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Discussione: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

  1. #1
    keiser
    ospite

    Predefinito [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    Qualche giorno fa è arrivata in redazione la review copy di Call of Duty, il nuovo shooter bellico di Activision sviluppato dalla Infinity Ward. Senza voler anticipare alcunchè della recensione, senza voler nulla togliere alla qualità del gioco (anzi), vi devo confessare che dopo il tutorial e metà della prima missione ho deciso che non l'avrei più toccato. E, ribadisco, non perchè non sia bello, al contrario: una volta paracadutato oltre le linee nemiche, con i proiettili che ti fischiano sulla testa, il rumore dei cannoni in lontananza, i traccianti che illuminano la notte, la sensazione di trovarsi in Normandia è quantomai forte.
    Mi rendo conto che il terreno su cui mi sto inerpicando è piuttosto spinoso, e finisce col toccare argomenti estremamente personali: che cosa ci si aspetta da un videogioco? Puro divertimento? Svago per la mente? O magari si cerca un maggiore coinvolgimento, anche mentale, un'esperienza che ci permetta di comprendere meglio alcuni eventi? Domande che calzano alla perfezione anche nel cinema, nei fumetti e nella musica. "Salvate il soldato Ryan", "La sottile linea rossa": grandi film, ma non credo che li rivedrò tanto presto, e il motivo è lo stesso. Un simile coinvolgimento (supportato da una descrizione molto realistica) in eventi così drammatici non rientra, attualmente, in quello che io personalmente considero "videogioco". Leggero, forse superficiale, oggi sono così.

  2. #2
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    keiser ha scritto lun, 10 novembre 2003 alle 10:35
    Qualche giorno fa è arrivata in redazione la review copy di Call of Duty, il nuovo shooter bellico di Activision sviluppato dalla Infinity Ward. Senza voler anticipare alcunchè della recensione, senza voler nulla togliere alla qualità del gioco (anzi), vi devo confessare che dopo il tutorial e metà della prima missione ho deciso che non l'avrei più toccato. E, ribadisco, non perchè non sia bello, al contrario: una volta paracadutato oltre le linee nemiche, con i proiettili che ti fischiano sulla testa, il rumore dei cannoni in lontananza, i traccianti che illuminano la notte, la sensazione di trovarsi in Normandia è quantomai forte.
    Mi rendo conto che il terreno su cui mi sto inerpicando è piuttosto spinoso, e finisce col toccare argomenti estremamente personali: che cosa ci si aspetta da un videogioco? Puro divertimento? Svago per la mente? O magari si cerca un maggiore coinvolgimento, anche mentale, un'esperienza che ci permetta di comprendere meglio alcuni eventi? Domande che calzano alla perfezione anche nel cinema, nei fumetti e nella musica. "Salvate il soldato Ryan", "La sottile linea rossa": grandi film, ma non credo che li rivedrò tanto presto, e il motivo è lo stesso. Un simile coinvolgimento (supportato da una descrizione molto realistica) in eventi così drammatici non rientra, attualmente, in quello che io personalmente considero "videogioco". Leggero, forse superficiale, oggi sono così.
    Sensazioni simili le provai quando dopo l'attacco all'Iraq ripresi per breve tempo America's Army e se non sbaglio giocavo il demo di Vietcong. Mi sembrava di stare facendo qualcosa di sbagliato.
    Dunque non mi sento di considerarti una persona superficiale. Direi 'sensibile'. E non è un demerito.

  3. #3
    Il Fantasma L'avatar di BluEdoG
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    La stessa cosa che ho provato in medal of Honor durante lo sbarco in omaha beach.
    Francamente non so cosa pensare, certo non è piu' videoludo, però si corre pure il rischio di dimenticare (francamente la scuola è sterile sotto questo punto di vista, io ho sempre visto la "grande guerra" come un dato di fatto cronologico e' stato piu' istruttivo il cinema).
    C'è da domandarsi chi le esperienze le ha vissute dal vivo cosa pensa vedere qualcuno che "gioca" su quei giorni che gli hanno cambiato la vita.

  4. #4
    Il Puppies L'avatar di Boomer
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    Non ho capito se ti infastidisce il realismo della riproduzione, oppure l'inopportuno uso di eventi così drammatici per farne un videogioco (film, libro, ecc).
    Io penso che non riuscirei a giocare un titolo come call of duty se non fosse coinvolgente e realistico.
    Del resto l'obiettivo di film e videogiochi del genere è quello di gettare l'osservatore in un mondo il più realistico possibile.
    Per troppo tempo il cinema ha dipinto la guerra come una cosa onorevole, dove l'eroe di turno si gettava a capofitto in situazioni assurde col sorriso sulle labbra.
    Poi qualcuno ha pensato di rendere i film di guerra più realistici:
    ammetto che la mia prima visione di salvate il soldato ryan mi ha lasciato un po' scosso, ma poi ho letto libri, biografie e resoconti, e mi sono reso conto che spielberg è stato tutto sommato clemente.
    per quanto riguarda i videogiochi, ognuno ha i suoi gusti.
    ci sono persone che in un gioco di corse vogliono un approccio arcade , altri una simulazione , nei giochi di guerra c'è gente che vuole il realismo a tutti i costi, altri vogliono poter impersonare rambo
    Ad ognuno il suo

  5. #5
    dygez
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    Io trovo che giocare su simili eventi non sia affatto un sintomo di poca sensibilità. Anzi, tutta la campagna russa del suddetto gioco m'ha fatto, quantomeno, "intuire" cosa dovesse essere la seconda guerra mondiale, quali strazi e quali tragedie si fossero compiute.

    Per noi "figli della bambagia" è anzi un'occasione per ricordare e, seppure ludicamente, rivivere le difficoltà e la crudeltà della guerra. Ed anche per ringraziare i nostri nonni per quello che hanno fatto, per cosa ci hanno portato ad avere rischiando la loro stessa vita.

  6. #6
    Suprema Borga Imperiale L'avatar di maxpay
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    Quote:
    Un simile coinvolgimento (supportato da una descrizione molto realistica) in eventi così drammatici non rientra, attualmente, in quello che io personalmente considero "videogioco". Leggero, forse superficiale, oggi sono così.
    per carità superficiale non direi. l'opposto.

    è difficile rispondere con sicurezza alle domande che hai fatto.
    partiamo dal presupposto che le software house sviluppano giochi di guerra xkè hanno capito che vanno per la maggiore...e fin qui ci siamo...
    ora...xke si preferiscono giochi di guerra? per il maggiore realismo suppongo. non a caso operation flashpoint è stato osannato per questo, non certo per il motore grafico.
    faccio due considerazioni:
    -la prima è che può capitare che il coinvolgimento sia cosi tanto che si finisca per non divertirsi..anzi..si ripudia il gioco. è quello che è successo al keiser ed è quello che succede anche in altri giochi, dove i ritmi sono eccessivamente "forti" (e parlo anche di titoli come resident evil o peggio ancora silent hill)
    -la seconda è che lentamente - molto lentamente - il concetto stesso di videogioco si sta deformando, sta prendendo una piega diversa. non a caso un pò di tempo fa lessi una notizia riguardo un gioco -che dovrebbe uscire in tempi non troppo lunghi- nel quale lo scopo principale è quello di fare fotografie ad ho chi min o a non ricordo quale città orientale. praticamente dovete portare le prove di barbarie, razzie e quant'altro. divertimento non c'è ovviamente e un vg del genere può solo servire a farci "capire", ad informarci.

    non so se call of duty possa rientrare in quest'ultima categoria..però effettivamente ho provato il demo e la cosa che mi ha sconcertato di più è stato proprio il realismo ancora migliorato rispetto a MOHAA e compagnia bella.


    Quote:
    Per noi "figli della bambagia" è anzi un'occasione per ricordare e, seppure ludicamente, rivivere le difficoltà e la crudeltà della guerra. Ed anche per ringraziare i nostri nonni per quello che hanno fatto, per cosa ci hanno portato ad avere rischiando la loro stessa vita.
    spero che sia sempre cosi anche se a volte in un vg si ha poco tempo per analizzare e "ricordare", presi dalla frenesia della missione da completare.


    Quote:
    La stessa cosa che ho provato in medal of Honor durante lo sbarco in omaha beach.
    quella parte è incredibile...

  7. #7
    Lo Zio
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    Quindi ne devo dedurre che hai giocato a GTA3 solo per 10 minuti visto che lì non si fa altro che uccidere gente inerme che passeggia per strada...

    keiser ha scritto lun, 10 novembre 2003 alle 10:35
    Leggero, forse superficiale, oggi sono così.
    Eggià...

  8. #8
    Il Fantasma L'avatar di BluEdoG
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    uakiki ha scritto lun, 10 novembre 2003 alle 12:31
    Quindi ne devo dedurre che hai giocato a GTA3 solo per 10 minuti visto che lì non si fa altro che uccidere gente inerme che passeggia per strada...
    MI sa che non hai compreso bene il quibuz.. in GTA è ovvio (tranne x 2 deficienti di 14anni in USA) che si tratta di un qualcosa di divertente, non è il discorso di uccidere e' il discorso di progresso nei videogiochi. Anche Op. Flashpoint era incredibilmente realistico (memorabili certe missioni!) ma non è mai accaduto, c'era pur sempre un distacco preciso dalla realtà, in Call of Duty sembra davvero di esserci in qualocosa che per fortuna non ho mai vissuto ma mio nonno purtroppo si!
    e a quanto vedo non è una impressione isolata, insomma se è vero che la strada verso il realismo è bella (penso ad un simulatore di F1, sentire le emozioni di Schumacher senza il rischio di ammazzarsi è fantastico, ma ripetere l'orrore, la paura l'impressione di immagini che i nostri nonni non vogliono che noi viviamo e' giusto si o no?

  9. #9
    La Nebbia L'avatar di vladd
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    Parlando con amici spesso entriamo nel discorso "mi piacciono giochi realistici" perchè mi danno la sensazione di vivere veramente la storia nei suoi sviluppi.
    E' vero che giocare alla saga di Commandos piuttosto che a quella di soldier of fortune ci immedesima, nel bene o nel male, nel personaggio perchè siamo portati a pensare a come potrebbe essere una guerra (io non ho fatto il militare) a volte un headshot mi fa venire i brividi perchè penso che ci sono persone al mondo che vivono veramente con la guerra e quindi con la morte.
    Penso che giochi di guerra come MOHAA o Vietcong o Ghost recon siano dei bellissimi giochi dove una dose di tattica si mescola alla violenza pura e ATROCE, ma cerco invano di nascondere in me il sentimento di tristezza che deriva dal pensiero che certe cose succedono davvero.
    E' anche per questo che io adoro i giochi di fantascienza per chè così la mia fantasia lavora in campi meno tristidove i cadaveri da me sparpagliati nelle mappe non hanno un alterego nella realtà...

  10. #10
    Lo Zio L'avatar di j0k3r1976
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    Leggevo tutti i post qui dentro e riflettevo:

    "Ma che potenza hanno i videogiochi ?"

    Nel senso che (concordo appieno con il senso di ansia - almeno nella maggior parte delle situazioni del gioco) a me ha fatto veramente lo stesso effetto che ho provato durante "Salvate il soldato Ryan" mentre erano sbarcati sulla spiaggia.

    Il mio pensiero forse non dà tanto contributo alla questione, ma pensavo : "E se finalmente i giochi fossero utilizzati per diffondere VERA cultura ?"

    Io credo che un'emozione del genere (ovviamente agli occhi di una persona sana di mente) vale più di mille documentari !

  11. #11

    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    ...Ma si parla di videogiochi no?!...

    ...E se son realistici e trasportano _virtualmente_ chi ci gioca ,in eventi realmente accaduti anche se molto crudi e sanguinari, non vedo cosa ci sia di male...
    ...in ogni caso quegli avvenimenti ci son stati , e ,farne un videogioco o un film o un libro,non cambia niente, al massimo puo' aiutare chi non c'era a farsi un'idea di quello che e' una parte della nostra storia, in un modo un po' fuori dagli schemi classici della scuola, che molto spesso son noiosi, e fanno perdere interesse verso queste cose...

    ..Cmq...Sai che bello se tutte le guerre le facessero davvero soltanto su PC....

    Vabbe' ,ma quanto scrivo oggi...basta basta..

    Ciau!

  12. #12
    Shogun Assoluto L'avatar di Mithrandir
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    non mi pare ci siam molto da riflettere...se non ce la si sente di giocarci, non lo si fa.
    Viceversa...viceversa.
    E anche un'eventuale discussione su cosa erano, cosa sono e cosa diverrano i videogiochi mi sembra alquanto sterile. I giochi prima erano semplice divertimento, perchè il coinvolgimento era difficile da provocare (vi sfido a dire che vi siete sentiti terrorizzati dai fantasmini di pac-man). Ora i giochi sono divertimento, coinvolgimento o entrambe le cose assieme.
    Alcuni ci fanno sorridere e passare ore spensierate, altri ci attraggono per le emozioni che comunicano.
    Mentre gioco a Medal of honor non ho alcuno scrupolo, visto che non sto' uccidendo gente vera, non sto offendendo alcuna delle persone che hanno vissuto quegli eventi.
    E non è nemmeno questione di sensibilità, chi ci gioca cmq non significa che sia insensibile, ma potrebbe aver semplicemente accettato razionalmente un dato di fatto: "quello che ha davanti è un VG. Non la realtà."
    Se poi il gioco comporta una riflessione sulle vere guerre...ben venga.

  13. #13
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    BluEdoG ha scritto lun, 10 novembre 2003 alle 12:58
    uakiki ha scritto lun, 10 novembre 2003 alle 12:31
    Quindi ne devo dedurre che hai giocato a GTA3 solo per 10 minuti visto che lì non si fa altro che uccidere gente inerme che passeggia per strada...
    MI sa che non hai compreso bene il quibuz.. in GTA è ovvio (tranne x 2 deficienti di 14anni in USA) che si tratta di un qualcosa di divertente, non è il discorso di uccidere e' il discorso di progresso nei videogiochi.
    eh no...qui ti sbagli, a prescindere dal fatto che sono dell'idea che giochi come GTA non siano un "male nella società" (meglio spiegare sennò va a finire che mi si accusa di essere uno di quei bigotti sensazionalisti alla ricerca di capro espiatorio), perchè il discorso dovrebbe essere diverso?
    Cos'è? Una sensibilità selettiva?
    Siccome mio nonno ha partecipato alla guerra allora sono sensibile alla guerra, mi sembra un'ipocrisia (bada non sto' dicendo che tu sia ipocrita, sto parlando dell'idea di base).
    Mentre in GTA uccidi gente inerme, nella realtà ci sono persone che uccidono gente inerme.
    Dove stà la differenza? Nel fatto che quegli eventi hanno minor rilievo? Nel fatto che non stanno sui libri di storia o nei raconti degli anziani?

  14. #14
    keiser
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    Mithrandir81 ha scritto lun, 10 novembre 2003 alle 13:30
    perchè il discorso dovrebbe essere diverso?
    guarda, ti rispondo per quanto mi riguarda (anche perchè non potrei fare altro).
    GTA mi diverte e mi appassiona. CoD no.
    entrambi simulano la realtà, ma per quanto mi riguarda sono estremamente diversi. la differenza sta nel modo in cui la simulano.

    CoD si propone di essere quanto più possibile fedele agli eventi storici accaduti. GTA vuole rappresentare un mondo "eccessivo", alla Quentin Tarantino, per intenderci. o così almeno la vedo io.

    in secondo luogo, GTA raffigura un mondo realistico, ma non necessariamente reale. CoD descrive e ripropone eventi che sappiamo essere accaduti.

    è proprio questa differenza a farmi preferire GTA a CoD. poi, de gustibus, come si diceva qui sopra. il nocciolo della questione sta tutto in quello che noi cerchiamo dal videogioco. e rivivere la Seconda Guerra Mondiale non è quello che io, oggi, cerco.

    ciauciau
    cla

  15. #15
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    Beh, una cosa è certa, fanno pensare. E anche molto.
    Penso che questo si una bene se lo analizziamo sul fatto che nn bisogna dimenticarsi di catastrofi di questo calibro, ma nn so se utilizzarle per il divertimento sia un bene...
    Certo ho finito Call of duty, ma mi sono fermato moltissime volte a riflettere sul fatto che quegli eventi sono successi veramente... Sono stato quasi male durante la prima missione della campagna russa, dove i soldati venivano sacrificati... per la patria.

    ...

  16. #16
    Shogun Assoluto L'avatar di Mithrandir
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    keiser ha scritto lun, 10 novembre 2003 alle 13:36

    CoD si propone di essere quanto più possibile fedele agli eventi storici accaduti. GTA vuole rappresentare un mondo "eccessivo", alla Quentin Tarantino, per intenderci. o così almeno la vedo io.

    in secondo luogo, GTA raffigura un mondo realistico, ma non necessariamente reale. CoD descrive e ripropone eventi che sappiamo essere accaduti.

    è proprio questa differenza a farmi preferire GTA a CoD. poi, de gustibus, come si diceva qui sopra. il nocciolo della questione sta tutto in quello che noi cerchiamo dal videogioco. e rivivere la Seconda Guerra Mondiale non è quello che io, oggi, cerco.

    ciauciau
    cla
    perfetto, se mi riconduci la cosa ad un fattore soggettivo, il discorso è coerente, infatti non criticavo la tua personale opinione, ma il post in cui si dava la diversità oggettiva di GTA come un dato di fatto. Il chè non è vero.
    Tant'è che ritornando ad una questione di gusti, io preferisco giocare ad un Medal piuttosto che ad un GTA.
    E il punto, come hai detto, sta in cosa uno cerca. Il problema, però, non si pone, l'incredibile varietà di VG esistente ha proprio questo scopo, accontentare tutti i palati.

  17. #17
    Shogun Assoluto L'avatar di Mithrandir
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    alphax86 ha scritto lun, 10 novembre 2003 alle 13:47
    ma nn so se utilizzarle per il divertimento sia un bene...
    perchè no?
    Dipende dal concetto di divertimento del singolo individuo.
    E qual è il male nel divertirsi ad un gioco del genere?
    Fa riflettere, perfetto, ha raggiunto un obiettivo in più.


    Il concetto di bene e male è quanto di più relativo possa esistere, l'unica cosa certa è che se io danneggio in qualche modo un altro individuo, quell'individuo considera male la mia azione.

    Ma qui non si danneggia nessuno, è solo questione di dire:
    No, non mi va.
    Si, mi va.

    Niente di più semplice.

  18. #18
    Il Fantasma
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    Credo che tutto ruoti intorno al concetto di "sensazione di esserci", che oramai i Videogiochi, con la V maiuscola, fanno provare. Intendiamoci, la crudezza della situazione, il saper generare ansia, terrore o altra sensazione forte è propria di un prodotto adulto, rivolto ad un pubblico adulto che sceglie liberamente se fruirlo o no. In questo senso che il prodotto sia un film, un libro, un reportage, una rappresentazione teatrale, un quadro, una testimonianza orale, un fumetto o un videogioco, non ha importanza. Perciò, a mio parere, ben vengano giochi come Cod, ma allo stesso tempo comprendo la posizione del Keiser al riguardo. Non penso che il realismo possa uccidere il divertimento, anzi, se non sconfina nel cattivo gusto, può solo esaltarlo. Un piccolo accenno al citato GTA3, che non ho giocato, ma di cui ho letto quasi tutte le recensioni disponibili in rete e pubblicate. Senza scivolare su facili moralismi, ritengo, quantomeno discutibile andare in giro ad uccidere o commettere reati possa essere educativo, ma basta tenerlo lontano dai minorenni ed esplicitarne, in maniera chiara, il contenuto sulla confezione.

  19. #19
    Il Nonno L'avatar di Zerg
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    Ecco come la penso io...
    come diceva sopra il Keiser,il discorso Gta e Call of Duty è molto semplice:il primo simula una realtà mai avvenuta,nel senso che il mondo è quello,le persone sono quelle,ma i fatti narrati probabilmente non accadranno mai,e noi ci divertiamo su questo.Diverso il discorso per Cod.
    Cod ripropone un mondo reale,certo,ma ci fà "divertire" sulle imprese compiute da eroi,quali i soldati che ci hanno tirato fuori da una guerra mondiale;riproponendo un realismo forse esagerato.Lo sbarco in Normandia del primo Mohaa a mio avviso,fa molto pensare...

  20. #20
    Il Nonno L'avatar di Zerg
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    Ecco come la penso io...
    come diceva sopra il Keiser,il discorso Gta e Call of Duty è molto semplice:il primo simula una realtà mai avvenuta,nel senso che il mondo è quello,le persone sono quelle,ma i fatti narrati probabilmente non accadranno mai,e noi ci divertiamo su questo.Diverso il discorso per Cod.
    Cod ripropone un mondo reale,certo,ma ci fà "divertire" sulle imprese compiute da eroi,quali i soldati che ci hanno tirato fuori da una guerra mondiale;riproponendo un realismo forse esagerato.Lo sbarco in Normandia del primo Mohaa a mio avviso,fa molto pensare,così come farà pensare l'assalto a Stalingardo di Call of Duty...

  21. #21
    Lo Zio
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    Mithrandir81 ha scritto lun, 10 novembre 2003 alle 13:24
    I giochi prima erano semplice divertimento, perchè il coinvolgimento era difficile da provocare (vi sfido a dire che vi siete sentiti terrorizzati dai fantasmini di pac-man). Ora i giochi sono divertimento, coinvolgimento o entrambe le cose assieme.
    Ottimo.
    I videogiochi non sono divertimento! I videogiochi sono INTRATTENIMENTO! Quindi possono intrattenere divertendo, terrorizzando, facendo riflettere ecc. Esattamente come accade nel cinema. Voi andate a vedere solo i film che vi divertono? O cercate in un film anche qualcosa di diverso e più profondo? La bellezza di una storia, la tensione, anche la paura...
    Io credo che dall'intrattenimento si cerchino degli stimoli e se un videogioco riesce a darli ben venga! Se poi gli stimoli che dà non ti piacciono per vari motivi... amen! È una cosa personale: non a tutti piacciono gli stessi film...

    PS: ho espresso una mia opinione, se non siete d'accordo replicate pure ma per favore non iniziate il post dicendo "Mi sa che non hai capito..." perché non c'è nulla da capire qui, solo da ragionare. E chi si arroga il diritto di dire che gli altri non hanno capito... non ha capito un bel niente di come si discute!

    Ciaps!

  22. #22
    Suprema Borga Imperiale L'avatar di maxpay
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    Quote:
    E anche un'eventuale discussione su cosa erano, cosa sono e cosa diverrano i videogiochi mi sembra alquanto sterile. I giochi prima erano semplice divertimento, perchè il coinvolgimento era difficile da provocare (vi sfido a dire che vi siete sentiti terrorizzati dai fantasmini di pac-man). Ora i giochi sono divertimento, coinvolgimento o entrambe le cose assieme.
    i videogiochi sono stati via via modificati in forme diverse. nessuno mette in discussione il divertimento e il coinvolgimento, ma è chiaro che non siamo più di fronte a pacman. questo cambiamento - da noi stessi voluto - è un dato di fatto e ovviamente rientra nel discorso, xkè IMHO il mercato si è orientato verso una percentuale di realismo sempre maggiore...

    Quote:
    Io credo che dall'intrattenimento si cerchino degli stimoli e se un videogioco riesce a darli ben venga! Se poi gli stimoli che dà non ti piacciono per vari motivi... amen! È una cosa personale: non a tutti piacciono gli stessi film..
    infatti il discorso è proprio quello cioè come si recepiscono (se si è disposti a recepirli) gli stimoli di un Call of Duty o di un Medal of Honour.
    se mi permetti però il film lo vedo come qualcosa di un pochino pochino diverso. non xkè non ci siano stimoli ma xkè questi sono diciamo "indiretti" rispetto a un videogame. nel videogame interagisci e, ad esempio, una visuale in soggettiva ti immerge di più di un dolby a 6 canali.
    secondo me c'è un'immersione più profonda.

  23. #23
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    maxpay ha scritto lun, 10 novembre 2003 alle 16:27
    Quote:
    E anche un'eventuale discussione su cosa erano, cosa sono e cosa diverrano i videogiochi mi sembra alquanto sterile. I giochi prima erano semplice divertimento, perchè il coinvolgimento era difficile da provocare (vi sfido a dire che vi siete sentiti terrorizzati dai fantasmini di pac-man). Ora i giochi sono divertimento, coinvolgimento o entrambe le cose assieme.
    i videogiochi sono stati via via modificati in forme diverse. nessuno mette in discussione il divertimento e il coinvolgimento, ma è chiaro che non siamo più di fronte a pacman. questo cambiamento - da noi stessi voluto - è un dato di fatto e ovviamente rientra nel discorso, xkè IMHO il mercato si è orientato verso una percentuale di realismo sempre maggiore...
    non credo di aver afferrato il senso di questa risposta...cosa vuoi dire?
    (a parte ovviamente che il mercato si sta orientando verso il realismo?)

  24. #24
    La Nebbia
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    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    Sono d'accordo che si tratti di argomenti molto personali!!
    Ma in fin dei conti i film di denuncia che ricordano episodi veri sono diventati riccorrenti e spesso riscuotono un notevole successo!
    Penso che questo sia positivo!
    Salvate il soldato Rayan da una visione della guerra più realistica di famosi film del passato (il grande uno rosso, il giorno più lungo ecc..) che facevano ancora parte di una forma (anche se involontaria) di propaganda, nella quale mai si mettevano in evidenza le incongruenze e le assurdità della guerra!!
    Questo discorso vale ancora di più per guerre come quella del Vietnam dove le motivazioni erano più deboli e gli orrori più grandi!!
    I VG solo ora stanno allineandosi con questa "nuova" visione della guerra!
    In questi giorni stò "giocando" a Vietcong che risulta un'esperienza snervante, dato che la norma è immedesimarsi ..... mi trovo tra paludi, trappole, imboscate ecc senza sapere bene chi stò combattendo e se riuscirò a raggiungere il prossimo riparo senza essere centrato, c'è solo un imperativo ... sopravvivere!
    Quindi capisco i dubbi del keiser a volte mi chiedo se mi piaccia o se mi abbatta questo tipo di esperienza ... ma devo ammettere che mai nessun film o documentario mi aveva fatto sentire in questo modo l'assurdità della guerra!
    Decisamente esperienze forti da prendersi a piccole dosi!!

  25. #25
    Camaleonte
    ospite

    Predefinito Re: [10/11/2003] Giochi, guerra e divertimento

    gran bel editoriale Claudio..

    anche io sono messo come te..

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