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  1. #1
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    Predefinito Sono Edoardo, di Roma, diploma al liceo classico Orazio, ora studio economia a Milano

    Caro Beppe, dopo Universiday al Teatro dal Verme ho deciso di scriverti. Mi chiamo Edoardo, sono nato a Roma, diploma al liceo classico Orazio e da circa due mesi mi sono trasferito a Milano, dove frequento l’Università Bocconi, corso di Economia e Management in Inglese. La scelta dell’università è stata un percorso lungo dal momento che oggi come oggi, una volta definiti i propri interessi personali, bisogna fare i conti con le opportunità lavorative, di crescita personale, di una solidità economica che non sempre viene garantita e non ultimo la possibilità di una carriera internazionale. E una laurea in inglese mi è sembrata l’opzione più giusta per raggiungere questi obiettivi. Oggi io sono felicissimo della strada che ho intrapreso ma nel contempo mi chiedo: nelle mani di chi lasciamo questa povera Italia? È triste pensare che per migliaia di giovani l’abbandono di questo paese sia un fattore vitale per portare avanti la propria realizzazione personale e lavorativa, semplicemente perché all’estero vengono garantiti una serie di servizi e opportunità in Italia purtroppo inimmaginabili. Perché lasciare che tutti quei “cervelli” che tanto potrebbero fare per risollevare il belpaese debbano fuggire all’estero, in quegli Stati che li aspettano a braccia aperte, e solo perché sanno quanto valore possano apportare alla propria società, sia da un punto di vista economico che culturale? Siamo stufi di vedere l’Italia come il paese delle poltrone, in cui studiare va bene ma conoscere qualcuno è ancora meglio. Un vero cambiamento, che si manifesti come un impatto reale sulla vita delle persone, è sempre più necessario se l’Italia vuole essere un paese democratico e pensare a un futuro prospero e ricco di opportunità per i propri cittadini. Occorre agire e dare una smossa a questo paese, occorre che vengano ri-insegnati i valori nelle scuole, meritocrazia e tanto sudore, questi i due ingredienti per creare i lavoratori e i cives di domani, a partire da una nuova classe dirigente, che possa appunto dirigere il paese e non approfittarsene e pensare a mantenere il posto una volta ottenuto. L’Italia è un paese che ha una potenzialità di sviluppo enorme, tante menti e tanti giovani volenterosi di fare e di apprendere. Ed è proprio su questi giovani che bisogna intervenire, coloro che domani dovranno rappresentare l’Italia. È necessario impegnarsi a fondo in questi obiettivi, magari andare a formarsi all’estero, a imparare e ad aprirsi la mente, ma poi perché non tornare e provare a risollevare con tutte le proprie forze questo paese! E allora, caro Beppe, io ti dico: basta restare a guardare da spettatori, diveniamo protagonisti del cambiamento, diamo l’esempio alla gioventù, perché è solo così, aprendo una nuova strada, che l’Italia potrà rimettersi in carreggiata e tornare a competere con gli altri paesi europei e del resto del mondo.


  2. #2
    Il Nonno
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    Predefinito Re: Sono Edoardo, di Roma, diploma al liceo classico Orazio, ora studio economia a Mi

    al teatro del verme ho visto il concerto di due cantanti filippici,ovviamente il teatro era pieno di teen e trans filippiche

  3. #3
    Shogun Assoluto L'avatar di manuè
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    Predefinito Re: Sono Edoardo, di Roma, diploma al liceo classico Orazio, ora studio economia a Mi

    e tornare a competere
    e quando avrebbe competuto?

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