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Discussione: argomento di discussione: cinemaware

  1. #1
    Dan Hero
    ospite

    Predefinito argomento di discussione: cinemaware

    Al giorno d’oggi il concetto di ‘film interattivo’ è pesantemente abusato.
    Lo era maggiormente nella prima metà degli anni ’90 quando l’utilizzo del cd come supporto aveva spazzato via i vecchi floppy disk. I filmati digitalizzati erano all’ordine del giorno; interi giochi anzi erano costruiti attorno agli stessi, relegando la giocabilità spesso e volentieri a livelli basilari, quasi paragonabile a quella dei vecchi laser games. Era il prezzo da pagare per il progresso, per ‘vivere’ da protagonisti un film sullo schermo del proprio pc.
    Al di la dei commenti personali su questa tendenza del mercato, difficilmente riportabili su queste pagine senza l’ausilio della censura, vorrei farvi tornare indietro per un attimo al 1986, ere geologiche fa informaticamente parlando. Il commodore 64 era l’home computer per eccellenza e sfornava software di qualità, nascva Zzap! In Italia e l’Amiga 500, versione economica e per le masse dell’Amiga 1000 mostrava al mondo con il suo collega/rivale Atari ST le possibilità delle nuove macchine a 16 bit. Possibilità che onestamente non andavano oltre il workbench, un paio di word processors, interfacce midi rudimentali e la conversione di Marble Madness. In quell’anno un signore con la passione per il cinema di nome Bob Jackob ebbe un’idea mica male: combinare le sue spiccate capacità di storytelling con le emergenti tecnologie informatiche a 16 bit sarebbe stato un biglietto da visita notevole per il mondo di Hollywood, un lasciapassare che lo avrebbe in futuro condotto all’ambita carriera cinematografica. Affiancato dalla moglie Phyllis, decisamente più pratica di lui sul piano economico/manageriale, Jackob non sapeva di scrivere la storia quando radunò sotto di se un gruppo di creativi più unico che raro, gente che condivideva la sua passione per la narrazione così come le sue vedute; David Riordin aveva un background hollywoodiano che di per se era un must e John Cutter aveva uno straordinario talento come game designer, per dirne solo un paio.
    Quando nei negozi di computer americani, abituati ai word processor di cui sopra, l’Amiga cominciò a suonare la fanfara di Defender of the Crown, primo titolo della neonata software house, le mascelle cominciarono a cadere a raffica. Nulla e nessuno poteva prepararci a tanta magnificenza e le immagini di quel gioco fecero il giro del mondo, mostrate su tutte le riviste videoludiche dell’epoca con commenti che definire lusinghieri sarebbe eufemistico. Il dado era stato tratto e il nome della Cinemaware era sulla bocca di tutti. Cosa aveva di speciale Defender of the Crown? A parte la grafica semplicemente incredibile delle schermate, fisse o animate che fossero e il sonoro entrato a buon diritto nella storia cosa rimaneva? Cosa c’era di tanto intrigante da differenziarlo dai war games dell’epoca? Beh, noi non eravamo solo i difensori della corona col nostro anonimo esercito da condurre contro anonimi generali nemici, noi eravamo per una volta gli eroi di una storia magistralmente raccontata. I titoli di testa con tanto di credits, l’incontro con Robin Hood, la damigella da salvare dai malvagi sassoni (che ci avrebbe ricompensato per le nostre eroiche gesta…), le scene d’intermezzo con i cospiratori, i tornei dove mettere in gioco il proprio valore, gli assedi e i raid ai castelli nemici e il magnifico finale…Anche se alla fine il gioco era un war game abbastanza semplice supportato da sequenze arcade, era retto da una narrazione e un’atmosfera mai visti prima. E quella formula apparentemente semplice ma incredibilmente coinvolgente valse alla Cinemaware la sua fama: giochi prevalentemente strategici con sequenze arcade tecnicamente e graficamente ineccepibili e scene d’intermezzo grandiose e cariche d’atmosfera: tutto quello che serviva per vivere un film combinando in una geniale alchimia avventura, azione e strategia in ogni singolo gioco. Perché alla cinematografia hollywoodiana, vera chimera di mr. Jackob, la produzione della Cinemaware si rifaceva, dall’epopea degli uomini razzo di Racket Ranger ai gangster movies di King of Chicago, dalla leggenda di Robin Hood ai viaggi in mare dell’eroico Sinbad, dai b-movies anni 50 di It came from the Desert ai cavalieri del cielo di Wings. La qualità artistica dei prodotti era fuori discussione: artisti come Rob Landeros, Jeff Hilbers, Jeff Godfrey e John Duggan sono tuttora ricordati per un talento incredibile, specie alla luce di quel che erano in grado di realizzare con i tools di sviluppo di allora. Solamente con It came from the Desert la casa americana chiese ai suoi fan il sacrificio di equipaggiare gli Amiga con l’espansione di memoria ma il risultato tutt’oggi parla da solo: l’avventura nella città di Lizard Breath contro le mega formiche radioattive è considerata una vera e propria opera d’arte a 16 bit, tanto amata dai fan da convincere per la prima volta i programmatori a crearne un seguito sotto forma di data disk (Antheads) e ad investire nell’allora nascente campo dei cd-rom per svilupparne una versione con attori in carne ed ossa. Ma il talento cinematografico di questa casa non si fermò qui, producendo la serie dei TV Sports, simulazioni sportive d’altissimo livello che combinavano una realizzazione tecnica in linea con gli standard ai quali avevano abituato (viziato oserei dire) i propri fan con la magia made in Cinemaware. Tocchi di classe come il cronista che annunciava l’esordio della partita, gli sponsor con i loro demenziali spot, i balletti delle cheerleades, i commenti al termine dell’evento in studio e tanto altro donarono alla serie un feeling inequivocabile; sembrava davvero di assistere ai playoffs in televisione e il tutto senza digitalizzazioni, filmati, fullmotion video e roba simile. E la giocabilità, sostenuta da numerosissime opzioni che andavano dalla singola partita alla simulazione di un’intera stagione passando per la possibilità di modificare i roster dei giocatori e offrendo la possibilità di giocare con un amico era, se non maggiore, almeno all’altezza della realizzazione dei giochi. Ma le cose belle, si sa, non durano per sempre. Nel 1991 la Cinemaware dichiarò bancarotta. In Italia lo venimmo a sapere all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno, in un editoriale scritto da un insolitamente severo Stefano Gallarini per la rivista The Games Machine: la software house più amata del mondo a 16 bit era stata stroncata dalla pirateria. I prezzi richiesti per sfornare simili capolavori erano divenuti insormontabili per gli scarsi introiti del software originale venduto. Sfortunatamente non fu il solo motivo. Prima di tutto il problema è da ricercare nelle piattaforme supportate: l’amiga era il top nella fine anni ’80 ma il mercato negli stati uniti era saldamente in mano al c64 e ai compatibili IBM; la Cinemaware realizzava conversioni tecnicamente inferiori per queste piattaforme dovute ai limiti dell’hardware, ma quando la scheda VGA con i suoi 256 colori su schermo cominciava a diffondersi a macchia d’olio così come il software dedicato ai compatibili, continuare a supportare il 16 bit Commodore fu una mossa pericolosa.
    Stesso discorso di marketing può essere esteso al settore console; Jackob firmò per supportare il Turbograph 16 per motivi finanziari (soldi, maledetti e subito per giunta: la compagnia aveva imboccato la parabola discendente e aveva bisogni di fondi…) . Una pessima scelta poiché l’alternativa era il Genesis a cui tutti i programmatori aspiravano basandosi su un familiare processore 68000 ed essendo a tutti gli effetti un ‘vero’ 16 bit ma il prezzo richiesto dalla Cinemaware per sviluppare su tale macchina fu accolto con un sonoro rifiuto in casa Sega. E quando la console Nec andò a fondo…
    Un ennesimo motivo fu la mancanza di fondi per permettersi di pensare in grande: dopo aver smesso di essere solo una compagnia sviluppatrice, la Cinemaware abbandonò il marchio Mindscape e distribuì il proprio software con tutte le spese di gestione e produzione che ne derivano. Un altro motivo fu la creazione della sottoetichetta Spotlight software, creata per distribuire nel mercato americano software europeo, un buon modo per macinare soldi extra da investire nelle produzioni ‘casalinghe’. Purtroppo non andò così: correzione di bug nei programmi e di testo dei manuali necessitavano tempo e manodopera dando così un ulteriore colpo alle finanze (e anche al buon nome: nonostante il marchio Spotlight software in copertina, il logo Cinemaware era presente sul retro delle confezioni…) della casa.
    Al giorno d’oggi poche case possono vantarsi di aver donato ai propri giochi un taglio cinematografico degno delle produzioni Cinemaware. Chris Roberts con il suo Wing Commander e la Dynamix con titoli di nicchia come David Wolf Secret Agent possono dire di essersi avvicinati con un buon margine di successo. Nel 2000 la compagnia ha riaperto i battenti ad opera di Lars Batista e Sean Vesce (MechWarrior2, Interstate '76 e Slave Zero) ma non ha fatto altro che riproporre vecchi titoli con grafica aggiornata (Robin Hood Defender of the Crown e le edizioni portatili per GBA di Wings, The Three Stooges e Defender of the Crown) non accogliendo il favore del mercato attuale, abituato a standard decisamente alti e poco incline a remake e porting di giochi oramai sconosciuti alle masse e capace di far presa solo su una minoranza di nostalgici. Attualmente i progetti futuri sono bloccati, il che non fa ben sperare per la sorte di marchio tanto leggendario.

    qualcuno ha voglia di aggiungere altro e di discutere? ho preparato questo articoletto (da rivedere e correggere in toto tra le altre cose, sia per grammatica che per contenuti) per un futuro progetto online e ho pensato di dividerlo con voi amighisti in anteprima per allargare il discorso (limitato in maniera totalmente unilaterale al mio punto di vista quindi tuttaltro che perfetto e infallibile) e prendere spunti extra per portare avanti il lavoro.

    edit: ho incasinato la formattazione, almeno da quel che vedo sul mio pc.

  2. #2
    Il Puppies L'avatar di PowerOric
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    Predefinito Re: argomento di discussione: cinemaware

    MAMMA MIA CHE PAPIRO!!!!

    L'ho leggiucchiato a spizzichi e bocconi, per una lettura attenta ho bisogno di prendermi una settimana di ferie ...

    Comunque all'epoca i prodotti Cinemaware erano capolavori indiscussi poichè rappresentavano un mondo dettagliato e verosimile a fronte di controparti videoludiche in cui dominavano SPRITES cubettosi, minimalisti e scarsamente rappresentativi della realtà ... da qui deriva il loro successo, oggi irripetibile poichè tutti i prodotti tendono ad un avvicinamento del mondo reale, aumentano le texture per descrivere i dettagli di un'automobile, disegnare le espressioni facciali etc.etc. ... se pure uscisse un nuovo Dragon's Lair in cui, al posto dei magnifici disegni di Don Bluth (si chiama così ???) ci fossero immagini reali, questo sarebbe destinato a precipitare nell'oblio in assenza di altri parametri per rendere un videogioco un capolavoro!

    Quindi CINEMAWARE ha contribuito con un "boost" alla lenta ma inesorabile trasformazione del videogioco in cui il protagonista non è più rappresentato da una manciata di pixel, in cui è possibile una sorta di "identificazione" con quello che si vede sullo schermo ... oggi questa fase è superata e questo processo è grossolanamente avvenuto ... adesso l'identificazione avviene attraverso lo sviluppo di modelli comportamentali (migliorare le intelligenze artificiali, consentire alla Lara Croft di turno azioni e movimenti sempre più vari e raffinati, perfezionare il modello di guida di un veicolo verso il realismo più spinto)

  3. #3
    Dan Hero
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    Predefinito Re: argomento di discussione: cinemaware

    molto bello, mi piace
    inevitabnilmente l'hardware performante ha contribuito al passaggio al livello di realismo successivo, ma certamente c'era di più sotto. l'immedesimazione a mio avviso era dettata dalla realizzazione delle ambientazioni e dal concetto di film interattivo dove la grafica era il giusto complemento, il media per rendere usufruibile alle masse tanto impegno a livello di narrazione: guardiamo i titoli dell'epoca analoghi; di war games (se vogliamo prendere in esempio defender of the crown o lords of the rising sun) con trame e ambientazioni potenzialmente vincenti ce ne erano eccome (i titoli della ssi dedicati a DnD tipo dragons of flame o war of the lance ad esempio) ma nulla si avvicinava alla magnificienza della cinemaware. allo stesso modo 'demo grafiche' (tipo dragon's lair o sword of sodan) esistevano ugualmente(la discovery soft creò il suo nome su di loro) ma si limitavano a brutali display di grafica, spogli della cura per il contesto e l'ambientazione che la cinemaware sapeva dare.
    il tutto IMHO

  4. #4
    Il Nonno L'avatar di Hellfire
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    Predefinito Re: argomento di discussione: cinemaware

    io l'ho sempre detto che ciò che differenzia un buon gioco dal capolavoro sono i dettagli, e alla cinemaware erano maestri di questo
    non credo sia questione di tecnologia che avanza a rovinare la bellezza dei giochi, così come posso fischiettare diversi brani di defender of the crown e wings (quest'ultimo lo adoravo, anche se non sono mai riuscito a finirlo, luuuuuungo) posso farlo con deus ex o system shock 2

    qualcuno potrebbe obiettare la ripetitività di fondo dei "giochini" in cui erano spezzate le creazioni cinemaware, in effetti lo schema degli stessi era semplice (abbatti tutti gli aerei, smitraglia gli omini nelle trincee, bombarda gli edifici prestabiliti), ma era il come fossero tenuti insieme, con stile, con un'ostentazione di ricchezza grafica non fine a se stessa, a dare ulteriore spinta
    come già detto, non era "abbatti tutti gli aerei rossi", ma "cacchio, quello potrebbe essere il barone rosso, o se non è lui è ugualmente un grande pilota perchè ne ha appena abbattuti cinque dei miei"
    umh... ma è davvero così importante analizzare l'alchimia di questi capolavori? non credo, l'importante è che divertano

    grande merito alla cinemaware per aver precorso i tempi di oltre un decennio, peccato che lo sviluppo, raggiunto il bivio tra apparenza e sostanza, abbia preso la via sbagliata

  5. #5
    Il Puppies L'avatar di PowerOric
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    Predefinito Re: argomento di discussione: cinemaware

    IT CAME FROM THE DESERT 2

    Oggettivamente, un capolavoro ... l'ho rigiocato recentemente grazie a un emulatore, è mi ha riproposto paro paro le sensazioni di angoscia frustrazione e inquietudine che provai alla sua epoca ...

    ... sarebbe bello poterlo rigiocare in una veste attualizzata (e senza i caricamenti eterni dei malefici floppy) ... basta con il gameplay uniformato in stile supermarket!

  6. #6
    Il Puppies L'avatar di PowerOric
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    Predefinito Re: argomento di discussione: cinemaware





  7. #7
    Shogun Assoluto L'avatar di Joe Slap
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    Predefinito Re: argomento di discussione: cinemaware

    La Cinemaware credo sia la software house che meglio ha rappresentato l'effettivo potenziale dei 16 bit. Sono stati anche molto coraggiosi, innovarono proprio in un momento di ristagnamento di idee, dove nessuno voleva rischiare proponendo qualcosa di diverso, di più impegnativo.
    Rischiarono molto anche perchè cercare di creare dei giochi con sfumature (beh, molto più che sfumature) e tinte cinematografiche fu davvero una scelta ambiziosa e il rischio di fare brutta figura era altissimo. Invece riuscirono a stupire e scuotere il mercato..
    Io credo che da lì iniziò il vero avvicinamento (anche se lentissimo nell'evolversi) del videogame al cinema, forse oggi possiamo godere di capolavori quali Metal Gear Solid o Max Payne, grazie a chi rischiò così tanto dimostrando le potenzialità del videogame, come media.
    La Cinemaware di oggi è solo un'ombra, ma spero che tornerà a marchiare giochi di qualità. Il problema è che quell'organico spaventoso non ce l'ha più..

    Complimenti Danny, ottimo lavoro, se lo sistemi un pò è perfetto come articolo!!

  8. #8
    Shogun Assoluto L'avatar di Joe Slap
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    Predefinito Re: argomento di discussione: cinemaware

    Condiamo il tutto con un pò di screen shots.

    Defender Of The Crown








    It came from the Desert










    TV Sport: Basketball







  9. #9
    Shogun Assoluto L'avatar di Joe Slap
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    Predefinito Re: argomento di discussione: cinemaware

    TV Sports: Football








    Wings








    It came for the dessert

  10. #10
    Il Puppies L'avatar di PowerOric
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    Predefinito Re: argomento di discussione: cinemaware

    TV SPORTS BASKETBALL

    L'ho giocato alla follia (e non amo neanche il basket) ... alla fine i floppy credo si siano smagnetizzati ...

    anche WINGS è veramente bello bello bello!

  11. #11
    Il Puppies L'avatar di Knightmare
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    Predefinito Re: argomento di discussione: cinemaware

    Mitico anche Rocket Ranger (era della Cinemaware, vero?)

  12. #12
    Dan Hero
    ospite

    Predefinito Re: argomento di discussione: cinemaware

    si, è stato tra l'altro il primo titolo cinemaware recensito su tgm (99% sul numero 3) nonchè illustre ospite sul numero uno di K (dicembre 198.
    ho anche una recensione se può interessare a qualcuno, sempre per il mio progetto di cui sopra.

  13. #13
    Il Nonno L'avatar di MCMXC
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    Predefinito Re: argomento di discussione: cinemaware

    Interessa!

  14. #14
    Shogun Assoluto L'avatar di Joe Slap
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    Predefinito Re: argomento di discussione: cinemaware

    MCMXC ha scritto lun, 01 agosto 2005 alle 21:28
    Interessa!

  15. #15
    Il Puppies L'avatar di PowerOric
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    Predefinito Re: argomento di discussione: cinemaware

    Joe Slap ha scritto mar, 02 agosto 2005 alle 08:46
    MCMXC ha scritto lun, 01 agosto 2005 alle 21:28
    Interessa!
    Interessa ... solo se non è lunga come il preambolo di inizio-thread

  16. #16
    Dan Hero
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    Predefinito Re: argomento di discussione: cinemaware

    lol!
    beh, ad essere lunga è lunga comprendente commento e box sui sottogiochi, riferimenti cinematografici e cotillon.
    ma è resa più snella (come sarebbe più snello l'articolo in apertura) grazie al corredo delle foto che spezzano il flusso di dati con qualcosa con cui rifarsi gli occhi
    in effetti nuda e cruda non renderebbe, cercherò di mettere in sesto il sito nel fine settimana dato che vo in ferie (lo dico ma non lo faccio mai - uppare il lavoro, non ad andare in ferie-)

  17. #17
    L'Onesto L'avatar di samo79
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    Predefinito Re: argomento di discussione: cinemaware

    Fenomenale Cinemaware, i due It Came From The Desert sono delle vere e proprie pietre miliari del panorama ludico

  18. #18
    Shogun Assoluto L'avatar di Joe Slap
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    Predefinito Re: argomento di discussione: cinemaware

    Up per conservare questo topic in previsione dell'APOCAFUD.

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