipponico a Washington, amm. Kishisaburo Nomura, propone colloqui diretti tra il presidente americano e il primo ministro nipponico per giungere a una composizione della vertenza fra i due paesi.
    9 agosto
    Ad Argentia, nella baia di Placentia (Terranova) si incontrano il premier Winston S. Churchill e il presidente Franklin D. Roosevelt.
    Il primo, accompagnato dal capo di Stato Maggiore Imperiale Sir John Dill e dal primo Iord dell’Ammiragliato Sir Dudley Pound, è giunto a bordo della nuovissima corazzata Prince of Wales; il secondo, coi suoi consiglieri, è giunto sull’incrociatore Augusta. L’indomani, dopo un servizio religioso a bordo della Prince of Wales, avrà inizio la conferenza atlantica nella quale saranno enunciati i principi della Carta Atlantica, che definiscono gli scopi di guerra delle democrazie. Churchill preme con grande energia sul presidente per sollecitare l’intervento americano. Ne ottiene una garanzia in caso di attacco giapponese contro la Malesia, Singapore e le Indie Olandesi. Viene anche concordata una risposta alle proposte nipponiche; in essa si prospetta (senza farsi illusioni) la neutralizzazione della Thailandia e dell’Indocina francese, e nel contempo si lancia un duro monito a Tokyo: “Ogni ulteriore espansione nipponica condurrebbe a una situazione in cui il governo degli Stati Uniti si vedrebbe costretto a prendere contromisure, anche se queste dovessero portare alla guerra”. La conferenza dura fino al 14 agosto.
    10-11 agosto
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale si scatena la battaglia del Bug, cui prendono parte, con i corazzati tedeschi, reparti italiani. La linea difensiva sovietica è infranta. Ma pur arretrando ovunque i russi sono tutt’altro che finiti: mettono in campo eccellenti carri armati, tra cui i giganteschi Klim. Vorosilov da 55 t. Invano i generali tedeschi chiedono a Hitler un carro e cannoni controcarro più potenti dei pezzi da 37 e da 50 mm di cui dispongono. Sono ancora rari i pezzi da 75 mm forniti in dotazione ai reparti della Wehrmacht.
    12 agosto
    Hitler emana la direttiva n. 34 per la condotta delle operazioni sul fronte orientale. Lo Heeresgruppe Sud dovrà impedire al nemico di rioccupare la riva orientale del Dnepr, occupare la Crimea, il distretto industriale di Charkov e il bacino carbonifero del Donec. Lo Heeresgruppe Nord seguiterà l’offensiva volta all’isolamento di Leningrado e al congiungimento con le truppe finniche. Lo Heeresgruppe Centro (contro il preciso intendimento di von Brauchitsch) dovrà sospendere temporaneamente l’offensiva verso Mosca e appoggiare con parte delle sue forze le operazioni degli altri gruppi di armate.
    Francia.Un messaggio del maresciallo Pétain, capo del governo di Vichy, annuncia l’adozione di una serie di misure totalitarie tra cui la soppressione di tutti i partiti politici, l’istituzione di tribunali speciali, la riorganizzazione corporativistica dell’economia e il raddoppiamento delle forze di polizia.
    13-15 agosto
    ******
    16 agosto
    Incursione aerea inglese su Catania e Siracusa. Nella prima città, secondo fonti italiane, ci sarebbero stati 18 morti e 25 feriti.
    17 agosto
    USA.Il presidente e il segretario di stato espongono all’ambasciatore nipponico le condizioni che gli Stati Uniti giudicano indispensabili perché possano essere riprese le conversazioni in vista di un’eventuale “Conferenza per il Pacifico”.
    Fronte sovietico.Nel settore settentrionale, i tedeschi conquistano l’antica città di Novgorod, a nord del Lago Ilmen e a sud-est di Leningrado.
    Nel settore meridionale, conquistano Dnepropetrovsk, sul basso Dnepr. Ormai minacciano Charkov e Doneck, la penisola di Crimea. Odessa è circondata.
    18-19 agosto
    *****
    20 agosto
    Continuano le incursioni aeree inglesi sulla Sicilia: questa volta tocca ad Augusta, ma le conseguenze, secondo le fonti italiane, non sarebbero gravi (“alcuni feriti tra la popolazione, danni materiali di poca entità”).
    21 agosto
    Fronte sovietico.Hitler ribadisce gli intenti già specificati nella direttiva n. 34 del 12 agosto, precisando che, oltre a occupare il bacino del Donec, le armate tedesche dovranno tagliare ai sovietici le linee di rifornimento del petrolio dal Caucaso.
    Nel settore centrale, ha inizio la battaglia per Kiev, condotta dalla 6à armata e dal I Panzergruppe.
    Nel settore settentrionale, sul fronte di Leningrado, i difensori occupano un saliente largo una ventina di chilometri e profondo 200, mentre i tedeschi avanzano verso il Golfo di Finlandia a sud-ovest della città e verso il Lago Ladoga a sud-est. Per evitare che le truppe schierate nel saliente vengano accerchiate, il comando sovietico ordina la ritirata. Lo stesso giorno, i tedeschi occupano Cudovo, e cosi interrompono la principale linea ferroviaria che congiunge Leningrado a Mosca.
    22 agosto
    Fronte sovietico. Francia.A Parigi viene ucciso un ufficiale tedesco: è il segnale d’inizio della resistenza attiva agli occupanti e alle autorità collaborazioniste.
    23 agosto
    Fronte sovietico.Il Il Panzergruppe e la 2à armata si dirigono verso sud attraverso Gomel e Starodub. In tal modo le Heeresgruppe Centro ottempera alle direttive del Fuhrer, fornendo rinforzi all’offensiva delle Heeresgruppe Sud.
    24 agosto
    *****
    25 agosto
    Gli ambasciatori inglesi e sovietici a Teheran presentano un ultimatum al governo iraniano, ingiungendogli di accettare la “protezione” degli Alleati. Quasi contemporaneamente. truppe sovietiche e inglesi irrompono nel paese: i sovietici, da nord, puntano direttamente sulla capitale. mentre gli inglesi, provenendo dal Golfo Persico e dall’Iraq, occupano il centro petrolifero di Abadan. Lo scià Reza Pahlevi denuncia l’aggressione. Il gesto degli Alleati ha, tra le altre conseguenze, quella di rafforzare la neutralità della Turchia.


    Un Commando anglo-canadese-norvegese sbarca nel possedimento norvegese delle Spitzbergen, arcipelago del Mar Glaciale Artico, e distrugge depositi e impianti minerari sfruttati dai tedeschi.
    25-29 agosto
    Mussolini fa visita al Quartier Generale tedesco. Per due giorni ha colloqui con Hitler e con altri responsabili politici e militari tedeschi; quindi ispeziona in compagnia del Fuhrer il fronte sud, ove passa in rassegna col mar. von Rundstedt e col gen. Messe le truppe italo-tedesche che hanno partecipato alle ultime operazioni.
    26 agosto
    Fronte sovietico.Nel settore centrale, nella zona di Velikije Luki (a nord di Vitebsk). i sovietici sferrano un contrattacco. I tedeschi lo respingono nel giro di ventiquattr’ore.
    27 agosto
    Il governo nipponico protesta a Washington contro le ripetute violazioni delle acque territoriali giapponesi da parte delle navi americane che trasportano aiuti al porto sovietico di Vladivostok.


    In Iran, viene formato un nuovo governo che chiede l’armistizio agli Alleati. L’atto, in base al quale gli Ànglo-sovietici presidieranno i punti strategici del paese a eccezione della capitale, verrà sottoscritto l’indomani. Con questa occupazione gli Alleati hanno inteso premunirsi contro una possibile manovra a tenaglia da parte delle forze dell’Asse attraverso l’Egitto e la Siria.
    Francia.Partigiani comunisti francesi compiono a Versailles un attentato dinamitardo ferendo Pierre Laval, vicepresidente del consiglio del governo di Vichy e Marcel Déat, acceso collaborazionista e direttore de L’Oeuvre, giornale controllato dai tedeschi.E' la risposta della resistenza francese all’occupante che pochi giorni prima ha annunciato di considerare alla stregua di ostaggi i francesi tratti in arresto fino a quel momento.
    28 agosto
    Fronte sovietico.Nel settore settentrionale, i tedeschi completano il rastrellamento dell’Estonia e continuano la pressione su Leningrado.
    29 agosto
    Fronte sovietico.I finlandesi riconquistano Viborg (Vijpuri), già ceduta all’URSS. Sono quindi vicinissimi a Leningrado ma, nonostante le insistenze dei tedeschi, non proseguono l’avanzata in base a considerazioni di ordine politico, fermandosi al confine prebellico. Solo alcuni reparti penetrano in territorio sovietico spingendosi fino al fiume Svir e al Lago Onega, tagliando cosi le vie di comunicazione russe tra il Mar Bianco e il Mar Baltico.


    In Iugoslavia, il generale Milan Nedié accetta di essere posto a capo di un governo fantoccio costituito dai tedeschi in Serbia.
    30 agosto
    Fronte sovietico.Nel settore settentrionale, i tedeschi occupano Mga, tagliando l’ultimo collegamento ferroviario di Leningrado con il resto del paese.
    Nel settore centrale, i sovietici lanciano un’altra, inutile controffensiva a nord di Gomel. I Gruppi corazzati di Kleist e Guderian gettano il loro peso nella battaglia di Kiev, strenuamente difesa dalle truppe del mar. Budènnij.
    31 agosto
    *****



  25. #25
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    Predefinito Re: Timeline della Seconda Guerra Mondiale!

    Settembre 1941

    1° settembre
    Il governo tedesco ordina che tutti gli ebrei, di età superiore ai 6 anni, portino cucito sul petto, quale marchio d’infamia, un distintivo con la stella di David.
    Fronte sovietico.Settore settentrionale. Attaccando in forze, i tedeschi raggiungono la riva meridionale del Lago Ladoga, prendono gran parte della riva sinistra della Neva ma non riescono a forzare il fiume. Anche Schlusseburg (dal 1944 Petrokrepost) è presa, e Leningrado è isolata dal resto del paese, tranne che per le comunicazioni sul Lago Ladoga. Disperata la situazione dei sovietici anche a sud-ovest della città, essendosi ormai i tedeschi attestati sul Golfo di Finlandia a pochi chilometri da Leningrado. A sud lo Heeresgruppe Nord attacca violentemente nei settori di Kolpino e Pulkovo, a 25 km dalla città. I russi mantengono una ampia testa di ponte a Oranienbaum, di fronte a Kronstadt e a ovest del punto in cui i tedeschi si sono insediati sul Golfo di Finlandia.
    2-3 settembre
    *****
    4 settembre
    Fronte sovietico.I finlandesi occupano, a 30 km da Leningrado, la stazione di frontiera di Beloostrov, ma ne saranno respinti il giorno dopo. D’altronde, come si è detto, la loro volontà politica è di non superare i confini della Carelia orientale, regione che avevano dovuto cedere l’anno prima ai sovietici. Da parte tedesca, ha inizio il cannoneggiamento di Leningrado. Le truppe di von Leeb minacciano direttamente la piazzaforte. di cui ha inizio il lungo e durissimo assedio.
    Il gen. Jodl si reca espressamente da Mannerheim per convincerlo a proseguire l’offensiva, ma il vecchio generale rifiuta.
    Atlantico.Il cacciatorpediniere statunitense Greer informa di essere stato attaccato da un sommergibile tedesco 175 miglia a sud-ovest delle coste islandesi.
    5-6 settembre
    *****
    7 settembre
    Fronte sovietico.Violenti bombardamenti terrestri e aerei su Leningrado. Vengono sganciate anche mine a scoppio ritardato, che provocano molti morti. Ma il maggior problema dei difensori è quello di sfamare 3 milioni di persone.
    Mediterraneo.Il mercantile statunitense Steel Seafarer viene affondato da aerei tedeschi nel Golfo di Suez.
    8 settembre
    Fronte sovietico.I finlandesi tagliano la ferrovia Leningrado-Murmansk a Lodeinoe Pole e minacciano Petrosavodsk sul Lago Onega.
    9 settembre
    Fronte sovietico.Nel settore di Leningrado è schierata la divisione Azul, formata da volontari spagnoli anticomunisti. Seguitano implacabili i bombardamenti tedeschi contro la città.
    Italia.Incursione aerea inglese su Reggio Calabria e Messina. Questi attacchi sulla Sicilia hanno ormai raggiunto una periodicità quotidiana.
    10 settembre
    Fronte sovietico.Forze congiunte degli Heeresgruppen Centro e Sud convergono su Kiev, scontrandosi con l’accanita resistenza sovietica. Il Gruppo corazzato di von Kleist sfonda sul Dnepr; cosi anche il Gruppo corazzato di Guderian, che raggiunge Konotop.
    11 settembre
    Fronte sovietico.Settore settentrionale. La situazione di Leningrado è disperata. La razione di pane, che il 2 settembre è stata portata a 600 grammi per gli operai, 350 per gli impiegati, 300 per tutti gli altri, compresi i ragazzi, è ulteriormente ridotta di 50 grammi. Il pane è fatto di tutto: segale, crusca, lino, soia, malto, e anche di farina di grano. La gente nasconde i morti per poter usufruire della loro tessera alimentare. Non vi è luce, nè riscaldamento. La gente incomincia a morire di freddo e di inedia.
    Vorosilov va in prima linea, nella speranza di trovare morte eroica sul campo. A salvare la città dal caos arriva Zukov, che nel giro di tre giorni riorganizza le difese. I tedeschi sono certi di poter prendere per fame la città. D’altronde, non è intenzione di Hitler di accettarne la resa, per non doversi accollare l’onere del mantenimento di quell’enorme massa di persone. Le truppe tedesche hanno l’ordine di sparare contro i profughi che si dirigono verso le loro linee, e di non molestare invece quelli che scappano verso oriente, dove andranno ad aumentare il caos. Frattanto, sotto l’energica guida di Zukov, Leningrado è fortificata strada per strada.
    Stati Uniti.Dopo l’attacco del 4 settembre al cacciatorpediniere Greer, il presidente americano Roosevelt impartisce l’ordine “Shoot First!” (“tirate per primi”) a tutte le navi che pattugliano la zona di sicurezza. In pratica Roosevelt ordina alla forza navale americana di attaccare qualsiasi unità che minacci il libero transito sui mari dei mercantili statunitensi e di quelli scortati da forze americane.
    12 settembre
    Fronte sovietico.I Panzergruppen di von Kleist e Guderian si congiungono a Romny,170 km a est di Kiev, chiudendo in un’enorme sacca la 5à e la 38à armata sovietica di Budénnij e Timosenko. Prezioso il contributo dato alle operazioni dalla II Luftflotte.
    13-14 settembre
    *****
    15 settembre
    Fronte sovietico.Settore settentrionale. Il pericolo immediato dell’occupazione di Leningrado da parte dei tedeschi è evitato, ma l’unica speranza di sbloccare la città è di aprire una breccia nel cerchio d’acciaio che la stringe, a parte la via d’acqua del Ladoga. Ma gli eroici tentativi di contrattacco sono sterili: la linea formata dai tedeschi fra Mga e Sinjavino è cosi salda che potrà essere sfondata solo nel febbraio del 1944. Nel momento attuale, le riserve di viveri di cui dispone la piazzaforte sono sufficienti per un mese, mediamente, quelle di zucchero per due.
    16 settembre
    Stati Uniti.Il Dipartimento della Marina americana annuncia che la sua flotta atlantica proteggerà i convogli di materiale diretti ai paesi interessati alla legge “Affitti e prestiti” fino al limite del 260 meridiano Ovest.
    Iran.Contravvenendo agli accordi armistiziali, gli Alleati occupano la capitale Teheran. Per protesta, lo sci'à abdica a favore del figlio Mohammed Reza Khan.
    17 settembre
    Fronte sovietico.Si chiude ermeticamente la grande sacca di Kiev. I tedeschi occupano il bacino del basso Dnepr.
    18 settembre
    *****
    19 settembre
    Fronte sovietico.Fine della battaglia di Kiev. I tedeschi occupano la città. Avanzando fra le rovine, devono lamentare molti morti perché i sovietici hanno minato tutto.
    Secondo le fonti tedesche, nella sacca i sovietici perdono oltre 600.000 prigionieri, 2500 pezzi di artiglieria e 1000 carri armati. Sempre secondo fonti tedesche, dall’inizio delle operazioni al 31 agosto la Wehrmacht ha avuto sul fronte orientale 86.000 morti, 20.000 dispersi, 292.000 feriti. Circa 4000 uomini sono caduti prigionieri dei sovietici.
    Gibilterra.Un gruppo di assaltatori italiani sbarcati dal sommergibile Sciré affonda 30.000 t di naviglio nemico alla fonda nella rada della Rocca.
    20-22 settembre
    *****
    23 settembre
    Inghilterra.Si costituisce a Londra il Comité National Frangais con a Capo il gen. Charles De Gaulle che guiderà la lotta aperta e clandestina Contro l’occupante tedesco.
    24 settembre
    Mediterraneo.Diretto a Malta, parte da Gibilterra un grosso convoglio scortato da una imponente formazione navale agli ordini dell’ammiraglio Somerville : fanno parte della scorta 3 corazzate (Nelson, Rodney, Prince of Wales), 5 incrociatori, 18 cacciatorpediniere e la portaerei Ark Royal. L’operazione viene battezzata “Halberd”.


    Alla Carta Atlantica, redatta da Churchill e Roosevclt durante la conferenza nelle acque di Terranova. dal 9 al 14 agosto,danno la loro adesione 15 governi (alcuni dei quali in esilio): Australia, Belgio, Canada, Cecoslovacchia, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Iugoslavia, Lussemburgo, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Sudafrica, URSS.
    25 settembre
    *****
    26 settembre
    Stati Uniti.Il comando della marina statunitense ordina la protezione di tutte le navi che solcano le acque “difensive” americane nonché il rilevamento e, ove possibile, l’attacco ad ogni unità italiana e tedesca che si trova in tali acque.
    27 settembre
    Fronte sovietico.Nel settore meridionale, i tedeschi occupano Perekop: sono ormai all’imboccatura della penisola di Crimea.
    Mediterraneo.Un aereo S-84 del 36° stormo italiano colpisce con un siluro, ma in maniera non grave, la corazzata Nelson, una delle unità che scortano il convoglio partito il 24 settembre da Gibilterra diretto a Malta.


    Si registrano torbidi e repressioni in Boemia, dove è stato nominato Reichsprotektor il gen. Reinhard Heydrich (il “razzista ariano con la nonna ebrea”) in sostituzione del meno rigido von Neurath.


    In USA, nel cantiere navale di Baltimore viene lanciata la Patrick Henry, la prima nave “Liberty”, un tipo di mercantile da 10.000 t, di costruzione altamente razionalizzata, di cui si costruiranno migliaia di esemplari.
    28 settembre
    Africa Orientale Italiana.Il presidio italiano di Uolchefit, nell’Amara, sulla strada Adua-Gondar, si arrende per fame agli inglesi.
    Malta.Il convoglio britannico dell’operazione “Halberd” raggiunge praticamente indenne l’isola dove sbarca complessivamente 50.000 di materiale: Malta ha cosi scorte sufficienti per resistere fino al maggio 1942.
    29 settembre
    A Mosca, ha inizio una conferenza cui prendono parte per la Gran Bretagna Lord Beaverbrook, per gli Stati Uniti Averell Harriman e per l’Unione Sovietica Vjaceslav Molotov, allo scopo di concordare un piano di aiuti da fornire d’urgenza all’URSS.
    Fronte Sovietico.Nel settore meridionale, ha inizio la penetrazione tedesca nel Donbass, l’importante bacino del Don.
    30 settembre
    Fronte sovietico.Settore settentrionale. Dopo duri combattimenti, reparti finlandesi infrangono le difese sovietiche a Petrosavodsk.
    Settore centrale. Si predispongono le forze per l’offensiva contro Mosca. Settore meridionale. L’11à armata tedesca, con il concorso di truppe italiane, infligge una sconfitta ai sovietici a Petrikovska.


    Da giugno a tutto settembre italiani e tedeschi hanno perduto 270 mila t di naviglio mercantile.
    Mediterraneo occidentale.Due caccia inglesi affondano il sommergibile italiano Adua.



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